Specnaz (traslitterazione scientifica dal cirillico спецназ, pronuncia russa , traslitterazione anglosassone: spetsnaz) è un termine usato per indicare genericamente i corpi speciali sovietici e dei Paesi dell'ex Unione Sovietica. In russo si usa per indicare anche i reparti speciali esteri e non solo quelli russi. È la contrazione del russo войска специального назначения (vojska special'nogo naznačenija, «truppe a destinazione speciale»). Originariamente il termine specnaz designava le unità di forze speciali dell'esercito o della marina militare, assoggettate al controllo diretto del servizio segreto militare (GRU), ma in seguito fu utilizzato anche per indicare le unità analoghe dirette dai servizi segreti civili (prima KGB, poi FSB) o alle dipendenze del Ministero degli interni (MVD).

Utilizzate ampiamente in Afghanistan durante l'occupazione sovietica e per proteggere le navi in acque minacciate dalla pirateria, successivamente sono state dispiegate anche in azioni di liberazione di ostaggi, di antiterrorismo, nella repressione delle rivolte nelle carceri, in gravi disordini di piazza e nel combattere la criminalità organizzata e i movimenti indipendentisti. Sono dotate di armi ed equipaggiamento sofisticati, con operatori altamente addestrati; come tutte le unità di élite delle forze armate russe, anche gli specnaz indossano la tel'njaška, a righe rosse per i reparti assegnati all'MVD e blu fiordaliso per quelli del GRU.

Storia Le prime unità sovietiche

Le prime teorie militari sovietiche in materia di guerra non convenzionale e impiego di reparti di forze speciali furono elaborate dal teorico Michail Svečnikov nel corso degli anni 1930, sebbene già durante la guerra civile russa si fossero visti i primi esempi di unità addestrate a condurre operazioni di sabotaggio e per sostenere le attività sovversive dei gruppi comunisti all'estero; dopo la morte di Svečnikov nel corso delle grandi purghe staliniane del 1938, il suo lavoro fu portato avanti dal colonnello Il'ja Grigor'evič Starinov, considerato come il "padre degli specnaz russi". Lo sviluppo delle prime unità di forze speciali sovietiche seguì quello contemporaneo dei primi reparti di paracadutisti militari del paese (Vozdušno-desantnye vojska): il 2 agosto 1930, nel corso di manovre militari condotte nella regione di Voronež, un piccolo distaccamento di truppe scelte fu paracadutato dietro le linee "nemiche" per condurre azioni di sabotaggio, mentre nel 1933 una brigata osnaz (contrazione delle parole osobogo naznačenija, "per impieghi speciali") fu formata presso il distretto militare di Leningrado assemblando un battaglione di paracadutisti con uno di truppe meccanizzate, uno di artiglieria e tre squadroni di aerei da trasporto; vi sono frammentarie informazioni circa la costituzione, nel medesimo periodo, di unità di "paracadutisti ricognitori" assegnati formalmente alle brigate aviotrasportate, ma in realtà alle dipendenze del servizio segreto militare (Glavnoe razvedyvatel'noe upravlenie, GRU) o della polizia segreta (Narodnyj komissariat vnutrennich del, NKVD).

Dalla seconda guerra mondiale alla guerra fredda

Nel corso della seconda guerra mondiale furono formati svariati distaccamenti di razvedčiki ("esploratori"), assegnati di solito uno per ognuno dei fronti operativi ma dipendenti direttamente dallo stato maggiore sovietico: infiltrate via terra o tramite paracadute dietro le linee nemiche, queste piccole unità di truppe scelte erano incaricate di condurre missioni di ricognizione a lungo raggio o di sabotaggio, agendo spesso in collaborazione con la Resistenza sovietica. Nell'immediato dopoguerra questo tipo di unità venne sciolto, ma grazie all'opera del generale Viktor Сharčenko, un ferreo sostenitore delle operazioni speciali, ne venne avviata la ricostruzione sul finire degli anni quaranta: interessato alle teorie di Сharčenko circa la possibilità di distruggere gli arsenali di armi nucleari nemici tramite l'impiego di sabotatori lanciati dietro la linea del fronte, nel 1950 il comandante delle forze sovietiche maresciallo Georgij Konstantinovič Žukov ordinò la formazione di 46 compagnie di forze speciali, utilizzando per la prima volta il termine specnaz per designarle; in seguito queste compagnie furono accorpate ed espanse fino al livello di battaglione (dal 1957) e poi di brigata (dal 1962).

