La storia del Club Atlético Boca Juniors ha inizio nel 1905, quando venne fondato a Buenos Aires da adolescenti italo-argentini di origine genovese, da cui il celebre soprannome Xeneizes, "genovesi" (benché tra i fondatori si annoverino anche ragazzi originari di Muro Lucano, nel potentino). Nel 1908 il club venne ammesso alla Seconda Divisione della Federazione calcistica dell'Argentina. Nel 1931 il club, così come l'intero apparato calcistico argentino, diviene professionistico.
Con 18 trofei internazionali vintiNel computo sono incluse le sole competizioni organizzate o ufficialmente riconosciute dalle 6 Federazioni appartenenti alla FIFA e/o dalla FIFA stessa. risulta la terza squadra di calcio più titolata al mondo, a pari merito con il e l'. A livello nazionale vanta la vittoria di 35 campionati e 17 coppe. In tutto si è aggiudicata 74 trofei tra nazionali e internazionali, risultando la squadra argentina più vincente in ambito calcistico.
Le origini La fondazione
Il club fu fondato il 3 aprile 1905 da un gruppo di adolescenti italo-argentini a La Boca, quartiere di Buenos Aires. A quel tempo erano molte le squadre amatoriali: se ne contano circa trecento. I fondatori erano cinque e di chiara origine genovese (da qui il soprannome Xeneizes): Esteban Baglietto, Alfredo Scarpatti, Santiago Pedro Sana e i fratelli Juan e Teodoro Farenga. Inizialmente come punto d'incontro fu scelta la casa di Baglietto, sita al numero 1232 di Ministro Brin, ma a causa della confusione furono cacciati fuori dal padre di Esteban. Allora il gruppo iniziò a riunirsi presso una panchina a Plaza Solís. Le porte del primo campo da gioco furono costruite da Francesco Farenga, padre di Juan e Teodoro, originario di Muro Lucano. Inizialmente fu eletto presidente Baglietto, ma poi la scelta ricadde su Luis Cerezo, poiché Esteban era minorenne.
I colori e la maglia
Inizialmente venne adottata una maglia a strisce sottili bianco-nere, preparata dalla sorella di Teodoro e Juan Farenga; dopo una breve parentesi in maglia celeste, il nero venne sostituito con il blu. Tuttavia nel 1907 il club dovette cambiare nuovamente i colori in occasione di una partita contro l', che presentava la stessa divisa. Indecisi sui nuovi colori da adottare, Juan Brichetto fece una proposta: avrebbero adottato i colori della bandiera della prima nave che fosse entrata nel porto. Il primo natante che passò batteva bandiera svedese e i colori adottati furono blu e giallo. Inizialmente la banda gialla era in diagonale, ma nel 1913 venne adottata la disposizione definitiva, ossia orizzontale.
Cronologia delle divise
Le prime partite
Il club giocò la sua prima gara il 21 aprile del 1905, contro il Club Mariano Moreno. La gara fu vinta dagli xeneises per 4-0, con doppietta di Juan Farenga e reti di José Farenga e di Santiago Sana. Baglietto giocò come portiere, il capitano era Juan Farenga.
Inizialmente impegnato solo in amichevoli, nel 1905 si iscrive a un campionato, seppur minore: la Liga de Villa Lobos. Nel 1906 si iscrive alla Liga Central, vincendo alla fine il titolo. Nel 1907 partecipa alla Albion League. Nello stesso anno gioca nel torneo organizzato dall'Associazione Porteña, in cui ha anche giocato l'Universal di Montevideo , che ha affrontato nella sua prima partita internazionale, l'8 dicembre del 1907, perdendo 0-1.
Epoca amatoriale Il primo superclásico La squadra rivale per eccellenza del Boca Juniors è sempre stato il , i cui colori (bianco e rosso) si ispirano alla bandiera di Genova. Il primo derby ufficiale tra le due squadre, noto come superclásico, si giocò nel torneo di Primera División 1913 e vide affermarsi il River per 2-1. Tuttavia secondo gli storici prima del 1913 furono giocate altre gare dalle due compagini: probabilmente il primo incontro è avvenuto il 2 agosto 1908 e si concluse 2-1 per il Boca, ma secondo il sito ufficiale degli xeneizes il primo derby in assoluto si è concluso 0-0.
