Il rapimento Lindbergh fu un celebre caso di cronaca nera avvenuto negli Stati Uniti d'America negli anni trenta relativo al rapimento e l'uccisione di un bambino, Charles Augustus Lindbergh Jr., figlio primogenito del famoso aviatore Charles Lindbergh e della moglie Anne Morrow Lindbergh. Il bambino, di appena 20 mesi d'età, venne portato via dalla sua casa di East Amwell, nel New Jersey, la sera del 1º marzo 1932. Più di due mesi dopo, il 12 maggio 1932, il cadavere del bimbo fu ritrovato in un boschetto a poca distanza da casa. Dopo oltre due anni di indagini venne arrestato il carpentiere di origine tedesca Bruno Richard Hauptmann, che si proclamò innocente. Processato tra il 2 gennaio e il 13 febbraio 1935, fu riconosciuto colpevole del crimine, condannato a morte e infine giustiziato tramite sedia elettrica alla New Jersey State Prison il 3 aprile 1936.
Storia Il rapimento Alle ore 20:00 di martedì 1º marzo 1932 Betty Gow, la governante della famiglia Lindbergh, mise a dormire il bambino nella sua culla. Intorno alle ore 21:30 il padre Charles, che si trovava nella biblioteca adiacente alla camera da letto del figlio, udì un rumore provenire da una stanza vicina; credendo che semplicemente qualcosa fosse caduto in cucina, non ci fece molto caso. Alle ore 22:00 la governante ritornò nella camera da letto del piccolo e si accorse che la culla era vuota e la finestra aperta. Subito chiamò la madre Anne, domandandole se avesse preso il bambino con sé e, alla risposta negativa, avvisò il padre che a sua volta negò di avere spostato il figlio e, intuendo ciò che era accaduto, accorse nella camera da letto, ove trovò una busta chiusa poggiata sul davanzale della finestra.
Fucile alla mano, Lindbergh uscì all'esterno e perlustrò per diversi minuti tutto il perimetro della casa, per poi risolversi a chiamare la polizia. Gli agenti giunsero sul posto nel giro di venti minuti, insieme ad alcuni giornalisti e all'avvocato di fiducia dei Lindbergh. A notte inoltrata, nel terreno fangoso attorno all'abitazione (quel giorno era piovuto) venne individuata la traccia di uno pneumatico, senza che fosse però possibile capire quale veicolo l'avesse lasciata e dove si fosse diretto. Più tardi, in un cespuglio vicino alla casa, venne rinvenuta una scala a pioli in legno rotta in tre pezzi.
Le indagini
Tra i primi a giungere sulla scena del crimine vi fu Harry Wolfe, capo della stazione di polizia di Hopewell, accompagnato da agenti di polizia. Gli inquirenti perquisirono tutta la casa e i territori circostanti per un'estensione di alcune miglia. Passata la mezzanotte giunse alla villa dei Lindbergh anche un esperto di impronte digitali, che esaminò la lettera lasciata sul davanzale e la scala a pioli ritrovata in giardino. Sulla scala furono ritrovate 400 tracce di impronte digitali e di suole di scarpe, le quali erano però troppo consumate per risultare di una qualche utilità. Nemmeno nella stanza del bambino si riuscì a identificare alcuna impronta digitale, né di estranei, né di familiari. Più in generale nessun indizio utile venne rilevato all'interno o all'esterno della casa. Si provvide quindi ad aprire la busta trovata nella camera da letto del bambino, che si rivelò contenente di richiesta di riscatto, scritta in un pessimo inglese, in brutta grafia e con molti errori di morfosintassi; in calce alla lettera si trovava uno strano simbolo, composto da alcuni cerchi, punti e buchi sulla carta.
La lettera originaleTrascrizioneTraduzione e adattamento in lingua italiana
La notizia del rapimento circolò molto rapidamente e molte persone iniziarono a recarsi alla tenuta Lindbergh, dai semplici curiosi a persone intenzionate a dare un aiuto. Tra di essi Lindbergh accettò di farsi affiancare da Norman Schwarzkopf Sr. (sovrintendente della polizia del New Jersey), Henry Skillman Breckinridge (avvocato attivo a Wall Street) e William Joseph Donovan "Wild Bill" (eroe della prima guerra mondiale e futuro capo dell'OSS). Questo gruppo assunse de facto la guida delle indagini, giungendo presto alla convinzione che il rapimento fosse da imputare al crimine organizzato e che la richiesta di riscatto fosse stata scritta da un individuo di madrelingua tedesca. Venne quindi contattato Mickey Rosner, un tirapiedi di Broadway che si diceva fosse in contatto con gli ambienti criminali; Rosner a sua volta contattò due gestori di locali speakeasy, Salvatore "Salvy" Spitale e Irving Bitz, che Lindbergh decise di nominare suoi intermediari.
Molti criminali d'alto profilo tuttavia iniziarono ben presto a smentire il proprio coinvolgimento e alcuni di essi, nello specifico Al Capone, Willie Moretti, Joe Adonis e Longy Zwillman, offrirono addirittura il loro aiuto alla famiglia per ritrovare il bambino, promettendo al rapitore denaro e favori in cambio della liberazione. In particolare Al Capone, che a quel tempo stava scontando una condanna ad undici anni di prigione per evasione fiscale, chiese invano di essere scarcerato per poter "meglio aiutare" la famiglia Lindbergh.
Il mattino seguente, la notizia del rapimento fu riferita al presidente statunitense Herbert Hoover, il quale, sebbene le leggi federali del tempo non contemplassero alcuna disposizione specifica in merito ai casi di rapimento (la legislazione in materia variava da Stato a Stato), dichiarò che avrebbe "smosso cielo e Terra" per ritrovare baby Lindbergh. Il Bureau of Investigation (antesignano dell'FBI) fu quindi autorizzato ad indagare sul caso e furono allertate allo scopo la Guardia Costiera, il servizio doganale nazionale, il servizio d'immigrazione (per prevenire eventuali tentativi di fuga ed espatrio) e la polizia di Washington.
