Terracina è un comune italiano di abitanti della provincia di Latina nel Lazio.

Geografia fisica Territorio

La città è situata nell'Agro Pontino al bordo meridionale della pianura stessa, vicino al promontorio del Circeo, in prossimità della foce del fiume Amaseno, sulla costa tirrenica (golfo di Gaeta).

La città si sviluppa da una propaggine del Monte Sant'Angelo, sulla cui sommità affacciata sul mare si staglia il Tempio di Giove Anxur all'altezza di 226 m slm che troneggia sul centro storico, dalla spiaggia di levante fino al lungomare Circe e la spiaggia di ponente. L'imponente rupe calcarea Pisco Montano, dell'altezza di 128,8 m slm, staccata dal Monte Sant'Angelo segna nettamente, a sud est, il confine meridionale del centro abitato; a est poi si apre la pianura di Fondi, a nord l'urbanizzazione degrada progressivamente verso la campagna aperta e i borghi rurali.

Nel territorio comunale scorre il fiume Portatore nelle cui acque confluiscono, nell'ultimo tratto, sia il fiume Amaseno e sia il fiume Ufente.

Clima

Il clima di Terracina è di tipo mediterraneo, con estati brevi, calde e prevalentemente soleggiate e inverni relativamente miti ma piovosi e parzialmente nuvolosi. Il periodo più soleggiato dell'anno si concentra attorno a luglio, quando il cielo risulta sereno o prevalentemente sereno per circa l'89% del tempo, mentre gennaio è il mese più nuvoloso, con copertura elevata quasi la metà delle ore. L'umidità estiva è sensibile: tra giugno e ottobre le giornate afose sono frequenti, raggiungendo il picco ad agosto con una media di 22 giorni caratterizzati da condizioni di afa.

Le temperature medie annue si attestano intorno ai 9 gradi nelle ore più fredde e ai 13-30 gradi nei valori massimi giornalieri. La stagione calda, con massime superiori a 27 gradi, dura circa tre mesi, da metà giugno a metà settembre, e il mese più caldo è agosto, con una temperatura massima media di poco meno 30 gradi e una minima di 21. La stagione fresca si estende invece per circa quattro mesi, da fine novembre a marzo, con gennaio che rappresenta il mese più rigido dell'anno, in cui le temperature raramente scendono sotto i 2 gradi e le massime si aggirano mediamente intorno ai 13 gradi.

Le precipitazioni presentano una marcata variazione stagionale. La stagione più piovosa dura circa sette mesi e mezzo, da metà settembre a fine aprile, con novembre che risulta il mese più piovoso dell'anno, con una media di circa 98 millimetri di pioggia e oltre 10 giorni di precipitazioni. Al contrario, l'estate è caratterizzata da una prolungata siccità: la stagione più asciutta copre quasi cinque mesi, da fine aprile a metà settembre, e luglio è il mese con le piogge più scarse, con appena 14 millimetri medi mensili e non più di due o tre giorni di precipitazioni.

Classificazione climatica: zona C, 996 GG

Storia

Preistoria

L'area del Basso Lazio fu abitata da tempi remotissimi, come accertato dal rinvenimento di un ominide, detto Homo Cepranensis, che daterebbe la vita nella zona a 400.000 anni fa, prima ancora dell'Homo di Neanderthal i cui resti sono stati rinvenuti nella Grotta Guattari sul promontorio del Circeo.

I ritrovamenti più antichi nel territorio terracinese, invece, si riferiscono a materiali preistorici rinvenuti nella Caverna della Catena al Pisco Montano, datati a circa 12.400 anni fa.

La città fu probabilmente in origine un centro ausonio, sorto su due modeste alture sotto il monte Sant'Angelo: su quella più elevata (colle di San Francesco) ebbe sede l'acropoli.