Il tour europeo del 1925
Dopo il trionfo dell' alle olimpiadi di , la federazione argentina pensò di inviare una squadra che rappresentasse la nazione in giro per l'Europa. Si propose il Boca, che ottenne l'autorizzazione dalla federazione. Il tour avvenne nel 1925 e la squadra giocò complessivamente 19 partite, vincendone quindici, perdendone tre e pareggiandone una. Le gare più importante furono giocate (e vinte) contro l'Atlético Madrid e contro il . La "spedizione" fu finanziata da Victoriano Caffarena, acceso tifoso del club gialloblù.
La prima gara, giocata contro il Celta Vigo, fu vinta per 3-1, con Antonio Cerrotti che divenne il primo giocatore argentino a segnare un gol in Europa. Al ritorno in Argentina, la federazione consegnò alla squadra la Copa de Honór, riconoscimento per le vittorie registrate nel vecchio continente.
Titoli amatoriali
Il club venne affiliato alla federazione argentina nel 1908, partendo dalla seconda divisione, e giocando il 3 maggio la sua prima gara ufficiale, vincendo 3-1 contro il Belgrano Athletic Club, venendo promosso in Primera División nel 1913. Nel 1919 ci fu una scissione all'interno della federazione: sorsero così due leghe, la Asociación Amateurs de Football e la Asociación Argentina de Football, con il Boca che partecipò a quest'ultimo. Nello stesso anno il Boca si laureò per la prima volte campione d'Argentina, vincendo tutte le gare del campionato. Tuttavia il campionato non fu terminato a causa delle irregolarità che influenzarono il suo svolgimento. La squadra trionfò anche nell'anno seguente, con undici punti di distacco dal . Vince il campionato anche nel 1923, nel 1924, nel 1926 e, nel 1930, il primo campionato unico dopo la fusione di AAm e AAF..
Professionismo (1931-1944)
I primi quindici anni dopo la riunificazione delle federazioni argentine furono dominati da Boca e River Plate, che vinsero sei titoli ciascuno. Nel 1931 il Boca vinse il primo campionato dopo la riunificazione, laureandosi campione con 5 punti di distacco dal . In occasione di questo torneo il club xeneize aveva acquistato Francisco Varallo, messosi in luce con il , che rifiutò offerte dall'Italia per giocare con il club gialloblù. Egli si dimostrò un buon acquisto: si classificò terzo nella classifica cannonieri con 27 gol.
Quel campionato fu tuttavia contestatissimo a causa dei fatti avvenuti nel superclásico del 20 settembre 1931: il Boca si procurò un rigore ai danni del River. Iribarren, il portiere della squadra biancorossa, parò il rigore ma non trattenne la palla, e Varallo segnò sulla respinta. I giocatori del River protestarono con l'arbitro, sostenendo che Varallo commise fallo al momento della ribattuta. Il direttore di gara espulse tre giocatori che avevano contestato la decisione, e la squadra si ritirò per protesta; il Boca vinse la partita a tavolino per 1-0. Per il campionato successivo venne acquistato Delfín Benítez Cáceres, ma il torneo, vinto dal River, si chiuse con un deludente quarto posto. L'anno seguente il club lottò fino alla fine per la vittoria del campionato, che però vide il trionfo del San Lorenzo in seguito alla sconfitta del Boca per 3-1 contro il River. Tra il 1934 e il 1935 la squadra conquistò il suo primo bicampeonato. Vinse nel 1934 nonostante le sette sconfitte e 62 gol subiti, ma ebbe nell'attacco il suo punto di forza: segnò 101 gol, prima squadra argentina a superare la soglia dei cento gol fatti. L'anno dopo il club ripeté l'exploit e trionfò segnando 100 gol e subendone solo 29. Tuttavia il resto del decennio fu avaro di soddisfazioni per gli xeneizes, che non vinsero nemmeno un titolo. Per questi campionati il Boca giocò le gare casalinghe allo Stadio Ferro Carril Oeste, in attesa della costruzione del nuovo stadio.
