Il Savoia 1908, meglio noto semplicemente come Savoia, è una società calcistica italiana con sede nella città di Torre Annunziata. Milita in Serie C, la terza divisione del campionato italiano.
Fondato il 21 novembre 1908 da un gruppo di industriali locali legati al settore molitorio , il Savoia è una delle realtà calcistiche più antiche dell'Italia meridionale . Sotto il profilo storico, il club vanta cinque partecipazioni al massimo campionato nazionale prima dell'introduzione del girone unico . e quattro nel secondo livello (di cui tre in Serie B) .; il suo apice sportivo coincide con la stagione 1923-1924, quando si laureò campione dell'Italia centromeridionale e disputò la finale per il titolo nazionale . Nella stagione 1937-1938 la società assunse la denominazione ufficiale di Spolettificio Torre Annunziata, mentre tra il 1944 e il 1955 quella di Torrese.
I colori sociali del club sono tradizionalmente racchiusi nel bianco, originariamente scelto in omaggio alla farina, fulcro dell'economia cittadina dell'epoca. L'emblema ufficiale è costituito dallo scudo sabaudo, da cui deriva l'appellativo di biancoscudati attribuito ai calciatori della squadra. L'impianto casalingo delle gare interne è lo stadio Alfredo Giraud.
Il club campano si colloca al 29º posto nella classifica perpetua del campionato italiano di calcio dal 1898 al 1929 ed al 102º posto in quella perpetua della Serie B nelle graduatorie della tradizione sportiva italiana secondo i criteri della FIGC.
Storia
Dagli esordi al secondo dopoguerra Il 21 novembre 1908 a Torre Annunziata un gruppo di industriali dei molini e pastifici locali fondò lUnione Sportiva Savoia. Ciro Ilardi fu il primo presidente. e fra i soci fondatori c'erano Italo Moretti, Leonida Bertone e Willy Fornari, che fu anche il primo allenatore.. L'origine del nome non è nota. Una prima ipotesi è l'incitamento dei soldati sabaudi Avanti Savoia, di cui i soci fondatori avevano fatto parte, combattendo per la Casa reale. Un'altra ipotesi, è un omaggio alla casata regnante. L'ultima vuole che il nome fosse quello del locale dove è avvenuta la fondazione, ossia il cinema-teatro Savoia di Torre Annunziata.
Nel 1915 la società si affiliò alla FIGC ed il primo torneo ufficiale disputato fu la Coppa Internazionale, giocata nel 1916 con Naples, Puteoli, Bagnolese ed Internazionale e conclusa al 3º posto.. Durante la Grande Guerra vinse il Campionato Campano di terza categoria. ed il 3 novembre 1919 - perso lo spareggio per l'ammissione alla Prima Categoria contro la Pro Caserta. - partecipò al campionato di Promozione 1919-1920 dove, pur arrivando terzo, fu ammesso alla Prima Categoria 1920-1921 per l'allargamento dei quadri federali. In questo periodo il club assorbì la seconda squadra cittadina della Pro Italia. e il 13 giugno 1920 venne inaugurato il campo Oncino.
Nelle prime due stagioni in massima serie il club non superò la fase regionale, ottenendo un terzo e un secondo posto, con alla guida prima Fornari e poi Garozzo. Successivamente, anche sotto il controllo della Voiello, si ebbe il primo e maggior ciclo vincente della storia del club, che conquistò tre titoli consecutivi di campione campano,.. un titolo di campione dell'Italia centromeridionale e disputò la doppia finale scudetto del 1924 contro il ... Fino ad allora i Campioni dell'Italia Centromeridionale avevano subito sempre sonore sconfitte dai grandi club del settentrione,..... ma dopo l'onorevole sconfitta dell'andata per 3-1, nella gara di ritorno il Savoia entrò nella storia del calcio italiano, pareggiando per 1-1 contro gli otto volte campioni d'Italia, diventando il primo club del Centro-Sud a terminare invitto una partita.. Allenatore di quel triennio fu Raffaele Di Giorgio, affiancato da Wisbar negli ultimi due anni. Questo l'undici vicecampione d'Italia: Visciano, Nebbia, Lobianco, Cassese, Gaia, Borghetto, Orsini, Ghisi I, Bobbio, Mombelli, Maltagliati.
