Le Forze di Difesa Croate (in croato: Hrvatske Obrambene Snage, in acronimo HOS) è stato un corpo militare organizzato in Croazia dal Partito Croato dei Diritti (Hrvatska Stranka Prava - HSP), un'organizzazione politica nazionalista e neofascista, a seguito della dichiarazione d'indipendenza della Croazia nel marzo del 1991, e della relativa secessione dalla Repubblica Federale Jugoslava.
Formate esclusivamente da volontari, di nazionalità croata o straniera, furono tra le prime unità militari organizzate che operarono durante la guerra d'indipendenza croata, e con il Consiglio di difesa croato (Hrvatsko Vijeće Obrane - HVO), e la Difesa territoriale della Bosnia ed Erzegovina (Teritorijalna Obrana Bosne i Hercegovine - TO BiH), hanno costituito la spina dorsale delle forze combattenti in difesa della Bosnia ed Erzegovina. A livello di organizzazione tattica, il corpo HOS era suddiviso in battaglioni (bojna) o compagnie (satnija) e non ha mai riunito i propri reparti in unità di livello tattico maggiore (es. brigate o divisioni).
Dal punto di vista dell'impiego tattico il HOS operava come fanteria leggera, i suoi reparti essendo addestrati e utilizzati come reparti d'assalto, interdizione tattica e per operazioni militari speciali. Essendo truppe volontarie caratterizzata da estrema determinazione e, in media, ben equipaggiate e addestrate, spesso le unità HOS vennero impiegato come "pompieri" del fronte, inviate cioè ad intervenire d'urgenza dove la situazione militare era particolarmente critica.
In Croazia, il HOS fin dalle prime fasi del conflitto (primavera 1991) si è impegnato massicciamente in affiancamento alle forze armate regolari croate, tanto che in alcune zone della Croazia, soprattutto in Banja e Slavonia, le unità HOS furono inizialmente le uniche forze militari croate disponibili; successivamente (gennaio 1992) l'HOS è stato integrato nella Guardia nazionale durante la ristrutturazione delle forze armate croate cessando di essere una componente militare a sé stante e diventando un corpo militare governativo a tutti gli effetti.
In Bosnia ed Erzegovina per qualche tempo le unità HOS fecero parte dell'Esercito della BiH, ma in parte si sciolsero e in parte confluirono nelle unità dell'esercito della Repubblica Croata dell'Erzegovina (HVO) dopo l'assassinio del comandante delle HOS in Erzegovina, maggior generale Blaž Kraljević (agosto 1992) e dopo lo scoppio del conflitto tra croati e bosniaci. Con lo scoppio del conflitto croato-musulmano dell'autunno 1992, infatti quasi tutte le unità HOS in Bosnia aderirono all'esercito croato o alle formazioni del HVO, e solo poche scelsero di combattere nel campo bosniaco. Molti militari HOS, sia in Croazia sia in Bosnia, erano di religione musulmana.
Tutte le unità HOS furono ufficialmente sciolte dal governo croato nel 1995 e trasformate in reparti di fanteria leggera inquadrati nelle brigate dell'esercito croato, ma continuarono a portare le loro caratteristiche insegne e distintivi fino al 1994 (in alcuni casi fino al 1995).
L'idea di base delle HOS si rifaceva alla dottrina politica del Partito Croato dei Diritti e più in generale del nazionalismo croato: riportare la Croazia ai confini storici che aveva durante la seconda guerra mondiale; le unità delle HOS si rifacevano nei simboli, insegne e uniformi, alla tradizione militare croata del medioevo, alla storia antica croata, all'uniformologia ed ai regolamenti dell'esercito croato della seconda guerra mondiale e in particolare ai reparti degli Ustascia, della cui tradizione patriottico-militare si consideravano diretti eredi. Per le sue posizioni ideologiche di acceso nazionalismo e per l'intensa attività operativa dei suoi reparti (che venivano spesso inviati d'urgenza nei punti più "caldi" del fronte), il HOS attirò nei suoi ranghi molti volontari; all'apice della sua forza (estate 1992) contava 40 unità (tra compagnie e battaglioni) con più di 5000 effettivi, e si calcola che più di 7000 uomini e donne abbiano prestato servizio nel HOS. Le unità HOS sono considerate tra le più efficienti unità militari croate del conflitto, dove si conquistarono una solida reputazione di combattenti valorosi e determinati .