Origini Il nome della città si stratifica come la sua storia: Trachna per gli Etruschi, termine legato anche a Tarquinia e ai Tarquini, che la colonizzarono, Tarracina per i Greci, e infine Anxur per i Volsci. Attorno alle sue origini fiorì anche una ricca tradizione mitica: c'è chi la identificò con la dimora di Circe e chi con il porto dei Lestrigoni in cui approdò Ulisse — identificazione suggerita dalla stessa conformazione del luogo, con il porto stretto fra gli scogli e la città arroccata in alto —, mentre Dionigi di Alicarnasso tramanda di profughi spartani fondatori di un santuario ai piedi del Monte Leano, luogo sacro alla dea Marica ricordato anche nell'Eneide virgiliana.

Epoca romana La conquista Terracina gravitava nell'orbita di Roma già dalla fine del VI secolo a.C., quando il suo nome compare persino nel primo trattato romano-cartaginese del 509 a.C., a lungo contrastata dai Volsci, che la occuparono e la ribattezzarono Anxur, e che i Romani dovettero riconquistare due volte, nel 406 e nel 400 a.C., prima di potervi fondare una colonia stabile nel 329 a.C..

La svolta vera arrivò nel 312 a.C. con il passaggio della via Appia: da quel momento la città cominciò a crescere verso la pianura, sfruttando le terre agricole circostanti, mentre il nucleo antico si avviava a diventare la zona monumentale che in parte si vede ancora oggiPlinio il Vecchio, Naturalis Historia, III, 59 (testo latino on line sul sito LacusCurtius): "lingua Volscorum Anxur dictum".Tito Livio, cit., IV, 4, 58.Tito Livio, cit., V, 2, 13.Tito Livio, Ad Urbe Condita, IX, 23.

Età repubblicana Nel 184 a.C. il censore Lucio Valerio Flacco costruì la Via Flacca, una strada costiera che, partendo da Terracina e proseguendo l'Appia, andò a congiungere le località costiere sino a Formia, da poco costituita municipio.

Nel 160 a.C. il console Marco Cornelio Cethego fece bonificare l'area di Terracina, costruendo la Fossa Cethega che alcuni studiosi ritengono essere in località Rio Martino, tra Terracina e Fondi; un canale in cui confluivano le acque del territorio.

Importanti trasformazioni urbane avvennero sotto Lucio Cornelio Silla (inizi del I secolo a.C.), che premiò la città per essere stata fedele a lui contro Gaio Mario durante la guerra civile. A Silla, infatti, si devono la costruzione del teatro e la ricostruzione in forme scenografiche del tempio di Giove Anxur sulla cima del monte Sant'Angelo e diverse altre costruzioni in opera incerta.

Età imperiale Nel 3 a.C. vi nacque Servio Sulpicio Galba che sarebbe stato imperatore romano per alcuni mesi prima di cadere vittima della situazione politica. Nel 69 la città fu teatro di uno degli ultimi scontri dell'anno dei quattro Imperatori: l'assedio di Terracina.

Sino a quando l'imperatore Claudio non aprì il porto di Ostia, quello di Terracina fu l'approdo marittimo dell'Urbe, città privilegiata che aveva commerci con tutto il Mediterraneo.

Nel 118 d.C. a Terracina morì Aulo Cornelio Palma Frontoniano, già console, fatto uccidere dall'imperatore Adriano per aver ideato una congiura ai suoi danni.

A Traiano si deve il taglio del Pisco Montano per velocizzare il transito sulla via Appia, mentre nel 198 d.C. Settimio Severo dotò la città di una nuova importante arteria viaria, la via Severiana, che si incrociava con la via Appia Traianea nel Foro Settimio.

Agli inizi del V secolo l'ultimo intervento cittadino riguarda l'erezione di una nuova cinta di mura che racchiuse anche parte della città bassa.

Medioevo

Alto medioevo Terracina ebbe un ruolo di rilievo sin dall'epoca ostrogota, quando Teodorico la rafforzò con opere pubbliche e il restauro della Via Appia. Nel periodo altomedievale, Gregorio Magno si occupò attivamente della città: favorì la fondazione di un monastero benedettino, intervenne in difesa della comunità ebraica locale e si preoccupò della sorveglianza delle mura.

