Lo stadio Druso (anche noto come campo sportivo Druso, o Drusus-Sportplatz) è uno stadio calcistico di Bolzano.
Maggiore arena scoperta dell'Alto Adige, sorge all'interno del complesso polisportivo del lido di Bolzano., presso la confluenza tra il torrente Talvera e il fiume Isarco.
Per circa ottant'anni ha accolto le partite interne del Bolzano, storicamente il principale club cittadino; dal 2000 vi gioca altresì il Südtirol, che si è progressivamente imposto quale maggiore usufruttuario, rendendo possibile coi propri successi sportivi l'ammodernamento strutturale, fino a stabilirvi la sede legale dal 2025. Dopo il 2015, la fusione del Bolzano (ormai da tempo in crisi di risultati) con la Virtus Don Bosco ha dato luogo alla , che ha a sua volta giocato una parte delle proprie gare interne al "Druso", salvo poi adottare in pianta stabile il campo sportivo Righi, ai piedi del Guncina.
Da ultimo, l'impianto è sede di determinate partite di altre squadre dilettantistiche provinciali, quale ad esempio la finale zonale di Coppa Italia DilettantiSt.Georgen perde la finale di Coppa Italia provinciale con la Virtus Bolzano!! - ascstgeorgen.it, 12 dic 2021.
È intitolato a Nerone Claudio Druso (meglio noto come Druso maggiore, fratello minore di Tiberio e padre di Claudio, entrambi divenuti imperatori romani), il quale durante le guerre Retico-Germaniche (attorno al 15 a.C.) fece costruire il primo ponte sopra il fiume Isarco, il Pons Drusi, presso l'area ove poi sorse la città di BolzanoL'originaria targa d'intitolazione collocata sulla facciata dello stadio riportava tuttavia l'errata denominazione "Marco Druso", probabilmente facendo confusione tra Druso maggiore e due personaggi politici romani, Marco Livio Druso "tribuno" e Marco Livio Druso "censore", i quali non avevano però alcun legame con Bolzano. Tale errore è stato poi ripreso da varie fonti..
Storia L'impianto originario
Tra la fine degli anni 1920 e l'inizio degli anni 1930 le trasformazioni urbanistiche di Bolzano volute dal regime fascista si concentrarono anche sull'edilizia sportiva: venne individuata allo scopo un'area alle pendici del Virgolo, nel rione Littorio (poi Europa-Novacella), presso la foce del Talvera, ove gli architetti Ettore Sottsass padre e Willy Weyhenmeyer progettarono il Lido, stabilimento balneare sia a uso agonistico che ricreativo, dotato di tre piscine per nuoto e tuffi, sia coperte che scoperteIl lido di Bolzano: modello del razionalismo europeo - quimedia.it, 20 ago 2020.
Il piano regolatore che disciplinava le opere includeva anche la realizzazione di uno stadio polifunzionale, da adibire essenzialmente a calcio, atletica leggera e varie manifestazioni ginniche: la progettazione fu affidata all'architetto Angelo Rossi. I lavori procedettero speditamente e nel 1930 il "campo sportivo Druso" venne inaugurato; l'intitolazione s'inscriveva nella propaganda italianizzatrice del fascismo, che dipingeva il condottiero Nerone Claudio Druso quale autentico "padre fondatore" della città di Bolzano (che in quanto "romana" era pertanto da considerarsi genuinamente italiana) e vincitore del "nemico tedesco"Druso - altoadigestory.it, 11 gen 2013.
