Il bombardamento di Trento del 2 settembre 1943 (nella memoria collettiva locale la cosiddetta strage della Portela) fu il primo attacco aereo sulla città di Trento durante la seconda guerra mondiale, compiuto delle forze Alleate il 2 settembre 1943, causando circa 200 morti. Nella stessa data anche la città di Bolzano subì il suo primo bombardamento aereo.

Storia

L'Italia fascista nel 1940 dichiarò guerra alla Francia e al Regno unito, entrando in guerra a fianco della Germania nazista di Hitler. In seguito, l'11 dicembre 1941 l'Italia dichiarò guerra anche agli Stati Uniti. I paesi attaccati si difesero anche tramite le incursioni aeree, che avevano l'obiettivo di colpire le infrastrutture militari e logistiche, indebolire il consenso al regime di Mussolini e affrettare la fine dell'alleanza con la Germania.

Alle 11:40 cadde la prima bomba e ne seguirono diverse altre fino alle 14:30. Si trattava di Boeing B-17 Flying Fortress appartenenti alla Mediterranean Allied Air Forces, che sganciarono circa 218 tonnellate di bombe.

Tale bombardamento causò enormi danni materiali: edifici tra il quartiere di Piedicastello e via Belenzani furono gravemente danneggiati, ma il peggio toccò ai cittadini: circa 200 persone morirono sotto le bombe. Fra le vittime anche lo scultore Ermete Bonapace (che ebbe un infarto) e il pittore Gino Pancheri (che rimase ferito e morì alcuni mesi dopo).

Durante l'intero secondo conflitto mondiale, Trento fu bombardata per un totale di 80 incursioni tra il 2 settembre 1943 e il 3 maggio 1945, che causarono circa 400 vittime e 1792 danneggiamenti di edifici.

Note

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