Storia
La primavera croata In Croazia nel 1990 la dirigenza dell'allora Repubblica Socialista di Croazia (una delle sei Repubbliche che formavano la Repubblica Socialista Federale di Jugoslavia) comincia a prendere atto che le spinte indipendentiste dell'opinione pubblica sono sempre più forti. I regimi comunisti dell'Europa dell'Est cadono uno dopo l'altro e il mastice che teneva unite le differenti nazioni ed etnie della Jugoslavia è sempre più debole, soprattutto dopo che la Lega dei Comunisti di Jugoslavia (Savez Komunista Jugoslavije - SKJ), dopo la morte di Josip Broz "Tito" (di etnia croata) è saldamente appannaggio dei membri serbi del partito, il che ha creato forti attriti nella dirigenza comunista, che in Jugoslavia costituisce l'autorità nazionale dal 1945. A Zagabria, il 25 febbraio del 1990 viene restaurato il Partito Croato dei Diritti (Hrvatska Stranka Prava, HSP) un movimento politico nazionalista e fieramente anticomunista di antiche tradizioni, fondato da Ante Starčević nel 1861 e soppresso da Tito nel 1945; il Partito Croato dei Diritti, o HSP, è guidato dal suo presidente, Dobroslav Paraga. Sull'onda dei grandi cambiamenti sociopolitici che stanno per concretizzarsi, le autorità lasciano per il momento indisturbato l'HSP benché questo cominci subito la sua attività politica.
Le comunità serbe in Croazia si ribellano
Poiché gli abitanti di origine serba residenti in Croazia si sono sempre opposti all'indipendenza croata, con i clamorosi cambiamenti istituzionali del 1990 la loro animosità va ora sempre più crescendo al punto che, nelle provincie croate in cui gli abitati serbi sono particolarmente numerosi, cominciano a formare delle vere comunità autonome all'interno dello Stato croato ancor prima che questo fosse ufficialmente indipendente; e tali comunità serbe, denominate Krajine, iniziano immediatamente a costituire milizie paramilitari di guerriglieri (Četnici), che fin dall'estate del 1990 (subito dopo cioè la dichiarazione di autogoverno della Croazia) iniziano a scontrarsi con le armi con le autorità locali croate appena istituite. I proclami dei capi locali serbi si fanno sempre più minacciosi verso le autorità e la popolazione croata. Perdipiù, il governo federale jugoslavo di Belgrado, nominalmente ancora in potere, manda chiari segnali di condiscendenza verso le comunità serbe e di chiusura, se non ostilità, verso un'eventuale Nazione croata indipendente. Di conseguenza, molti croati cominciano volontariamente ad armarsi per difendere i loro villaggi e città in caso di guerra.
Il 21 dicembre del 1990 scoppia l'aperta ribellione dei serbi di Croazia, che proclamano a Knin la Repubblica Serba di Krajina; e presto l'Esercito Jugoslavo (Jugoslovenska Narodna Armija - JNA) appoggia i ribelli serbi con armi e materiali. La Croazia non dispone ancora di un esercito, poiché gli accordi relativi alla dichiarazione di indipendenza prevedono che sia l'Esercito federale jugoslavo a provvedere, per il momento, alla difesa nazionale; tantopiù che l'JNA aveva già sequestrato le armi nei depositi della Difesa Territoriale (Teritorijalna Obrana - TO) in Croazia già nel maggio 1990. I croati perciò dispongono solo della polizia, la ex-milizia comunista (Milicija), di dubbia affidabilità poiché i dirigenti più elevati sono in larga parte filocomunisti (lo stesso presidente croato Franjo Tuđman era stato generale della polizia segreta ai tempi di Tito) e molti sono di etnia serba. Gli scontri si intensificano per tutto l'inverno, fino a culminare nel celebre massacro di Plitvice (marzo 1991) e anche se i dirigenti del Partito dei Diritti non hanno ancora l'intenzione di creare un esercito di partito, dopo la tentennante reazione iniziale della leadership croata Paraga e Paradžik cominciano a prendere in considerazione di istituire unità armate a difesa della popolazione croata. La decisione definitiva dei dirigenti del HSP di creare un corpo militare è suggellata nel maggio 1991, contestualmente alla dichiarazione d'indipendenza e di abbandono della federazione Jugoslava da parte della Croazia del 19 maggio, e quando il conflitto appare ormai inevitabile.