Si conoscono pochissimi dettagli sulle unità specnaz sovietiche del periodo della guerra fredda. Vi erano probabilmente sedici "brigate per operazioni speciali" (Brigada osobogo naznačenija) dell'esercito, assegnate in caso di guerra alle dipendenze di un'armata o di un fronte ma controllate direttamente dal GRU: i membri di queste unità erano addestrati per un'ampia gamma di operazioni dietro le linee nemiche, dalla ricognizione all'attacco di centri di comando, aeroporti e depositi.; unità scelte erano addestrate per compiti più impegnativi, come l'assassinio di personalità di alto valore, la conduzione di gruppi insurrezionali di comunisti locali o operazioni in incognito in abiti civili o con uniformi di eserciti stranieri. La marina sovietica (Voenno-morskoj flot SSSR) creò quattro brigate navali per operazioni speciali, assegnate ciascuna ad una delle quattro flotte principali sovietiche, organizzate in tre battaglioni di sabotatori subacquei, un battaglione aviotrasportato, un'unità dotata di sommergibili tascabili e altre unità di supporto, aventi lo scopo di condurre missioni di ricognizione e appoggio alle operazioni anfibie o per condurre incursioni nei porti nemici.; il servizio segreto sovietico (Komitet gosudarstvennoj bezopasnosti, KGB) e il ministero degli affari interni (Ministerstvo vnutrennich del, MVD) crearono proprie unità specnaz nel corso degli anni settanta..

Unità specnaz furono impiegate durante la repressione della primavera di Praga nel 1968: una squadra di truppe speciali in abiti civili si impossessò delle strutture chiave dell'aeroporto di Praga, guidando poi lo sbarco di un contingente di paracadutisti inviato in rinforzo.. Intenso fu poi l'impiego dei reparti specnaz nel corso della guerra in Afghanistan, già a partire dalla fase di invasione del dicembre 1979 (operazione Štorm 333): mentre reparti di specnaz del GRU, spesso vestiti in uniformi afghane, prendevano possesso delle strutture chiave della capitale Kabul, un distaccamento di forze speciali del KGB (detto Al'fa o Gruppo Alpha) attaccò il palazzo presidenziale e giustiziò il presidente Hafizullah Amin e i suoi più stretti collaboratori.; due intere brigate specnaz furono poi impiegate nella lotta contro i guerriglieri islamici mujaheddin, spesso inviate in raid elitrasportati contro le basi ribelli poste lungo il confine montuoso con il Pakistan.

Nella Federazione Russa

La neonata Federazione russa impiegò largamente reparti di specnaz durante i molti conflitti che fecero seguito alla dissoluzione dell'Unione Sovietica nei primi anni 1990: unità specnaz videro l'azione durante la prima guerra cecena, la guerra civile tagica e nella guerra georgiano-abcasa, sia nel loro proprio ruolo di truppe speciali che in quello di "fanteria d'assalto" e truppe d'élite; più avanti nel corso degli anni duemila, ai compiti degli specnaz si aggiunse l'antiterrorismo nei confronti dell'insorgenza islamica del Caucaso, pur venendo ancora impiegati in conflitti più "convenzionali" come la seconda guerra cecena e la seconda guerra in Ossezia del Sud.

Crisi degli ostaggi dell'ospedale di Budënnovsk La crisi ha avuto luogo dal 14 giugno al 19 giugno 1995, quando un gruppo di 80-200 terroristi ceceni guidati da Šamil' Basaev ha attaccato la città di Budënnovsk, nella Russia meridionale, dove hanno preso d'assalto la principale stazione di polizia e il municipio. Dopo diverse ore di combattimenti e imminenti rinforzi russi, i ceceni si ritirarono nel quartiere residenziale e si raggrupparono nell'ospedale cittadino, dove presero tra i 1.500 e i 1.800 ostaggi, per la maggior parte civili.

