Biografia
Pletone proveniva probabilmente da una famiglia nobile bizantina di Costantinopoli. Per motivi ignoti dovette ancora giovanissimo lasciare la sua città natale e trasferirsi ad Adrianopoli e da qui successivamente nel 1393 a Mistra (vicino all'antica Sparta)Dizionario filosofico Treccani alla voce corrispondente dove soggiornò lungamente fondandovi una scuola filosofico-religiosa di tendenze neoplatoniche.Marco Bertozzi, "Il convito di Ferrara. Giorgio Gemisto Pletone e il mito del paganesimo antico ai tempi del Concilio", in: Ferrara e il Concilio 1438-1439 – Atti del convegno di studi nel 550º anniversario del concilio dell'unione delle due chiese d'oriente e d'occidente – Università degli Studi di Ferrara, novembre 1989, pp. 133-141.
Durante il soggiorno a Mistrà, Gemisto Pletone ebbe modo di conoscere Ciriaco d'Ancona, che scrisse di lui:
Nel 1438 Pletone, assieme ad altri illustri filosofi orientali, tra cui il cardinal Bessarione da Trebisonda (1395-1472), sostenitore dell'unione delle due Chiese d'oriente e d'occidente, venne in Italia al seguito dell'imperatore bizantino Giovanni VIII, come suo consigliere, per partecipare al Concilio di Basilea, Ferrara e Firenze; in quell'occasione incontrò di nuovo Ciriaco d'Ancona.
Da quanto scrive Marsilio Ficino risulterebbe che Cosimo de' Medici ascoltando i suoi discorsi si convinse della necessità di un ritorno agli antichi valori spirituali e politici della filosofia platonica e per questo si adoperò per la fondazione dell'Accademia neoplatonica fiorentina.G. Ceriotti, Op. cit., ibidem
In Italia Pletone tenne orazioni su Platone e sugli Oracoli caldaici, espressione dell'antica misterica sapienza babilonese, che secondo il suo parere erano attribuibili alla dottrina di Zoroastro (Zarathustra) che egli riteneva essere un antico teologo ("priscus theologus") da cui erano derivate le filosofie di Pitagora e dello stesso Platone. Sempre nell'ambito dell'antica fondamentale sapienza zoroastriana andavano inseriti, secondo Pletone, i saggi dell'antichità come Minosse, Licurgo, Numa Pompilio, i sacerdoti di Dodona, i Sette Sapienti, Parmenide, Timeo, Plutarco, Porfirio, Giamblico, i Magi e perfino i BrahmaniCesare Vasoli, Quasi sit deus: studi su Marsilio Ficino, ed. Conte, 1999 p.25. Alla saggezza di tutti questi ora bisognava tornare ad ispirarsi, infatti:
Nel 1439 Pletone scrisse Sulla differenza tra la filosofia platonica e quella aristotelica, da cui nacque una forte polemica tra i platonici, sostenuti anche da Bessarione, e gli aristotelici. Il contrasto verteva sull'idea che fosse possibile, seguendo la concezione platonica, una possibile unificazione delle diverse religioni. Secondo Pletone nella filosofia platonica, erede di quella zoroastriana, era tratteggiato il modello di una società ideale teocentrica fondata sul culto del dio Sole.
Questo progetto, teorizzato anche da Nicola Cusano e Pico della Mirandola, era contrastato dagli aristotelici quali il patriarca Gennadio II di Costantinopoli e Giorgio da Trebisonda (1395-1472), detto il Trapezunzio, che odiavano Pletone e i suoi seguaci; Giorgio da Trebisonda scrisse a proposito di Pletone:
A lui si associava, esprimendo non solo odio ma violenza nei confronti dei seguaci degli "ellenisti" allievi di Gemisto, il patriarca Gennadio che in una sua lettera si congratulava con un Despota locale, Emanuele Raul, il quale aveva ucciso Juvenalio, un allievo di Pletone:
L'ideale di un'unica nuova religione si basava su un ritorno, secondo l'antico tentativo dell'imperatore Giuliano, non a caso riscoperto in questo periodo, al sentimento religioso pagano a cui si ispirava lInno al Sole dello stesso Pletone che nel suo Trattato delle leggi aveva recuperato inni e preghiere del culto del Sole che diedero l'avvio a un interesse diffuso in età rinascimentale per questa religiosità solare: «Apollo re, tu che regoli e governi tutte le cose nella loro identità, tu che unifichi tutti gli esseri, tu che armonizzi questo vasto universo così vario e molteplice, o Sole, Signore del nostro cielo, sii a noi propizio.»
Questa preghiera è uno dei pochi frammenti rimasti del Trattato delle leggi che, soprattutto ad opera del patriarca Gennadio, venne distrutta come propagatrice del paganesimo. In realtà Pletone teorizzava, secondo la coeva cultura rinascimentale, un mondo dominato dalla razionalità umana che lo avrebbe reso perfetto sotto la guida di sapienti iniziati, possessori di quel sapere misterico dove confluivano cristianesimo e islam, le divinità greche e quelle orientali, la filosofia di Pitagora e quella platonica.
