Il drago è una creatura mitico-leggendaria dai tratti solitamente serpentini o comunque affini ai rettili, a volte presente in testi religiosi ebraici.Il termine drago deriva dal latino draco (nominativo), draconem (accusativo), a sua volta proveniente dal greco (drakon), con l'omologo significato di serpente. L'etimologia del termine potrebbe esser connessa al verbo (dèrkesthai) "guardare", con riferimento ai poteri legati allo sguardo di queste bestie o alla loro presunta vista acutissima. Cfr. s.v. "Drago" su "Vocabolario Zingarelli", Zanichelli (XI edizione).
In ebraico il drago è identificato con due parole: nachashCfr. i trentun utilizzi biblici di questo vocabolo in Strong concordance. Essi indicano quasi sempre un comune serpente. Se ne distinguono solo l'uso in Genesi 3 per indicare il tentatore, quello in Gb 26,13 che accomuna il serpente a Raab, l'episodio dei misteriosi serpenti infuocati (saraphim nachashim) di Numeri 21,6 e soprattutto l'utilizzo di Isaia 14,29, in cui da un serpente (nachash) nasce una vipera che produce un "infuocato volante" (saraph m'opheph). Quest'ultimo ricompare in Isaia 30,6 ed è tradotto di solito come "drago". e tanninCfr. l'uso in Strong concordance.. Entrambe possono significare "serpente" e in questa accezione sembrano equivalenti. Compaiono, infatti, in due brani molto simili: (nachash) e (tannin).
Il serpente (nachash) viene poi accomunato a un mostro marino nel Libro di Giobbe (), in cui è identificato con Raab, e in , ove viene chiamato nachash bariyach (serpente guizzante o fuggitivo) e identificato col Leviatano.
In Esodo e Deuteronomio anche tannin sembra indicare un semplice serpente. Tuttavia in Genesi 1,21 tanninim indica grandi animali marini. Molti traduttori, però, vi hanno ravvisato l'eco della mitologia mesopotamica e ugaritica e hanno tradotto con mostri marini o dragoni; accezione utilizzata in altri passi in cui l'interpretazione mitologica sembrava naturale per esaltare la potenza divina. Il drago Raab Testi biblici successivi (il Libro di Isaia, il Libro di Giobbe e Salmo 89) fanno riferimento ad un mostro marino chiamato Raab (da non confondersi con Raab, la donna di Gerico citata nel Libro di Giosuè). paragona questo demone Raab ad un drago o mostro. "Raab" è la traslitterazione italiana di (reb) con diversi significati: orgoglio/superbia, un mitico mostro marino, o Egitto (come nome emblematico). Nella versione inglese Douay-Rheims, tradotta dal latino medievale della Vulgata, la parola reb viene resa "il superbo/l'orgoglio" in e , e "l'orgoglio del mare" in (Salmo 89 equivale a Salmo 88 della Vulgata, a causa della differente numerazione dei versetti nelle altre versioni).
Il Leviatano La connessione tra il drago (tannin) e "il serpente Leviatano" viene fatta in . Questo viene identificato nel Midrash Rabbah a Genesi come il Leviatano dalla parola Taninim (, plur.) "e Dio creò il grande mostro marino."Rabbi H. Freedman (trad.), M. Simon (curatore), Midrash Rabbah: Genesis, Volume I, Soncino Press, Londra, 1983, p. 51. In ebraico moderno la parola Taninim viene usata e traduce "coccodrilli", ma questo è un uso corrente non connesso con il significato biblico originale.Laurie L. Patton, Wendy Doniger (curatori), Myth and Method, University Press of Virginia, 1996, pp. 358-363.