Successivamente i problemi finanziari costrinsero il presidente Teodoro Voiello a lasciare le redini della società, che di fatto sospese l'attività agonistica nazionale.. Disputato il campionato di Seconda Divisione, perso solo allo spareggio contro il ,. fu ugualmente promosso in Prima Divisione dal Direttorio Divisioni Superiori per meriti sportivi, in seguito all'allargamento dei quadri societari.. La crisi finanziaria si acuì anche in seguito al tentativo di combine nella gara interna giocata contro la , per il quale la FIGC comminò al club una multa di 4500 lire che portò al fallimento della società,. determinando un nuovo stop di un anno, cui si aggiunse anche la chiusura dello storico campo Oncino. In seguito a questi eventi, nel 1929 venne inaugurato il campo Formisano.
Dagli anni trenta, nel cui primo lustro ebbe la denominazione di Fascio Sportivo Savoia, il club giocò stabilmente in Serie C fino al secondo dopoguerra, escluso il biennio 1936-1938, divenendo prima Associazione Calcio Torre Annunziata. e poi Spolettificio Torre Annunziata,. di fatto una squadra militare, costituita principalmente da calciatori che svolgevano la leva nella caserma cittadina, che riconquistò la Serie C, dominando il campionato con quattordici vittorie e un pareggio in sedici incontri.. Con l'acquisto di Enrico Colombari, che proprio a Torre Annunziata concluse la carriera di calciatore e iniziò quella di allenatore, il club si classificò al secondo posto nel 1938-1939, alle spalle della di Fulvio Bernardini; poi, con Osvaldo Sacchi come trainer, ottenne nel 1939 il miglior risultato di sempre in Coppa Italia, in cui raggiunse i sedicesimi di finale; successivamente, con Ruggero Zanolla, arrivò quinto nel 1940-41 e terzo nel 1942-43.
Nel 1944, per motivi politici, dovette rinunciare sia allo stemma sabaudo, simbolo del club, sia alla denominazione, mutata prima in Ilva Torrese e poi in Unione Sportiva Torrese.. Durante gli ultimi anni del secondo conflitto mondiale partecipò alla Coppa della Liberazione del 1944. e al Campionato Campano misto del 1945, piazzandosi rispettivamente al secondo e al nono posto.. Alla ripresa dei campionati, la Torrese si classificò quarta nel 1945-46 e, grazie alle rinunce di e , ottenne la prima promozione in Serie B della sua storia.. Sotto la presidenza Carotenuto, la guida tecnica di Dario Compiani e con i gol del trio d'attacco Calleri, Ghezzi e Rossi, la compagine oplontina si classificò sesta nel 1946-47,. che rappresenta ad oggi il punto più alto raggiunto dalla società biancoscudata dall'istituzione del girone unico. Con la riduzione dei quadri federali, il 12º posto del 1948 sancì il ritorno in Serie C. Da quell'anno il club cominciò ad indebolirsi, con un lento declino in cui si registrarono ben quattro retrocessioni a fronte di una sola promozione, fino ad arrivare al fallimento nel 1955, anno che vide anche la chiusura del Formisano, che aveva ospitato i bianchi per circa un quarto di secolo.
Anni 1955-2000 Con la rifondazione del 1955 il club assunse nuovamente la vecchia denominazione di Unione Sportiva Savoia, ma la mancanza di uno stadio proprio e la carenza cronica di fondi portò ad un periodo buio e privo di vittorie significative durato un decennio. Finalmente, dopo anni di peregrinazioni sui campi della provincia, il 25 gennaio 1962 ci fu l'inaugurazione dello stadio Comunale e, due anni dopo, divenuto Associazione Polisportiva Savoia, sotto la guida di Bruno Pesaola nel primo anno e del duo Spartano-Lopez nel secondo, ci fu la vittoria di due campionati consecutivi, con il ritornò del club in Serie C nel 1965. Tuttavia non riuscì a tenere la categoria, nonostante la disputa di un discreto campionato che lo vide, a sei giornate dal termine, a un punto dalla salvezza, ma sei sconfitte consecutive annullarono tutto il vantaggio sulle inseguitrici. Fu retrocesso in seguito allo spareggio perso contro il per 2-0.
