Biografia Nacque a Priene, da un certo Teutamo: a questo riguardo gli abitanti della sua città gli dedicheranno un recinto sacro, detto Teutameio.
Lodato da Ipponatte e da Eraclito, fu brillante oratore e compose anche poesie, tra cui un poema sulla Ionia in duemila versi, citato da Diogene Laerzio, di cui restano i seguenti versi:
Diceva di preferire giudicare una questione fra due suoi nemici, piuttosto che fra due amici, perché nel primo caso si sarebbe procurato un amico mentre nel secondo caso uno dei suoi amici si sarebbe mutato in nemico. Sosteneva, inoltre, che la cosa più dolce per gli uomini è la speranza e la cosa di cui più si rallegrano è il guadagno; consigliava anche di amare gli altri come se fossimo destinati anche a odiarli, perché la maggior parte degli uomini è malvagia. Gli venne richiesto di scrivere una frase saggia ed esemplare sul frontone del tempio dell'oracolo a Delfi, e lui incise: «Οἱ πλεῖστοι κακοί» (Hoi plêistoi kakói, "la maggioranza è cattiva")Iscrizione che, secondo Schopenhauer in una lettera del 24 maggio 1822 a Friedrich Gotthilf Osann, figura sotto un busto di Biante nella sala dei filosofi del Vaticano, in: Arthur Schopenhauer, Lettres, I, Parigi, Gallimard, p. 243, lettera n. 85..
ErodotoStorie, I 27. narra che fu grazie a un suo intervento che il re della Lidia, Creso, strinse un patto di amicizia con gli Ioni che abitavano le isole.
Morì durante un processo in cui aveva difeso un imputato; pronunciato il verdetto di assoluzione, Biante fu trovato morto col capo reclinato sul grembo del nipote.
Massime Di Biante si tramandano molte massimeː
Note
Bibliografia I Sette Sapienti, Vite e opinioni, Milano, 2005 Diogene Laerzio, Vite e dottrine dei più celebri filosofi, Milano, 2005
Voci correlate Domenico De Angelis
Altri progetti
Collegamenti esterni
Categoria:Sette savi