Fu il fondatore del modernismo riformatore indiano; cercò di abolire barbare usanze latreutiche additandole come sovrastrutture devianti dalla religione e dei Veda.
Nel 1829 Ram Mohan Roy riuscì a ottenere l'abolizione della pratica del rogo delle vedove (sati) grazie a un'azione di sensibilizzazione e diffusione del concetto di fratellanza.
Nel 1828 fondò la Società di Dio, che propugnava l'unione di induismo (parola peraltro coniata dal filosofo stesso), islam e cristianesimo con una semplice liturgia in dialetto.
A capo di questa organizzazione fu con esiti alterni il filosofo Keshab Chandra Sen
Bibliografia Lynn Zastoupil, Rammohun Roy and the Making of Victorian Britain, 978-1-349-38022-0, 978-0-230-11149-3 Palgrave Macmillan US 2010
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