Gli Umbri furono un antico popolo italico di lingua indoeuropea del gruppo osco-umbro, vissuto in un'area che in epoca classica si estendeva dall'alta e media valle del Tevere fino al mar Adriatico. Si occupavano soprattutto di agricoltura e di allevamento ma anche l'artigianato era molto sviluppato: armi, bracciali, anelli, spille in bronzo e ferro e ceramiche erano i prodotti realizzati e venduti alle popolazioni vicine. Popolo contraddistinto dalla lingua umbra, scritta in origine con alfabeto proprio di derivazione etrusca e sostituito successivamente da quello latino,. e dal rito inumatorio.

Etnonimo Non è noto se gli Umbri indicassero se stessi con un endoetnonimo, né quale forma esso avesse. Il nome con cui il popolo è designato è quello attribuitogli dai vicini Latini (umbri) e dai Greci (Ὄμβροι, Ὀμβρικοί). Gli autori antichi collegavano il nome al greco ὄμβρος ("pioggia, temporale"), ritenendo che gli Umbri fossero stati così chiamati perché sopravvissuti al diluvio: si tratta però di una paretimologia, funzionale al topos della loro grande antichità, e non di una reale derivazione.Plinio il Vecchio, Naturalis historia, III, 112; cfr. ; .

L'origine dell'etnonimo è stata a lungo dibattuta. Secondo un'ipotesi formulata da Paul Kretschmer e sviluppata nella sua forma più compiuta da Giacomo Devoto,. il nome deriverebbe da una base umru di origine preindoeuropea, propria di una popolazione anteriore agli Italici e diffusa a nord e a est dell'area tirrenica; gli Italici che occuparono la regione tra il Tevere e il Topino l'avrebbero assunta, abbandonando il nome originario Sabh- (l'etnico Safin- alla base dei nomi di Sanniti e Sabini).: «Umru- è un nome preindeuropeo di tribù, esteso a settentrione e oriente dell'area "tirrena". Esso è stato assunto dagli Italici che hanno occupato la regione fra il Tevere e il Topino, abbandonando il nome originario sabh-». In questa prospettiva il nome Umru sarebbe più antico della presenza italica nella penisola, il che renderebbe ragione della definizione degli Umbri, nelle fonti greche, come popolo più antico d'Italia..

Questa ricostruzione è stata però contestata da Dominique Briquel, che ne ha messo in evidenza le debolezze e ha sostenuto il carattere indoeuropeo dell'etnonimo: forme riconducibili a una base *Ombr-/*Umbr- sono ampiamente attestate nel dominio indoeuropeo (come gli Ὄμβρωνες collocati da Tolomeo presso le sorgenti della Vistola, o gli Ambroni germanici), e nulla impedisce di ricondurre gli Umbri e il loro nome a un contesto indoeuropeo, collocando l'arrivo dei primi elementi Sabh- già nell'età del bronzo, all'interno della cultura appenninica.. Lo stesso Briquel osserva che l'idea di un'origine esclusivamente indoeuropea degli Umbri era già stata sostenuta, prima di lui, da altri studiosi..

Sul piano della trasmissione del nome, la forma greca Ὀμβρικός tradisce una mediazione etrusca. La sua attestazione più antica, Ὀμριϟός (senza b), compare nella didascalia di un cratere corinzio del primo quarto del VI secolo a.C. rinvenuto a Cerveteri, dove designa uno schiavo di nome "l'Umbro"; una seconda attestazione, dell'ultimo quarto del VI secolo, proviene da Gravisca, in una dedica a Hera con antroponimo etnoforico.; . La mancata realizzazione dell'atteso passaggio fonetico μρ → μβρ rivela che si tratta di un prestito diretto dall'etrusco, dalla forma umr(c)- ricostruibile sulla base della classe di gentilizi a base etnonimica (umre, umrana, umrina) diffusa nell'Etruria interna.; . La più antica attestazione del nome in ambito italico è invece un'iscrizione sudpicena del V secolo su un bracciale bronzeo, ombriíen akren ("nell'agro umbro").; (con rimando a Rix, ST, Sp CH 2).