Ne risultò una struttura a pianta ellittica: attorno al campo da gioco fu ricavata la pista d'atletica e sul lato occidentale (dietro il quale, fino al 1980, correva il sedime della linea ferroviaria per Merano e per Caldaro) sorse la tribuna principale, in uno stile che fondeva razionalismo e monumentalismo. Essa era integralmente costruita in calcestruzzo: la facciata presentava un corpo centrale a due piani, dal profilo concavo e scandito da quattro sobrie semicolonne, tra le quali si aprivano al secondo piano tre finestre arcuate, al pianterreno il portone d'ingresso e sei finestre (tre a destra e tre a sinistra) protette da "false inferriate" in cemento; queste ultime erano altresì ripetute per nove volte lungo le due ali laterali della tribuna, sensibilmente più basse e scandite ciascuna da tre "riquadri" in muratura. Visto dal campo, lo spalto aveva un aspetto piuttosto compatto, con la gradinata sviluppata su cinque livelli e sopraelevata di circa 2,60 m sul livello del suolo: la tettoia era retta da quattordici montanti frontali, più ravvicinati nella sezione centrale, sopra la quale si protendeva una struttura che "proseguiva" verso il campo il corpo centrale della facciata, con otto finestrelle ad arco. Sul lato verso l'Isarco fu invece costruito un terrapieno, su cui venne realizzata una bassa gradinata scoperta. A completare le dotazioni, venne ricavato un campo accessorio d'allenamento (il cosiddetto DrusettoBolzano, una cittadella dello sport nell’area Druso e Palamazzali - altoadige.it, 26 mag 2021) sul lato nordEcco il rinnovato Stadio Druso di Bolzano - archistadia.it, 15 apr 2022.
A seguito dell'armistizio dell'8 settembre 1943 e della susseguente invasione dell'Alto Adige da parte delle truppe della Germania nazista, lo stadio venne requisito come campo di concentramento dei prigionieri, perlopiù militari italiani, da avviare all'internamento nei Lager del Terzo Reich; venne infine restituito all'uso sportivo solo nel secondo dopoguerraL'8 settembre di Carlo Alieri, il partigiano che ha visto le SS violentare Bolzano - altoadige.it, 6 set 2016Da Bolzano a Sandbostel - carloromeo.it, 20 lug 2017.
Per un trentennio la struttura rimase inalterata: un primo ampliamento si ebbe a fine anni 1960, con la riedificazione della tribuna "Isarco" su progetto di Michele LettieriIl “Druso” costruito nel 1930 - altoadige.it, 18 apr 2019, che si ispirò alla struttura dell'ippodromo della Zarzuela di Madrid (progettato nel 1930 da Carlos Arniches Moltó e Martín Domínguez Esteban), dotandola di una peculiare copertura ad archetti di cemento armato Bollettino del Centro di Studi per la Storia dell’Architettura - n.s. 4 (2020), p. 40.
In alcune circostanze, segnatamente laddove il giocò tra i professionisti, alle tribune stabili ne vennero aggiunte altre prefabbricate in tubolari metallici, onde incrementare la capienza: esse vennero poi smontate allorché le sorti calcistiche cittadine declinarono. Non furono inoltre rari i casi in cui il pubblico seguì le partite anche al di fuori delle gradinate, stando in piedi lungo la recinzione esterna dell'impianto.
Complice il basso livello in cui il calcio altoatesino era sprofondato sul finire del XX secolo (con le squadre locali militanti nelle leghe dilettantistiche e incapaci di rilanciarsi), lo stadio fu oggetto di scarsa manutenzione e fu preda dell'obsolescenza e del degrado: nei primi anni 1990 il Comune di Bolzano dovette finanche chiudere al pubblico per qualche tempo la tribuna principale per motivi di sicurezza, lasciando aperta la sola tribuna "Isarco".
Primi interventi Nel 2000, allorché il FC Südtirol conquistò la promozione in Serie C2 e scelse di trasferirsi da Bressanone (città priva di campi omologati per il professionismo) a Bolzano, lo stadio fu ulteriormente risanato nelle sue criticità maggiori: tutti i posti vennero numerati e la capienza fu stabilizzata a circa 3000 sedute. Particolarmente complessa risultò la situazione sulla tribuna centrale "Trieste", che dovette subìre la demolizione della copertura originaria e della "torretta" centrale, sostituite da nuove strutture in prefabbricato, e il riallestimento della gradinata con un diverso andamento degli scalini e l'installazione di seggiolini individuali. Pertanto il settore rimase chiuso al pubblico praticamente per tutto il girone d'andata della stagione 2000-2001 e venne riaperto solo a fine gennaio 2001Comunicato stampa nr. 316 - aktivacom.it, 26 gen 2001.
