Albano Laziale (IPA: , usualmente Albano; Arbano in dialetto albanense) è un comune italiano di abitanti della città metropolitana di Roma Capitale, nel Lazio.

Geografia fisica Territorio

Il territorio di Albano Laziale è con la sua estensione di uno dei più grandi dei Colli Albani, il sesto dopo Velletri (112,21 km²), Lanuvio (43,91 km²), Rocca di Papa (40,18 km²), Rocca Priora (28,07 km²) e Marino (26,10 km²). L’area comunale comprende il centro principale e le frazioni di Cecchina e Pavona, con un paesaggio alternato tra aree urbanizzate, zone agricole e porzioni comprese nel sistema naturalistico dei Castelli Romani, con una morfologia collinare di origine vulcanica, e quote e pendenze molto variabili.

Idrografia

La principale risorsa idrografica del territorio albanense è il Lago Albano. La maggior parte delle coste lacustri sono di pertinenza del comune di Castel Gandolfo, mentre le restanti sono in territorio albanense: il bacino lacustre è invece gestito dalla Città metropolitana di Roma Capitale.

Un piccolo bacino lacustre, prosciugato nel corso dei secoli in parte per mano dell'uomo in parte per circostanze naturali, era il laghetto di Giuturna, situato in località Valle Pozzo sotto Castel Savello in prossimità di un altro lago vulcanico prosciugato, il laghetto di Turno a Pavona, in comune di Castel Gandolfo.

Il livello dell'acqua del lago si è progressivamente abbassato rispetto al passato di circa sette metri a causa del depauperamento della falda acquifera. Tale abbassamento ha consentito l'emergere di nuove ampie spiagge utilizzate come stabilimenti balneari.

Nel territorio comunale scorrono alcuni piccoli corsi d'acqua, spesso in secca, denominati fossi. Sono almeno quattro, esattamente partendo da nordIstituto Geografico Militare, Foglio nº 151 della Carta d'Italia - Albano Laziale (ricognizioni generali 1931, ricognizioni parziali 1946).: Fosso di Santa Palomba; si origina da vene d'acqua provenienti dalle alture dei Colli Albani nell'area del centro storico, e scorre in direzione ovest verso la località Santa Palomba, in comune di Roma e Pomezia. Fosso di Cancelliera; si origina da vene d'acqua provenienti dalla località Cancelliera, in comune di Ariccia, a 118 , e continua a scorrere in direzione sud-sud-ovest verso il mar Tirreno. Fosso di Valle Caia; si origina dalla località Quarto Negroni, ai limiti con il comune di Ariccia, presso il chilometro 7 della Strada statale 207 Nettunense, e continua il suo percorso verso il mar Tirreno in direzione ovest. Fosso di Montagnano; si origina da tre canali di scolo di acque che vengono raccolte nella località Montagnano, tra i comuni di Albano, Ariccia e Ardea, e continua in un braccio in direzione ovest per il mar Tirreno.

Orografia

La cima più elevata del comune di Albano è il Colle dei Cappuccini, posto a 615  Dal colle, che ospita una pineta pubblica adiacente al Convento dei Cappuccini, si ha una notevole panoramica sul Lago Albano, l'Agro Romano e Monte Cavo.

Il centro storico di Albano è uno degli abitati dei Castelli Romani con la maggiore pendenza: l'11%, cioè 47 metri su 435, prendendo in considerazione la distanza in linea d'aria tra la cattedrale di San Pancrazio (384 ) e la chiesa di San Paolo (431 ). Altre altitudini disponibili per il centro storico sono quella di Villa Altieri, al chilometro 25 della Strada statale 7 Via Appia (363 ), e della chiesa della Stella (391 ).

L'altura della località Castel Savello è invece di 280 , mentre la sottostante frazione di Pavona è edificata a 110 . La frazione di Cecchina all'altezza della stazione ferroviaria è posta a 212 

Geologia Secondo la classificazione data dal Servizio Geologico d'ItaliaCarta Geologica d'Italia, foglio 150 (Roma), edizione 1967. la maggior parte del territorio albanense è composta, similmente alle altre zone dei Colli Albani, da terreni classificati come v2."Manifestazioni eruttive finali. Brecce piroclastiche d'esplosione con lapilli, proiettili leucocratici, ultrafemici, pirosseniti biotitiche, più xenoliti di lave leucitiche e del substrato, facies cineritiche superiormente straterellate, in strati e banchi consolidati (peperino) rapidamente assottigliatosi allontanandosi dai centri d'emissione (laghetti di Pavona e di Giuturna, v7)". Carta Geologica d'Italia, foglio 150.

