Gli Scotti (noti anche come Scoto, Scotti Douglas o Douglas Scotti) sono un'antica e potente famiglia nobile e feudale originaria di Piacenza, tra le principali protagoniste della storia economica, bancaria e politica dell'Italia centrale e settentrionale a partire dal Medioevo.

Storia Le origini scozzesi e la critica storiografica

La tradizione storiografica d'età moderna e le cronache genealogiche ascrivono la nascita della famiglia Douglas all'VIII secolo d.C. Secondo quanto riportato dagli storici scozzesi George Buchanan (nella sua *Rerum Scoticarum Historia* del 1582) e David Hume di Godscroft (nella *History of the House and Race of Douglas* del 1644), le radici del casato risalirebbero al 770 d.C. In quell'anno Sholto Du-Glas intervenne in aiuto di Re Solvazio (Solvathius) contro l'usurpatore Donal-Bane, sconfiggendolo in battaglia. In riconoscimento del valore dimostrato, Solvazio concesse a Sholto vaste terre nella contea di Lanarkshire, lungo la valle del fiume Douglas, che posero le basi per l'ascesa del clan..

Secondo il medesimo filone storiografico — ripreso da storici italiani quali Francesco Sansovino, Umberto Locati e Luigi Balduzzi. —, Guglielmo (William) Douglas, figlio o nipote di Sholto, giunse in Italia al seguito del contingente anglo-scozzese inviato da re Acaio per affiancare Carlo Magno contro Desiderio, re dei Longobardi tra il 774 e il 773 d.C... Rimasto a Piacenza a causa di una ferita o di una malattia contratta durante le operazioni militari, Guglielmo sposò la figlia del nobiluomo Antonio Spettino, stabilendosi definitivamente in città. I suoi discendenti vennero identificati a rimando della terra d'origine con l'appellativo "Scotti" (ossia "gli Scoti"), diventando i capostipiti dei Douglas italiani, noti in seguito come Scotti o Scotti Douglas..

A questo racconto mitologico sono stati tradizionalmente collegati anche san Donato, vescovo di Fiesole, e un certo Davide Douglas, marito di Eugenia Paleologo e autore di un presunto testamento nel 997: della figura di Davide e della veridicità di tali documenti, tuttavia, la storiografia critica ha dimostrato la natura apocrifa e l'invenzione tardo-medievale.. Pur non essendo possibile escludere con certezza la presenza di singoli capostipiti di origine britannica giunti nella pianura Padana, non esiste alcuna conferma documentaria dimostrata delle presunte origini scozzesi del casato piacentino, in special modo del legame biologico o feudale con il clan Douglas.

La tradizione dell'origine scozzese deve pertanto essere distinta dalla genealogia documentata della famiglia piacentina. Le fonti archivistiche e la storiografia contemporanea non considerano dimostrato il collegamento biologico o feudale tra gli Scotti di Piacenza e il Clan Douglas scozzese.

Il primo esponente della famiglia Scotti la cui appartenenza storica sia confermata dai documenti d'archivio è Rainaldo, che nel 1184 divenne console del collegio dei mercanti di Piacenza. Negli anni immediatamente successivi vengono citati anche i fratelli Guido e Uberto. I vari rami della famiglia Scotti derivarono da Lanfranco, figlio di Davide, attestato nel 1221-1222, anno nel quale, in qualità di rappresentante del comune di Piacenza, vietò ai marchesi Pallavicino l'edificazione di un castello nei pressi di Poggio d'Agugliano. Dai quattro figli di Lanfranco derivarono le quattro linee maestre della casata medievale: Giovanni Scotti: capostipite dei rami dei signori e conti di Vigoleno, Sarmato e Fombio (testamento del 1273); Ruffino Scotti: capostipite dei rami dei signori di Mamago, Castelbosco, San Giorgio e Rezzanello; Rolando Scotti: capostipite del ramo dei signori di Passano; Rinaldo Scotti: capostipite del ramo dei signori di Gravago e Varsi.

