L'evoluzione della condizione e dei diritti delle donne in Asia coincidono con l'evolvere della storia stessa del continente; essi corrispondono anche con le culture che si sono via via sviluppate al suo interno.
Donne asiatiche che hanno raggiunto un ruolo di notevole importanza all'interno del loro paese sono la rivoluzionaria, scrittrice e femminista cinese dei primi del Novecento Qiu Jin; la filippina Corazon Aquino; l'indiana Indira Gandhi e l'italoindiana Sonia Gandhi; la pakistana Benazir Bhutto e l'israeliana Golda Meir.
Asia centrale
I diritti delle donne in Afghanistan hanno subito un'enorme variazione a partire dagli ultimi tre decenni del '900: prima con l'invasione russa del paese, poi sotto il governo dei talebani e dei mujaheddin l'un contro l'altro schierati per tutti gli anni '90, infine con l'occupazione da parte delle truppe occidentali. Le donne hanno lottato per ottener le minime libertà individuali e per una riforma della società dominata dai maschi: ancora oggi la violenza contro le donne in tutto il paese è molto alta, anche se la situazione sta poco per volta progredendo grazie anche all'aiuto della comunità internazionale.
La costituzione del 1995 del paese difende, anche se non del tutto esplicitamente, almeno implicitamente i diritti delle donne in Kazakhistan: viene garantito difatti alla totalità dei cittadini il diritto al lavoro e vieta la discriminazione sulla base dell'origine geografica, del genere, della razza, della nazionalità, del credo religioso o politico, della lingua. In pratica però l'opinione sociale corrente tende ad associare le donne sul posto di lavoro con gli abusi del passato regime sovietico, che ha sempre imposto la parità tra i sessi. Dai primi anni '90 l'opinione pubblica si è sempre più favorevolmente espressa per un ritorno alle responsabilità primarie femminili, cioè quelle materne dell'allevamento ed educazione dei figli; nel 1995 il presidente Nursultan Nazarbaev ha detto che uno degli obiettivi della repubblica dev'esser quello di creare un'economia in cui una madre può lavorare a casa e così allevare tranquillamente i suoi figli. L'opinione generale si riflette nelle nomine governative e nelle imprese private: è quasi totalmente assente la presenza di donne in posizioni di rilievo all'interno del paese, sia nel mondo politico che nell'ambito commerciale.
Le donne in Kirghizistan hanno sempre mantenuto il ruolo che le ha assegnato la tradizione, mentre le élite religiose praticavano il purdah, come in altre società musulmane asiaticheOlcott, Martha Brill. "The Role of Women". (Glenn E. Curtis, editor). Library of Congress Federal Research Division (March 1996). This article incorporates text from this source, which is in the public domain.. A causa delle necessità dell'economia nomadica, la responsabilità lavorativa delle donne era virtualmente uguale a quella degli uomini, assolvendo l'impegno d'occuparsi di faccende, oltre che dell'allevamento dei figli, anche della mungitura, preparazione e conservazione degli alimenti. All'interno delle famiglie ordinarie, non religiose, le donne godono approssimativamente pari dignità rispetto ai mariti, ma sempre in base ai loro ruoli tradizionali. La letteratura orale comprende anche la storia di Janyl-mirza, una giovane donna che ha guidato la sua tribù alla liberazione dal nemico quando nessun uomo sembrasse avere la capacità di farlo; mentre nel XIX secolo la moglie di Khan Almyn-bek ha guidato un gruppo di tribù kirghize alla conquista della città russa di Kokand.
Durante tutta l'epoca sovietica vi è stata un'attuazione di politiche volte a trasformare radicalmente le donne tagike: nel corso degli anni'30 le autorità hanno lanciato una campagna per l'uguaglianza effettiva delle donne, come anche è stato fatto altrove in Asia centrale. Alla fine tali programmi son riusciti a portare alle principali modifiche, anche se inizialmente hanno provocato una forte opposizione pubblica, soprattutto nel volerle fare apparire in pubblico senza il tradizionale velo islamico.