Il nuovo stadio e il secondo bicampeonato
Il Boca diviene di nuovo campione d'Argentina nel 1940, anno di inaugurazione della Bombonera, il suo nuovo stadio. Il club cominciò la stagione in sordina, ma concluse l'intero girone di ritorno in testa alla classifica. L'anno successivo non fu altrettanto roseo: il club concluse il campionato al quarto posto e subì una pesantissima sconfitta (1-5) nel superclásico contro il River Plate; questo rimane il maggiore scarto di gol nelle gare tra i due club. Anche nel campionato successivo trionfò il club biancorosso, ma in compenso il Boca fece registrare la vittoria con il maggior scarto di gol della sua storia, sconfiggendo per 11-1 il e terminando al quinto posto il campionato. Dopo due stagioni deludenti, il club si riscattò tra il 1943 e il 1944, conquistando il suo secondo bicampeonato. Nel 1943 venne acquistato Severino Varela e fu assunto come tecnico Alfredo Garasini. In campionato perde tre gare importanti contro San Lorenzo, River e Huracán, ma seppe rimediare nel girone di ritorno vincendo contro il club di Almagro per 6-4 e contro il River per 2-1, grazie a un gol segnato con il basco da Varela. Alla fine vinse il campionato, con la decisiva vittoria all'ultima giornata contro il , grazie alla doppietta di Jaime Sarlanga negli ultimi dieci minuti di gara. Anche il campionato successivo vide la vittoria del club, che si laureò campione con due punti di vantaggio sul River Plate.
Quindici anni e un solo titolo (1944-1959)
Dopo il trionfo del 1944, il Boca rimase all'asciutto di successi in competizioni ufficiali fino al 1954, quando vinse il suo unico titolo del quindicennio 1944-1959. In questo arco di tempo il club ha anche rischiato la retrocessione, nel 1949, salvandosi all'ultima giornata. Dal 1945 al 1947 il club ottenne tre secondi posti consecutivi: nel campionato 1945 e nel campionato 1947 alle spalle del River e nel campionato 1946 dietro al San Lorenzo. Nel 1948 il campionato fu caratterizzato da scioperi organizzati dai calciatori contro l'accumulo di debiti. Fu così creato il sindacato Futbolistas Argentinos Agremiados (FAA), che difendeva i diritti dei calciatori professionistici. Il Boca concluse il campionato all'ottavo posto, peggior risultato conseguito dal club in campionato dall'inizio del professionismo (1931). Nel campionato successivo il club navigò in piena zona retrocessione fino all'ultima giornata, quando batté per 5-1 il e si salvò, relegando il club granata allo spareggio-retrocessione contro l'. Nel 1950 il club riuscì a piazzarsi al secondo posto dietro l', che lo staccò di otto punti in classifica. Nel 1951 si piazzò invece terzo, dietro e .
I campionati 1952 e 1953 evidenziarono le vittorie del River, con il Boca che si classificò al decimo e al settimo posto.
Nel 1954 il club ritornò campione, dopo nove anni. Dopo aver vinto per 3-1 contro l'Huracán, al club bastava vincere contro il River per laurearsi campione. Ma contro i Millonarios il club perse per 3-0 e dovette rimandare la festa alla gara successiva, vinta 1-0 contro il . Gli anni dal 1955 al 1957 videro i tre successi consecutivi del campionato da parte del River (tricampeonato). Nel campionato 1955 e nel 1956 il Boca si classificò terzo, dietro River e Racing Club nella prima stagione e dietro River e Lanús nella seconda. Nel 1957 invece il club si classificò quarto. Nel 1958 arrivò invece terzo, dietro il Racing e l'anno dopo si classificò invece ottavo.
Anni 1960
Nel 1960 si giocò la prima edizione della Copa Libertadores, vinta dal ai danni dell'Olimpia. Nello stesso anno, in campionato si classificò quinta. Anche l'anno dopo giunse in quinta posizione. Nel campionato successivo il club si riscattò vincendo il titolo dopo otto anni. Fu decisiva la vittoria per 1-0 nel superclásico contro il River Plate: Il Boca passò in vantaggio con Paulo Valentim su calcio di rigore. A cinque minuti dalla fine, il River si procurò un calcio di rigore. Sul dischetto si presentò Delém, ma il calcio piazzato fu deviato in calcio d'angolo dal portiere Roma. Nella gara successiva, l'ultima giornata di campionato, il Boca vinse per 4-0 contro l' vincendo così il torneo.