Il passaggio del Mar Rosso è un episodio della Tanakh, che racconta di come gli Israeliti, durante il loro Esodo dall'Egitto, guidati da Mosè, riuscirono a fuggire dagli Egizi che li inseguivano (Libro dell'Esodo, ). La storia è citata anche nel Corano, nella Sura 26: Al-Shu'ara' (I Poeti), versetti 60-67.Corano - 26:60-67. Dopo l'attraversamento del Mar Rosso, gli Israeliti lasciarono l'Egitto ed iniziarono le loro peregrinazioni nel deserto.
Gli Israeliti in un primo momento erano schiavi agli egiziani e in seguito Mosè venne scelto per liberarli dalla schiavitù. Gli egiziani dovettero subire dieci piaghe prima che il Faraone decidesse di liberare gli israeliti – dopodiché avvenne il passaggio del Mar Rosso. Mosè stese il suo bastone e il Mar Rosso venne separato in due parti da Dio. Gli israeliti camminarono sulla terra asciutta e attraversarono il mare. Dietro di loro stava venendo l'esercito egiziano in inseguimento. Mosè allora agitò il suo bastone e il mare ritornò normale, sommergendo ed annegando tutto l'esercito egiziano.
Narrazione biblica
Dio sceglie Mosè per condurre i Figli di Israele fuori dall'Egitto, liberandoli dalla schiavitù per portarli nella terra di Canaan, che Dio ha promesso loro. Il faraone egiziano in un primo tempo è d'accordo e acconsente alla loro partenza, e gli ebrei viaggiano quindi da Pi-Ramses a Sukkot e poi a Etham, ai confini col deserto, guidati da una colonna di "nube" di giorno ed una colonna di "fuoco" di notte (). Lì Dio dice a Mosè di tornare indietro e accamparsi vicino al mare, a Pi-hahiroth, tra Migdol e il Mar Rosso, direttamente di fronte a Baal-Zephon.
Tuttavia Dio fa sì che il faraone perseguiti ed insegua gli israeliti con i carri e li sorpassi a Pi-Achirot. Quando gli israeliti vedono l'esercito egiziano hanno paura, ma la colonna di fuoco e la nube separa gli israeliti e gli egiziani. Dio comanda a Mosè di alzare il suo bastone verso l'acqua e per tutta la notte un forte vento orientale divide il mareSimulazione a computer di come un forte vento orientale possa aver separato le acque, su BBC, 21 settembre 2010. e gli israeliti lo attraversano, con un muro d'acqua su entrambi i lati. Gli egiziani li inseguono, ma all'alba Dio blocca le ruote dei loro carri e li getta nel panico, e con il riversamento dell'acqua il faraone e tutto il suo esercito vengono sommersi e distrutti (cfr. ). Quando gli israeliti vedono la potenza del Signore, ripongono la loro fede in Dio e in Mosè, e cantano un canto di lode al Signore per la traversata del mare e la distruzione dei loro nemici (in è chiamata Canzone del Mare).
La narrazione contiene almeno tre se non quattro livelli compositivi. Nel primo livello (il più antico), il Signore soffia e fa ritirare il mare con un forte vento d'oriente, permettendo agli israeliti di passare sulla terra ferma; nel secondo, Mosè stende la mano e divide le acque in due pareti solide; nel terzo, YHWH blocca le ruote dei carri degli egiziani, che fuggono (in questa versione gli egiziani non entrano nemmeno in acqua); nel quarto, la Canzone del Mare, il Signore getta gli egiziani nel "tehomat", il mitico abisso.Alberto Soggin, An Introduction to the History of Israel and Judah, SCM Press, 1999, pp.136-7.
Nel 2014 una squadra di archeologi guidati dal professore egiziano Mohamed Abdel-Kader della facoltà di archeologia dell’Università del Cairo, ha ritrovato immergendosi nelle acque del Mar Rosso, sul Golfo di Suez ad una distanza di 1,5 chilometri dalla spiaggia, oltre 400 oggetti diversi, tra cui; armi, armature e due navi da guerra su una superficie di 200 metri quadri, databili al XIV secolo a.C. ovvero durante il regno del faraone Akhenatonhttp://www.alnaharegypt.com/275270, Trovato 400 scheletri e armi per l’esercito del faraone nel Mar Rosso, 23 novembre 2014.
Esegesi ebraica
Invero si formarono tantissimi "cunicoli" entro cui, attraverso il mare, essi passarono. In tutto il mondo, anche in altre Terre presso altre Nazioni, vi fu tale miracolo come testimonianza, persino nei canali per esempio; ... e questo nel medesimo momento. Secondo i commentatori ebrei fu un momento in cui prevalse l'azione e non la preghiera. Tra i primi entrarono nelle acque del mare qui citato e le acque si aprirono con un vento "portato" da Dio con "gli abissi" che si solidificarono. In alcuni testi della Bibbia ebraica sono riportate fotografie di carri per cavalli: essi risalgono probabilmente all'Antico Egitto.Il Pentateuco, Marietti Editore, Torino, 1976
Luogo dell'attraversamento
Il primo viaggio degli israeliti avviene da Ramses a Succot. Ramses è generalmente identificata con la moderna Qantir, sito della capitale Per-Ramses della XIX dinastia egizia, e Succot con Tel el-Maskhuta nel Wadi Tumilat, la Terra di Goscen biblica.John Van Seters, "The Geography of the Exodus," in Silberman, Neil Ash (curatore), The Land That I Will Show You: Essays in History and Archaeology of the Ancient Near East in Honor of J. Maxwell Miller (Sheffield Academic Press, 1997) p. 270 ISBN 978-1850756507 Da Succot gli israeliti si diressero verso Etham "ai limiti del deserto", poi tornarono indietro a Pi-hahiroth, posta tra Migdoled il Mar Rosso e direttamente davanti a Baal Zephon. Nessuna di queste città è stata identificata con certezza. Una teoria molto seguita è che si riferiscano collettivamente alla regione del Lago Timsah, un lago salato al nord del Golfo di Suez e il maggior bacino d'acqua nelle vicinanze dopo Wadi Tumilat.John Van Seters, "The Geography of the Exodus," in Silberman, Neil Ash (cur.), The Land That I Will Show You: Essays in History and Archaeology of the Ancient Near East in Honor of J. Maxwell Miller (Sheffield Academic Press, 1997) p. 273 ISBN 978-1850756507 Il lago Timsah si collegava a Pitom in Gesem varie volte con un canale ed un testo del tardo I millennio cita Migdol Baal Zephon come forte del canale.
