La battaglia del bacino del Brandwater si svolse nel mese di luglio 1900 nel territorio del bacino del fiume Brandwater nello Stato Libero di Orange durante la seconda guerra boera.

Le truppe britanniche guidate dal capace generale Archibald Hunter, riuscirono con un'abile manovra combinata ad accerchiare nel territorio del fiume compreso tra aspre catene montuose la maggior parte dei combattenti boeri ancora attivi in quella regione guidati dal generale Marthinus Prinsloo che alla fine decisero, dopo alcuni scontri, di arrendersi. La campagna del fiume Brandwater fu per i notevoli risultati raggiunti e per le modeste perdite subite la maggior vittoria britannica della guerra.

Tuttavia prima della chiusura dell'accerchiamento alcuni commando guidati dal generale Christiaan De Wet e dal presidente dello Stato Libero, Martinus Steyn, riuscirono a sfuggire all'accerchiamento ed entro breve tempo ripresero l'attività di guerriglia nel Transvaal occidentale. La Grande guerra boera

La seconda guerra boera era iniziata nell'autunno 1899 con una serie di sorprendenti sconfitte iniziali dell'Esercito britannico che aveva dimostrato notevoli carente organizzative e tattiche di fronte alle pericolose e combattive milizie delle Repubbliche boere. Dopo questi inattesi e dolorosi fallimenti, l'alto comando britannico aveva costituito in Africa del Sud dal gennaio 1900 un poderoso corpo di spedizione affidato al comando dell'esperto feldmaresciallo Frederick Roberts che finalmente, dopo alcune difficoltà logistiche, aveva iniziato con successo la grande invasione prima dello Stato Libero d'Orange e quindi, dal 3 maggio 1900, della Repubblica del Transvaal..

L'armata principale del feldmaresciallo Roberts aveva marciato direttamente verso le capitali boere e aveva ripetutamente sconfitto gli eserciti nemici; il 5 giugno 1900 i britannici entrarono senza incontrare resistenza a Pretoria; i demoralizzati combattenti boeri si ritirarono verso il Transvaal orientale e per un momento sembrò che la resistenza nemica fosse stata fiaccata e che la guerra fosse "praticamente finita".. Il feldmaresciallo Roberts aveva deciso di avanzare subito su Pretoria contando in questo modo di provocare un crollo immediato delle resistenza dei capi boeri, tuttavia per affrettare i tempi aveva trascurato di rastrellare metodicamente lo Stato Libero d'Orange dove erano ancora attivi, sparsi nel veld, oltre miliziani boeri, tra cui i commando dell'abile generale Christiaan De Wet che erano pronti a riprendere le azioni contro il nemico..

Nonostante la presenza nel territorio dello Stato Libero d'Orange di oltre soldati britannici di guarnigione, i boeri riuscirono ad organizzare e portare a termine con successo una serie di pericolosi attacchi alle retrovie, alle linee di comunicazione ed ai presidi isolati nemici. Il 3 giugno 1900 i commando del generale De Wet sorpresero un convoglio britannico diretto ad Heilbron e catturarono cinquantasei carri-viveri e 160 prigionieri; il 6 giugno De Wet sferrò un assalto alla stazione di Roodwal lungo la linea ferroviaria principale e, insieme ai comandanti Steenkamp e Froneman, catturò una grande quantità di armi e munizioni, prese prigionieri altri 486 soldati britannici e distrusse i locali depositi nemici. In precedenza il 31 maggio il fratello di Christiaan De Wet, Piet De Wet, aveva effettuato con pieno successo un audace attacco a Lindley dove aveva sorpreso e distrutto un battaglione della milizia volontaria (Imperial Yeomanry) britannica..

Questa serie di attacchi provocarono grande preoccupazione negli alti comandi britannici; nella confusione del momento si temette che i boeri avessero interrotto completamente la linea ferroviaria per Pretoria ed avessero occupato Kroonstad; lo stesso generale Horatio Kitchener, capo di stato maggiore della forza campale britannica, rischiò di cadere prigioniero durante un attacco alla linea ferroviaria. Il feldmaresciallo Roberts era fortemente preoccupato per la minacciosa situazione nelle sue retrovie; egli decise che, prima di riprendere l'offensiva da Pretoria e avanzare con la maggior parte delle sue forze verso il confine orientale del Transvaal, fosse fondamentale intraprendere una campagna decisiva per eliminare le truppe boere ancora presenti nello Stato Libero d'Orange e catturare od uccidere i capi dei commando più pericolosi, in particolare il generale De Wet e il presidente Martinus Steyn. Il feldmaresciallo Roberts quindi passò al contrattacco facendo tornare a sud del Vaal la divisione di fanteria montata guidata da uno dei suoi migliori luogotenenti, il generale Ian Hamilton, per dare il via al rastrellamento del territorio ancora controllato dai boeri..

Campagna nel bacino del fiume Brandwater Offensiva britannica

Il 23 giugno 1900 il generale Hamilton ebbe un serio incidente e si ruppe la clavicola a causa di una caduta da cavallo; quindi dovette cedere il comando delle forze assegnate alle operazioni contro i commando dello Stato Libero.; al suo posto venne incaricato di dirigere l'offensiva il generale Archibald Hunter che si era già dimostrato nelle fasi precedenti della guerra uno dei comandanti più abili e preparati del corpo di spedizioni britannico. Il generale Hunter, veterano delle campagne in Egitto e Sudan, inizialmente aveva fatto parte dello stato maggiore del generale George Stuart White in Natal ed era rimasto bloccato con la guarnigione britannica in Ladysmith. Nel corso del lungo assedio aveva svolto con successo importanti compiti di comando assicurando la difesa della città; dopo la liberazione di Ladysmith era stato incaricato dal feldmaresciallo Roberts di assumere la guida di una divisione di fanteria con la quale era avanzato sul fianco sinistro dell'armata principale diretta a Pretoria contribuendo alla liberazione di Mafeking..