L'area di Castel Savello invece è divisa geologicamente in due parti: le pendici del colle sono zona v7, ovvero prodotto di un antico centro d'emissione di lava del Vulcano Laziale, la sommità invece è zona sc, scorie caotiche in grossi banchi. Il bacino di Valle Pozzo o del laghetto di Giuturna, sotto Castel Savello, risulta zona av.

Sia nella zona della moderna espansione edilizia di Albano, tra Villa Doria, Cecchina e Vallericcia, che nell'altura del Colle dei Cappuccini è presente un terreno di tipo scp. La zona della località Roncigliano si differenzia dal contesto circostante in quanto zona sp: a Cecchina sono riconosciuti invece i peperini di Cecchina, che compongono un particolare tipo di suolo classificato come v'1. Una vasta fascia adiacente al cratere di Vallericcia, in località Perlatura, è nella zona v1. Ancora presso Cecchina sono classificate le lave di Cecchina, di composizione s.

Clima

Dal punto di vista climatico il territorio rientra nel dominio del clima temperato mediterraneo con inverni miti, temperature autunnali superiori a quelle primaverili, estati ventilate. Nell'area dei Colli Albani, dunque anche ad Albano, si presenta il fenomeno detto stau, che consiste nella riduzione del vapore acqueo nelle nuvole man mano che il terreno si alza. Perciò la piovosità maggiore si avrà sulle prime alture dei colli, rivolte verso il mare, verso sud sud-ovest, e la minore verso nord. Albano, trovandosi sulla traiettoria delle correnti umide tirreniche, risulta discretamente piovosa con 900– annui di precipitazioni. I venti spirano prevalentemente da sud e da ovest, più raramente da nord e da est.

Normalmente la zona è battuta da venti di scirocco e libeccio, ma talvolta compare anche il ponentino, vento caratteristico della zona di Roma. Durante l'inverno invece si ha la presenza di tramontana e grecale, il primo proveniente dalla vasta pianura dell'Agro Romano.

L'estate è calda e asciutta, l'inverno mite e piovoso senza, in genere, che vengano raggiunte temperatura eccessivamente basse. Ad Albano nevica piuttosto raramente e solo in presenza di un freddo generalizzato marcato. In estate le temperature possono raggiungere i con punte di 37 °C in casi rari. La temperatura non ha mai raggiunto i 40 °C.

Nel periodo 2009-2012, la temperatura minima registrata è stata di −4,9 °C e la massima di 38,5 °C.

Ecco i dati climatici dell'anno 2007 rilevati nelle vicinanze di Albano, benché già in territorio di Ariccia, Ariccia, località Catena, s.l.m.. Sul sito sono disponibili i valori aggiornati all'ultimo anno concluso.:

Diffusività atmosferica: media

Origini del nome L'origine del nome Albano è ancora fonte di discussioni. In epoca romana il territorio dell'attuale Albano Laziale era chiamato Albanum: Albanum (Pompeiani, Domitiani, ecc.) erano chiamate infatti le tenute dei ricchi romani sui Colli Albani (Ager Albanus), e Castra Albana era il nome dell'accampamento fatto costruire da Settimio Severo, entro i confini del fondo Albanum posseduto in precedenza da Domiziano, per alloggiare la II legione Partica. L'ipotesi ritenuta più attendibile riallaccia questi toponimi alla radice indoeuropea *alb/*alp indicante una località elevata, il Mons Albanus (oggi monte Cavo) in questo caso, che nel contempo fosse centro di culto e di pascolo comune (compascuo). Altre ipotesi, ritenute tuttavia meno valide, riallacciano il toponimo all'aggettivo latino albus ("bianco") o al greco αλαβα ("cenere"). L'origine etimologica proposta per Albanum/Castra Albana è la stessa che viene proposta per Alba Longa, l'antica capitale latina, la cui localizzazione non è nota con certezza, ma che una tradizione medievale collocava nei luoghi del nucleo urbano della moderna Albano Laziale. La seconda denominazione di Laziale è stata assunta nel 1873 per distinguere la città da Albano Sant'Alessandro (provincia di Bergamo), Albano Vercellese (provincia di Vercelli) e Albano di Lucania (provincia di Potenza).