In epoca bizantina la città fu un'importante piazzaforte, coinvolta anche nella guerra greco-gotica durante l'avanzata di Belisario verso Roma. Tra VIII e IX secolo entrò a far parte dello Stato pontificio, arricchendosi di chiese e monasteri, ma dovette fronteggiare ripetute minacce esterne: nel 778 le milizie papali respinsero un attacco congiunto di Gaeta e dei Longobardi di Benevento, mentre nell'883 la città fu saccheggiata dai pirati arabi.

Nonostante secoli di instabilità e abbandono delle infrastrutture, il tracciato dell'antica Appia tornò in uso, diventando parte del sistema delle vie Francigene del Sud, che attraversava il centro storico di Terracina collegandola a Fossanova e Fondi.

Basso medioevo Tra il X e il XV secolo Terracina fu al centro di un lungo e turbolento periodo di lotte per il controllo della città.

Alla fine del X secolo papa Silvestro II la concesse in feudo, e nel 1088 vi si tenne la storica elezione di papa Urbano II. Nei secoli successivi la città fu contesa tra potenti famiglie romane: prima i Crescenzi, poi i Frangipane, che esercitarono un dominio oppressivo fino a quando una rivolta popolare del 1202 li cacciò, distrusse il castello e diede vita al comune.

Seguì un periodo di lotte interne tra le famiglie degli Annibaldi e dei da Ceccano, conclusosi con l'ascesa di Bonifacio VIII a podestà nel 1295, che riportò stabilità ma aprì la strada all'influenza dei Caetani. Questi ultimi tentarono più volte di impadronirsi della città nel corso del Trecento, venendo infine respinti grazie all'intervento di una flotta genovese. Terracina visse allora circa vent'anni di protettorato genovese, con relativa prosperità economica. Il ritorno dell'autorità papale nel 1367 portò però nuove tasse e malcontento, alimentando ulteriori conflitti che si trascinarono fino al 1400, quando la città cedette dopo due mesi di resistenza alle truppe pontificie e napoletane.

Nel Quattrocento Terracina passò sotto i re di Napoli, per essere restituita al papato nel 1420 da Martino V e poi nuovamente nel 1447 da Alfonso d'Aragona. Le fazioni interne pro-papa, pro-aragonesi e pro-francesi continuarono a scontrarsi, causando la progressiva decadenza della città e la fine dell'autonomia comunale, fino alla pacificazione definitiva operata da papa Alessandro VI nel 1499.

Età moderna

Nel 1534 alla testa di 82 galee uno dei più celebri comandanti delle flotti turche, Khayr al Din detto il Barbarossa, saccheggiò prima Fondi e poi Terracina.

Il 5 Agosto 1552, nell'ambito delle guerre d'Italia, si ebbe la battaglia navale di Ponza, che oppose i Francesi e i loro alleati Ottomani, comandati da Dragut, erede del Barbarossa, contro la flotta di Andrea Doria, ammiraglio dell'impero di Carlo V.

Nel XVI secolo la malaria provocò una continua diminuzione della popolazione (nel 1572 si era ridotta a circa 150 abitanti, 40 fuochi). Il ripopolamento fu favorito nel XVII secolo dai pontefici con la distribuzione gratuita delle terre e le esenzioni fiscali e nuove famiglie abbienti restaurano e ricostruiscono le case signorili; si edificano o si restaurano le chiese.

Con papa Pio VI dal 1785 si assistette ad una poderosa riforma urbanistica che trasformò il volto del centro. Anzitutto egli fece bonificare l'area di Terracina bassa, facendovi costruire un lungo e largo canale navigabile che congiunse il porto marittimo cittadino con il fiume Portatore, in località Badino. Attorno al detto canale, nei pressi del porto romano, fece sorgere un'espansione abitativa chiamata Borgo Pio. Quindi costruì diversi palazzi, primo tra tutti il poderoso Palazzo Braschi, dal nome della sua famiglia.

Quando Pio VI fu arrestato dai rivoluzionari francesi, questi occuparono Terracina che si ribellò e dovette subire una dura repressione nel 1798. Alla fine del Settecento il brigantaggio riprese vigore e si confuse con la resistenza antifrancese alle armate napoleoniche, mentre poi esso sarebbe stato un elemento reazionario sia contro i Papi sia contro il futuro Stato Italiano.

Età contemporanea