Pletone morì a Mistra il 26 giugno 1452, forse suicida, a quasi cent'anni d'età, non dimenticato dai suoi amici ed ammiratori come il cardinale Bessarione che scriveva ai figli di Pletone, Demetrio e Andronico, poco dopo la morte del padre:
Né fu dimenticato da Sigismondo Pandolfo Malatesta, signore di Rimini, che durante l'assedio portato a Mistra contro il Despotato di MoreaSulla guerra di Sigismondo Malatesta in Morea, cfr. G. Soranzo, Sigismondo Pandolfo Malatesta in Morea e le vicende del suo dominio, in Atti e Memorie della R. Deputazione di Storia Patria per le Prov. di Romagna, s. IV, VIII, 1917-1918, pp. 211Tra Rimini e Mistra erano in passato intercorsi dei rapporti quando Cleofe Malatesta aveva sposato Teodoro Paleologo, despota di Morea. Pletone aveva poi composto in occasione della morte di Cleofe un'orazione funebre (1433) dove celebrava la conversione alla Chiesa greca della principessa. (Cfr. F. Masai, op. cit., pp. 265 sgg.) aveva ritrovato i resti di Gemisto che riportò in Italia nel 1465, facendoli riporre in un'arca sulla fiancata destra del Tempio Malatestiano accanto a quelle di noti umanisti che avevano impreziosito la sua corte.
I discepoli e ammiratori ne diffusero il pensiero in Occidente, tra essi il cardinale Bessarione, Pomponio Leto, Giovanni Pico della Mirandola e Marsilio Ficino.
Pletone nella letteratura Pletone è ricordato nel Canto LXXII dei Cantos di Ezra Pound, che deplora il bombardamento del Tempio Malatestiano nel 1944:
Opere Νόμων συγγραϕή (Trattato delle leggi) (l'opera maggiore, ma giunta in frammenti). Trattato delle virtù. Discorso sugli affari del Peloponneso. Sull'istmo. Περὶ ὧν 'Αριστοτέλης πρὸς Πλάτωνα διαϕέρεται (De Platonicae atque Aristotelicae philosophiae differentiis, Sulle differenze tra la filosofia platonica e quella aristotelica, pubbl. 1532.) Sulla processione dello Spirito Santo. Sommario delle dottrine di Zoroastro e di Platone. Oracoli magici dei discepoli di ZoroastroMagika logia ton apo Zoroastrou magon. Georgiou Gemistou Plethonos exegesis eis auta ta logia = Oracoli caldaici. Recensione di Giorgio Gemisto Pletone, Ed. da Brigitte Tambrun-Krasker e Michel Tardieu, tradotto in francese da Brigitte Tambrun-Krasker, Corpus Philosophorum Medii Aevi - Philosophi Byzantini, No. 7, 1995.. Περὶ εἱμαρμένης (De fato, pubbl.1722) Opuscula de historia graeca
Note
Bibliografia Opere tradotte in italiano G. G. Pletone, Trattato delle Leggi, Forlì, Victrix, 2012 ISBN 978-88-88646-55-8 G. G. Pletone, Trattato sulle virtù. Testo greco a fronte, Milano, Bompiani, 2010. Giorgio Gemisto Pletone, Siamo Elleni. Scritti politici. Testo greco a fronte, Saggio introduttivo, traduzione, note e apparati di Moreno Neri, Mimesis, 2023, IBAN 9788857599007 Opere In lingua greca A. G. Benakis, Proceedings of the International Congress of Plethon and His Time, Mystras, 26-29 June 2002, Athens-Mystras, 2003 ISBN 960-87144-1-9 ΓΕΩΡΓΙΟΣ ΠΛΗΘΩΝ ΓΕΜΙΣΤΟΣ di editore ΑΝΟΙΚΤΗ ΠΟΛΗ ISBN 960-7748-08-5 Cyril Mango Bisanzio. L'Impero Di Nova Roma. () editore Μ.Ι.Ε.Τ. Atene 1988 William Miller La Grecia Nel Periodo Bizantino. (.) editore: Eleutheri Schepsi Atene 1993 Steven Runciman L'Ultimo Rinascimento Bizantino. () editore: DOMOS Atene 1980 Tomadakis Nic. B. "Corrispondenza Bizantina. Introduzione nella letteratura Bizantina" Atene 1993 Editore: Pournaras P. S. ISBN 9789602420775 in greco: "
Studi AA. VV., Sul ritorno di Pletone. Un filosofo a Rimini (atti del ciclo di conferenze), Raffaelli, Rimini, 2003.
Vojtech Hladky, The Philosophy of Gemistos Plethon. Platonism in Late Byzantium, between Hellenism and Orthodoxy, Ashgate, Farnham-Burlington, 2014 ISBN 978-14-0945-29-42 François Masai, Pléthon et le platonisme de Mistra, Parigi, Les Belles Lettres, 1956
(EN) Dimitris Michalopoulos, "George Gemistos Pletho and his Legacy" in Intelectualii Politicii si Politica Intelectuallilor, Editura Cetatea de Scaun, 2016, p. 448-459 ISBN 978-606-537-347-1
César Cata, Su di una stessa barca. Nicola Cusano e Giorgio Gemisto Pletone, in Bruniana & Camapanelliana, Vol. 13, No. 1 (2007), pp. 43-55 Stefano Trovato, Il giorno della morte di Pletone (26 giugno): una imitatio Iuliani?, in Byzantinische Zeitschrift 106, 2013, pp. 163–173
Michel Tardieu, Pléthon lecteur des Oracles, in: Metis, Revue d'anthropologie du monde grec ancien, Parigi-Atene, 1987, vol. II, 1, pp. 141-164.
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