La resistenza baltica è il movimento armato clandestino di opposizione prima all'occupazione sovietica dei paesi baltici, iniziata nel 1940 dall'URSS, poi all'occupazione tedesca negli anni 1941-1944 e infine, per mezzo di guerriglieri detti Fratelli della foresta, contro l'Unione Sovietica dopo la fine della seconda guerra mondiale e fino alla metà degli anni cinquanta.
Estonia Il movimento di resistenza estone (Estonian Eesti vastupanuliikumine), per via dell'atteggiamento insolitamente clemente dei tedeschi e dunque diverso dalla rigidità del biennio sovietico, si sviluppò più lentamente su vasta scala che nei altri due Paesi.
Contesto storico
Benché inizialmente si avvertiva una generale gratitudine nei confronti della Germania, avvertita come liberatrice dell'Estonia dall'occupazione sovietica, la guerra fece mutare l'opinione dei baltici.. La richiesta dell'ex primo ministro Jüri Uluots alle autorità di occupazione tedesche di istituire un governo estone indipendente fu respinta e Adolf Hitler successivamente nominò Alfred Rosenberg come Reichkommissar della nuova amministrazione civile tedesca appena costituita.. Quando divenne evidente che i tedeschi non avrebbero permesso il ripristino dell'indipendenza dello stato estone, il rapporto tra tedeschi ed estoni si deteriorò irreversibilmente. Il risentimento pubblico iniziò a crescere contro la Germania dal 1942, quando fu imposta la coscrizione degli uomini in età militare nei battaglioni della polizia, l'introduzione del progetto di lavoro e la riduzione delle razioni alimentari: l'Autogestione estone, il governo fantoccio locale, divenne mal visto dalla popolazione per aver tentato di imporre questa coscrizione. Hjalmar Mäe, capo dell'Autogestione, divenne presto impopolare per le sue critiche al presidente Konstantin Päts.Per via della sua posizione politica contraria a Päts, Mäe era stato imprigionato nel 1935 perché tra i partecipanti ad un tentato colpo di stato. I tedeschi offrirono la carica occupata da Mäe più volte a Jüri Uluots, ma egli rifiutò.
Il popolo estone percepì di godere di minore libertà rispetto alla precedente occupazione tedesca del 1917–1918, in particolare con riferimento alla comunità ebraica locale, perseguitata nel corso del conflitto, e notò lo sfruttamento indiscriminato delle risorse naturali del paese da parte dell'occupante. Un nazista olandese in visita in Estonia nel giugno 1942 definì la "coscienza nazionale" del popolo estone "sciovinista", ragion per cui non sarebbe stato possibile rintracciare cittadini favorevoli ad un'unione con la Germania.
Combattenti filo-indipendentisti
Nonostante il processo di costituzione fu lento, nel corso della guerra si formò un movimento di resistenza estone clandestino, i cui membri auspicavano l'ausilio delle potenze occidentali per ottenere supporto. Le divisioni politiche esistenti prima del 1940 erano palpabili nei ribelli, affiliati o al governo di Päts o ai gruppi di opposizione come il Centro Nazionale e i partiti socialisti dei lavoratori. La resistenza allestì un sistema di comunicazioni interne e di produzione della stampa clandestini e risultò favorita dalla vicinanza geografica con Svezia e Finlandia, come dimostra il fatto che i combattenti di Tartu e di Tallinn riuscirono a preservare i contatti con Londra e Stoccolma tramite il diplomatico estone di sede in Finlandia. Inoltre, la rotta marittima Tallinn-Stoccolma fu frequentemente percorsa tramite motoscafo al fine di fornire informazioni utili..
Inizialmente esistevano numerose organizzazioni clandestine come il Fronte Estone Libero (Vaba Eesti Võitlusrinne, VEVR), istituito nell'agosto 1942 e diretto da Juhan Reigo e Endel Inglist. Il VEVR pubblicò 14 edizioni di un giornale antinazista noto come Vaba Eesti (Estonia libera).. Un altro giornale emesso di nascosto era intitolato Võitlev Eestlane (Il combattente estone) ed era strettamente affiliato a coloro che lavoravano al Postimees. Nell'autunno del 1941, la versione precedente del Comitato nazionale della Repubblica di Estonia fu fondato da Heinrich Mark, Ants Oras e Jaan Ots. L'organizzazione era capeggiata da Ernst Kull nel 1943 ed era attraverso i suoi sforzi che i vari gruppi furono fusi in un'opposizione unificata al dominio nazista.
