LIncarnazione nel cristianesimo è il momento in cui la seconda persona della Trinità, il Figlio di Dio, oppure il Logos (Verbo), «divenne carne» (Gv 1,14) quando fu concepito nel grembo di una Donna, Maria Vergine, chiamata con il titolo Theotókos (in greco Θεοτόκος; in latino Dei genitrix o in italiano Deipara) – letteralmente colei che genera Dio e spesso reso in italiano con «Madre di Dio».

L'Incarnazione è un fondamentale insegnamento teologico del cristianesimo ortodosso (Niceno), basato sulla sua interpretazione del Nuovo Testamento. L'Incarnazione è il fatto che la seconda increata ipostasi (termine greco tradotto in latino con persona) del Dio Uno e Trino, al momento stesso del concepimento nel grembo della Vergine Maria, assunse la natura umana con un corpo (chiamato anche carne) e un'anima razionale umani, rimanendo Dio: la natura umana si aggiunse a quella divina preesistente all'Incarnazione, e il Verbo così divenne vero uomo e vero Dio (sant'Atanasio di Alessandria). Nella Bibbia l'affermazione più chiara si trova in : «E il Verbo si fece carne e venne ad abitare in mezzo a noi»Donald K. McKim, Westminster dictionary of theological terms, Louisville: Westminster John Knox Press, 1996, p. 140..

Nell'Incarnazione, come definita da tutte le Chiese che aderiscono al Concilio di Calcedonia, la natura divina del Figlio si unì con la natura umanaUniversity of Notre Dame: "Of the Incarnation as part of the Fitness of Things" . in una Persona divina-umana che è Gesù di Nazareth, Gesù Cristo che fu quindi simultaneamente «vero Dio e vero uomo». L'Incarnazione viene commemorata ogni anno a Natale, con un riferimento anche alla Festa dell'Annunciazione.Eternal Word Television Network: "Advent Prayer and the Incarnation": «Differenti aspetti del mistero dell'Incarnazione" sono celebrati a Natale e nel giorno dell'Annunciazione».

Questo è fondamentale per la fede tradizionale osservata dalla maggior parte dei cristiani. Opinioni alternative sul tema (cfr. Ebioniti e la Vangelo secondo gli Ebrei) sono state proposte nel corso dei secoli (vedi sotto), ma tutte respinte dagli organismi cristiani tradizionali.

Una dottrina alternativa nota come "Unitarianismo" è stata adottata da vari gruppi pentecostali (vedi sotto).

Etimologia Il termine incarnazione deriva dal verbo latino ecclesiastico incarno, a sua volta derivante dal prefisso in- e ''caro, "carne", col significato "fare di carne" o "esser fatto di carne". Il verbo incarno non appare nella Bibbia latina, ma il termine viene estratto dal Vangelo secondo Giovanni "et Verbum caro factum est" "e il Verbo si fece carne" (, Bibbia CEI).

Descrizione e sviluppo della dottrina tradizionale All'inizio dell'era cristiana, ci fu un notevole disaccordo tra i cristiani circa la natura dell'Incarnazione di Cristo. Mentre tutti i cristiani credevano che Gesù fosse davvero il Figlio di Dio,Jaroslav Pelikan, The Christian Tradition. A History of the Development of Doctrine, Vol. 1: The Emergence of the Catholic Tradition (100-600), Capitolo 5: "The Person of the God-Man", pp. 226-277. l'esatta natura della filiazione venne contestata, insieme con il rapporto preciso del "Padre" col "Figlio" e lo "Spirito Santo" di cui al Nuovo Testamento. Sebbene Gesù fosse chiaramente il "Figlio", che cosa significava esattamente? Il dibattito su questo tema imperversò soprattutto durante i primi quattro secoli del cristianesimo e coinvolse ebrei cristiani, gnostici, seguaci del presbitero Ario di Alessandria, e i seguaci di Sant'Atanasio il Grande che scrisse il trattato Sull'Incarnazione del Verbo, e diversi altri.

Concilio di Nicea 325

Le definizioni maggiormente accettate dell'Incarnazione e della natura di Gesù furono proposte dal Primo Concilio di Nicea nel 325, dal Concilio di Efeso nel 431 e dal Concilio di Calcedonia nel 451. Nel IV secolo Ambrogio di Milano scrisse Il Mistero dell'Incarnazione del Signore, inquadrando il tema come uno dei misteri fondamentali della fede cristiana.

