La guerra d'Italia del 1542–46 fu uno dei conflitti finali delle guerre d'Italia, e vide Francesco I di Francia e Solimano il Magnifico dell'Impero ottomano combattere uniti contro Carlo V ed Enrico VIII d'Inghilterra. Il corso della guerra fu caratterizzato da una lunga serie di combattimenti in Italia, Francia e nei Paesi Bassi, oltre che da tentativi di invasione di Spagna e Inghilterra. Il conflitto risultò inconcludente e rovinosamente costoso per i principali paesi in lotta.

La guerra nacque dal fallimento della tregua di Nizza, che aveva concluso la guerra d'Italia del 1535, per tentare di risolvere il lungo conflitto tra Carlo e Francesco, in particolare sulle loro richieste divergenti rispetto al Ducato di Milano. Avendo trovato un pretesto adeguato, nel 1542 Francesco dichiarò ancora una volta guerra al suo nemico perpetuo. Gli scontri incominciarono subito nei Paesi Bassi e l'anno successivo vide l'alleanza franco-ottomana all'attacco con l'assedio di Nizza e una serie di manovre nel nord Italia, culminate nella sanguinosa battaglia di Ceresole. Carlo ed Enrico procedettero poi a invadere la Francia, ma il lungo assedio di Boulogne e quello di Saint Dizier impedirono un'offensiva decisiva contro i francesi.

Carlo venne a patti con Francesco col trattato di Crépy alla fine del 1544, ma tutto fu rimesso in discussione meno di un anno dopo a causa della morte del figlio minore di Francesco, Carlo II d'Orléans, la cui proposta di matrimonio con una parente dell'imperatore era stata la pietra angolare del trattato. Enrico, rimasto solo ma non volendo lasciare Boulogne ai francesi, continuò a combattere fino al 1546, quando il trattato di Ardres ristabilì la pace tra Francia e Inghilterra. Le morti di Francesco e di Enrico, nei primi mesi del 1547, lasciarono la risoluzione delle guerre d'Italia ai loro successori.

Antefatto La tregua di Nizza, che aveva concluso la guerra d'Italia del 1535-1538, aveva dato minime risoluzioni al lungo conflitto tra il Sacro Romano Imperatore e il Re di Francia; anche se le ostilità erano finite con un'intesa prudente, nessuno dei due monarchi era soddisfatto dell'esito della guerra. Francesco continuava a nutrire il desiderio di riavere il Ducato di Milano, sul quale rivendicava una pretesa dinastica; Carlo, da parte sua, insisteva sul fatto che Francesco si adeguasse finalmente ai termini del trattato di Madrid, a cui il re di Francia era stato costretto durante la sua prigionia in Spagna dopo la Guerra d'Italia del 1521-1526.. Altre rivendicazioni contrastanti di vari territori — di Carlo per la Borgogna e di Francesco per Napoli e le Fiandre — rimasero motivi di contesa.

I negoziati tra le due potenze proseguirono tra il 1538 e il 1539. Nel 1539 Francesco invitò Carlo — che stava fronteggiando una ribellione nei Paesi Bassi — a viaggiare attraverso la Francia per far ritorno in Spagna.. Carlo accettò e fu riccamente ricevuto, ma mentre era disposto a discutere di questioni religiose con il suo ospite — essendo in atto la Riforma protestante — tergiversò sulla questione delle differenze politiche, e nessuna decisione era stata presa al momento di lasciare il suolo francese..Knecht scrisse che «l'itinerario dell'imperatore da Loches verso nord evidentemente era stato ideato per mostrargli le principali realizzazioni artistiche del regno [di Francesco]», e che «nessuna spesa era stata risparmiata per rendere il suo soggiorno indimenticabile». In ().

