Il Larix lyallii Parl., 1863, chiamato anche larice subalpino o semplicemente larice alpino, è una conifera decidua appartenente al genere Larix, di cui fa parte anche il larice europeo o larice comune (Larix decidua). Originaria del Nord America occidentale (Pacific Northwest) in una zona compresa tra Canada e Stati Uniti, vive a quote molto elevate (in media 1520-2440 m con un massimo di 3020 m) nelle zone montuose temperato-fredde di Idaho, Montana, Columbia Britannica e Alberta. Raramente si spinge al di sotto dei 1980 m, anche se è presente, in aree particolarmente vocate, fino a 1370 m. Esiste anche una popolazione disgiunta nella parte nord della Catena delle Cascate situata nello Stato di Washington (USA) e in Columbia Britannica (Canada). È protetto nel North Cascades National Park (Stati Uniti) e nel Parco nazionale Banff (Canada).

Il Larix lyallii è una conifera resistente agli estremi termici freddi ed è in grado di sopravvivere alle basse temperature delle zone d'alta quota. Si adatta a suoli rocciosi di ridotto spessore, motivo per cui l'albero riesce a raggiungere il limite superiore subalpino e alpino della vegetazione arborea. Tuttavia, questo larice può crescere in una moltitudine di varietà di suoli, anche più evoluti, in aree non ombreggiate purché il substrato sia umido ma ben drenato. Per vegetare al meglio quest'albero necessita di zone ricche d'acqua, la cui biodisponibilità nel suo ambiente di crescita è però fortemente limitata dallo stato fisico in cui si presenta per gran parte dell’anno (ghiaccio) e dalla forma in cui giunge in maggioranza a terra (neve). Il clima delle zone native è caratterizzato dalla presenza di inverni lunghi e freddi. Per questo motivo, come tutti i larici, ha sviluppato la caratteristica, atipica tra le conifere, di perdere le foglie in autunno, evitando in tal modo che l'acqua presente in esse congeli danneggiando i tessuti teneri e facilitando così una migliore sopravvivenza della specie.

Origine del nome

Deriva dall'inglese Subalpine Larch, che si riferisce al fatto che questo albero sviluppa in ambienti che altrimenti sarebbero solamente tundra alpina spoglia o con basse e rade specie erbacee d'alta quota. Questo larice nordamericano venne classificato e descritto sistematicamente per la prima volta dal botanico italiano Filippo Parlatore il 3 novembre 1863 Flora of North America: Larix lyallii. Il nome scientifico attualmente accettato è Larix lyallii e fu dato da Parlatore stesso in onore al medico e naturalista scozzese David Lyall, che scoprì la specie nel 1858. Entrambi gli esploratori botanici osservarono le notevoli capacità di quest'albero nel formare radi boschetti puri di sopra dei limiti della vegetazione arborea. Per questo larice non esistono sottospecie, varietà o forme particolari note: si presume che le ristrette tolleranze ambientali, il lungo ciclo riproduttivo e la distribuzione geografico-altitudinale ristretta possano aver limitato le possibilità di sviluppo della variazione genetica.

Sistematica Appartiene alla famiglia delle Pinacee sottofamiglia Laricoidee, i cui appartenenti hanno un’origine filogenetica comune e presentano, a differenza delle altre sottofamiglie, aghi inseriti sia su macroblasti che su brachiblasti (Larix spp., Pseudotsuga spp., Cathaya). Il corredo cromosomico di Larix lyallii è 2n = 24, simile a quello della maggior parte degli altri alberi della famiglia delle Pinacee.

Descrizione Portamento e chioma Il Larix lyallii è una conifera resinosa di dimensioni medio-piccole, che cresce solitamente dai 10 ai 25 m di altezza (massimo 45-50 m in casi eccezionali), mostrandosi più breve e contorto ad altitudini più elevate e nelle zone particolarmente battute dal vento. Raggiunge un diametro medio del tronco di circa 1,2 m negli esemplari adulti. Spesso rimane piccolo e stentato a causa dell'ambiente estremo (freddo e ventoso) in cui vive e arriva al pieno del proprio sviluppo solamente nelle zone più vocate.

