In servizio fra il 1910 e il 1948, la rete tranviaria di Bari alternò gestioni private e pubbliche, caratterizzando il panorama cittadino per la metà del XX secolo, per essere poi smantellata e sostituita da una serie di filovie.
Storia
Le vicende della rete tranviaria di Bari trovarono un importante antefatto il 14 gennaio 1906, allorquando la Società Elettrica Barese, costituita tre anni primaDario Morfini, Parrocchia e laicato cattolico nel Novecento meridionale, Edipuglia, 2006, p. 53. ISBN 88-7228-473-2., iniziò l'esercizio di fornitura di energia elettrica per le utenze cittadineI grandi avvenimenti di Bari, in U Corrìire de BBàre, gennaio 2011, p. 4.
Nel giro di tre anni dalla sua costituzione, la società accumulò profitti in grado di essere reinvestiti nella costruzione di una rete urbana di tranvie elettriche, analogamente a quanto attuato in analoghe esperienze in altre città, e presentò di conseguenza il relativo progetto al Comune di BariLa nostra Storia - 1907 in La Gazzetta del Mezzogiorno.it. URL consultato nel gennaio 2014.. Lo stesso contemplava, oltre ad un collegamento extraurbano verso gli allora comuni di Carbonara di Bari e Ceglie del Campo, anche la possibilità di realizzare una linea fino a Cassano delle MurgeLa nostra Storia - 1908 in La Gazzetta del Mezzogiorno.it. URL consultato nel gennaio 2014..
Con Regio decreto n. DLV del 28 agosto 1909, la Società fu autorizzata costruire ed esercitare le prime due linee tramviarie urbane. I lavori di costruzione procedettero spediti e si poté dunque arrivare all'inaugurazione il 13 luglio 1910F. Ogliari, Terra di primati, op. cit., con avvio dei servizi regolari il giorno successivo1910 Com'eravamo in La Gazzetta del Mezzogiorno. URL consultato nel gennaio 2014..
Il 1º settembre 1919 la SEB sospese i serviziVito Melchiorre, Bari fra le due guerre mondiali, p. 169, in Archivio Storico Pugliese. URL visitato nel dicembre 2013., i quali furono municipalizzati e affidati in gestione alla nuova azienda Tranvie Elettriche Municipali (TEM) con decorrenza 16 agosto 1921.
L'ultimo cambiamento di amministrazione avvenne nel 1938: nel giugno di tale anno l'appalto, successivamente rinnovato nel 1946, per la gestione dei servizi di trasporto urbano fu affidata alla SAER, società già attiva in diverse altre città e province italiane. Il 1º luglio la stessa SAER inaugurò le prime due linee circolari del servizio filoviarioDon Dialetto.it . URL consultato nel gennaio 2014. avviando un programma di trasformazione della rete che avrebbe portato alla totale eliminazione dei tram urbani entro il 19481948 - Addio, vecchio tram! in La Gazzetta del Mezzogiorno.it. URL consultato nel gennaio 2014..
Caratteristiche La rete tranviaria di Bari, a scartamento metrico, era alimentata alla tensione continua di 550 V e strutturata, nel massimo della sua espansione, su tre distinti servizi: Linea 1 - Stazione FS - Porto, di 2,158 km Linea 2 - Stazione FS - Stazione della tranvia Bari-Barletta, di 1,055 km Linea 3 - Municipio - Villa Romanazzi di 1,361 km
L'attivazione delle prime due linee risale, come si è detto, all'inaugurazione avvenuta nel 1910. Per mezzo di essere venivano collegati quasi tutti i principali punti di interscambio cittadini, ossia la stazione centrale, il Porto e il capolinea della tranvia per Barletta, allora gestita dalla belga Sociètè Anonyme de Chemin de Fer Economiques de Bari-Barletta et extensiones, che si trovava all'inizio di via Napoli. La stazione ferroviaria di Bari Marittima, impianto successivamente soppresso, si trovava nelle immediate vicinanze di quest'ultima, nella piazza all'incrocio fra le vie Trevisani e Murat.
