Assalto alla diligenza nella dialettica politica italiana, è una frase d'autore entrata in uso all'inizio del XX secolo, a seguito di un telegramma inviato da Giovanni Giolitti a Vito De Bellis il 19 marzo 1910 per invitarlo, unitamente ai suoi sostenitori, a "dare l'assalto" al governo Sonnino II; la locuzione si trasformò in "assalto alla diligenza" nei commenti dei membri del governo durante la discussione.
Casi d'utilizzo documentati La locuzione fu poi rievocata quasi cinque anni dopo da Antonio Salandra, il quale la richiamò il 13 gennaio 1915 per definire il tentativo di attacco al suo secondo governo da parte delle opposizioni, puntualizzando che il tempo delle diligenze era terminato, ora c'erano le automobili blindate e da bordo di queste si sarebbe sparato con mitragliatriciAntonello Capurso, Le frasi celebri nella storia d'Italia, Milano, Oscar Mondadori, 2011.
Nella politica di fine secolo la locuzione fu reintrodotta con riferimento alle modalità di approvazione di alcune leggi di spesa pubblica ove i parlamentari propongono emendamenti a vantaggio di interessi specifici.Massimo Giannini, L'assalto alla diligenza, ne La Repubblica, 22/12/2002Tirreno News 28/1/2013Il Fatto Quotidiano 24/12/2013
Note
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