Il tenore toscano (o tenore mediceo) è una viola tenore costruita da Antonio Stradivari nel 1690. Strumento di fattura eccellente, costruito come tenore di un quintetto destinato alla corte dei Medici, è l'unica viola tenore sopravvissuta della produzione stradivariana, ma si ha notizia della costruzione di altre due andate perduteUna era destinata alla corte spagnola come parte del Quintetto reale. Cfr. , ed è l'unico suo strumento conservato fino ad oggi in condizioni pressoché originali, motivi per i quali riveste una grandissima importanza storica.

Storia La viola fa parte di un insieme di cinque strumenti noti come quintetto mediceo (due violini, una viola contralto, il tenore ed un violoncello) costruiti per l'erede al granducato di Toscana, Ferdinando de' Medici. Dapprima Stradivari aveva realizzato i due violini ed il violoncello: visto il notevole apprezzamento degli strumenti da parte della corte, gli era stata successivamente richiesta la costruzione di due viole per completare il quintetto. Il 19 settembre 1690 Stradivari ha ricevuto una lettera da parte del marchese Bartolomeo Ariberti nella quale gli veniva commissionata la costruzione"Ho presentato i due violini e il violoncello al Granduca di Toscana proprio tre giorni fa, e posso assicurarle che egli ne è rimasto così compiaciuto, che io non mi sarei mai aspettato una così grande soddisfazione. Tutti i suoi virtuosi (e ne ha molti alla sua corte) hanno approvato gli strumenti, giudicandoli perfetti [...] La prego di iniziare il più presto possibile, la manifattura di due viole, un tenore e un contralto. Sono necessari per completare l'insieme."(Bartolomeo Ariberti)..

Il modello impiegato per costruire il tenore, così come quello del contralto, è conservato nella collezione Dalla Valle del museo stradivariano ed è datato 4 ottobre 1690, periodo nel quale probabilmente il liutaio ha cominciato a lavorare alla realizzazione dei due strumenti. L'intero quintetto è descritto in un inventario degli strumenti granducali nel 1700"Un concerto di cinque strumenti compagni a quattro corde, cioè due soprani, o violini, contralto, e tenore viola, et un violoncello, o basso, con fondo di abeto, manico, fasce, e corpo di acero verniciato, con due filetti neri intarsiati su le testate torno torno, con ponticelli di acero, con lavori fatti a penna, con cordiera, e tastiera di acero intarsiata d'una striscia di serpentino con un filetto d'avorio torno torno intarsiato, et uno d'ebano, con un amorino per aria in atto di tirare una freccia di madreperla intarsiato su la cordiera, et un fiore simile nel fondo della medesima, e su la tastiera vi è l'arme serenissima pure di madreperla intarsiata, con bischeri tinti di nero con collarino, e pallina d'avorio, con un polizzino stampato per di dentro nel corpo, che dice Antonius Stradivarius Cremonensis faciebat anno 1690, con questa marca con suoi archi di serpentino, e sua contro cassa coperta di cuoio nero, e gangheri a ciaschedun pezzo, fuori che al violoncello, che l'ha per di fuora di vacchetta rossa, e per di dentro, è foderato di morlacco bianco, con suoi gangheri, e toppa."(Inventario granducale del 1700, cc. 82v-83r) e compaiono anche nell'inventario del 1716"Due viole à braccia d'Anton Stradivario di Cremona, con arme della casa serenissima fatte di madreperla con sue custodie coperte di corame nero."() e sono nominate nei registri ed inventari di corte per tutta la prima metà del Settecento.

Nel 1762 le due viole vengono affidate al marchese Eugenio de Ligniville assieme ad alcuni archi ma, nel 1776, è documentata la restituzione del solo tenore"Un violino grande, o sia viola di Antonio Stradivario di Cremona con custodia di legno ricoperta di corame nero, con arme del Granduca Medici fatta di madreperla"(). Tra il 1777 e il 1786 continuerà a comparire una sola viola Stradivari negli inventari. La successiva annotazione risale a dopo la restaurazione della dinastia lorense, a seguito del Congresso di Vienna, nell'inventario del 1819.

