Il Partito Comunista Indocinese (PCI), in lingua vietnamita: Đảng Cộng sản Đông Dương, fu il partito comunista dalla cui scissione ebbero origine gli odierni Partito Comunista del Vietnam e Partito Rivoluzionario del Popolo Lao, che governano rispettivamente in Vietnam e Laos, e il Partito Comunista di Kampuchea di Cambogia, disciolto nel 1981. Il PCI, nato nel 1930 in Vietnam, continuò a sopravvivere con i diversi nomi per ciascuna delle tre nazioni a partire dal 1951. Fu sostanzialmente un partito vietnamita che fece maturare i movimenti indipendentisti dei Paesi vicini, e la scissione avvenne dopo che i comunisti laotiani e cambogiani si erano organizzati nei propri Paesi.

Origini

Colonizzazione francese dell'Indocina A partire dal 1858, la Francia iniziò a colonizzare il Vietnam. Dopo aver conquistato territori nell'Annam, nel centro dell'odierno Vietnam, e a sud in Cocincina, l'intera nazione fu assoggettata dopo la vittoria nella guerra franco-cinese nel 1885. La colonizzazione della Cambogia ebbe inizio nel 1863 e fu portata a termine nel 1906 sottraendo al Siam, l'odierna Thailandia, il controllo delle province occidentali cambogiane. Anche l'odierno Laos fu sottratto ai siamesi, che avevano in parte annesso e in parte reso stati vassalli i precedenti regni laotiani; iniziata nel 1893, la conquista del Laos ebbe termine nel 1907. Fondata nel 1887 con capitale a Saigon, la federazione coloniale Indocina francese assorbì gradualmente tutti i territori conquistati nella regione. Nel 1902 la capitale fu spostata ad Hanoi.

Primi movimenti anti-francesi Le prime organizzazioni anti-colonialiste indocinesi nacquero in Vietnam agli inizi del XX secolo ed erano di stampo monarchico e illuminista. Le prime dimostrazioni ebbero luogo nel 1908 e furono duramente represse dal governo coloniale, che nel disperderle fece diverse vittime. Al termine della prima guerra mondiale, le ribellioni cominciarono anche tra i vietnamiti arruolati nell'esercito coloniale. Vi partecipò anche il giovane imperatore vietnamita Duy Tân, che fu catturato e deportato nella remota isola della Reunion. Tra i più importanti capi delle rivolte vi fu Phan Bội Châu, che preparò l'insurrezione sotto il profilo politico e militare; messo agli arresti domiciliari nel 1925, sarebbe stato di esempio per i rivoluzionari dei periodi successivi. Al suo arresto, larghi strati della popolazione meno abbiente organizzarono dimostrazioni di protesta. Phan Boi Chau and the Rise of Nationalism, countrystudies.us

Nascita del movimento comunista Nel 1925, l'espatriato vietnamita Ho Chi Minh fondò in Cina la Thanh Nien Cach Menh Dong Chi Hoi (Lega della Gioventù Rivoluzionaria). Dopo aver girato il mondo lavorando nelle navi, a Parigi aveva maturato le idee del marxismo-leninismo, diventando nel 1920 uno dei fondatori del Partito Comunista Francese. Partecipò a Mosca alla sessione del 1924 del Comintern e visse per alcuni mesi nella capitale russa; si stabilì per i due anni successivi nella città cinese di Canton, allo scopo di esercitare giovani vietnamiti alla rivoluzione. In quel periodo fondò anche la Lega della Gioventù Comunista (Thanh Nien Cong San Doan). Tra le sue principali attività vi fu la stampa e la distribuzione in Indocina di un giornale che prospettava la via comunista all'indipendenza. Quando il leader nazionalista cinese Chiang Kai-shek ruppe l'alleanza con i comunisti, Ho si rifugiò in Russia nel 1927. Ho Chi Minh and the Communist Movement, countrystudies.us