Impiego operativo
Formazione Le Forze di Difesa Croate (HOS) sono costituite ufficialmente nel giugno 1991 da Dobroslav Paraga. Immediatamente viene stabilito un Comando Generale HOS (Glavni Stožer HOS-a), con a capo Ante Paradžik. Era situato a Zagabria nella sede del HSP in via Šenoinoj al numero 13, e più tardi a Palazzo Starcevic.
Non tutti i leader del Partito dei Diritti concordano con la costituzione del HOS. Il Segretario del partito, Krešimir Pavelić, dichiarò che non riteneva necessario, e anzi potenzialmente dannoso, creare un esercito parallelo e concorrente con le unità esistenti della Guardia nazionale croata e quando le formazioni HOS vengono comunque fondate, Pavelić lascia il partito per protesta.
Inizialmente male organizzati, equipaggiati alla meno peggio, con armi leggere fatte affluire da mille rivoli o procurate personalmente, le prime unità HOS si impegnano subito in scontri con i paramilitari serbi (Cetnici) distinguendosi per aggressività e determinazione, in contrasto con la reazione piuttosto timida della Polizia croata e della Guardia Nazionale croata (ancora in via di formazione); e quindi attraggono l'attenzione (e il consenso) dell'opinione pubblica. Più tardi, grazie alle donazioni di emigrati croati e dei propri associati, (specie da Australia e Canada), la leadership della HSP riesce ad acquistare una maggiore quantità di armi e il numero dei volontari HOS cresce. Gli uomini del HOS raccolgono a Palazzo Starčević diverse armi, tra cui dei cannoni senza rinculo BST e dei pezzi antiaerei catturati durante le battaglie con l'esercito jugoslavo ormai intervenuto massicciamente negli scontri. Per tutta l'estate 1991 il HOS si segnala in molti scontri ottenendo diversi successi locali, che impediscono alle formazioni paramilitari serbe di impadronirsi di molti villaggi in Slavonia e Banja.
Rafforzamento e ampliamento del HOS Le unità HOS vengono formate anche con croati venuti dalla Bosnia-Erzegovina (ma niente affatto in maggioranza, come invece spesso si afferma) oltre che residenti all'estero, nonché da cittadini di altri Paesi con origini croate. Durante le prime, febbrili battaglie della guerra l'HOS ha attirato l'attenzione del pubblico sia in Croazia che in Europa, e alcuni stranieri, militari di carriera, hanno lasciato il loro paese per arruolarsi. Sono soprattutto loro ad addestrare i soldati del HOS, che diventa così una delle forze combattenti più importanti schierate dalla Croazia durante il conflitto. Secondo gli accordi tra i dirigenti del HSP e del Ministero della Difesa della Slovenia Janez Jansa, alcuni membri HOS sono stati addestrati in Slovenia dalla Difesa Territoriale. Campi di addestramento HOS in Croazia vengono intanto organizzati sul monte Žumberak, in una piccola scuola di Zagabria a Dubrava, a Žnjan-Tugara vicino a Spalato, e sulle isole di Brač e di Ciovo. I reparti HOS infatti cominciano a formarsi spontaneamente in tutta la Croazia, dovunque ci sia una sede del HSP che ovviamente mette a disposizione le proprie strutture e risorse.