Il drago nell'astrologia ebraica
Il serpente guizzante (nachash bariyach) di Isaia 21 viene letto da Aryeh Kaplan come nachash bareʾach, o "Serpente del Polo".Aryeh Kaplan, Sefer Yetzirah. The Book of Creation in Theory and Practice, Red Wheel/Weiser, 1997, pp. 233-235 & passim. Nell'astrologia ebraica, infatti, nachash indicava la Costellazione del Dragone, una costellazione circumpolare.Cfr. i significati riportati da Gesenius Circa 4500 anni fa il Polo nord celeste si trovava vicino alla stella Thuban nella "coda" del Dragone. Osservatori antichi notavano che il Dragone era in cima al Polo celeste, dando l'apparenza che le stelle stessero ad esso "appigliate", e in ebraico viene reso con Teli, da talah (תלה) – appigliarsi, pendere.Marcus Jastrow, Dictionary of the Targumim, Talmud Bavli, Talmud Yerushalmi and Midrashic Literature, Judaica Press, 2004, p. 1670, rif. , Y.Sot. I 16d. Scrittori ebrei dei paesi arabi identificavano Teli con Al Jaz'har, che è una parola persiana significante "nodo", a causa dell'intersezione dell'inclinazione dell'orbita di un pianeta con l'ellittica che forma due nodi. Nell'astronomia moderna questi vengono chiamati nodo ascendente e nodo discendente, ma nell'astronomia medievale erano citati rispettivamente come "testa del drago" e "coda del drago".La Merthyr Synagogue nel Galles esibisce un drago nel suo timpano frontale - cfr. Sharman Kadish, Jewish Heritage in England: an architectural guide. Swindon: English Heritage, 2006, p. 203.
Tannìn o Tannìm Una certa confusione esiste per la traduzione di tanninLe traslitterazioni riportano a volte una singola e a volte una doppia n per tutte le varianti, cioè tanin/tannin, tanim/tannim, taninim/tanninim. a causa di una parola di suono simile, l'ebraico תַנִּים (tannim), che viene oggi trodotta con “sciacalli”. Molte traduzioni bibliche del passato equiparavano i due termini e traducevano tannim come “draghi” invece di “sciacalli”. La confusione fra queste due parole separate ha portato ad una grande difficoltà nel determinare esattamente una definizione di tannin. Sotto la voce "sciacallo" (תַּן, tan), il New International Dictionary of Old Testament Theology and Exegesis afferma: “la forma tannîm non deve essere confusa con tannîn, creature marine”.Nobuyoshi Kiuchi, 9478 תַּן in New International Dictionary of Old Testament Theology and Exegesis, vol. 4, Willem VanGemeren, ed. gen., 1997, p. 311. Molti vocabolari accademici segnalano la distinzione tra tannin e tannim.Tra cui, cfr. New International Dictionary of Old Testament Theology and Exegesis, Hebrew and Aramaic Lexicon of the Old Testament, Brown-Driver-Briggs, Theological Wordbook of the Old Testament, Dictionary of Biblical Languages with Semantic Domains: Hebrew (Old Testament).
Tannim è la forma maschile plurale dell'ebraico tan, parola che non appare al singolare nella Bibbia. Tan è il sostantivo ebraico di sciacallo, quindi tannim, che appare in 15 versetti del Tanakh, significherebbe “sciacalli”. D'altra parte, tannin è la forma singolare della parola usata per drago o serpente, che, col suo plurale tanninim, si riscontra in 14 versetti del Tanakh.
Qui appresso si riportano due tabelle con le rispettive citazioni.Per le tabelle, cfr. anche "Tannin: Sea Serpent, Dinosaur, Snake, Dragon, or Jackal?" di Steve Golden, Tim Chaffey & Ken Ham (2012).
