Cfr. Quarta di copertina di Nicola Moscardelli, Tutte le poesie, a cura di Marilena Pasquini, Ianieri, 2007.

Biografia Nato a Ofena nel 1894 da Serafino ed Elvira Cantera, proprietari terrieri, studiò all'Aquila in ambito umanistico. Già nel 1913 pubblicò due raccolte poetiche, Le fiamme e La veglia, di derivazione simbolista e crepuscolare. Nel 1914 si trasferì a Firenze, dove entrò in ambienti culturali futuristi, collaborando anche con le riviste La Voce e Lacerba; nel 1915 pubblicò quindi l'opera sperimentalista Abbeveratoio. Interventista, combatté sul fronte italiano del Carso, venendo ferito nell'ottobre del 1915 e ricevendo la medaglia d'argento al valor militare. L'esperienza in guerra fu alla base di Tatuaggi, pubblicato nel 1916.

Da quello stesso anno si stabilì a Roma, dove creò la rivista d'avanguardia Le Pagine (1916-1917) insieme a Giovanni Titta Rosa e Maria Cardini. Pubblicò quindi Gioielleria notturna (1918) e La mendica muta (1919), accolte favorevolmente; si impegnò quindi soprattutto al giornalismo e alla critica letteraria, collaborando con diverse riviste, tra cui Il Tempo, Il Popolo di Roma e L'Italia che scrive. Successivamente iniziò una produzione di prose novellistiche e romanzesche, insieme alla composizione di testi teatrali, cominciata dopo essere entrato in contatto col regista futurista Anton Giulio Bragaglia.

Continuò sempre a scrivere poesie, che diventarono maggiormente filosofico-teologiche e misticiste. Avvicinatosi agli ambienti esoterici, diventò parte del Gruppo di Ur, in cui prese il nome simbolico di "Sirio"/"Sirius",Mauro Ruggiero, Le muse ermetiche: Esoterismo e occultismo nella letteratura italiana tra fin de siècle e avanguardia, Mimesis, 2019. e si accostò a personaggi come Julius Evola e Rudolf Steiner.

Un profondo rapporto di amicizia lo legò a Giovanni Papini che,Stefano Garzonio, Il Dostoevskij di Nicola Moscardelli. Maestro e Compagno, prefazione a Nicola Moscardelli, Dostoevskij: L'uomo, il poeta, il maestro (1935), Mimesis, 2021. stimandone l'opera letteraria, lo incluse nella copiosa antologia Poeti d'oggi del 1920, curata insieme a Pietro Pancrazi. Negli anni più maturi, inoltre, fu importante il rapporto artistico con Arturo Onofri e Girolamo Comi.

Durante il regime fascista, tra il 1929 e il 1939, fu segretario della neonata Accademia d'Italia e, in seguito, insegnò arte poetica e drammatica al Conservatorio Santa Cecilia. Nel 1935, nell'ambito del premio Viareggio si aggiudicò uno dei premi minori; inoltre, nel 1939, ricevette il premio Sanremo nella seconda edizione.

Sposatosi con Lydia Sacer nel 1921, nel 1923 ebbe una figlia, Graziella. Morì a Roma, dopo una lunga malattia, nel 1943.

Opere Tutta la sua opera poetica, ispirata, per il periodo posteriore alla Grande guerra, al magistero di Arturo Onofri, è stata pubblicata nel 2007 nel volume Nicola Moscardelli, Tutte le poesie, a cura di Marilena Pasquini.

Raccolte poetiche Le fiamme, 1913 La veglia, 1913 Abbeveratoio, 1915 Tatuaggi, 1916 Gioielleria notturna, 1918 La mendica muta, 1919 L’ora della rugiada, 1924 Le porte di bronzo, 1926 Le grazie della terra, 1928 Il ponte, 1929 Foglie e fiori, antologia, 1937 Canto della vita, 1939 Dentro la notte, 1950 (postumo)

Romanzi e racconti L'ultima soglia, 1918, ediz.1920 I nostri giorni, 1923 Vita vivente, 1924 La vita ha sempre ragione, 1924 Il vino della vita, 1926 La città dei suicidi, 1927 Il sole dell'abisso, 1930 L'aria di Roma, 1930 Racconti per oggi e per domani, 1938 Controluce, 1941 (postumo)

Saggistica Giovanni Papini, 1924 Anime e corpi, 1932 L'altra moneta, 1933 Dostoievski, 1935 Vita di Dostoievski, 1936 Elogio della poesia, 1938 Punti cardinali, 1942 Il libro dell'uomo, 1965 (postumo)

Nicola Moscardelli fu anche autore di opere teatrali.

Note

Voci correlate Gruppo di Ur

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