Nel giugno 1942 gli esponenti politici dell'Estonia sopravvissuti alla repressione sovietica tennero una riunione segreta in cui si discusse delle potenze occupanti dell'Estonia, della possibilità di formare un governo nazionale clandestino e delle opzioni disponibili per preservare la continuità della repubblica. Il 6 gennaio 1943 avvenne un incontro presso la delegazione estone che si trovava a Stoccolma, in Svezia. Fu deciso che, al fine di preservare la continuità giuridica della Repubblica d'Estonia, l'ultimo primo ministro eletto secondo le procedure costituzionali nazionali, Jüri Uluots, doveva continuare ad esercitare le sue funzioni in carica di primo ministro.
Il movimento formò successivamente il Comitato nazionale della Repubblica estone (in estone: Eesti Vabariigi Rahvuskomitee) nel marzo 1944. L'iniziativa di creare tale organo fu ipotizzata dai partiti di opposizione estoni prima della guerra, venendo poi condivisa da Jüri Uluots, l'ultimo primo ministro eletto secondo procedure costituzionali, e dai suoi sostenitori. Il Comitato aveva lo scopo di istituire un governo provvisorio durante il ritiro ormai verosimile della Germania quando l'Armata Rossa raggiunse il confine con l'Estonia il 2 febbraio 1944. Nell'aprile 1944 un gran numero di membri del comitato - circa 200 se si contano anche i vari funzionari che avevano compiti burocratici - furono arrestati dalle Agenzie di sicurezza tedesche.. Ad ogni modo, gli esponenti più rappresentativi dei movimenti di resistenza sfuggirono all'arresto, compromettendo però le loro attività fino alla metà di giugno del 1944. Nel giugno del 1944 l'assemblea elettorale della Repubblica d'Estonia si riunì nuovamente in gran segreto e nominò Jüri Uluots come primo ministro assegnandogli pieni poteri. Il 21 giugno Jüri Uluots nominò Otto Tief viceministro. Mentre i tedeschi si ritiravano, il 18 settembre 1944 Jüri Uluots formò un governo avvalendosi dell'ausilio dal vice primo ministro Otto Tief, il quale ne prese poi il posto perché Uluots soffriva di cancro.. Alla proclamazione del ripristino della sovranità da parte dell'esecutivo estone nello stesso giorno, le unità militari estoni presero possesso degli edifici governativi di Toompea, un quartiere di Tallinn, e intimarono alle forze tedesche di andarsene. I 4 giorni in cui l'Estonia esistette politicamente anche de iure furono gli unici in 47 anni.. Il 20 settembre la bandiera nazista su Ermanno il Lungo (Pikk Hermann) venne rimossa e fu rimpiazzata dal vessillo estone.. Il governo di Tief non riuscì a mantenere il controllo, tentando invano di allestire la difesa della capitale contro l'avanzata dell'Armata Rossa con l'impiego degli uomini che avevano combattuto nel 200º Reggimento di fanteria finlandese e di un'unità militare organizzata da Johan Pitka.. Poiché non fu mai ritrovato il corpo di questo'ultimo, si presume sia morto in circostanze ignote qualche settimana più tardi.. La maggior parte dei membri e dei funzionari furono catturati, imprigionati, espulsi o giustiziati dai sovietici che avanzavano.