Il ruolo delle donne turkmene non si è mai conformato agli stereotipi occidentali riguardanti le donne musulmane. Anche se una divisione del lavoro esiste e le donne solitamente non sono attori visibili negli affari civili e politici al di fuori delle mura domestiche, in Turkmenistan non hanno mai indossato un velo simile quello utilizzato in alcuni dei paesi limitrofi. In quanto nazione essenzialmente tribale, usanze riguardanti le donne possono variare all'interno del paese: ad esempio nella zona più orientale sono addirittura autorizzate a bere alcolici, a differenza di quelle che vivono nella parte centrale della nazione. La maggioranza delle donne possono esser facilmente in possesso di una serie di competenze altamente specializzate, soprattutto in campo artigianale. Inoltre, durante il periodo sovietico le donne assunsero la responsabilità dell'osservanza di alcuni riti religiosi islamici al posto dei mariti, questo per proteggerne le carriere. Molte donne sono infine entrate nel mondo del lavoro per una mera questione di necessità economiche, un fattore questo che ha interrotto alcune delle pratiche tradizionali familiari, aumentando al contempo l'incidenza del divorzio. Allo stesso tempo le donne istruite e inurbate hanno iniziato a far carriera soprattutto in professioni riguardanti i servizi.
Una legge statale prevede alcune garanzie per la sicurezza delle donne uzbeke; ma anche se la legge vieta lo stupro coniugale, non vi è alcun caso noto che sia arrivato fino in tribunaleUS State Department, Country Reports on Human Rights 2005 Women para 2. Mentre non esiste alcuna legge che vieti le mutilazioni genitali femminili"Not a Minute More: Ending Violence Against Women", UNIFEM, .
Asia orientale
Il 1º ottobre 1949 ha segnato l'istituzione formale della Repubblica Popolare Cinese. Da allora in poi il governo comunista ha promosso attivamente i ruoli culturali, sociali, economici e politici delle donne, al fine di migliorarne la liberazione civile, impegnandosi a far raggiungere alle donne la piena parità con gli uomini. Mentre l'uguaglianza di genere avanzava incontrava però resistenza da parte di una certa visione sociale tradizionale d'impronta confuciana che voleva mantenere una certa supremazia maschile. Anche se la completa uguaglianza tra uomini e donne è stato un obiettivo a lungo termine dello stato cinese, le drammatiche riforme che seguirono alla rivoluzione culturale degli anni 1966-76 hanno influenzato anche in maniera profonda la condizione femminile. Gli studi a tal proposito dimostrano che le donne cinesi hanno fatto rapidi progressi in fatto di parità di genere durante quel decennio. Nel 1949 le donne occupate rappresentavano solamente il 7% della forza lavoro, mentre nel 1992 la presenza femminile attiva all'interno del mondo lavorativo era aumentata fino al 38%. La rappresentanza delle donne nelle istituzioni educative superiori è aumentata esponenzialmente; i rapporti riguardanti l'infanticidio femminile dopo l'introduzione della politica del figlio unico viene indicato come persistente tra le donne di più basso status.
Le donne di Hong Kong si situano all'interno del contesto familiare e sociale cinese e del tutto simile anche a quello taiwanese. Secondo la tradizionale struttura del patriarcato cinese, la società è fortemente maschilista, cosicché il ruolo familiare delle donne è stato sempre nel corso dei secoli subordinato. Ha iniziato tuttavia a verificarsi un cambiamento culturale durante il periodo coloniale britannico di Hong Kong, con una progressiva occidentalizzazione. Un mix di cultura tradizionale orientale e di valori occidentali è venuta così a creare l'unicità della cultura di Hong Kong, anche nei confronti dei diritti delle donne e delle questioni riguardanti la parità di genere. Insieme al rapido sviluppo economico e sociale della città, a partire dalla fine della seconda guerra mondiale, si è assistito ad un significativo miglioramento della condizione femminile, pur rimanendo la struttura sociale dominante a prevalenza maschile: in ciò la storia riguardante i diritti delle donne ad Hong Kong è leggermente diversa rispetto a quella del continente. Ad Hong Kong la donna si trova ad essere generalmente più indipendente, economicamente autonoma e con un orientamento di carriera deciso, se confrontata alla donna di molti altri paesi del sudest asiatico. Con l'aumento di donne in posizioni professionali manageriali anche di primissimo piano, in questi ultimi decenni, si è cominciato ad utilizzare per le donne di Hong Kong gli epiteti di 'superdonna' o 'persona forte di sesso femminile'.
