Fu inoltre fautore della diffusione della teoria iniziatica dello honjisuijaku (本地垂迹) secondo la quale le divinità dello Shintō (indicate come 神 shin), i deva e le divinità cinesi, considerate fino ad allora come esseri prigionieri del ciclo delle rinascite, appartenevano invece al regno dell'illuminazione; erano manifestazioni di buddha e bodhisattva.
Kūkai è famoso soprattutto come calligrafo, ed è considerato l'inventore dei kana, i sillabari con i quali, assieme ai caratteri kanji di origine cinese, si scrive la lingua giapponese.
Bibliografia Abe, Ryuichi (1999). The Weaving of Mantra: Kukai and the Construction of Esoteric Buddhist Discourse. Columbia University Press. ISBN 0-231-11286-6 Casal, U. A. (1959), The Saintly Kōbō Daishi in Popular Lore (A.D. 774-835); Asian Folklore Studies 18, 95-144, Giebel, Rolf W.; Todaro, Dale A.; trans. (2004). Shingon texts, Berkeley, Calif.: Numata Center for Buddhist Translation and Research Hakeda, Yoshito S. (1972). Kūkai and His Major Works. Columbia University Press. ISBN 0-231-05933-7 Inagaki Hisao (1972). "Kukai's Sokushin-Jobutsu-Gi" (Principle of Attaining Buddhahood with the Present Body), Asia Minor (New Series) 17, 190-215 Taiko Yamasaki, SHINGON. Il buddismo esoterico giapponese , Astrolabio-Ubaldini Editore, Roma, 2015
Altri progetti
Collegamenti esterni
Categoria:Morti nell'835 Categoria:Buddismo giapponese