Resistenza filo-sovietica
Un piccolo numero di estoni decise di non schierarsi con i nazisti e di combattere a sostegno dei sovietici eseguendo azioni di sabotaggio e pubblicando manifesti propagandistici illegali. Tra i principali combattenti, possono ricordarsi Rein Alasoo,. Evald Laasi, Georgi Loik, Aleksander Looring e altri. Arnold Meri, un partigiano filo-sovietico, ha così motivato la sua scelta durante un'intervista: "La partecipazione dell'Estonia alla seconda guerra mondiale risultava inevitabile. Ogni estone poteva assumere solo una decisione: da che parte stare in quella sanguinosa battaglia: i nazisti o la coalizione anti-hitleriana" aggiungendo che la gran maggioranza degli estoni avrebbe preferito aver i francesi o gli inglesi come alleati, ma la posizione geografica del paese li obbligava a combattere a fianco dell'URSS.
Lettonia Contesto storico
Furono molti i lettoni che resistettero all'occupazione della Lettonia da parte della Germania nazista. Il movimento di resistenza lettone risultò diviso tra chi combatteva per l'indipendenza sotto le direttive del Consiglio centrale lettone e chi combatteva nel movimento partigiano filosovietico. Daugavpils, insediamento nel sud del Paese, fu teatro di una feroce difesa messa in atto da cittadini ebrei che tentavano di contrastare le procedure di esecuzione dell'Olocausto. A contrastare attivamente le politiche naziste furono diversi cittadini, tra cui può ricordarsi Žanis Lipke, il quale riuscì a mettere in salvo più di 50 ebrei. Lo Stato di Israele ha riconosciuto 138 lettoni (fino al 1º gennaio 2019) come Giusti tra le nazioni per aver tentato, a costo della propria stessa esistenza, di salvare cittadini ebrei durante l'Olocausto.
Movimenti di resistenza nazionale
La resistenza in Lettonia era organizzata in maniera molto confusa: essa includeva combattenti che resistevano all'occupazione sovietica, lavorando dunque assieme alle forze tedesche, sostenitori dei russi che si opponevano ai nazisti e gruppi di nazionalisti che si opponevano a entrambe le fazioni straniere sopraccitate con l'intento di restaurare l'indipendenza della Lettonia. Non mancarono casi di lettoni che passarono dall'uno all'altro gruppo a seconda dell'andamento della guerra. Infine, c'erano persone che si sentivano perseguitate, soprattutto ebrei, che resistevano a chiunque cercasse di ucciderli, compresi lettoni e tedeschi.
Il 13 agosto 1943, i membri dei quattro maggiori partiti politici locali fondarono il Consiglio centrale lettone:. da allora, cominciarono a circolare copie illegali dei quotidiani Jaunā Latvija (Nuova Lettonia) e Neatkarīgā Latvija (Lettonia indipendente). Gli articoli editi vertevano sull'ipotesi di ripristinare la democrazia in Lettonia dopo la guerra.
Cureliani
Il Consiglio centrale lettone riuscì a formare la propria unità militare, mascherata da corpo di sorveglianza nazionale, comandata dal generale Jānis Curelis e i cui uomini che ne facevano parte erano popolarmente conosciuti come Cureliani (in lettone: Kurelieši). Nata il 28 luglio 1944 per direttiva di Veide, l'amministratore del comune di Riga, lo scopo ufficialmente dichiarato dell'unità era quello di combattere i partigiani sovietici, di recente paracadutatisi in gran numero, e reclutare lettoni fedeli alla causa tedesca da spedire in regioni influenzate dai sovietici. Il numero di Cureliani è incerto. Le stime forniscono una cifra che varia da 1.200 a 16.000 elementi, mentre ai tedeschi fu detto che il gruppo poteva fare affidamento su soli 500 uomini.. I volontari si unirono spesso per sentito dire e accettarono di andare incontro alla possibilità di scontrarsi sia con i sovietici che con i nazisti: qualora i tedeschi si fossero ritirati, il compito, abbastanza ambizioso, avrebbe dovuto consistere nel mantenimento della regione fino all'arrivo degli aiuti delle potenze occidentali. Il 23 settembre i Cureliani si ritirarono attraverso Riga nel nord della Curlandia, lasciandosi alle spalle un gruppo di 150 uomini per operare dietro le linee sovietiche. Il corpo militare aiutò il Consiglio centrale lettone ad effettuare spostamenti via mare verso la Svezia, in maniera tale da stabilire anche un contatto radio con il Paese scandinavo.