Un anno dopo, in occasione della partita Italia-Germania under-18 del 14 febbraio 2002, le due tribune ricevettero delle nuove intitolazioni: la centrale alla memoria di Christian Zanvettor, giocatore bolzanino scomparso in un incidente stradale il 2 novembre 1999 mentre militava nella Vis Pesaro, la laterale ad Albano Canazza, calciatore italo-brasiliano già bandiera del e con 5 presenze in Serie A col , morto di SLA nel 2000Oggi al Druso Italia-Germania Under 18. Alle ore 17.00 intitolazione Tribune - comune.bolzano.it, 14 feb 2002.
Nel 2007 la concessione di gestione dello stadio venne rinnovata al , che però nel 2011 citò in giudizio l'amministrazione comunale accusandola di non aver ottemperato ai propri oneri per le spese di manutenzioneStadio Druso: il Bolzano fa causa al Comune - altoadige.it, 28 feb 2011; ne scaturì un contenzioso legale, che si concluse senza condanne, ma con una reprimenda al Comune da parte dell'autorità giudiziaria, che contestò in particolare la scelta di deliberare i fondi in favore del gestore non come corrispettivo per una prestazione di servizio, ma come contributo, allo scopo di eludere le tasse di registro e l'IVAMaso della Pieve, altra Iva evasa- altoadige.it, 10 mar 2012. In generale, il Bolzano a più riprese espresse disappunto per la coabitazione tra i due team, lamentando un trattamento giudicato troppo favorevole dalle istituzioni verso il Südtirol.“Il Südtirol? Potrebbe fare di più” - salto.bz, 23 ott 2024
Il livello delle strutture rimase comunque ai limiti per gli standard del calcio professionistico italiano: la situazione dello stadio fu quindi "sanata" con apposite deroghe ai regolamenti infrastrutturali. Nel 2012 la Lega Italiana Calcio Professionistico rese noto di non essere più intenzionata a prorogare tali eccezioni, facendo rischiare al Südtirol (rimasto teoricamente privo di un campo interno omologato) l'esclusione dal campionato di Prima DivisioneFCS von der Meisterschaft ausgeschlossen - Rekurs in Planung - sportnews.bz, 12 lug 2012Die Lega Pro verlangt die Erweiterung des Stadions, macht sie jedoch... - sportnews.bz, 19 lug 2012.
In tale frangente le istituzioni locali iniziarono a studiare il progetto di una più completa opera di ristrutturazione dello stadio, comprendente un aumento della capienza degli spalti, il consolidamento e l'ammodernamento delle strutture, il miglioramento dell'accessibilità (con realizzazione di zone per il prefiltraggio dei tifosi) e la rimozione della pista di atletica onde ravvicinare le tribune al rettangolo di gioco. Successivamente la Lega Pro ammorbidì la propria posizione e dispose un ulteriore prolungamento della deroga, evitando al Südtirol il trasloco in un altro impiantoDer FC Südtirol ist gerettet, muss aber das Drusus-Stadion ausbauen - sportnews.bz, 19 lug 2012; ciò però fece nuovamente arenare l'iter verso la ristrutturazione, nei confronti della quale le istituzioni rimasero piuttosto "tiepide". Particolari perplessità erano suscitate dalla difficoltà che il Südtirol aveva nell'attrarre volumi significativi di pubblico: per anni non furono infatti rari i casi nei quali gli spalti, in occasione delle gare interne, rimasero semivuotiDas Land greift dem FCS unter die Arme – PDF vom neuen Trainingszentrum - sportnews.bz, 9 lug 2012.
La questione stadio tornò d'attualità il 19 febbraio 2013, allorché il comune di Bolzano approvò il bando per la progettazione dei lavori di ristrutturazione ed adeguamento dello stadioDELIBERAZIONE DELLA GIUNTA COMUNALE Nr. 38 - Comune di Bolzano, 19 feb 2013, che fu poi reso pubblico il 23 giugno successivoStadio Druso, pubblicato il bando per l'ampliamento dell'impianto - Alto Adige, 23 giu 2013.
Ricostruzione