Fondazione Il 17 giugno 1929, alcuni tra i più radicali membri della Gioventù Comunista fondarono ad Hanoi il Partito Comunista d'Indocina (Đông Dương Cộng sản Đảng), che si espanse subito ed organizzò diverse manifestazioni e scioperi. Nel giro di un mese fu in grado di indire il primo Congresso Nazionale dei Sindacati Rossi. In quello stesso periodo si formarono altri partiti comunisti; i rimanenti membri della Gioventù Comunista diedero vita al Partito Comunista dell'Annam (An Nam cộng sản Đảng), e altri ancora formarono la Lega dei Comunisti Indocinesi (Đông Dương cộng sản liên đoàn). La frammentazione del movimento fu ampiamente criticata dal Comintern, che esortò Ho Chi Minh a recarsi a Hong Kong per unificare i vari partiti.

Alla presenza di Ho e di diversi rappresentanti di tali partiti, il 3 febbraio 1930 fu fondato a Hong Kong il Partito Comunista del Vietnam (Viet Nam Cong San Dang). Poco tempo dopo, su richiesta del Comintern, alla prima seduta plenaria della nuova formazione il suo nome fu cambiato in Partito Comunista Indocinese per coinvolgere anche le popolazioni di Laos e Cambogia. Fu data una struttura alla nuova compagine, Ho diede la direttiva di formare varie organizzazioni affiliate al partito, tra cui sindacati, associazioni di donne, giovani e contadini, e presentò gli obiettivi da porsi: Scacciare i francesi Ottenere l'indipendenza Istituire un governo formato da operai, contadini e soldati Organizzare una milizia operaia Cancellare il debito pubblico Confiscare e trasferire al governo proletario i mezzi di produzione Distribuire ai contadini le terre possedute dai francesi Sopprimere le tasse Istituire la giornata lavorativa di 8 ore Sviluppare artigianato e agricoltura Garantire la libertà di organizzarsi Istituire l'Istruzione Pubblica

Nei mesi che seguirono, i comunisti ingrossarono rapidamente la propria base raccogliendo nuovi membri soprattutto tra le fasce più povere della popolazione, le maggiormente colpite dalla crisi globale innescata dal crollo della Borsa di Wall Street del 1929, a cui era seguita la grande depressione. Le paghe erano diminuite, il prezzo e le esportazioni del riso dimezzate, mentre erano aumentati sensibilmente la disoccupazione e gli scioperi.

Espansione Grande seguito ebbe il partito nelle province centro-settentrionali di Nghe An e Nghe Thin, dove si ebbe la prima rivolta anti-francese di grandi masse di proletari che chiedevano la riduzione delle tasse e la restituzione delle terre. Dopo che alle loro domande fu opposto rifiuto, oltre a dare il via ad una serie di distruzioni ed espropri, i cittadini guidati dai comunisti si organizzarono in soviet (dinh) per raggiungere i loro scopi ed esercitare il controllo sul territorio. La risposta delle autorità coloniali fu durissima e la repressione durò da settembre del 1930 all'inizio del 1931, nel corso della quale fu impiegata l'aviazione per bombardare i ribelli. Alla ricerca degli organizzatori comunisti, furono arrestati oltre 1.000 dimostranti di cui 80 furono giustiziati e furono sciolti tutti i soviet. Capi del partito furono arrestati in tutto il Vietnam e, grazie al contributo dei governi vicini, anche in Cina, Singapore e Hong Kong. The Nghe-Tinh Revolt, countrystudies.us

Il periodo che seguì fu di paziente ricostruzione, attraverso l'educazione dei membri del partito e con l'acquisizione di nuovi membri, molti dei quali appartenevano alle minoranze etniche del Paese, in particolare quelle delle province ai confini montani con la Cina. In questo periodo si estese l'influenza della fazione trotskista, pur contro il volere del Comintern, che in seguito sarebbe stata messa in minoranza. Il primo Congresso nazionale del partito si svolse in segreto a Macao nel 1935. In quel periodo, il congresso del Comintern a Mosca adottò la politica di creare fronti nazionali contro il fascismo che unissero i movimenti comunisti alle forze antifasciste di qualsiasi provenienza politica. Fu richiesto al PCI di cercare l'alleanza con i partiti nazionalisti in Indocina.