Tutti gli usi di tannin o tanninim nel Tanakh Riferimento biblico Traduzione italianaBiblegateway, versioni parallele multilingue, come da riferimenti citati. Dio creò i grandi mostri marini [taninim] e tutti gli esseri viventi che guizzano e brulicano nelle acque, secondo la loro specie, e tutti gli uccelli alati secondo la loro specie. E Dio vide che era cosa buona. Quando il faraone vi chiederà: Fate un prodigio a vostro sostegno! tu dirai ad Aronne: Prendi il bastone e gettalo davanti al faraone e diventerà un serpente [tanin]! Mosè e Aronne vennero dunque dal faraone ed eseguirono quanto il Signore aveva loro comandato: Aronne gettò il bastone davanti al faraone e davanti ai suoi servi ed esso divenne un serpente [tanin]. Gettarono ciascuno il suo bastone e i bastoni divennero serpenti [taninim]. Ma il bastone di Aronne inghiottì i loro bastoni. Tossico di serpenti [taninim] è il loro vino, micidiale veleno di vipere. Uscii di notte per la porta della Valle e andai verso la fonte del Drago [tanin] e alla porta del Letame, osservando le mura di Gerusalemme, come erano piene di brecce e come le sue porte erano consumate dal fuoco. Son io forse il mare oppure un mostro marino [tanin], perché tu mi metta accanto una guardia? Tu con potenza hai diviso il mare, hai schiacciato la testa dei draghi [taninim] sulle acque. Camminerai su aspidi e vipere, schiaccerai leoni e draghi [tanin]. Lodate il Signore dalla terra, mostri marini [taninim] e voi tutti abissi. In quel giorno il Signore punirà con la spada dura, grande e forte, il Leviatàn serpente guizzante, il Leviatàn serpente tortuoso e ucciderà il drago [tanin] che sta nel mare. Svegliati, svegliati, rivestiti di forza, o braccio del Signore. Svegliati come nei giorni antichi, come tra le generazioni passate. Non hai tu forse fatto a pezzi Raab, non hai trafitto il drago [tanin]? Mi ha divorata, mi ha consumata Nabucodònosor, re di Babilonia, mi ha ridotta come un vaso vuoto, mi ha inghiottita come un dragone [tanin], ha riempito il suo ventre, dai miei luoghi deliziosi, mi ha scacciata. * Parla dunque dicendo: Così dice il Signore Dio, l'Eterno: Ecco, io sono contro di te, o Faraone, re d'Egitto, grande dragone [tanim], che giaci in mezzo ai tuoi fiumi, che hai detto: Il mio fiume è mio e l'ho fatto io stesso. * Figlio d'uomo, innalza una lamentazione sul Faraone, re d'Egitto, e digli: Tu eri simile ad un leoncello fra le nazioni; eri come un dragone [tanim] nei mari e ti slanciavi nei tuoi fiumi, agitando le acque con i tuoi piedi e intorbidandone i fiumi.
* - denota passi in cui una variante testuale segnalata come erronea già dai Masoreti riporta tannim per tannin.
Tutti gli usi di tannim nel Tanakh Riferimento biblico Traduzione italiana Sono divenuto fratello degli sciacalli [tanim] e compagno degli struzzi. Ma tu ci hai frantumati, cacciandoci in luoghi di sciacalli [tanim] e ci hai coperto dell'ombra di morte. Ululeranno le iene nei loro palazzi, gli sciacalli [tanim] nei loro edifici lussuosi. Nei suoi palazzi saliranno le spine, ortiche e cardi sulle sue fortezze; diventerà una tana di sciacalli [tanim], un recinto per gli struzzi. La terra bruciata diventerà una palude, il suolo riarso si muterà in sorgenti d'acqua. I luoghi dove si sdraiavano gli sciacalli [tanim] diventeranno canneti e giuncaie. Le bestie dei campi, gli sciacalli [tanim] e gli struzzi mi glorificheranno, perché darò acqua al deserto e fiumi alla solitudine per dar da bere al mio popolo, il mio eletto. Io ridurrò Gerusalemme in un cumulo di rovine e un rifugio di sciacalli [tanim], farò delle città di Giuda una desolazione senza abitanti Ecco, giunge un rumore di notizie e un gran trambusto dal paese del nord, per ridurre le città di Giuda una desolazione, un rifugio di sciacalli [tanim]. Gli onagri si fermano sulle alture e fiutano l'aria come gli sciacalli [tanim]; i loro occhi sono spenti, perché non c'è erba. Hatsor diventerà una dimora di sciacalli [tanim], una desolazione per sempre; nessuno più vi abiterà né alcun figlio d'uomo vi dimorerà. Babilonia diventerà un cumulo di rovine, un rifugio per sciacalli [tanim], un oggetto di stupore e di scherno, senza abitanti. * Perfino gli sciacalli [tanin] porgono le mammelle per allattare i loro piccoli, ma la figlia del mio popolo è divenuta crudele come gli struzzi del deserto. Perciò farò lamenti e griderò, me ne andrò scalzo e nudo, manderò ululati come gli sciacalli [tanim], urli lamentosi come gli struzzi. ** E ho odiato Esaù. Ho fatto dei suoi monti un deserto e ho dato la sua eredità agli sciacalli [tanot] del deserto.
* - denota una variante testuale proposta. ** - denota la forma plurale femminile di tan.
Demoni nella Cabala