Questi concili dichiararono che Gesù era sia pienamente Dio, generato ma non creato dal Padre; sia pienamente uomo, prendendo carne e natura umana da Maria Vergine. Queste due nature, umana e divina, erano ipostaticamente unite nella persona/personalità di Gesù Cristo."The Seven Ecumenical Councils", da Nicene and Post-Nicene Fathers, voll. 2-14 (CCEL.org) - Contiene le dichiarazioni dettagliate di ciascuno dei sette concili.

Alla fine, la Chiesa cristiana accettò l'insegnamento di Sant'Atanasio e dei suoi alleati, che Cristo era l'incarnazione della seconda persona eterna della Trinità, che era vero Dio e vero uomo contemporaneamente. Tutte le convinzioni divergenti furono definite come eresie. Tra queste, il docetismo, che asseriva Gesù fosse un essere divino che aveva assunto l'aspetto umano ma non la carne; l'arianesimo, che dichiarava che Cristo fosse un essere creato, e il nestorianesimo, che sosteneva che il figlio di Dio e l'uomo Gesù condividevano lo stesso corpo, ma mantenevano due nature distinte. La credenza unitaria di certe chiese pentecostali moderne viene reputata eretica dalla maggior parte degli organismi cristiani tradizionali.

Un modo moderno per enunciare questo credo cristiano è la dichiarazione del romanziere cattolico francese Joseph Malègue (1876–1940) nel suo Augustin ou le Maïtre est là: "Non è Cristo che mi è incomprensibile se Egli è Dio, è Dio che mi è strano, se non è Cristo". "Loin que le Christ me soit inintelligle s'il est Dieu, c'est Dieu qui m'est étrange s'il n'est le Christ." in Augustin ou le Maître est là, Parigi, Spes, 1966, p. 787. (trad. it. Agostino Méridier, Torino, SEI, 1960).

Chiesa ortodossa e cattolica bizantina Il significato dell'Incarnazione è stato ampiamente discusso nel corso di tutta la storia cristiana ed è oggetto di innumerevoli inni e preghiere. Per esempio, la Divina Liturgia di San Giovanni Crisostomo (ca. 400), secondo l'usanza dei cristiani ortodossi orientali e dei cattolici bizantini, include questo "Inno al Figlio Unigenito":

O Figlio unigenito e Verbo di Dio, Che, essendo immortale, Ti sei degnato per la nostra salvezza Di incarnarti Dalla Santa Theotókos e sempre vergine Maria, E Ti sei fatto uomo senza cambiamento; Tu fosti anche crocifisso, O Cristo, nostro Dio, E con la morte hai calpestato la morte, Essendo uno della Santa Trinità, Glorificato con il Padre e lo Spirito Santo – Salvaci!

Chiese siriache occidentali Le Chiese siriache occidentali - siriaco-ortodossa, ortodossa malankarese, cattolica siro-malankarese, cattolica siriaca e cattolica maronita - che celebrano principalmente il Santo Qurbono della Liturgia di san Giacomo (ca. 60) hanno un ma‛neetho simile,(Sir.): Un responsorio, originalmente ad un salmo, dove ogni versetto di un dato salmo aveva una risposta in forma poetica. Il testo di questo ma‛neetho risale al VI secolo e viene attribuito da fonti successiva a San Severo, Patriarca di Antiochia (ca. 465-538). Anche il rito bizantino-ortodosso ha un inno simile chiamato troparion ed è attribuito all'Imperatore Giustiniano (ca. 483-565). Cfr. "Syro-Malankara Catholic Church"; "Explanation about the Holy Qurbana - St. Mary's Malankara Orthodox Cathedral of Philadelphia" ; Chiesa siriaco-ortodossa. un inno poetico, tradizionalmente attribuito al Vescovo Severo, patriarca di Antiochia dal 512 alla morte (538):

Io Ti esalterò, Signore e Re, Figlio unigenito e Verbo Del Padre celeste, Immortale per natura, Tu sei disceso in grazia Per la salvezza E la vita per tutto il genere umano; ti sei incarnato Dalla santa, Gloriosa, pura Vergine Maria, Madre di Dio E Ti sei fatto uomo senza alcun cambiamento; Fosti crocifisso per noi. O Cristo, nostro Dio, Che con la Tua morte hai calpestato e distrutto la nostra morte, Che sei Uno della Santa Trinità, Adorato e onorato con Il Padre e lo Spirito Santo, Abbi pietà di noi tutti.