Il termine ebraico del luogo dell'attraversamento è Yam Suph (Mare di Giunco). Sebbene tradizionalmente si sia creduto che si riferisse all'insenatura di acqua salata posta tra l'Africa e la Penisola araba, nota in italiano col nome di "Mar Rosso", questa è una traduzione errata tratta dal Septuaginta greco, e l'ebraico suph non significa mai "rosso" ma piuttosto "giunchi".Kenneth Kitchen, "On the Reliability of the Old Testament" (Eerdman's, 2003), pp. 261-263. Sebbene ciò non sia pertinente all'identificazione del bacino d'acqua, suph si equivoca con l'ebraico suphah ("tempesta") e soph ("fine"), che si riferiscono agli eventi di Esodo.
È opinione generale degli studiosi che la storia dell'Esodo combini una quantità di tradizioni, una relativa al "Mare dei Giunchi" (il lago Timsah, con gli egiziani sconfitti quando le ruote dei loro carri si arrestano) e un'altra relativa al molto più profondo Mar Rosso, che permette di raccontare una storia molto più drammatica.Russell E. Gmirkin, "Berossus and Genesis, Manetho and Exodus: Hellenistic Histories and the Date of the Pentateuch" (T&T Clark International, 2006), pp. 230-231.
Giunchi tolleranti dell'acqua salata crescono liberamente nella serie di laghi bassi che si estende da Suez verso il nord, nel Mediterraneo. Gli egittologi Kenneth Kitchen e James Hoffmeier affermano che questi laghi di canneti e le paludi lungo l'istmo di Suez sono posizioni accettabili per yam suf.Kenneth Kitchen, On the Reliability of the Old Testament, 2003, pp. 261-263.James Hoffmeier, Ancient Israel in Sinai: The Evidence for the Authenticity of the Wilderness Tradition, 2005, pp. 81-85. L'antico yam suf non si limita al Mar Rosso moderno. Hoffmeier equipara yam suf col termine egiziano pa-tjufy (scritto anche p3 twfy) del periodo ramesside, che si riferisce ai laghi nel delta orientale del Nilo.James Hoffmeier, The Archaeology of the Bible, 2008, p. 54 Descrive inoltre i riferimenti a p3 twfy nel contesto dell'Isola di Amun, che si pensa sia l'odierno Tell el-Balamun.James Hoffmeier, Ancient Israel in Sinai: The Evidence for the Authenticity of the Wilderness Tradition, 2005, p. 86. Tell el-Balamun era la città più a nord dell'Egitto faraonico, posta a (31,2586 Nord, 31,5714 Est) circa 29 km sudovest di Damietta.A.J. Spencer, Excavations at Tell el-Balamun 2003-2008, British Museum, 2009.
Esegesi cristiana Chiesa cattolica Il passaggio del Mar Rosso è interpretato come anticipazione del battesimoCCC 11221: "È soprattutto il passaggio del Mar Rosso, vera liberazione d'Israele dalla schiavitù d'Egitto, che annunzia la liberazione operata dal Battesimo: « Tu hai liberato dalla schiavitù i figli di Abramo, facendoli passare illesi attraverso il Mar Rosso, perché fossero immagine del futuro popolo dei battezzati »." che, nei primi secoli, avveniva per immersione, a indicare la morte al peccato e la rinascita dell'uomo nuovo. Come gli Israeliti vengono liberati dalla schiavitù d'Egitto mediante il passaggio del Mar Rosso, così i cristiani vengono liberati dalla schiavitù del peccato mediante il sacramento battesimale.Similmente, la manna e l'acqua scaturite dalla roccia a Massa e Meriba prefigurano il pane e vino eucaristici.
Lascito Il tema di Mosè al passaggio del Mar Rosso venne ripreso dai sicofanti di Costantino e applicato alla battaglia di Ponte Milvio (312). Tale tema fu molto in voga nel IV secolo, inciso sui sarcofaghi: per lo meno ventinove ne sono sopravvissuti intatti o in frammenti.Paul Stephenson, Constantine, Roman Emperor, Christian victor, 2010, pp. 209 et seq. Eusebio di Cesarea rappresentò Massenzio, annegato nel Tevere, nel ruolo del faraone, sia nel suo Storia ecclesiastica sia nella sua eulogia Vita di Costantino.Eusebius, HE ix.9, Vita Constantini i.38.
Note
Voci correlate Mar Rosso Mare di Giunco Esodo (evento) Libro dell'Esodo Mosè Monte Sinai (Bibbia) Penisola del Sinai Piaghe d'Egitto
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Collegamenti esterni
Raccolta di articoli sulla partizione del Mar Morto da una prospettiva ebraica, su chabad.org
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