Nel marzo del 1540 Carlo propose di risolvere la questione facendo sposare Maria di Spagna con il figlio minore di Francesco, Carlo II d'Orléans; i due avrebbero poi ereditato i Paesi Bassi, il Ducato di Borgogna e la contea di Charolais dopo la morte dell'imperatore.La proposta specificava, tuttavia, che i territori sarebbero tornati agli Asburgo se Maria fosse morta senza figli. Vennero considerati diversi altri matrimoni tra Asburgo e Valois, in particolare quello tra il figlio di Carlo, Filippo, e Giovanna III di Navarra. In . Francesco, nel frattempo, avrebbe dovuto rinunciare alle sue pretese sui ducati di Milano e di Savoia, ratificare i trattati di Madrid e Cambrai e unirsi in alleanza con Carlo.. Knecht, citando Brandi, definisce la proposta di alleanza «una lega in difesa della cristianità». In (). Francesco, considerando la perdita di Milano un prezzo troppo alto da pagare per il futuro possesso dei Paesi Bassi, non era disposto a ratificare i trattati e il 24 aprile fece una controproposta, accettando di cedere Milano in cambio della ricezione immediata dei Paesi Bassi.. I negoziati continuarono per settimane senza fare progressi, e vennero abbandonati nel giugno 1540.. Il fallimento dei negoziati portò alla caduta di Anne de Montmorency, che era stato il loro principale sostenitore; per maggiori dettagli, vedere .

Francesco presto cominciò a raccogliere nuovi alleati alla sua causa. Guglielmo di Jülich-Kleve-Berg, che era stato impegnato nelle guerre di Gheldria, una disputa con Carlo per la successione nella contea di Gheldria, suggellò la sua alleanza con Francesco sposando la nipote del re di Francia, Giovanna III di Navarra.. Francesco cercò un'alleanza con la Lega di Smalcalda, ma questa esitò; dal 1542, i restanti potenziali alleati francesi nel nord della Germania avevano raggiunto intese con l'imperatore.. Fra gli altri fattori, i protestanti tedeschi erano critici nei confronti del trattamento riservato in Francia agli ugonotti. Gli sforzi francesi verso oriente furono più proficui, portando a un rinnovo dell'alleanza franco-ottomana. Solimano il Magnifico cercò di distrarre Carlo dai progressi ottomani in Ungheria, incoraggiando la rottura franco-imperiale..

Il 4 luglio 1541, tuttavia, l'ambasciatore francese alla corte ottomana, Antonio Rincon, venne ucciso dalle truppe imperiali mentre stava viaggiando nei pressi di Pavia.. Venne ucciso anche Cesare Fregoso, un diplomatico al servizio della Francia, in viaggio verso la Repubblica di Venezia. In risposta alle proteste di Francesco, Carlo negò ogni responsabilità, promettendo di condurre un'inchiesta con l'assistenza del Papa; egli aveva dei piani per una campagna in Nord Africa e non voleva avere altri combattimenti in Europa.. Francesco richiese personalmente l'intervento del Papa.

Alla fine di settembre del 1541 Carlo era a Maiorca per preparare un attacco ad Algeri; Francesco, che considerava inopportuno attaccare un cristiano che stava combattendo i musulmani, promise di non dichiarare guerra finché l'imperatore era occupato nella campagna.. La spedizione imperiale fu del tutto infruttuosa: temporali dispersero la flotta degli invasori subito dopo lo sbarco iniziale e Carlo tornò in Spagna con il resto delle sue truppe a novembre... Le truppe imperiali abbandonarono i propri cavalli — quelli che i soldati non erano stati costretti a mangiare — e i propri cannoni durante la ritirata. L'8 marzo 1542 il nuovo ambasciatore francese, Antoine Escalin des Aimars, tornò da Costantinopoli con promesse di aiuti da parte degli ottomani contro Carlo. Francesco dichiarò guerra il 12 luglio enumerando diversi affronti subiti; fra questi l'assassinio di Rincon, che egli definì «una ferita così grande, così detestabile e così strana in chi porta il titolo e la qualità del principe, che non può essere in alcun modo perdonata, subita o sopportata»...

Mosse iniziali verso il trattato di Venlo I francesi lanciarono subito un'offensiva su due fronti contro Carlo. A nord il duca di Orléans attaccò il Lussemburgo catturando in breve la città; a sud un esercito più numeroso, comandato da Claude d'Annebault e dal figlio maggiore di Francesco, il Delfino Enrico, assediò senza successo la città di Perpignano, nella parte settentrionale della Spagna... Francesco era nel frattempo a La Rochelle con una proposta di riforma fiscale della "gabella" per sedare una rivolta causata dal malcontento popolare.Per maggiori dettagli sulla rivolta della "gabella" si veda .

