La pieve di Cannobio o pieve di San Vittore era il nome di un'antica pieve dell'arcidiocesi di Milano e del ducato di Milano con capoluogo Cannobio.
Il patrono era san Vittore, a cui è ancora oggi dedicata la chiesa prepositurale di Cannobio.
Storia Uno statuto del borgo e della pieve di Cannobio è attestato già nel 1207. La sua autorità si estendeva sulla Valle Cannobina, su Brissago, Cannero, Trarego Viggiona, Pino, Tronzano e uniti, Campagnano e Veddasca. Non deve stupire il collegamento con località dell'altra sponda del Verbano: nel Medioevo le comunicazioni via acqua, specie se agevoli come nel caso lacustre, erano tecnicamente più facili, e molto più sicure quanto all'incolumità dei viaggiatori, rispetto ai dissestati e perigliosi percorsi terrestri. Nel 1342 la pieve di sottopose spontaneamente a Luchino Visconti, divenendo una ripartizione locale della Provincia del Ducato di Milano seppur in un territorio più limitato, i centri orientali d'oltre Verbano essendo stati inclusi nella pieve di Val Travaglia, anche se religiosamente rimasero cannobine Tronzano, Bassano, Pino e, fino al 1519, Campagnano.
La pieve amministrativa trovò la sua fine a causa della guerra di successione austriaca, durante la quale il trattato di Worms (1743) sancì la cessione dei territori a ovest del Lago al Piemonte in ringraziamento per la sua proficua alleanza con l'Austria.
Per quanto riguarda la pieve ecclesiastica, l'essere a quel punto separata da Milano dal confine di Stato tra Piemonte e Austria fece sì che si rendesse necessaria una nuova riforma anche per la diocesi. Nel 1817, quindi, con la bolla Cum per nostras litteras, Pio VI la trasferì, insieme alla pieve di Arona, alla Diocesi di Novara, mentre più tardi, nel 1884, Brissago fu portata nella neocostituita diocesi di Lugano.
Rito Facendo parte della diocesi di Milano fino al 1817, le parrocchie della pieve seguivano il rito ambrosiano. In seguito alla bolla del 1817, tuttavia, il vescovo di Novara Giuseppe Morozzo impose alle nuove parrocchie a lui soggette il rito romano. Questa scelta portò grande scontento tra la popolazione, che arrivo a disertare le funzioni religiose e a inviare numerosi ricorsi alla Santa Sede. Nonostante queste proteste si continuò a seguire il rito romano, fin quando il sinodo diocesano del 1990 ha ripristinato integralmente il rito ambrosiano in tutte le parrocchie della vecchia pieve.
Territorio All'inizio dell'Ottocento, il territorio della pieve era così suddiviso: +Pieve civilePieve ecclesiasticaComunePassaggi amministrativiParrocchiaPassaggi diocesaniCannobio1743: passaggio alla viceintendenza di Pallanza, del Regno di SardegnaSan Vittore1817: passaggio alla diocesi di NovaraSan Giacomo (Socraggio)San BartolomeoVergine Annunziata e San BartolomeoSant'AgataSant'AgataTraffiumePurificazione della Beata Vergine MariaCavaglioSan DonninoMadonna Assunta (Gurrone)SpocciaSanta Maria MaddalenaOrassoSan MaternoCursoloSant'Antonio AbateGurroNatività di Maria VergineFalmentaSan LorenzoSan Pietro (Crealla)ViggionaSan MaurizioTraregoSan MartinoCanneroSan Giorgio martireSan Bernardo (Oggiogno)Brissago1521: passaggio alla Confederazione ElveticaSan Pietro e Paolo1884: passaggio alla diocesi di LuganoPino1743: passaggio alla pieve di ValtravagliaSanti Quirco e Giulitta1817: passaggio alla pieve di ValtravagliaTronzanoSan RoccoSanta Maria Assunta (Bassano)Campagnano1519/1529: passaggio alla pieve di ValtravagliaSan Martino1519/1529: passaggio alla pieve di Valtravaglia
Note
Bibliografia Liber notitiae sanctorum Mediolani di Goffredo da Bussero. Manoscritto della Biblioteca Capitolare di Milano, a cura di M. Magistretti, U. Monneret de Villard, Milano, 1917. G. Vigotti, La diocesi di Milano alla fine del secolo XIII. Chiese cittadine e forensi nel “Liber Sanctorum” di Goffredo da Bussero, Roma, 1974.
Voci correlate Cannobio Pieve di Val Travaglia Pievi milanesi
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