Dopo tre giorni di assedio, le autorità russe hanno ordinato alle forze di sicurezza di riprendere il complesso ospedaliero. Le forze schierate erano personale d'élite del Gruppo Alpha del Servizio di sicurezza federale, insieme alla milizia MVD e alle truppe interne. La forza d'attacco ha attaccato il complesso ospedaliero all'alba del quarto giorno, incontrando una feroce resistenza. Dopo diverse ore di combattimenti in cui molti ostaggi furono uccisi dal fuoco incrociato, fu concordato un cessate il fuoco locale e 227 ostaggi furono rilasciati; Altri 61 furono liberati dalle forze russe.

Anche un secondo attacco russo all'ospedale poche ore dopo è fallito, così come un terzo, provocando ancora più vittime. Le autorità russe hanno accusato i ceceni di usare gli ostaggi come scudi umani.

Secondo i dati ufficiali, 129 civili furono uccisi e 415 feriti nell'intero evento. Tuttavia, secondo una stima indipendente, 166 ostaggi sono stati uccisi e 541 feriti nell'attacco delle forze speciali all'ospedale. Almeno 11 agenti di polizia russi e 14 soldati sono stati uccisi. La forza di Basaev ha subito 11 uomini uccisi e un disperso; la maggior parte dei loro corpi è stata riportata in Cecenia in uno speciale camion congelatore. Negli anni successivi alla presa di ostaggi, più di 40 degli aggressori sopravvissuti sono stati rintracciati e assassinati, tra cui Aslambek Abdulchadžiev nel 2002 e Šamil' Basaev nel 2006, e più di 20 sono stati condannati, dal tribunale territoriale di Stavropol', a vari termini di reclusione.

Crisi degli ostaggi di Kizljar-Pervomajskoe Gli assedi di massa che hanno visto migliaia di persone hanno coinvolto anche il Gruppo Alpha dell'FSB e lo Specnaz GRU nel tentativo di salvataggio degli ostaggi.

Seconda guerra cecena Le forze speciali russe sono state determinanti per la Russia per la vittoria nella seconda guerra cecena dopo aver appreso le lezioni dalla cattiva gestione della prima guerra. Sotto il comando congiunto del Gruppo Unificato di Truppe (OGV) formato il 23 settembre 1999. Gli operatori di GRU, FSB e MVD specnaz hanno condotto una miriade di operazioni di contro-insurrezione e antiterrorismo, comprese uccisioni mirate di dirigenti separatisti, provocando nel frattempo pesanti perdite tra i separatisti islamici. Alcune di queste missioni di successo furono dirette contro leader separatisti come Aslan Maschadov, Abdul Halim Sadulaev, Dokka Umarov, i fratelli Achmadov, Turpal-Ali Atgeriev, Achmed Avtorchanov, Ibn al-Khattab, Abu al-Walid, Abu Hafs al-Urduni, Supjan Abdullaev, Šamil' Basaev, Ruslan Gelaev, Salman Raduev, Sulim Jamadaev, Rappani Chalilov, Yassir al-Sudani. Durante queste missioni, molti operatori hanno ricevuto riconoscimenti per il loro coraggio e abilità in combattimento, anche con il titolo di Eroe della Federazione Russa. Almeno 106 operatori dell'FSB e del GRU sono morti durante il conflitto.

Crisi degli ostaggi del teatro di Mosca La crisi è stata il sequestro dell'affollato teatro Dubrovka il 23 ottobre 2002 da 40 a 50 ceceni armati che hanno affermato di essere fedeli al movimento separatista militante islamista in Cecenia. Presero 850 ostaggi e chiesero il ritiro delle forze russe dalla Cecenia e la fine della seconda guerra cecena. L'assedio fu ufficialmente guidato da Movsar Barayev.