Il marchese
Biografia Nacque da Giuseppe (1726-1785), della nobile famiglia Paulucci (o Paolucci), originaria di Forlì, trasferitasi a Modena nel 1753 e feudataria del feudo di Vignola, Cividale e Roncole dal 1768Ilari et al. Filippo Paulucci..., pp. 19-20. La madre, Claudia Scutellari Ajani (1744-1829) era di famiglia nobile di Parma e legata alla corte di SpagnaIlari et al. Filippo Paulucci..., p. 20. Filippo fu il quinto degli otto figli della coppia, alla morte del padre, nel 1785, fu ammesso fra i paggi del re di Sardegna, posizione che gli garantiva l'accesso alla carriera militareIlari, et al. Filippo Paulucci..., p. 21.
Dall'esercito piemontese all'esercito italico Dato che nel 1792 il Regno di Sardegna entrò in guerra con la Francia, nel 1794 appena nominato sottotenente del 2º battaglione delle Guardie, fu inviato al fronte, e il 27 aprile fu catturato in combattimento, venendo liberato il 7 maggio successivo in seguito ad uno scambio di prigionieri. Continuò la campagna contro i francesi, finché non venne catturato a Mondovì, quando la città cadde in mani francesi, ma fu liberato dopo soli sei giorni, in seguito all'armistizio di CherascoIlari et al. Filippo Paulucci..., p. 22. Dopo l'occupazione della cittadella di Torino da parte dei francesi fu condannato a tre settimane di arresti per aver sfidato a duello un ufficiale francese, per difendere il buon nome del Piemonte, in seguito a questo il re lo promosse capitano e lo dimise d'autorità il 19 novembre 1796, concedendogli però la croce di cavaliere dell'ordine dei Santi Maurizio e LazzaroIlari et al. Filippo Paulucci..., p. 23.
Successivamente, nel 1797 compare nell'elenco degli "uffiziali di stato maggiore ed aiutanti di campo" dell'esercito cisalpino, probabilmente con l'incarico di aiutante di campo del generale Giuseppe Lahoz OrtizPer le ipotesi che portano a valutare questo l'incarico di Paulucci, vedi Ilari et al. Filippo Paulucci..., p. 25 e sgg.. In seguito, nel 1799, a Mantova passava al servizio dell'AustriaIlari et al. Filippo Paulucci..., p. 27, essendo in servizio a Passavia dove rimase fino al passaggio della città sotto il Regno di Baviera (1803). Tornato a Vienna, nel 1804 sposò Wilhelmina Franziska von Koskull, di famiglia nobile della CurlandiaIlari, et al. Filippo Paulucci..., p. 29. Non ebbe parte attiva nella campagna del 1805 contro Napoleone. Quando fu raggiunto in Dalmazia dalla divisione francese che era stata inviata prendere possesso delle piazzeforti in tale regione, passata al Regno Italico in seguito agli accordi di pace franco-austriaci, chiese di essere arruolato nell'esercito del regno stesso (in quanto nato nei territori italiani) con il grado che aveva nell'esercito austriaco e fu autorizzato dal viceré Eugenio a mantenere il proprio grado (maggiore aggregato allo Stato Maggiore della Divisione Molitor)Ilari et al. Filippo Paulucci..., p. 32. Dopo aver combattuto in Dalmazia per l'occupazione di Ragusa e di Cattaro Paulucci si congedò e nell'ottobre 1806 passò alla Russia, arruolato nell'esercito dello zarIlari et al. Filippo Paulucci..., pp. 34-35.
Nell'esercito Russo
Nel 1807 fu nominato polkovnik ed inviato allArmata russa del Danubio, con l'incarico di capo di Stato MaggioreIlari et al. Filippo Paulucci..., p. 40. Rimase nei balcani per tutto il 1807 contattando i capi serbi per cercare un appoggio contro l'esercito francese, finché il 16 luglio non seppe che ormai era certo un trattato di pace fra lo zar e Napoleone (in realtà già firmato a Tilsit il 7 luglio)Ilari et al. Filippo Paulucci..., pp. 40-46.
Rientrato in Curlandia per riunirsi alla moglie, il 25 febbraio 1808 fu insignito dallo zar della Croce di Sant'Anna di 3ª classeIlari et al. Filippo Paulucci..., p. 47. Nel corso della guerra di Finlandia fu incaricato dall'Imperatorskaja Glavnaja Kvartira (Императораская Главная Квартира - Quartier Generale Imperiale) di effettuare una ricognizione delle posizioni del generale Buxhoeveden che era stato bloccato sulle coste del golfo di Botnia da forze svedesi appoggiate da irregolari finlandesiIlari et al. Filippo Paulucci..., p. 53. Nel suo rapporto Paulucci mise in evidenza gli errori di Buxhoeveden che, a suo parere, avevano favorito l'insorgenza e la guerra di popolo in Finlandia, rimproverando al generale un'eccessiva "douceur" e sostenendo che, per riportare l'ordine, era richiesto un "giusto rigore" verso la popolazione finlandese. Al rientro dalla missione Paulucci fu assegnato alla 6ª Divisione, di stanza a Vyborg (Viipuri), comandata dal generale Barclay de Tolly con l'incarico di capo di stato maggiore della divisione, con Rodolphe de Maistre come ufficiale aggiunto. Dato che la situazione dei russi in Finlandia nel corso dell'estate non ebbe miglioramenti, Paulucci il 5 agosto fu nominato maggior generale ed inviato nuovamente ad ispezionare la situazione di Buxhoeveden. Paulucci, avendo constatato che le divisioni al comando di Buxhoeveden non erano più operative sia per mancanza di personale sia per fame e malattie, propose di sospendere ogni operazione effettiva e di attendere l'inverno che, bloccando la flotta svedese, avrebbe permesso ai russi di operare più liberamente. Il piano fu studiato a San Pietroburgo dallo zar e dai suoi consiglieri, fra cui Paulucci e Barclay de Tolly, ma senza Buxhoeveden. Paulucci ebbe l'incarico di portare il nuovo piano operativo a Buxhoeveden, insieme ad un documento autografo dello zar con cui veniva presentato il pianoIlari et al. Filippo Paulucci..., p. 58. La reazione di Buxhoeveden fu di rassegnare le dimissioni allo zar, considerando che doveva operare con un piano alla cui elaborazione non aveva partecipato e che aveva come supervisore un ufficiale di grado inferiore al suo (Paulucci), si considerava sfiduciatoIlari et al. Filippo Paulucci..., p. 60. Le dimissioni di Buxhoeveden furono accettate solo il 20 dicembre, dopo una serie di alterne vicende che avevano portato all'ultima vittoria militare della storia svedese a Virta Bo, ma al ritiro degli svedesi dal fronte principale a causa della scarsezza di uomini.