Le donne a Macao possono attualmente definirsi come elementi capaci ed insostituibili della società moderna cittadina: questo cambiamento sta avvenendo sempre più nonostante la lentezza di assorbimento del concetto ideologico di uguaglianza di genereLeung, Natalie , 8 maggio 2010..
Il fondatore del regime comunista della Corea del Nord, Kim Il-Sung, ha molto presto eliminato i sistemi sociali patriarcali vigenti fino ad allora attraverso nuove leggi riformatrici, come ad esempio quella sulla parità dei sessi, riguardante il diritto di lavoro e sulla nazionalizzazione delle industrie essenziali: le riforme attuate, oltre alla questione professionale, hanno compreso anche il diritto ad ereditare e condividere proprietà, i diritti di famiglia col matrimonio libero e la possibilità di divorziare. Nel contempo ha messo fuori legge la poligamia. Oggi le donne nordcoreane partecipano attivamente come forza lavoro a una varietà d'impieghi, e vi è un buon numero di esse giunte anche ad alte posizioni; vi sono inoltre servizi espressamente dedicati a loro, tra i quali possiamo citare case di riposo, ospedali e asili nido, anche se poi questi finiscono col risultar disponibili solo per l'élite politica della nazione. In conformità con tali norme il sistema nordcoreano è rimasto sostanzialmente diviso e diseguale. La maggior parte delle donne in posizioni sociali elevate sono parenti o mogli di alti dirigenti ed il rapporto tra donne e uomini nel posto di lavoro ad alto salario è ancora di molto impari rispetto a quello a basso salario. Indipendentemente dalle riforme che hanno tentato d'indebolire le strutture sociali patriarcali, l'atmosfera politica che tutto permea è un esempio stesso di sistema patriarcale; ciò dimostra il grado in cui ancora l'ideale del neo-confucianesimo ancora permea ed influenza sia la società in senso lato che la politica effettivaHalliday, Jon. "Women in North Korea: an Interview with the Korean Democratic Women's Union Journal." Bulletin of Concerned Asian Scholars 17 (1985): 46-47. Print..
Le donne sudcoreane hanno sperimentato un'ampia gamma di cambiamenti sociali negli ultimi decenni, a seguito del cosiddetto "miracolo sul fiume Han" che ha portato ad un'impennata di tutta l'economia del paese; soprattutto il miglioramento dello status sociale della componente femminile nel corso degli ultimi 30 anni si è rivelato progressivamente graduale ma inarrestabile, divenendo così praticamente uguale a quello degli uomini in moltissimi settori (occupazione, educazione, partecipazione politica etc) Tuttavia, nonostante queste innumerevoli prove d'uguaglianza ufficiale, questa continua ad esser carente in altre parti del sistema sociale, come la scarsità di donne nei settori più altamente professionali, lo squilibrio prevalente nei lavori di casa a tutto discapito delle donne, infine un costante aumento di violenza nei loro confronti, sia come violenza domestica che come violenza sessuale. La società sudcoreana rimane ancora parzialmente radicata nel patriarcato.
Dopo la fine della seconda guerra mondiale il modello culturale dominante, ed i relativi ruoli da assumere, per la donna giapponese sono stati quelli della Office lady durante l'età della giovinezza, per diventare poi una Kyōiku mama a seguito del matrimonio.