Ormai i rapporti tra Francesco ed Enrico VIII stavano precipitando. Enrico — già irritato dal rifiuto francese di pagare i vari tributi che gli erano dovuti secondo gli ultimi trattati — doveva fronteggiare la potenziale interferenza francese in Scozia, dove era impigliato nel bel mezzo di un tentativo di far sposare suo figlio con Maria Stuarda e dove si sarebbe arrivati alla guerra detta del "Brutale corteggiamento".. Il re d'Inghilterra aveva intenzione di incominciare una guerra contro Francesco già nell'estate del 1543, ma negoziare un trattato in tal senso con l'imperatore si rivelava difficile; dal momento che Enrico era, agli occhi di Carlo, uno scismatico, l'imperatore non poteva promettere di difenderlo contro gli attacchi, né firmare qualsiasi trattato che si riferisse a lui come capo della Chiesa — entrambi punti su cui insisteva Enrico.La questione di stile regale venne finalmente risolta facendo riferimento a Enrico come "Difensore della Fede, ecc" nei documenti finali. . Le trattative proseguirono per settimane e infine, l'11 febbraio 1543, Enrico e Carlo firmarono un trattato di alleanza offensiva, impegnandosi a invadere la Francia entro due anni.. Nel maggio 1543 Enrico inviò a Francesco un ultimatum minacciando l'inizio del conflitto entro venti giorni, e il 22 giugno dichiarò guerra..Elton sostiene che l'unica spiegazione per questa mossa sia che Enrico credesse conclusa la questione scozzese. .

Le ostilità divamparono in tutta la Francia settentrionale. Su ordine di Enrico, Sir John Wallop attraversò la Manica a Calais con un esercito di uomini, da utilizzare nella difesa dei Paesi Bassi. I francesi, guidati da Antonio di Borbone-Vendôme, conquistarono Lillers in aprile, e a giugno d'Annebault prese Landrecies.. Guglielmo di Jülich-Kleve-Berg entrò apertamente in guerra a fianco di Francesco invadendo il Brabante, e gli scontri incominciarono anche nell'Artois e nell'Hainaut. Francesco fermò il suo esercito vicino Rheims senza alcuna spiegazione logica; nel frattempo, Carlo attaccava Guglielmo di Jülich-Kleve-Berg, invadendo il Ducato di Jülich e conquistando Düren..

Preoccupato per la sorte del suo alleato, Francesco ordinò al duca di Orléans e a d'Annebault di attaccare il Lussemburgo, che presero il 10 settembre, ma era ormai troppo tardi per Guglielmo, visto che questi aveva già ceduto il 7 settembre, firmando il trattato di Venlo con Carlo.La resa di Guglielmo rese inutile il suo matrimonio con Giovanna III di Navarra, che venne annullato nel 1545. . Secondo i termini del trattato, Guglielmo dovette concedere la signoria del Ducato di Gheldria e della Contea di Zutphen a Carlo e aiutarlo a sopprimere la Riforma.Blockmans and Prevenier, Promised Lands, 232; Hughes, Early Modern Germany, 57. Carlo ora avanzava per assediare Landrecies in cerca di battaglia con Francesco, ma, dopo un breve assedio, Francesco si ritirò a San Quintino il 4 novembre, lasciando l'imperatore libero di marciare a nord e conquistare Cambrai.

Nizza e Lombardia

Nel frattempo nel Mediterraneo erano in corso altre azioni. Nel mese di aprile 1543, il Sultano aveva posto la flotta di Hayreddin Barbarossa a disposizione del re di Francia. Barbarossa lasciò i Dardanelli con più di un centinaio di galee e fece razzie lungo la rotta fino alle coste italiane, giungendo a luglio a Marsiglia, accolto da François de Bourbon, conte di Enghien, comandante della flotta francese. Il 6 agosto le flotte congiunte francese e ottomana giunsero nel porto di Nizza e sbarcarono le truppe a Villefranche; seguì l'assedio della città.Arnold, Renaissance at War, 180,. Nizza cadde il 22 agosto, anche se la cittadella resistette fino alla revoca dell'assedio, l'8 settembre..