All'inizio del 1809 fu trasferito allArmata del Caucaso, forse come trasferimento punitivoIlari et al. Filippo Paulucci..., p. 65 ma, il 19 maggio dello stesso anno fu insignito dell'Ordine di San Giorgio di 4ª classe "come riconoscimento per i prudenti ordini dati mentre operava al servizio dell'Armata di Finlandia, che permisero di sconfiggere il nemico"Ilari et al. Filippo Paulucci..., p. 64. Nel corso del suo servizio riuscì a mettersi in luce favorendo lo stanziamento di coloni russi e cristiani nella zona di confine fra Turchia, Armenia e Georgia, da poco occupata dalla Russia per contrastare le provincie limitrofe della Georgia, occupate da turchi e persiani di religione islamicaIlari et al. Filippo Paulucci..., p. 68. Naturalmente Paulucci fu a capo del comitato che da Tbilisi coordinava tali attività e, contemporaneamente (12 luglio 1810), gli venne assegnato l'incarico di capo di stato maggiore dellArmata del Caucaso e fu decorato con la Croce di San Vladimiro di 3ª classeIlari et al. Filippo Paulucci..., p. 69.
Rientrato nei ranghi, dopo aver ritirato la decorazione a San Pietroburgo, Paulucci fu incaricato di attaccare l'avanguardia della colonna turco-persiana che da Akhalkalaki minacciava l'Armata del Caucaso, impegnata ad attaccare l'esercito turco a Tabriz. Paulucci svolse in modo adeguato la sua opera, imponendo una dura sconfitta sia alla colonna di fronte ad Akhalkalaki sia ai rinforzi che venivano portati in linea dal principe ereditario persiano Abbas Mirza in persona. L'impresa ebbe grande risonanza a San Pietroburgo, tanto da essere citata enfaticamente nell'ordine del giorno dell'esercito e di procurare a Paulucci la promozione a tenente generaleIlari et al. Filippo Paulucci..., pp. 72-73. Paulucci agì anche nei combattimenti presso Akhalkalaki, tanto da meritare la croce di Sant'Anna di 1ª classe ed il 18 luglio 1811 fu nominato "governatore generale e comandante del Corpo della Georgia e della Flottiglia del Mar Caspio"Ilari et al. Filippo Paulucci..., p. 76. Sotto il suo comando il colonnello Kotljarovskij occupò la fortezza di Akhalkalaki, cacciandone definitivamente i persiani. Sia Paulucci sia Kotljarovskij ebbero promozioni (Kotljarovskij divenne generale) e onori per l'impresa, in particolare a Paulucci fu conferita la croce di San Vladimiro di 2ª classeIlari et al. Filippo Paulucci..., p. 80.
Nel febbraio del 1812 un esercito persiano, guidato da Abbas Mirza ed organizzato all'occidentale da consiglieri militari inglesi, dopo una pesante sconfitta del 3º battaglione del reggimento presidiario della Trinità nella fortezza di Sultan Buda, in cui i russi persero anche la bandiera del battaglione, e l'investimento della fortezza di Shah-Bulah, la cui guarnigione si ritirò a Susa Paulucci fece muovere contro i persiani il generale Kotljarovskij che li costrinse a ritirarsiIlari et al. Filippo Paulucci..., pp. 81-82. Intanto nella Georgia centrale era scoppiata una rivolta, provocata principalmente dalla durezza con cui Paulucci effettuava le requisizioni di grano per le sue truppe, adottando in particolare il sistema della "tansa"Il sistema della tansa, in francese garnisaires ed in russo экзекуционной системе (ėkzekucionnoj sisteme) consisteva nell'usare come alloggiamento per i soldati le case dei sospetti evasori dell'ammasso del grano, costringendo in tal modo gli evasori o a consegnare il grano nascosto o a lasciarlo marcire. Ovviamente tale sistema era particolarmente inviso in paesi islamici in cui far alloggiare estranei con le donne di famiglia era considerata un'offesa ai costumi religiosi, Ilari et al., Filippo Paulucci..., p. 83.. Paulucci operò in tale occasione con la durezza che già in precedenza aveva teorizzatoIlari et al. Filippo Paulucci..., pp. 54-55, ottenendo la pacificazione con l'impiccagione sommaria dei principali responsabili della ribellioneIlari et al. Filippo Paulucci..., p. 84. Nonostante ciò in quei giorni ricevette un ordine dello zar di rientrare immediatamente a San Pietroburgo, lasciando il comando al governatore del Caucaso settentrionale, a nulla valse una lettera della nobiltà georgiana che chiedeva il suo mantenimento come governatore, e dovette rientrare alla capitale.
La campagna contro Napoleone