Parè (Paree in dialetto comascoPer il dialetto comasco, si utilizza l'ortografia ticinese, introdotta a partire dal 1969 dall'associazione culturale Famiglia Comasca nei vocabolari, nei documenti e nella produzione letteraria., AFI: ), è un centro abitato della Lombardia, sede del comune sparso di Colverde, di cui costituisce un municipio. Fino al 3 febbraio 2014 costituiva un comune autonomo.

Origini del nome L'attuale toponimo sarebbe una contrazione di precedenti toponimi che indicherebbero una parete rocciosa situata in loco.

Storia Il territorio parediense fu certamente abitato da romani, come testimoniato da un corredo funebre del I secolo a.C. riportato alla luce nei pressi di quello che - fino al 2014 - era il confine con Drezzo..

La più antica menzione storica dell'esistenza dell'abitato è del 1276, anno a cui risale un documento in cui si parla di un tal Fridericus de Parede.

Negli Statuti di Como del 1335, "Parede" viene elencato tra i comuni incaricati alla manutenzione della strada "de Cardevio a platea que est ad domos quondam Alberti Zanforgi usque ad Sassum de Cardevio […]".Il Liber consulum civitatis Novocomi, che include i giuramenti prestati dai consoli del comune dal 1510 al 1540 confermano che la terra di Parè faceva parte della pieve di Uggiate.

Già proprietà degli Umiliati, nel 1571 il territorio di Parè fu venduto alla famiglia degli Odescalchi...

Nel 1652, il comune di Parè ottenne la redenzione dallo Stato di Milano, per la quale ogni quindici anni era tenuto a pagare una cospicua somma in denaro per l'avvenuto riscatto.

Nel "Compartimento territoriale specificante le cassine" del 1751, all'interno del territorio Parè si trovavano i cassinaggi di Cassina della Valle, Oreghello, Rossedo, Lora, Molino del Vajo e Bernaschina. In seguito alla "Riforma al governo della città e contado di Como" da parte del Ducato di Milano, Parè e le comunità della pieve di Uggiate entrarono a far parte del Territorio civile della città di Como.

Nel 1777 Maria Teresa d'Austria concesse il comune in feudo al cittadino comasco Carlo Rossini de' Bononi (o Bonomi o de' Bonomi.). Quando poi la Lombardia austriaca fu divisa in province, il comune di Parè fu confermato all'interno della pieve di Uggiate e della Provincia di Como.

In età napoleonica il comune di Parè fu soppresso e unito a quello di Gironico, al quale furono aggregati anche quelli di Drezzo e di Montano. Questa unione durò sino al 1816 quando fu ripristinata la situazione precedente.

Nel 1894 il Ministero dell'Interno respinse una proposta di accorpare la località di Bernaschina al territorio comunale di Camnago.

Nel 1928 i comuni di Parè, Drezzo e Cavallasca furono fusi in un unico comune, denominato Lieto Colle (nome che sembrerebbe essere stato suggerito da Margherita Sarfatti, ai tempi amante di Mussolini e proprietaria della villa del Soldo a Cavallasca). La sede del municipio di Lieto Colle era a Parè. Nonostante le rassicurazioni dei podestà di Cavallasca e Drezzo rispetto al beneplacito della popolazione, dopo la Liberazione emerse subito il malcontento degli abitanti per l'unione; fu così che, nel 1956, il comune di Lieto Colle fu soppresso, ricostituendo i tre comuni originari.

Il 21 gennaio 2014, i comuni di Drezzo, Gironico e Parè sono stati aggregati nel nuovo comune di Colverde, in seguito all'esito positivo del referendum consultivo tenutosi il 1º dicembre 2013.

Simboli

Lo stemma e il gonfalone del Comune di Parè erano stati concessi con decreto del presidente della Repubblica del 18 gennaio 2006. Stemma