L’appellativo di “Laziale” venne aggiunto alla denominazione “Albano” nel 1872 per distinguere il Comune da altri Comuni del Regno, (regio decreto n. 1607 del 17 settembre 1872). Dal 9 settembre al 10 ottobre 1936 il Comune di Albano Laziale si chiamò, per volontà dei propri cittadini espressa dal podestà, “Albano Cesareo”. La delibera, per diventare esecutiva, doveva essere approvata dal ministro dell’Interno, ma l’autorizzazione non venne rilasciata – si diceva per intervento diretto di Mussolini.

Storia Età antica Le più antiche testimonianze della presenza umana nel territorio dell'attuale Albano Laziale risalgono al periodo laziale, tra la fine del II e gli inizi del I millennio a.C. Le indagini archeologiche hanno individuato importanti nuclei abitativi nelle località di Tor Paluzzi, Castel Savello e Colle dei Cappuccini, attribuibili al Periodo Laziale I A (XI secolo a.C.), con una continuità di frequentazione documentata anche nelle fasi successive.

Tra l'VIII e il VII secolo a.C. il territorio fu interessato dallo sviluppo della civiltà latina. La tradizione letteraria identificò quest'area con il territorio di Alba Longa, la leggendaria metropoli della Lega Latina e patria di Romolo e Remo. Sebbene l'ubicazione della città non sia stata individuata con certezza, la maggior parte degli studiosi contemporanei tende a collocarla sul versante orientale del Lago Albano, tra gli attuali comuni di Marino, Rocca di Papa e Ariccia.

Dopo la dissoluzione della Lega Latina e l'integrazione del territorio nello Stato romano, lager Albanus divenne una delle aree residenziali più prestigiose del Latium Vetus. Qui sorsero numerose ville appartenenti a membri dell'aristocrazia senatoriale e imperiale. Tra esse sono ricordate dalle fonti lAlbanum Pompeii, proprietà di Gneo Pompeo Magno, identificata nell'area dell'attuale Villa Doria, e la villa attribuita a Lucio Anneo Seneca, situata lungo il margine meridionale del lago Albano.

Alla fine del I secolo d.C. l'imperatore Domiziano incorporò numerose proprietà fondiarie nella vasta tenuta imperiale dellAlbanum Caesaris, realizzandovi una monumentale residenza suburbana, oggi identificata con il complesso di Villa Barberini a Castel Gandolfo.

Una svolta decisiva nella storia del territorio si ebbe nel 202 d.C., quando l'imperatore Settimio Severo dispose l'insediamento della Legio II Parthica, unica legione stanziata stabilmente nei pressi di Roma. Per ospitare il corpo militare furono costruiti i monumentali Castra Albana, dai quali ebbe origine il nucleo urbano dell'attuale Albano Laziale.

I castra conservarono la loro funzione strategica fino alla fine del III secolo, favorendo lo sviluppo di un importante centro abitato dotato di anfiteatro, terme, acquedotti, cisterne, edifici di culto e infrastrutture militari, gran parte delle quali sono ancora oggi conservate nel tessuto urbano cittadino.

Nel IV secolo Albano assunse un ruolo di rilievo anche nella geografia ecclesiastica del Lazio. Secondo il Liber pontificalis, l'imperatore Costantino I promosse la fondazione della basilica dedicata a Giovanni Battista e dotò la nuova chiesa di vaste proprietà fondiarie nellager Albanus, contribuendo alla nascita della futura Diocesi suburbicaria di Albano.

Medioevo La guerra greco-gotica determinò una profonda crisi del centro romano, che da prospero municipium venne progressivamente ridotto a un piccolo nucleo fortificato (oppidulum). La contrazione demografica e il riutilizzo delle strutture romane caratterizzarono l'intero alto Medioevo.