Biografia Dopo la giovinezza trascorsa nell'astigiano e gli studi di pittura avviati all'Accademia Albertina di Torino, contrasse nel 1939 una grave forma di tubercolosi che lo costrinse a frequenti e prolungati ricoveri presso sanatori in Liguria e Piemonte. Fino alla morte, sopravvenuta nel 1957 per un attacco di febbre asiatica, Bianchi risiedette soprattutto a Mondovì e Cuneo insieme alla moglie Dada Rolandone, anch'ella pittrice, contribuendo alla formazione dei pittori Giovanni Gagino, Franco Marro, Tanchi Michelotti e mantenendo al contempo contatti frequenti con gli ambienti artistici di Milano (dove strinse in particolare amicizia con Bruno Cassinari e Aligi Sassu) e della Costa Azzurra.

Bianchi scrisse un diario personale, risalente alla seconda metà degli anni quaranta, del quale è stata pubblicata una selezione di pagine.

A Bianchi è intitolato il liceo artistico di Cuneo.

Produzione artistica

L'esperienza della malattia condizionò fortemente l'opera di Bianchi, sia per quanto riguarda i soggetti – esemplare in tal senso è il malinconico quadro I due prigionieri, dipinto nel corso di un soggiorno in sanatorio – che per la sensibilità generale della sua pittura, dove le atmosfere coloristiche, inizialmente applicate a temi di paesaggio tradizionali, lasciarono progressivamente il posto a visioni fantasmagoriche e febbrili cariche di echi post-impressionistici e cubisti, creando opere definite dall'autore stesso «introspezioniste». Emblematica la serie di Navi astrali realizzata tra il 1956 e il 1957, in cui l'artista sembra voler trascendere i limiti della materialità richiamandosi a mitologie di ascendenza egizia.

Oltre che pittore, fu anche ceramista, con una produzione risalente agli anni cinquanta e realizzata perlopiù nei laboratori di Albisola (presso la Giuseppe Mazzotti Manifattura Ceramiche) e a Vallauris, dove entrò anche in contatto con Pablo Picasso, del quale seguì alcuni corsi in Costa Azzurra.

Esposizioni In vita, Bianchi fu invitato alla Biennale di Venezia del 1936, dove espose sedici acqueforti e due olii. Dopo la morte, gli furono dedicate retrospettive nel 2007 (cinquantenario della morte), nel 2010 e nel 2014 (centenario della nascita).

Opere in collezioni Opere di Bianchi sono conservate presso la collezione Ferrero di Cuneo e al Museo Giuseppe Mazzotti 1903 di Albissola Marina

Note

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