Per l'offensiva nello Stato Libero d'Orange contro le forze boere del presidente Steyn, il generale Hunter disponeva di forze considerevoli; oltre alla divisione di fanteria montata del generale Hamilton erano state concentrate sotto il suo comando anche reparti della 8ª Divisione del generale Leslie Rundle e della cosiddetta "Divisione coloniale" del generale Edward Brabant. Complessivamente il generale Hunter aveva il comando delle brigate di fanteria dei generali Hector MacDonald, Ralph Arthur Clements, Arthur Paget e Bruce Hamilton, e delle brigate a cavallo dei generali Robert Broadwood e C.P. Ridley.

Con queste numerose truppe era previsto che il generale Hunter cercasse di bloccare e costringere alla resa le forze boere dello Stato Libero mediante una serie di movimenti combinati che avrebbero dovuto isolare gli combattenti nemici nel bacino del fiume Brandwater, nel territorio nord-orientale dello stato. Questa aspra regione collinosa era delimitata a settentrione dalle ripide catene montuose del Wittebergen ("montagne bianche") a ovest e del Roodebergen ("montagne rosse") a est attraverso le quali erano disponibili solo un numero molto limitato di valichi. Il generale Hunter quindi era stato incaricato dal feldmaresciallo Roberts di avanzare progressivamente verso il bacino del Brandwater e bloccare tutte le vie d'uscita attraverso le montagne, schiacciando le forze boere contro la frontiera del Basutoland. Nel caso in cui i boeri avessero cercato di sconfinare nel territorio basuto, il residente britannico sul posto aveva già preso accordi con il capo locale Jonathan affinché fosse loro negato, anche con la forza, il diritto di passaggio.

I primi giorni di luglio il generale Hunter diede inizio alla grande manovra mettendo in movimento le sue forze divise in quattro colonne; i problemi principali che il generale doveva affrontare erano rappresentati soprattutto dalla difficoltà logistiche e di rifornimento attraverso un territorio spoglio e ostile, dalla necessità di controllare le sue retrovie, dal coordinare accuratamente i movimenti delle colonne. Inoltre c'era il rischio che i boeri potessero sbucare fuori dai valichi prima ancora che le colonne britanniche fossero state in grado di occuparli. Nonostante le notevoli forze disponibili, il generale Hunter dovette lasciare indietro a protezione delle sue colonne di punta, truppe molto numerose e quindi egli comunicò che non disponeva di truppe sufficienti per chiudere contemporaneamente tutti i passi; in particolare egli riferì al feldmaresciallo Roberts che il valico più orientale sui Roodebergen, il Naauwpoort, sarebbe rimasto scoperto..

L'8 luglio 1900 il generale Hunter raggiunse la cittadina di Bethlehem con i reparti d'avanguardia della sua colonna centrale costituita dai reparti montati irregolari delle "Tigri di Remington", dai cosiddetti "Scouts di Lovat" e da tre battaglioni scozzesi di fanteria; da questo centro i britannici giunsero finalmente in vista delle aspre catene montuose dei Wittebergen e Roodebergen dietro le quali si presumeva fossero raccolte le forze boere.. Le truppe britanniche giunte a Bethlehem dovettero però arrestarsi per alcuni giorni in attesa dell'arrivo dei rifornimenti; il generale Hunter inoltre, a causa delle carenze del servizio informazioni e della mancanza di notizie precise, non era ben informato dei movimenti del nemico. Il 15 luglio un importante contingente di truppe boere riuscì a sfuggire all'accerchiamento britannico attraverso il valico centrale dello Slabber's Nek; questi commando boeri proseguirono a nord verso Lindley e misero in pericolo i carri di buoi britannici. Il generale Hunter decise quindi di mandare subito a nord all'inseguimento dei boeri in fuga le due brigate di cavalleria dei generali Broadwood e Ridley che tuttavia non riuscirono ad agganciare il nemico..

All'interno del territorio del bacino del Brandwater si trovavano all'inizio della campagna gran parte delle forze boere superstiti dello Stato Libero d'Orange guidate dal presidente Steyn in persona; di fronte al rischio di un accerchiamento generale, i capi boeri avevano deciso di organizzare un piano di fuga scaglionato in varie fasi che prevedeva la ritirata iniziale di un primo gruppo guidato dal generale De Wet con il presidente Steyn; subito dopo avrebbero dovuto fuggire i gruppi del generale Roux e del generale Crowther; alla fine all'interno del bacino sarebbero dovuti rimanere solo i commando del generale Marthinus Prinsloo.. La notte del 15 luglio era stato il primo gruppo di boeri guidato da De Wet e Steyn che era riuscito a superare lo sbarramento britannico e, passando per lo Slabber's Nek, era fuggito a nord, senza essere intercettato dalla cavalleria britannica lanciata all'inseguimento dal generale Hunter. Questo successo iniziale però fu presto vanificato dal crollo del morale tra i miliziani boeri e dalla discordia tra i comandanti rimasti all'interno del bacino del Brandwater. Invece di seguire il piano originale, i capi boeri, privi della guida di Steyn e soprattutto del generale De Wet, avevano rinunciato ai progetti di fuga e avevano deciso di cercare di difendere i valichi dei Roodebergen e Woodebergen e bloccare l'avanzata britannica. In questo modo rischiavano di essere accerchiati e costretti alla resa.

Resa del generale Prinsloo