Gonfalone

Monumenti e luoghi d'interesse

Architetture religiose

Chiesa di San Giovanni Battista

La chiesa di San Giovanni Battista fu costruita agli inizi del XVII secolo, al posto di una precedente cappella già alle dipendenze della pieve di Uggiate. La chiesa fu elevata alla dignità di parrocchiale nel 1624,. anche se la più antica menzione storica della parrocchia di Parè si trova in un documento anteriore, datato 1515. Al suo interno, la chiesa contiene affreschi del Seicento e una tela raffigurante la Madonna del Buon Consiglio di Genazzano - donata nello stesso secolo dagli Odescalchi. - verso la quale il paese nutre una forte devozione. La tela è conservata nella prima cappella di destra, situata di fronte alla cappella del fonte battesimale. Altre due cappelle laterali si trovano ai piedi del presbiterio; di queste ultime, la cappella di sinistra è dedicata alla famiglia di Innocenzo XI. La pala dell'altare maggiore raffigura una Natività di San Giovanni Battista. Nel 1928, il vescovo Pagani promosse un ampliamento della chiesa, che nell'anno successivo fu invertita di 180° nell'orientamento e ingrandita su progetto di Giulio Valli, tramite aggiunta dell'attuale prima campata. Nel 1937 non risultava ancora completa l'area che oggi ospita il battistero, vasca che in origine si trovava in una nicchia tutt'ora visibile alla destra dell'altare maggiore. Nel 1946 la chiesa fu restaurata e riconsacrata; la decorazione fu affidata ai fratelli Conconi (tra cui Torildo), autori in particolare di un Trionfo di San Giovanni e delle pitture che ornano la nicchia del battistero. Ulteriori interventi si registrarono intorno al 1990, con l'ampliamento dei due cori laterali. Agli anni 1990 risalgono anche le attuali vetrate, realizzate dalla Scuola Beato Angelico. Il 10 gennaio 2010 con la presa di possesso del nuovo parroco, don Sergio Bianchi, nasce la Comunità Pastorale di Parè e Drezzo.

Altre architetture religiose

Cappella di Villa Salvioni (ante 1930), in stile neoclassico

Architetture civili

Villa Odescalchi Sin dal 1537 gli Odescalchi avevano possedimenti agricoli a Parè, dove dal 1646 è attestata una residenza di campagna appartenente alla stessa famiglia.

Nella dimora, che oggi si presenta in stile barocco,.. soggiornò anche un giovane Benedetto Odescalchi, diventato poi papa con il nome di Innocenzo XI. Dopo la morte della madre, avvenuta in loco durante la peste del 1630, la dimora venne amministrata fino al 1674 da Carlo Odescalchi, fratello del papa.

Nel 1756, gli ultimi eredi Odescalchi cedettero la villa a Carlo Rossini Bononi. In seguito, la villa appartenne dapprima ai Ricignolo (o Riccignolo.) e poi ai Cetti motivo per cui, all'inizio degli anni Duemila, la villa risultava nota anche come "palazzo Cetti", prima di essere frazionata in più unità immobiliari.

Il portale del palazzo, con la sua incompiuta esedra. scenografica,. era raffigurato sul vecchio stemma comunale di Parè.

L'esedra introduce un giardino, chiuso a nord-ovest da un primo corpo di fabbrica a due piani nel quale si apre un portale barocco. Un secondo e più alto corpo di fabbrica, dotato di impianto ad "L", si trova alle spalle del precedente. I due corpi sono disposti in maniera tale da formare una "U" rivolta verso sud-ovest, la quale racchiude un cortile. Sul lato occidentale del cortile, un porticato introduce a uno scalone posizionato all'interno del secondo corpo di fabbrica, in prossimità dell'angolo formato dai due bracci della "L".

Villa Salvioni Lungo la strada che collega Parè e Cavallasca si trova Villa Salvioni, situata nella località detta Rosseè. La villa è disposta ai piedi di un terrazzamento che, da immagini risalenti agli anni 1920, risultava essere ricco di vigneti.

Nella proprietà di Villa Salvioni rientrano anche la cosiddetta "area umida" di Parè (inserita nel Parco regionale Spina Verde) e l'antico acquedotto della località Rosseè.

Altre architetture civili

Villa Barelli, situata nella località chiamata Lora

Società Evoluzione demografica Demografia pre-unitaria

1751: 320 abitanti 1771: 252 abitanti 1799: 250 abitanti 1805: 273 abitanti 1809: 235 abitanti (prima dell'aggregazione a Gironico) 1840: 370 abitanti 1853: 409 abitanti

Demografia post-unitaria

Economia Di un passato di tradizione agricola, che per qualche tempo diede a Parè una certa notorietà per la produzione di vino bianco, rimangono alcune attività florovivaistiche e poco altro. Nonostante sul territorio siano presenti alcune attività artigianali e un'industria tessile, numerosi sono i pendolari che convergono su Como, così come i frontalieri..

Amministrazione

Curiosità

Il 21 novembre 2010 il giovane Saverio Di Giacomo ha compiuto l'impresa di attraversare l'Italia a piedi. Il ragazzo è partito da Parè per arrivare a Canicattini Bagni, in provincia di Siracusa il 3 gennaio 2011 percorrendo circa 1.600 km per far visita alla tomba del nonno.. Il territorio confina a nord con il punto più a sud della Svizzera, visibile dal parco regionale Spina Verde. La showgirl, modella e attrice Cristina Del Basso è cresciuta a Parè.

Note

Annotazioni

Fonti

Bibliografia

Altri progetti

Collegamenti esterni

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