Ha tronco dritto con chioma snella, sparsa, rada ma compatta, irregolarmente piramidale-conica e stretta (abetoide). Ha rami spessi e cilindrici disposti orizzontalmente al tronco, di tanto in tanto caratteristicamente penduli, irregolarmente distanziati e contorti, che rimangono attaccati al fusto anche da secchi. I ramoscelli sono finemente tomentosi per i primi 2-3 anni e di colore bianco-giallastro. Possiede germogli anch'essi tomentosi, con squame ciliate. Il rivestimento di finissima peluria bianca che questo larice forma sui giovani germogli rimane presente per almeno un anno: si presume che questo serva a diminuire le perdite d'acqua, fungendo da isolante. Il cimale è presto lignificato per contrastare l’azione del gelo e della neve. Le piante giovani hanno fusti molto flessibili e poco lignificati che permettono loro di resistere a slavine e nevicate abbondanti piegandosi in maniera elastica. A differenza di altre conifere d’alta quota, il Larix lyallii ha poca tendenza a crescere in forma arbustiva e questo, unito agli aghi decidui, lo rende capace di minimizzare e contrastare l’impatto delle precipitazioni nevose in maniera più efficiente.

Le radici sono fittonanti, di modo da ancorare saldamente la pianta al suolo, e presentano numerose diramazioni e radichette secondarie che creano una fitta maglia attorno al fittone, ancorandosi saldamente in crepe e fessure tra le rocce. Comuni sono le micorrize fungine, dove spesso si rinviene Cenococum graniforme, considerato un fungo tipico dei boschetti di Larix lyallii. Queste simbiosi svolgono un ruolo attivo nella ricerca e nell'uso più efficiente delle disponibilità idriche delle zone di crescita di Larix lyallii, che possono diventare peculiari nel caso di suoli particolarmente sottili e rocciosi come quelli liberati da poco tempo dai ghiacciai. Mediamente questo larice vive da 400 a 500 anni, ma molti esemplari arrivano agevolmente a 700-750 anni e i più vecchi possono raggiungere e superare i 1000.

Corteccia e legno La corteccia è sottile (meno di 1 pollice, ossia 3 cm), finemente intrecciata, liscia negli esemplari giovani poi profondamente solcata e spaccata negli adulti. Presenta colore giallo-grigio nella pianta giovane, per poi virare dal rosso scuro-marrone al grigio-violaceo con l'avanzare del tempo. Contiene tannini e resine. A differenza del Larix occidentalis, la corteccia del Larix lyallii è relativamente sottile, una caratteristica poco comune nelle conifere d'alta montagna. Nei giovani rami di un anno si presenta ricoperta di una fine peluria bianca protettiva, che persiste fino al terzo anno. Ha inoltre consistenza più ruvida e colore grigio-nero.

Essendo particolarmente sottile è molto suscettibile al fuoco, che risulta alimentato anche dalla componente tannica e resinosa in essa contenuta. Il legno presenta buone qualità xilologiche: è resistente, pesante e durevole, anche se resinoso. Il duramen bruno-rossastro è circondato da un sottile alburno bianco opaco-giallastro e presenta vasi resinosi evidenti e capienti, contenenti una resina arancio-rossastra e aromatica. Gli anelli legnosi annuali, a causa delle condizioni ambientali di crescita, sono solitamente piccoli e sottili.

Foglie Gli aghi sono caduchi, di colore verde pallido (tendente al bluastro) d'estate e giallo intenso in autunno. Si presentano teneri ed erbacei appena spuntati, in seguito duri, lunghi 20-35 mm × 0,6-0,8 mm e spessi 0,4-0,6 mm. Hanno forma squadrata con quattro lati e sono riuniti in gruppi di 30-40 esemplari su brevi e leggeri piccioli verde-bluastri lunghi 2-4 cm.