In epoca posteriore, dai quattro figli di Alberto I Scotti trassero origine le principali articolazioni della famiglia e dei suoi rami feudali ed urbani: Francesco I Scotti: continuatore della linea da cui derivarono i conti di Vigoleno, Sarmato e Agazzano; Pietro Scotti: capostipite del ramo degli Scotti di Vicomarino; Giacomo Scotti: capostipite della linea di Castelsangiovanni; Nicolò Scotti: capostipite del ramo degli Scotti di Fombio.

La ricostruzione delle diverse linee genealogiche medievali deve essere effettuata con cautela, distinguendo le genealogie d'età moderna dalla documentazione originale. Il fondo Scotti Douglas di Fombio e di Sarmato, conservato presso l'Archivio di Stato di Piacenza, costituisce una delle principali fonti archivistiche per verificare discendenze, successioni, investiture e rapporti patrimoniali dei diversi rami..

L'ascesa mercantile e politica Di origine popolare, come provato dall'iscrizione ai populares avvenuta nel 1221, la famiglia Scotti si arricchì notevolmente nel corso del XIII secolo attraverso la pratica dell'attività bancaria e mercantile. Da questo derivarono forti contrasti con la famiglia Anguissola, anch'essa impegnata nello svolgimento delle medesime attività. La contrapposizione tra i due casati proseguì durante le guerre tra guelfi e ghibellini, nelle quali gli Anguissola si schierarono tra i filoimperiali ghibellini, mentre gli Scotti rappresentarono una delle principali famiglie del fronte guelfo piacentino.

La famiglia Scotti diede inoltre il nome ad una delle «classi» in cui si raggruppavano i nobili della città di Piacenza: la Societas Scotorum, importante consorteria commerciale e bancaria da essa fondata, che esercitava la propria attività su scala internazionale operando a Genova e sulle principali piazze europee ed orientali. Gli Scotti realizzarono già dall'inizio del XIV secolo ingenti profitti, reinvestiti nella creazione di un cospicuo patrimonio fondiario e immobiliare, che rimase fino a tutto il XIX secolo uno tra i più imponenti della provincia di Piacenza...

In ambito religioso e spirituale, la casata espresse nel XIII secolo la figura di Folco Scotti, nato a Piacenza, entrato tra i canonici regolari di Sant'Agostino presso la chiesa di Santa Eufemia e completato gli studi teologici all'Università di Parigi. Nominato arciprete del Duomo di Piacenza, fu eletto Vescovo di Piacenza nel 1210 e successivamente trasferito alla cattedra episcopale di Pavia nel 1216 per decisione di papa Onorio III, venendo insignito del pallio; amato per la profonda dottrina e la carità verso i poveri, morì nel 1229 ed è venerato come santo sia a Piacenza sia a Pavia.

Il più celebre esponente politico della casata fu Alberto Scotti, discendente dal ramo di Giovanni Scotti, che divenne signore di Piacenza tra il 1280 e il 1290: in quegli anni estese i domini piacentini fino a Borgonovo Val Tidone e Tortona, e fondò la cittadina fortificata di Castel San Giovanni. Nel 1302 riuscì nell'impresa di scacciare i Visconti da Milano, assumendone la signoria. Costretto ad abbandonare il capoluogo lombardo a seguito di contrasti insorti con le famiglie guelfe sue alleate, nel 1304 dovette cedere anche il controllo di Piacenza. Negli anni successivi conquistò e perse più volte il dominio sulla città emiliana, fino alla sua definitiva cattura avvenuta nel 1317, cui seguì la morte in prigionia a Crema il 13 gennaio 1318..

La ricostruzione biografica di Alberto Scotti presenta alcune incertezze cronologiche. Il Dizionario Biografico degli Italiani colloca la sua nascita intorno alla metà del XIII secolo e situa la sua ascesa alla signoria di Piacenza nel giugno 1290. Le diverse fasi del suo dominio sulla città e i rapporti con Milano devono pertanto essere ricostruiti sulla base delle cronache e della documentazione politica dell'epoca.

