Biografia
Fu attivo prima a Firenze, poi a Pisa, Gambassi Terme e in Sardegna a partire dal 1604 circa, forse a Florinas dove si sposò e morì verso il 1628Il primo contributo essenziale sull'artista è contenuto in M.G. Scano, "Storia dell'arte in Sardegna. Pittura e scultura del '600 e del '700", Nuoro 1991, pp. 35-40..
Contrariamente a quanto asserito in G. RuiuNuove aggiunte documentali a Baccio Gorini Pittore fiorentino nella Sardegna tardo manierista (in Istituto Giulio Cossu, Call for Papers del 12 settembre 213, n. 8), Baccio Gorini non è identificabile con il “Baccio di Sandro di Baccino Gorini” nato a Firenze il 23 febbraio 1569 (1570, in stile comune), poiché, come emerge dalla consultazione diretta dei documenti dell'Accademia fiorentina del Disegno (alla quale Baccio si iscrisse nel 1596)e dal loro riassunto nel fondamentale volume curato da L. Zangheri che riporta tutti gli immatricolati all'istituzione (Gli Accademici del Disegno. Elenco Alfabetico, Firenze 2000, p. 161 il padre di Baccio Gorini si chiamava TommasoCiò è confermato dalla consultazione diretta e dalle trascrizioni di documenti sul Gorini esistenti a Pisa, che furono resi noti nel 1995 in M. Fanucci Lovitch, Artisti attivi a Pisa tra XIII e XVII secolo, Pisa, pp. 3 e 397. La Fanucci Lovitch trascrisse però il nome del pittore come "Gerini", e a metterli in rapporto con Gorini fu A. Nesi in un saggio intitolato "Nuovi argomenti e inediti documentari per Andrea Boscoli", in "Storia dell'arte" 110, 2005, pp. 105-112. Senza questo collegamento molti studiosi dell'artista penserebbero ancora che egli giunse in Sardegna come esule nel 1588.
Baccio Gorini, che in realtà si chiamava Bartolomeo (Baccio è un diminutivo di Bartolomeo comunissimo a Firenze), nacque a Firenze nel 1573Nesi, cit., dal quale emerge inoltre che il cognome Gorini derivò a questo ramo della famiglia (che non fu imparentato con quello del funzionario mediceo Lattanzio Gorini) dal bisnonno del pittore, di nome Goro, che tra l'altro non aveva nulla a che fare con il paese di Gambassi. Inoltre il Tommaso Gorini che lavorò in Casentinosul quale cfr. L. Fornasari, nel catalogo da lei curato Il Seicento in Casentino, Firenze 2001, pp. 256 – 257, e che il Ruiu suppone essere figlio di Baccio, in realtà non lo fu, poiché, come si ricava sempre dai documenti accademici e dal testo dello Zangheri, il padre di questi si chiamava Alfonso. Tutt'al più potrebbe esser stato quindi un suo nipote. I suoi dipinti sono stati reperiti sia in Toscana (Gambassi Terme, Cerreto Guidi), che in Sardegna (Codrongianos, Ploaghe, Sassari).
Note
Bibliografia Alessandro Nesi, Ragguaglio sulla pittura di Baccio Gorini tra Toscana e Sardegna, in "Arte Cristiana" CIII, 2015, 889, pp. 283-296.
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