Il 5 novembre 1913 la SEB avanzò istanza per realizzare un prolungamento della rete urbana che, partendo dal palazzo del Municipio, avrebbe sfruttato il binario di raccordo esistente con piazza Sant'Antonio, ov'era situato il capolinea della tranvia per Carbonara e Ceglie, e un nuovo tratto dalla curva di accesso alla strada provinciale Bari-Carbonara fino al passaggio a livello della ferrovia Bari-Taranto, in prossimità di Villa Romanazzi, lungo la cosiddetta "extramurale" Giuseppe Capruzzi. Tale autorizzazione, recepite le osservazioni contenute nel parere 28 febbraio 1914, n. 290, del Consiglio superiore dei lavori pubblici, fu sancita con Regio decreto n.443 del 3 maggio 1914. Lungo tale terza linea era posto un capolinea intermedio in Corso Cavour, in corrispondenza del palazzo delle poste e del teatro PetruzzelliUn dettagliato schema della rete è presente nelle mappe dell'epoca in scala 1:15.000 edite dal Touring Club italiano..
I comuni di Carbonara di Bari e Ceglie del Campo furono aggregati al Comune di Bari, quali frazioni, con Regio Decreto n. 364 del 16 febbraio 1928; su domanda avanzata dalla direzione delle Tramvie Elettriche Municipali di Bari la tranvia venne dunque "declassata" con Regio decreto n. 761 del 28 aprile del medesimo anno.
Nel 1932, risultava inoltre finanziata una estensione tranviaria nella zona del Lido San Francesco all'Arena, di recente valorizzazione immobiliare dopo la bonifica del preesistente pantano, verso il faro di San CataldoM. Cacciapaglia, Bari in dieci anni di regime fascista, p. 378..
I suddetti cambiamenti portarono all'aggiunta di nuove linee urbane: Linea 4 - Bari - Ceglie Linea 5 - Piazza Massari - Lido
Oltre ai servizi regolari non mancavano collegamenti speciali, come le corse Petruzzelli-Cimitero attive in occasione della ricorrenza del 2 novembre.
Materiale rotabile
Rispetto alla dotazione originaria, il parco tranviario cittadino fu incrementato negli anni con il susseguirsi delle diverse amministrazioni, arrivando a 29 vetture nel 1922 a 37 nel 1932M. Cacciapaglia, Bari in dieci anni di regime fascista, p. 374.La fonte bibliografica non distingue fra elettromotrici e rimorchiate; la consistenza indicata fa propendere per il computo di entrambe le tipologie di veicoli..
Fra le ultime vetture a entrare in servizio furono le quattro elettromotrici di costruzione Thomson & Houston del 1911 provenienti dalla rete di Padova, gestita dalla stessa SAER; facenti parte della serie 32-41, poi riclassificata 65-74 nel 1916, prestarono servizio fino al 1937 sulla linea per Villa di Teolo. Alla rete barese furono trasferite nel 1939 le unità 71-74.
Quattro motrici dotate di scomparto bagagli provenivano invece dal parco della Compagnia Italiana Grandi Alberghi (CIGA), che fino al 1940 eserciva il servizio tranviario presso il Lido di VeneziaGianpaolo Salbe, Storia dei trasporti pubblici di Venezia-Mestre-Lido, Calosci, Cortona, 1985, p. 253..
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Note
Bibliografia Francesco Ogliari, Terra di primati. Storia dei trasporti italiani volume 24°. Campania, Puglia, Basilicata, Calabria. Volume quarto (1900-1918), Cavallotti, Milano, 1976.
Voci correlate Bari Linee tranviarie italiane Rete filoviaria di Bari Tranvia Bari-Carbonara-Ceglie
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