Il figlio primogenito di Alberto, Francesco Scotti, dopo alcuni anni trascorsi in esilio, riuscì a riconquistare Piacenza nel 1335, salvo dover cedere la città ai Visconti l'anno seguente, al termine di un lungo assedio.. Da Francesco derivarono Cristoforo (consigliere di re Lodovico d'Ungheria nel 1343) e Francesco II, creato 1º conte di Vigoleno nel 1404 da Gian Galeazzo Visconti..

Nel 1414 i fratelli Pietro e Alberto II Scotti ottennero dall'imperatore Sigismondo l'investitura sui castelli di Castell'Arquato, Fiorenzuola d'Arda e Vigoleno, unita alla concessione ufficiale del titolo e del cognome Douglas, a memoria dell'antica e pretesa origine scozzese del casato.

L'esatto contenuto del privilegio del 1414 e l'identificazione dei destinatari devono essere verificati sui documenti originali d'investitura. La concessione del nome Douglas, anche quando documentata per determinati rami, non costituisce di per sé una prova dell'origine scozzese della famiglia piacentina.

A Piacenza, all'interno della basilica di San Giovanni in Canale (fondata nel 1220 dai domenicani), si conservano una tomba affrescata e l'imponente sarcofago monumentale contenente le spoglie dei defunti della famiglia Scotti a partire dal XIV secolo.

Nei primi anni del XVI secolo una delle figure di maggiore rilievo della casata fu Pier Maria Scotti, detto il "conte Buso". Dopo aver militato inizialmente nelle file guelfe, divenne capo della fazione ghibellina, conducendo incursioni e azioni militari nei territori circostanti fino a minacciare direttamente Piacenza. Nel 1521 Pier Maria venne assassinato dai suoi stessi alleati a seguito di una congiura, dopo essere sopravvissuto a un lungo assedio condotto dai suoi nemici al castello di Statto.

I rami della casata I quattro ceppi originati dai figli di Lanfranco e le articolazioni derivate da Alberto I diedero luogo nel corso dei secoli a numerose diramazioni territoriali e dinastiche. La denominazione dei rami e la loro effettiva discendenza devono essere distinte dalle famiglie omonime stabilitesi in altre città italiane.

Douglas Scotti di Vigoleno e ramo di Napoli Lineaggio primario derivato da Cristoforo Scotti e dal figlio Francesco II, investito del titolo comitale di Vigoleno nel 1404 da Gian Galeazzo Visconti, ed elevato in seguito al grado marchionale sotto il Ducato Farnesiano. Da Bartolomeo Scotti (XV secolo) e dai suoi discendenti ebbero origine la linea di Gragnano e le diramazioni legate al castello di Vigoleno.

Nel XVIII secolo la casata si trapiantò nel Regno di Napoli con il conte Giuseppe Scotti, il quale seguì Carlo III di Borbone ottenendo il grado di tenente generale e l'ascolto presso le istituzioni regie. Dal suo ceppo derivò il generale Luigi Scotti Douglas, comandante delle forze borboniche nella battaglia del Macerone (1860). Con regio rescritto del 13 ottobre 1856 fu confermato al ramo napoletano il titolo di conti di Vigoleno. La discendenza del ramo prosegue nell'epoca contemporanea attraverso le linee dei conti Federico, Attilio, Fulco e dei loro eredi.

Scotti di Agazzano e Scotti-Gonzaga Infeudati del castello di Agazzano nel 1404 con Giovanni Scotti, consolidarono la propria presenza in val Luretta. Nel 1475 il ramo strinse una rilevante alleanza dinastica mediante il matrimonio tra Giovanni Maria Scotti e Luigia Gonzaga, figlia di Francesco I, conte di Novellara. Tale unione diede origine alla linea degli Scotti-Gonzaga, che mantenne il possesso del complesso castrense e della residenza di Agazzano per via ereditaria fino all'epoca contemporanea.

Douglas Scotti di Sarmato e Fombio