Tra il 1823 e il 1829 lo strumento è stato sottoposto ad alcuni lavori di restauro, commissionati ad Arcangelo Bimbi. Questi ha incollato una punta, riparato alcuni danni causati dai tarli, pulito lo strumento e cambiato due cordeI lavori e il relativo costo sono documentati nei registri della Guardaroba Generale di Firenze:"per avere rincollato due punte alla viola di Stradivari, ripulita, e rimesso due corde nuove [lire] 3" (Conti della Guardaroba Generale, Archivio di Stato di Firenze, IRC 3979, 16 maggio 1823, n. 102-14, cc. 1r-v)"per accomodatura di una viola di Stradivari in diversi tarli, e ripulita [lire] 6" (Giustificazioni della Guardaroba Generale, Archivio di Stato di Firenze, IRC 3995, 20 ottobre 1828, n. 478-12, c. 1r-v8). Lo strumento compare ancora negli inventari del 1829 ed è sottoposto, intorno al 1844, ad altri lavori di manutenzione, commissionati a Gaetano Piattellini"rifatto la staffa alla cordiera della viola di Stradivari, e le due corde fasciate [lire] 2"(Giustificazioni della Guardaroba Generale, Archivio di Stato di Firenze, IRC 4080 n. 198).

Nel 1861 lo strumento viene valutato mille lire e il 31 luglio 1863 viene consegnato al segretario del Regio Istituto Musicale Luigi Cherubini"31.7.1863. Una viola ecc. si consegna al sig. Olimpo Mariotti segretario del Regio Istituto Musicale in Firenze come dall'ordine e relativa ricevuta esistente in Filza Ordini Normali al n. 6961"(). Lo strumento era stato ancora attaccato dai tarli e una perizia evidenziava la necessità di riparare la parte inferiore del piano da essi danneggiata, oltre alla necessità di incollare nuovamente una crepa su una fascia e di correggere vecchie stuccature, fatte per riparare i fori dei tarli in precedenza. Nel 1869 lo strumento è nuovamente sottoposto a lavori di restauro, questa volta effettuati da Giuseppe Scarampella. Questi ha anche evidenziato che il piano armonico era stato corretto e rinforzato dallo stesso Stradivari, lavoro che sarebbe stato segnalato con l'annotazione sulla fascia "Prima 20 ottobre 1690 per S. A. da Fiorenza"Gli Hill ritengono invece che l'iscrizione si riferisca al completamento dello strumento e che non vi sarebbero ulteriori iscrizioni in riferimento a lavori di correzione. Cfr. .. La fattura per la riparazione, la cui spesa totale ammontava a 180 lire, è datata 9 febbraio 1870.

Caratteristiche Si tratta di una viola tenore piuttosto grande (la cassa è lunga 47,8 cm), di dimensioni maggiori rispetto a quelle consuete dei costruttori precedenti, come Gasparo da Salò o Andrea Amati.. A causa di ciò, sono state espresse in passato delle perplessità intorno alla dimensione dello strumento, giudicato insolitamente grande"Forse si potrebbe, a tutto rigore, osservare che il suo formato è un po' grande, e che per tal ragione non si può appoggiare bene alla spalla"(Giovanni De Piccolellis, Della autenticità e pregio di taluni strumenti ad arco appartenenti al R. Istituto musicale di Firenze, Firenze, Galletti e Cocci, 1889, p. 53), a causa della scarsa conoscenza all'epoca della taglia tenorile della viola, abbandonata ormai da tempo.

Cassa La tavola presenta al centro una striscia più chiara dovuta al diverso colore del legno, larga 4 cm circa per parte del piano. Il capotasto inferiore sembrerebbe originale e il suo incasso non raggiunge la filettatura. I due zocchetti, superiore e inferiore, sono fissati con due spine, attraversate dal filetto. Nel fondo, composto da due pezzi di acero fortemente marezzato, è presente a destra, all'altezza della C centrale, una zona del legno alterata che risalta visivamente. Il filetto è probabilmente in pioppo, e nell'unione tra le due fasce inferiori è presente una filettatura a cinque fili (tre neri e due bianchi). Gli zocchetti e le controfasce, in salice, sono tutti originali tranne lo zocchetto inferiore, in abete. Sulla fascia superiore sinistra è presente una scritta ad inchiostro, la cui grafia sembra quella di Stradivari, che riporta: "Prima 20 ottobre 1690 per S. A. Da Fiorenza".