Storia Le fonti antiche La più antica attestazione letteraria dell'etnonimo coincide con la nascita della storiografia greca e si deve a Erodoto, che menziona gli Ὀμβρικοί in due passi. Nel primo (Storie, I, 94) il popolo è ricordato a proposito della migrazione dei Lidi verso occidente, giunti «presso gli Umbri» (ἐς Ὀμβρικούς), nel cui territorio avrebbero fondato città; nel secondo (Storie, IV, 49) gli Umbri compaiono nella descrizione del corso dell'Istro, come popolo al di là del quale hanno origine i fiumi Carpis e Alpis.; ; per i passi cfr. Erodoto, Storie, I, 94 e IV, 49, 2. L'immagine erodotea è già segnata dai due topoi ricorrenti nella tradizione antica sugli Umbri, l'autoctonia e la grande estensione originaria del loro territorio: in quanto sostenitore della tesi sull'origine lidia degli Etruschi, Erodoto presenta gli Umbri come i primi abitatori del futuro territorio etrusco, poi ridimensionati dagli stessi Etruschi.; sulla genesi e la storia antica della dottrina dell'origine lidia degli Etruschi . Sul piano epigrafico, peraltro, il nome è attestato già circa un secolo e mezzo prima, nelle iscrizioni vascolari greche di età arcaica.; . La storiografia moderna non considera però questi racconti, a partire dalla migrazione lidia riferita da Erodoto, come memoria di fatti realmente accaduti, ma li interpreta quali costruzioni ideologiche legate al dibattito antico sulle origini dei popoli, da non assumere come documenti storici..

In questa stessa prospettiva si colloca il giudizio di Dominique Briquel sul più ampio problema delle origini etrusche:

La tradizione greca e latina presenta gli Umbri come il popolo più antico d'Italia (gens antiquissima Italiae) e come occupanti, in origine, di un territorio assai vasto. Plinio il Vecchio, descrivendone l'origine, afferma:

Il primato di antichità attribuito agli Umbri è un topos ricorrente, presente già in Erodoto e ripreso da Dionigi di Alicarnasso, Plinio e Floro.. A esso si accompagna l'immagine di una «grande Umbria» protostorica estesa ben oltre i confini della futura Regio VI Umbria augustea: secondo Erodoto e Dionigi di Alicarnasso l'espansione etrusca avvenne a danno di territori umbri,Erodoto, Storie, I, 94, 6 e IV, 49, 2; cfr. . e fra le città la cui tradizione conserva «memorie» umbre figurano Perugia e Cortona.Per Cortona Dionigi di Alicarnasso, Antichità romane, I, 20, 4; per Perugia Servio (auctus), ad Aen., X, 201 (a Sarsinatibus, qui Perusiae consederant); cfr. ; . La storiografia recente interpreta però tali «memorie» non come prova di un'origine non etrusca dei due centri, ma come riflesso della presenza, nella loro composizione sociale di età arcaica, di componenti italiche (umbre) allogene, che in quella tradizione trovarono una chiave di autolegittimazione..

Per la collocazione geografica Strabone scrive:

Sul versante adriatico Scilace, nel Periplo, colloca il popolo degli Umbri oltre i Sanniti, con la città di Ancona nel loro territorio e con la notizia di un culto eroico di Diomede, venerato come benefattore e onorato da un santuario.Pseudo-Scilace, Periplo, 16; cfr. . Dionigi di Alicarnasso ricorda inoltre gli Umbri tra i popoli più antichi stanziati nell'Italia centrale, fino alla Sabina, da dove sarebbero stati respinti dagli Aborigeni.Dionigi di Alicarnasso, Antichità romane, I, 16, 1.

Le fonti registrano anche un'antica rivalità fra Umbri ed Etruschi lungo l'asse del Tevere,Strabone, Geografia, V, 1, 10; cfr. . di cui è eco la stessa conquista etrusca dei trecento oppida ricordata da Plinio e, sul piano rituale, l'allontanamento di rappresentanti di Etruschi e Iapigi dalla comunità iguvina prima della lustrazione dell'esercito prescritta dalle Tavole eugubine.Tabulae Iguvinae, Ib 16-17; cfr. .