L'elezione in Francia di un governo di sinistra nel 1936 affidato al socialista Léon Blum, portò alla scarcerazione di 1.532 prigionieri politici vietnamiti. Una nuova persecuzione dei comunisti si ebbe nel 1939 dopo il Patto Molotov-Ribbentrop, con cui l'Unione Sovietica e la Germania nazista stipularono un trattato di non aggressione. Oltre 2.000 membri del partito furono imprigionati e furono chiuse tutte le pubblicazioni comuniste.

Seconda guerra mondiale Una svolta nella lotta comunista di liberazione si ebbe con lo scoppio della seconda guerra mondiale, in particolare dopo l'invasione tedesca della Francia, che indebolì il governo dell'Indocina Francese privandolo di gran parte dei rifornimenti. Il governo di Vichy fu costretto a sottostare alle richieste dell'Impero del Giappone nel 1940, permettendo alle truppe di Tokyo di stazionare in Indocina in cambio del riconoscimento giapponese della sovranità francese sulla regione. Giunse quindi inaspettata una invasione giapponese dalla Cina, che costrinse le forze armate francesi a ripiegare verso sud e consentì ai comunisti delle province settentrionali di organizzarsi al meglio. Il cessate il fuoco stabilito tra i giapponesi ed il governo coloniale diede modo ai francesi di riprendere i territori in mano alla guerriglia, che a nord fu in grado di rifugiarsi sulle montagne ma a sud subì enormi perdite. World ear II and japanese occupation, countrystudies.us

Fondazione del movimento Viet Minh Nel 1940, Ho Chi Minh si trasferì a Kunming, nella Cina del sud-ovest, dopo sette anni trascorsi a Mosca. Vi stabilì il quartier generale e riprese i contatti con i vertici del partito. Tornò in Vietnam nel febbraio del 1941, dopo trent'anni di assenza, ed organizzò un altro quartier generale nelle grotte di Pac Bo, vicino alla frontiera cinese, dove in marzo si tenne l'ottava sessione plenaria del partito. Fu in tale circostanza che venne fondato il movimento Viet Minh, un progetto egemonizzato dal PCI a cui potevano accedere i patrioti vietnamiti di qualsiasi ideologia, pronti a fare un fronte comune per l'indipendenza. Alcuni degli obiettivi del partito furono eclissati, come la prevista limitazione delle proprietà fondiarie. La stessa retorica comunista fu abbandonata in nome del nuovo progetto, che intese creare un'unità tra le masse rurali e il nazionalismo della classe media urbana. Establishment of the Viet Minh, countrystudies.us

I primi obiettivi che si pose Viet Minh furono la diffusione del suo apparato su tutto il territorio vietnamita e il consolidamento delle basi settentrionali in mano ai guerriglieri, lontane dal controllo dei francesi ma vicine alla Cina dove era possibile fuggire o esercitarsi. I Viet Minh si attestarono nella zona di Viet Bac, che comprendeva diverse province settentrionali. Il tentativo francese di sopprimere i ribelli fallì e Viet Minh estese la sua influenza su tutto l'arco della frontiera settentrionale. Nell'agosto del 1942, durante il viaggio per partecipare a un incontro in Cina con i vertici del locale Partito Comunista, Ho Chi Minh fu arrestato e tenuto in carcere per due anni dal Kuomintang. Riuscì poi a convincere il comandante regionale a scarcerarlo e a farlo tornare in Vietnam alla testa di un gruppo di guerriglieri addestrati e armati dai cinesi. Riprese il comando delle operazioni, approvando il dispiegamento di uomini armati sul territorio a fini di propaganda militare e politica.

Occupazione giapponese del 1945