Il Credo atanasiano (V secolo) e quello niceno contengono una definizione tradizionale comprensiva dell'Incarnazione.

Interpretazione cattolica

Secondo Tommaso d'Aquino, il fine principale dell'Incarnazione è la Redenzione del genere umano dal peccato originale (v. anche Cur Deus homo). Nel XX secolo si è diffusa tra i teologia cattolici la tesi di Palamas, Cabasilas e Giuseppe Briennio secondo i quali l'incarnazione avrebbe avuto luogo anche se Adamo ed Eva non avessero commesso il peccato originale: il fine ultimo dell'incarnazione era il completamento della creazione Divina e il compimento del progetto divino di introdurre l'uomo nella filiazione e nella vita di Dio, partecipazione che non sarebbe stata possibile se Gesù cristo non si fosse abbassato ad assumere la condizione umana. A loro avviso, il peccato originale non fu privo di conseguenze, al contrario fece sì che la morte di Cristo dovesse avvenire in forma crucis al fine di espiare Il peccato originale.

Il 9 gennaio 2013 Papa Benedetto XVI si è voluto soffermare sul "mistero dell'Incarnazione", per ribadire la sua unicità nell'ambito della dottrina cristiana e, più specificatamente, cattolica:

Protestantesimo contemporaneo Jürgen Moltmann Il legame tra l'Incarnazione e l'Espiazione nel contesto della teologia sistematica è complesso. All'interno dei modelli tradizionali dell'Espiazione, come l'"espiazione sostitutiva" o la "teoria della soddisfazione espiativa", o Christus Victor, Cristo deve essere umano in modo che il sacrificio sulla croce sia efficace, in modo che i peccati degli uomini siano "rimossi" e/o "vinti". Nella sua opera Trinität und Reich Gottes. Zur Gotteslehre (Trinità e Regno di Dio, Trinität und Reich Gottes. Zur Gotteslehre, 1980, pp. 129, 157-168, 179 e passim. Jürgen Moltmann differenzia tra ciò che chiama un'Incarnazione "fortuita" e una "necessaria". Quest'ultima le dà un'enfasi soteriologica: il Figlio di Dio diventa uomo per salvarci dai peccati. La prima invece è una realizzazione dell'Amor di Dio, del Suo desiderio di esser presente e vivere in mezzo all'umanità, di "camminare nel giardino" con noi. Moltmann favorisce l'Incarnazione "fortuita" innanzi tutto perché sente che parlare di un'incarnazione di "necessità" è come fare un'ingiustizia alla vita di Cristo. L'opera di Moltmann, insieme ad altri teologi sistematici, aprono la strada alla cristologia della liberazione.

Opinioni alternative dell'Incarnazione Michele Serveto

Durante la Riforma, Michele Serveto (1511–1553) insegnò una teologia dell'Incarnazione che negava il trinitarismo, insistendo che i trinitari classici erano essenzialmente dei triteisti che avevano rigettato il monoteismo biblico a favore della filosofia greca. Il Figlio di Dio, Serveto asseriva, non è un essere eternamente esistente, ma piuttosto un Logos più astratto (una manifestazione dell'Unico Vero Dio, non una persona separata) incarnato. Per tale ragione Serveto si rifiutò di chiamare Cristo "l'eterno Figlio di Dio" preferendo invece "il Figlio del Dio eterno",'De trinitatis erroribus', Libro 7.

Nel descrivere la teologia di Serveto sul Logos, Andrew Dibb (2005) commenta: "In Genesi Dio si rivela quale Creatore. In Giovanni Egli rivela di aver creato mediante la Parola, o Logos. Infine, sempre Giovanni, mostra che questo Logos divenne carne e "dimorò tra noi". La creazione avvenne da una parola enunciata, poiché Dio disse "Sia la..." La parola enunciata in Genesi, il Logos di Giovanni e il Cristo, sono tutti la stessa e unica cosa."Andrew Dibb, Servetus, Swedenborg and the Nature of God, University Press of America, 2005, pp. 93ss.