Un'immagine particolare dellethnos è data da Teopompo, che nel ventunesimo libro delle Filippiche descrive gli Umbri stanziati lungo l'Adriatico come un popolo dedito alla mollezza (habrodiaita), con un tenore di vita paragonabile a quello dei Lidi e una terra fertile fonte di prosperità.Teopompo, Filippiche, libro XXI (FGrHist 115 F 132), in Ateneo, Deipnosofisti, XII, 32; cfr. . Il paragone con i Lidi rientra nel topos greco della mollezza umbra, modellato sull'analogia con i vicini Etruschi.. A questa immagine se ne contrappone una di segno opposto, trasmessa da due frammenti di Nicola Damasceno (attraverso Stobeo), che attribuiscono agli Umbri una marcata connotazione guerriera: ritenevano disonorevole sopravvivere a una sconfitta, dovendo «o vincere o morire», e risolvevano le controversie interne combattendo in armi.Nicola Damasceno, FGrHist 90 F 108 e F 111, in Stobeo, Florilegio, III, 7, 38 e III, 10, 69; cfr. .

La lettura storiografica moderna

Sul piano archeologico la formazione dellethnos umbro si colloca nella prima età del ferro. Dalla cultura protovillanoviana dell'età del bronzo finale, attraverso un processo di regionalizzazione, emerge la cultura di Terni, la facies associata al processo di etnogenesi degli Umbri.. Va però osservato, sul piano del metodo, che proiettare sull'età del bronzo una nomenclatura etnica definita per l'età del ferro è operazione storiograficamente scorretta, e che lo stesso uso di tali etichette per l'età del ferro richiede cautela.. Tra il VII e il VI secolo a.C., sotto l'influsso del mondo etrusco, si afferma un'identità culturale autonoma, con la formazione di un'aristocrazia di tipo guerriero documentata dalle armi e dai carri nelle tombe.. L'insediamento, di tipo villaggio, è organizzato in abitati d'altura fortificati (castellieri); la vita era fondata su agricoltura, allevamento e transumanza.. Una coerente organizzazione urbana compare in Umbria solo dalla seconda metà del V secolo a.C., e gli oppida si strutturano come vere città, con mura e porte in pietra, nel corso del IV secolo a.C..

L'immagine di una «grande Umbria» protostorica coincidente con gran parte dell'Italia centro-settentrionale è interpretata dalla storiografia recente come un costrutto mitistorico, frutto di una percezione greca di probabile mediazione etrusca: essa non corrisponde a una reale situazione insediativa protostorica, ma a una rappresentazione etnografica antica, e va tenuta distinta dall'Umbria storica, di marca essenzialmente tiberina.. In questa chiave la notizia pliniana dei trecento oppida umbri sottomessi dagli Etruschi viene riferita all'erosione del comprensorio umbro transtiberino a vantaggio dei centri etruschi.. La stessa tradizione geografica greca tende del resto a sopravvalutare gli «Umbri adriatici»: autori come Eudosso, Teopompo e lo stesso Periplo di Scilace, fondandosi soprattutto sulla descrizione della linea di costa, mostrano una conoscenza limitata dei popoli dell'Italia interna, e il primo quadro equilibrato e storicamente attendibile si deve a Polibio.Polibio, Storie, II, 16, 4 e II, 24, 7; cfr. .

Tra i centri umbri di età storica, organizzati in città-Stato federate tra loro, si contano Ameria, Asisium, Fanum Fortunae, Fulginium, Ikuvium (Gubbio), Interamna Nahars (Terni), Camerinum, Mevania, Narnia, Noukria, Ostra, Pisaurum, Plestia, Sarsina, Spoletium, Tuder (Todi), Tifernum e Vettona..Va distinto da questi il toponimo Camars, antico nome di Clusium (Livio, X, 25, 11), centro etrusco talora incluso erroneamente tra le città umbre sulla base dell'assonanza con Camerinum; l'ipotesi di un'origine umbra di Chiusi è considerata priva di fondamento (cfr. ). Una tradizione riportata da Strabone, Giustino e Plinio attribuisce agli Umbri anche la fondazione di città poi divenute etrusche o galliche, tra cui Rimini e Ravenna e lUmbrorum Butrium presso Spina; Servio vi aggiunge Mantova.Strabone, Geografia, V, 1, 11 e V, 2, 1; Plinio il Vecchio, Naturalis historia, III, 115; Giustino, Epitome, XX, 1, 11; Servio, ad Aen., X, 201; cfr. .