Biografia Nato a Fossano, si trasferì in giovane età a Cuneo. . Arruolato nella Marina Militare durante la seconda guerra mondiale, dopo l'8 settembre fu fatto prigioniero e mandato in un campo di concentramento in Turingia. Tornato in Italia, si stabilì a Cuneo, dove lavorò come operaio e cominciò a dipingere da autodidatta secondo gli insegnamenti di Roberto Luciano ed Ego Bianchi. Morì novantenne a Cuneo nel 2014.
Produzione pittorica
Pur autodidatta e pittore non di professione, si diede all'arte con serietà e risultati da professionista, sviluppando una pittura fortemente coloristica, dove la costruzione dell'immagine non passa per il disegno ma è realizzata direttamente attraverso ampie campiture cromatiche.
Soggetto ricorrente delle opere di Gagino sono le periferie industriali e gli interni delle officine, raffigurati con effetti cromatici stridenti che suggeriscono sensazioni inquietanti e quasi infernali, con evidenti richiami all'espressionismo tedesco, a Edvard Munch e a Vasilij Kandinskij, dove protagonisti della scena sono unicamente gli stabilimenti, i macchinari, e le loro iridescenze, mentre gli operai hanno un ruolo secondario e meramente evocativo, impedendo a Gagino di cadere, secondo le parole di Federico Faloppa, nella «retorica del realismo socialista, di marca sovietica».
A partire dai primi anni novanta Gagino si è pure dedicato alla scultura: suo è il Monumento all'operosità dei fossanesi donato nel 2011 al suo paese natale e collocato presso la Chiesa del Salice. .
Esposizioni La prima personale di Gagino risale al 1964 presso la Galleria Ghigo di Racconigi. Nel 2007 la Regione Piemonte gli ha dedicato a Torino un'ampia retrospettiva curata da Luca Arnaudo e Federico Faloppa. Nel 2013 una nuova antologica si è tenuta, per la cura di Federico Faloppa, presso il museo Palazzo Samone di Cuneo.
Onorificenze Nel 2008 Gagino fu insignito del titolo di Commendatore dell'Ordine al merito della Repubblica.
Note
Collegamenti esterni