Gli inquirenti del New Jersey offrirono una ricompensa di 25.000 dollari per chi avesse aiutato a ritrovare il bambino sano e salvo. La stessa famiglia Lindbergh offrì altri 50.000 dollari, per un totale di 75.000 dollari (cifra considerevole, a maggior ragione in piena Grande depressione). Al contempo furono stampati e diffusi in varie parti degli Stati Uniti manifesti con la foto e una minuziosa descrizione fisica del bambino.
Nel giro di pochi giorni una nuova lettera dei rapitori arrivò a casa Lindbergh; essa risultava spedita dalla zona di Brooklyn e fu identificata come autentica dal simbolo con i cerchi e i buchi che si trovava in calce al testo. Arrivarono poi una seconda e una terza lettera, sempre spedite da Brooklyn, che a differenza della precedente erano firmate con una sigla che venne interpretata come B.H. La terza in particolare informava che, avendo la famiglia allertato le forze dell'ordine (in contravvenzione alle richieste del primo biglietto), il riscatto per la libertà del bambino era stato alzato a 70.000 dollari.
John Condon Entrò allora in gioco un ex maestro elementare di New York, John F. Condon, che qualche settimana dopo il rapimento scrisse una lettera a Home News, un giornale stampato nel Bronx, offrendo di tasca propria 1.000 dollari al rapitore se avesse liberato il bambino affidandolo a un prete cattolico. A seguito di quest'offerta Condon ricevette una lettera il cui mittente si qualificava come uno dei rapitori e lo autorizzava a fare da mediatore tra loro e i Lindbergh. Il maestro contattò allora i Lindbergh: Charles ritenne la lettera autentica e accettò di "impiegare" Condon come intermediario.
In base alle istruzioni che gli furono fornite a mezzo posta, Condon fece pubblicare un'inserzione sul giornale New York American con scritto semplicemente Money is Ready. Jafsie (Jafsie era il suo soprannome, derivante dalla pronuncia inglese delle sue iniziali JFC), rimanendo poi in attesa di ulteriori indicazioni. Il carteggio tra "Jafsie" e coloro che si qualificavano come i rapitori proseguì nelle settimane seguenti, finché le due parti si accordarono per organizzare un incontro di contrattazione presso il cimitero di St. Raymond, nel Bronx: dal canto suo Condon garantì che vi si sarebbe recato da solo, senza nessun accompagnatore, tantomeno agenti di polizia.
Nella data concordata il maestro si recò nottetempo al cimitero: il giorno dopo riferì ai Lindbergh di non aver visto nessuno in faccia, ma di aver parlato con un uomo dall'accento straniero, nascosto nella penombra. L'uomo aveva detto di chiamarsi John, di essere un "marinaio scandinavo" e di far parte di una gang composta da tre uomini e due donne. A suo dire il piccolo Lindbergh era illeso ed era tenuto su una barca, ove sarebbe rimasto fino al pagamento del riscatto. Condon disse anche di avergli replicato mettendo in dubbio che "John" effettivamente sapesse dove si trovava il bambino e che costui, per tutta risposta, gli aveva promesso di consegnargli come prova un pezzo del pigiama indossato dal piccolo. Condon aggiunse che l'individuo misterioso gli aveva chiesto: «... would I burn, if the package were dead?» (cioè letteralmente ...brucerei, se il pacco fosse morto?, interpretabile come Se il bambino morisse, verrei giustiziato?), salvo poi assicurargli nuovamente che il bambino era vivo e in buone condizioni.
Il 16 marzo 1932 Condon ricevette a domicilio un pacco postale contenente un pigiama da bambino e una settima lettera. Lindbergh, messo al corrente della novità, esaminò il vestito e lo riconobbe come appartenente a suo figlio. A quel punto Condon (attenendosi al testo della missiva) fece una nuova inserzione su Home News scrivendo: Money is ready. No cops. No secret service. I come alone, like last time ("Il denaro è pronto. Niente poliziotti. Niente secret service.Lo United States Secret Service, a quel tempo, era l'agenzia del governo USA deputata a indagare sui traffici illeciti di denaro. Verrò da solo, come l'ultima volta"). Due settimane dopo, il 1º aprile 1932, Condon ricevette una nuova lettera in cui i rapitori si dichiaravano pronti a incassare il riscatto.
La somma di denaro del riscatto venne composta con soli certificati aurei, un tipo di banconota destinato a essere ritirato dalla circolazione a medio/breve termine, nella speranza che il rapitore successivamente potesse tradirsi effettuando grossi pagamenti o cambivaluta con tale tipo di cartamoneta: il numero di serie di ogni biglietto venne annotato e il tutto venne impacchettato in una scatola di legno costruita per l'occasione, sempre nella speranza di poter ritrovare il maltolto e risalire al criminale. La notte del 2 aprile Condon andò a incontrare "John" al solito cimitero. Gli disse di essere riuscito a raccogliere solo 50.000 dollari: l'uomo misterioso accettò il denaro e lasciò al maestro un biglietto, sul quale era scritto che baby Lindbergh era tenuto da due donne "innocenti" su una barca chiamata Nelly, ormeggiata nel porto dell'isola di Martha's Vineyard, nel Massachusetts. Appresa la notizia, Lindbergh partì subito per l'isola, ma arrivato lì scoprì che non c'era nessuna barca di nome Nelly ormeggiata nel porto.
La scoperta del cadavere