Retrocesso nuovamente in D, disputò quattro campionati giocati ad alto livello, in cui arrivò due volte secondo, nel 1967 a un punto dall'Internapoli di Wilson e nel 1968 alle spalle del , mentre vinse l'edizione del 1970 ai danni dei rivali storici della . Dopo un buon piazzamento nel primo anno di C, il club fu attanagliato da nuovi problemi economici che portarono ad una doppia retrocessione, e solo l'intervento dell'editore D'Amelio salvò la società dal fallimento. Con l'avvento di Gioacchino Coppola alla presidenza ci fu il pronto ritorno in Serie D. Passato lo scettro del comando nelle mani dell'imprenditore Franco Immobile, ci fu un periodo sia di stabilità economica che di continuità di risultati, tanto che nel 1978 il club arrivò a disputare lo spareggio per la neo costituita Serie C2. Nonostante la sconfitta, però, la FIGC decise di ripescare ugualmente gli oplontini per meriti sportivi, riportandoli tra i professionisti. È questo l'anno in cui avvenne il cambio di denominazione, che aggiunse al nome del club l'anno di fondazione, divenendo Associazione Calcio Savoia 1908. Dopo due ottimi piazzamenti al quinto e quarto posto e un piazzamento di centro classifica, nel 1982 la squadra retrocesse in Interregionale, dove restò per otto stagioni consecutive, di cui sei disputate sotto la presidenza di Michele Gallo.
Con l'acquisizione del club da parte della famiglia Farinelli si gettarono le basi di quello che si rivelò un nuovo ciclo vincente, che durò fino al nuovo millennio. Nel 1989 dopo un testa a testa con lo Stabia durato per l'intero torneo, tagliò il traguardo della Serie C2, ottenendo sul campo una promozione che mancava da 15 stagioni. Nel 1993 un campionato interlocutorio portò il Savoia a giocarsi la categoria in un nuovo spareggio, stavolta contro il . I siciliani - arrivati allo spareggio dopo un pareggio con il che più tardi si scoprì inficiato da un illecito sportivo - vinsero, ma in estate i campani vennero ripescati nel professionismo per una sequenza di fallimenti in C1 e C2 che liberò spazio agli oplontini. Il club tenne la categoria fino al 1995. Con l'abbandono dei Farinelli e l'esiguità di risorse economiche, il nuovo presidente Viglione affidò la guida tecnica ad un giovane Luigi De Canio, che, dopo una tranquilla salvezza conquistata nel primo anno, nel 1995 riuscì a ottenere la promozione in Serie C1, battendo ai play-off il per 2-1 allo Zaccheria di Foggia.
Alla fine di quel campionato l'imprenditore Mario Moxedano rilevò il club da Franco Salvatore e ripianò il deficit economico. L'ambizioso presidente, grazie agli investimenti nelle campagne acquisti che portarono a Torre Annunziata giocatori quali Carruezzo, De Rosa, Porchia, Marasco e Veronese, riuscì nell'impresa di riportare il club a giocare in Serie B dopo un'assenza durata oltre mezzo secolo. La promozione fu sfiorata già nel 1997, quando il Savoia perse la finale play-off contro l' per 1-0 giocata allo Stadio Olimpico di Roma. Si ripeté nel 1999, quando, raggiunti i play-off grazie all'ultimo posto disponibile e partito con lo sfavore dei pronostici, il team guidato da Osvaldo Jaconi eliminò prima il nella doppia semifinale e poi i cugini della per 2-0 nella finale giocata al Partenio di Avellino.
Nonostante i 16 gol di Ghirardello, la stagione in Serie B non fu brillante: il Savoia finì al 19º posto, retrocedendo, ma ottenendo alcuni risultati di rilievo quali le vittorie casalinghe contro e (entrambe per 1-0), la vittoria esterna (1-3) contro la e i pareggi contro il al San Paolo e il al Rigamonti. L'anno dopo, in C1, il Savoia tentò nuovamente la scalata tra i cadetti, ma dopo una partenza sprint ed una vittoria casalinga per 5-1 contro un - poi promosso in B - sfiorò gli spareggi-promozione, rimanendone fuori solo per la classifica avulsa nei confronti dell'.
Nuovo millennio