Montatura

La montatura dello strumento è interamente originale, tranne il bottone e i piroli. Il manico non ha subito i comuni interventi di modernizzazione (allungamento ed inclinazione) solitamente praticati nell'Ottocento sugli strumenti antichi. È fissato allo zocchetto con quattro chiodi disposti a rombo, come si faceva nel Seicento. Alla base del manico il bordo della tavola non si interrompe. Alla base del cavigliere è punzonato il monogramma formato dalle lettere AS sovrapposte (che stanno per Antonius Stradivarius), invece della solita sigla indicante il modello, che avrebbe dovuto essere TV.. Nella nocetta, originale, e nel riccio sono visibili i segni lasciati dal compasso nella tracciatura del legno prima della realizzazione. Anche la catena dello strumento è originale, caso unico negli Stradivari pervenuti.

La tastiera è riccamente decorata: costituita da un cuneo di acero, è rivestita in legno scuro e filettata in avorio ed ebano. Ha inoltre una decorazione di madreperla che raffigura lo stemma dei Medici sorretto da due amorini, sovrastato da una corona (che non ha particolare significato araldico). L'angolazione della tastiera è stata aumentata interponendo un cuneo di acero tra la stessa e il legno del manico, e in questo lavoro la tastiera è stata incollata in posizione leggermente asimmetrica. Anche la cordiera in acero è decorata in maniera analoga alla tastiera, con un rivestimento in legno scuro e un filetto in ebano e avorio. Anch'essa presenta delle inserzioni di madreperla: si tratta di due decorazioni, una sopra e una sotto il foro per il cordino di fissaggio. Quella superiore, più grande, rappresenta Cupido che scaglia un dardo, mentre la decorazione inferiore è floreale.

È conservato anche il ponticello originale, in acero, decorato ad inchiostro da Stradivari con una coppia di telamoni sul lato volto verso la tastiera e con un motivo floreale sul lato opposto. All'inizio del Novecento l'arcata è stata abbassata leggermente nel lato delle corde acute.

Corredo di modelli I modelli impiegati per la costruzione della viola tenore sono passati al conte Cozio di Salabue, che ha acquistato gli strumenti da lavoro di Stradivari da suo figlio Paolo, e alla morte del conte sono andati al marchese Dalla Valle. La collezione Dalla Valle, acquistata da Fiorini, è stata donata nel 1930 al museo stradivariano di Cremona, presso il quale i modelli sono esposti.. I modelli sono datati 4 ottobre 1690 e tutti i pezzi sono contrassegnati con le lettere T.V. (che stanno per Tenore Viola). Sono conservati ventuno pezzi: forma in noce per la cassaCon scritta autografa del liutaio cremonese: "Forma nova per il contralto [sic] fatta ha posta per il Illmo Gran Principe di Fiorenza". e modelli per il taglio dei blocchi e delle punte, disegno su carta delle C e schema di piazzamento delle ƒƒCon scritta autografa del liutaio: "Mesura giusta per il Tenore de occhi fatte ha posa per ill Gran Principe de Toscana adì 4 ottob 1690 TV"., due modelli di carta per le ƒƒ, modelli di carta del manico con riccio, dello sviluppo della volutaIl modello dello sviluppo del riccio riporta la scritta di Stradivari: "Misura per il scartozzo del tenore fatto adì 4 ottob 1690". e della base del manico, modello del fianco del cavigliere con la posizione dei piroli, modelli in acero della tastiera e della cordiera e modelli di carta delle loro decorazioni, modello degli spessori dei bordi della tavola armonica e del fondo, modello di carta del ponticello, facsimile in acero dello stesso e ponticello originale..

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