Presentano una carenatura sul lato opposto più distante dall'asse centrale e una doppia angolatura sul lato ad esso più vicino. Si sviluppano dalla fine di maggio alla metà di giugno e cadono dalla fine di settembre ai primi di ottobre, virando lentamente dal consueto verde ad un giallo intenso, fenomeno dovuto alla demolizione della clorofilla da parte della conifera e della conseguente messa in evidenza dei pigmenti secondari, ossia carotenoidi, antociani e altri composti minori, normalmente nascosti dalla componente verde. Si sviluppano anche da germogli epicormici negli esemplari adulti.

Gli aghi presentano due canali resiniferi di 40-80 µm situati ai margini, ognuno circondato da 6-10 cellule epiteliali. Il Larix lyallii genera strobili da rami già lignificati e non dai germogli, fenomeno che avviene solo in caso di individui debilitati. La caduta delle foglie e la dormienza sono controllati dal fotoperiodo, anche se la siccità estiva può indurre un precoce ingiallimento delle foglie. La sua capacità di crescere più in alto di altre conifere è dovuta ad una maggiore resistenza alle perdite d'acqua (congelamento) in inverno, fenomeno sempre dovuto alla permanenza stagionale degli aghi.

Il suo fogliame relativamente tenero e deciduo richiede una maggior quantità di acqua durante l'estate rispetto ad altre sempreverdi, rendendo necessari siti di crescita (suolo e/o clima) piuttosto umidi. Questo è dovuto in parte alla mancanza di quelle caratteristiche fisico-strutturali che si ritrovano, invece, negli aghi adattati alla sopravvivenza invernale.

Il periodo vegetativo di questo larice è limitato, a causa delle condizioni di vita estreme a cui è sottoposto, a soli 90 giorni circa. L’inizio dello sviluppo primaverile è innescato quando la temperatura media dell'aria raggiunge i 4 °C, in genere a fine maggio. Il germogliamento si verifica per la maggior parte in luglio e progredisce rapidamente. La crescita in altezza di un piccolo larice subalpino ha valori medi di circa 1,5 cm all'anno, durante i primi 25 anni. È grazie alla perdita degli aghi in autunno che questa conifera riesce a mantenere una forma eretta, altrimenti verrebbe facilmente deformata e schiacciata dal peso della neve accumulata su rami e aghi.

Fiori e strobili Conifera monoica, raramente ermafrodita, con fiori unisessuali distinti e presenti contemporaneamente sulla stessa pianta. I coni maschili e femminili sono sostenuti separatamente da brevi appendici (simili a germogli) legnose di forma cilindrica e sparse tra le foglie-cuscinetto protettive, anch'esse cilindriche, dei germogli veri e propri. Sono generalmente monosporangiati. La fioritura avviene circa una settimana prima che le foglie emergano, con i germogli a fiore che iniziano a gonfiarsi entro la fine di maggio. I fiori femminili sono conetti viola brillante, a volte verdi. Sono più evidenti di quelli maschili, che sono piccoli coni violacei di 4-5 cm di lunghezza a settembre (coni dell’anno successivo).

I fiori maschili presentano granuli pollinici di 78 - 93 µm di diametro contenuti in sacche polliniche pigmentate. A differenza di quelli delle altre Pinacee non sono dotati di sacchi aerei, ma si presentano sferici e semplici, caratteristica tipica degli appartenenti alla sottofamiglia Laricoidee. Il polline viene disperso dal vento durante giugno, in condizioni atmosferiche che devono essere necessariamente asciutte per il successo riproduttivo. Da settembre piccoli coni violacei fecondi di 4-5 cm di lunghezza e 1,9 cm di larghezza emergono a formare gli strobili veri e propri, che sono lignificati e di colore marrone scuro a maturazione, avvenente nell'autunno dell'anno precedente la nuova fioritura (settembre).