Biografia I primi anni Sesto figlio di Benito Díaz, professore di storia e geografia al Rafael Hernández, e di sua moglie Hedda Caracoche, maestra, Pablo Alejandro Díaz nacque il 26 giugno 1958 all'Istituto Medico Platense. Fin dalla sua nascita si legò fortemente alla nonna Clotilde de Caracoche, più affettuosamente chiamata Cota, che viveva in una vecchia casa con un ampio cortile al fondo e alberi frondosi in cui il piccolo "Pablito" trascorse gran parte della sua infanzia. Nel 1965 venne iscritto alla scuola primaria n.78 dove, dopo un primo momento di rifiuto, diventò portabandiera della sua classe. Dimostrò assai presto il suo carattere intraprendente: a sei anni giocava a fare l'esploratore, scappando di casa e vagando per il quartiere limitrofo alla 10ª strada, a otto anni il ragazzo ando in chiesa

L'adolescenza

Intorno agli undici anni Pablo Díaz, divenuto anche accanito tifoso degli Estudiantes de La Plata, guardava con interesse al movimento peronista al quale apparteneva Benito Díaz mentre gli rimasero estranee le vicende del torbido dittatore Manuel Rosas, che dal 1829 al 1852 aveva fatto fronte alle sanguinose lotte tra unitari e federali e i cui ritratti trovavano posto sulla scrivania del padre.A 12 anni, esattamente il 17 ottobre 1970, giorno abituale della manifestazione proibitaIl 17 ottobre è chiamato il "giorno della lealtà", proprio perché in quel giorno del 1945, le manifestazioni popolari portarono al rilascio di Perón, che fu arrestato dopo le dimissioni dalle forze armate. Pino Solanas e il giorno della lealtà peronista, Pablo ricevette il suo battesimo politico, vivendo da vicino i tumulti di La Plata. Abitava vicino a Piazza Italia, fulcro delle proteste cittadine, e quel giorno insieme all'amico Juan Diego Reales, decise di vedere come si svolgesse una manifestazione peronista, i cui partecipanti sfilavano per rivendicare il ritorno di Juan Domingo Perón, promotore della classe operaia e fautore del Partito Giustizialista, associazione politica che si proponeva come terza via tra capitalismo e socialismo.

Quel giorno Pablo e il suo amico dovettero rifugiarsi dietro ad un portone per fuggire alle bombe lacrimogene della polizia fino a quando la padrona di casa organizzò loro la fuga dal retro dell'abitazione.Affascinato dalla forza collettiva, dalla solidarietà che si produceva quando la repressione attaccava, Pablo decise di tornare a tutte le manifestazioni, che, ingigantite dal Cordobazo, videro il loro apice di violenza nel 1971, quando si cominciò a parlare del ritorno di Perón; la città ribolliva di energie giovani, disposte a lottare per un Paese più giusto. In famiglia la nonna Cota, nonostante fosse radicale e considerasse il peronismo inutile, divenne l'unica interlocutrice politica di Pablo.

Nel 1972 Pablo entrò con una borsa di studio all'Istituto cattolico Josè Manuel Estrada, come suo fratello Daniel e la maggior parte dei ragazzi del suo quartiere, si iscrisse all'Alianza Popular Revolucionaria (APR), ma nel giro di un anno tornò fedele al peronismo. Appena il 25 maggio 1973 seppe del trionfo elettorale di Héctor José Cámpora, già dal 1971 delegato personale di Perón che a quei tempi si trovava in esilio, Pablo si riunì ai festeggiamenti della sezione peronista del quartiere e aderì all'Alleanza della Gioventù Peronista, per poi confluire nella Unión de Estudiantes Secundarios (UES), centro studentesco dove ci si riuniva per discutere e avviare politiche in difesa dell'istruzione pubblica.

Romantico ma ribelle, fu espulso dalla scuola il secondo anno per aver offeso il Preside, che allora era un prete, perché gli negò la creazione di un centro studentesco; così decise di non frequentare l'Istituto durante l'anno 1974 e andò a lavorare presso una segheria. Affermava di voler fare l'operaio perché meglio si sarebbe identificato con la gente per cui lottava, entrava alle cinque del mattino e tornava a sera inoltrata, ma un giorno il caporeparto lo trovò addormentato su una pila di assi e lo mandò via. Prima di tornare a scuola, lavorò per un breve periodo come giornalaio quando poi nel 1975 si iscrisse alla scuola media superiore n.2 España, detta la "Légione", istituto che ospitava gli espulsi dalle altre scuole secondarie della città.

Da lì, iniziò la sua lotta per il Boleto Escolar Secundario (BES), una tessera che consentiva agli studenti di avere alcune agevolazioni sul prezzo dei libri di testo ed una riduzione del biglietto per l'utilizzo dell'autobus. Infatti con Isabel Martínez de Perón, che assunse la carica presidenziale per continuità costituzionale dopo il marito defunto, si accentuarono gli scontri con le organizzazioni studentesche che divennero un vero e proprio mirino per José López Rega, ministro del Benessere sociale. Egli utilizzò fondi pubblici per il finanziamento di un gruppo armato, conosciuto col nome di Alianza Anticomunista Argentina o tripla A; tale formazione paramilitare, sotto la sua direzione, avviò azioni di vessazioni delle personalità della sinistra argentina, che si tradussero in attentati, sequestri di persona, torture e assassini. Veniva inaugurato il regime del terrore che avrebbe avuto i suoi peggiori momenti nella successiva dittatura militare argentina.

Pablo intanto si spostò dalla UES alla Gioventù Guevarista, partecipando alla campagna di solidarietà de Coordinamento degli Studenti Medi nei quartieri poveri, aiutava i più piccoli a fare i compiti e gli altri a forare pozzi per l'acqua. Dopo un viaggio al sud, nell'estate del 1976 riprese la militanza, discostandosi sempre più dalle posizioni di peronista di destra del padre, divenuto direttore del Dipartimento di storia e geografia dell'università, e preoccupando la madre che lo vedeva rientrare ogni sera più tardi con le mani macchiate d'inchiostro dei volantini o dello spray usato per scrivere sui muri.

La militanza studentesca sotto la dittatura

Il 24 marzo 1976, Jorge Rafael Videla capeggiò un Colpo di Stato con cui sostituì a Isabel Perón una giunta militare che dette il via alla terribile dittatura durata fino al 1983. Quando le autorità nominate dal regime militare assunsero le loro cariche direttive, l'Università nazionale di La Plata poteva vantare il suo prestigio locale e internazionale. Tuttavia questo non fu l'obiettivo principale del rettore Eduardo Luis Saccone, in seguito alle rinnovate istruzioni impartite dal nuovo governo ai responsabili degli organismi e degli istituti studenteschi. Infatti l'istruzione pubblica non era inclusa tra le questioni prioritarie del cosiddetto Processo di riorganizzazione nazionale, quindi della neo dittatura: il bilancio assegnato all'istruzione venne ridotto drasticamente, le università, i professori progressisti, i dirigenti studenteschi, i ricercatori, vennero considerati come possibili centri di "sovversione politica".

Infatti per il Ministro della Cultura e dell'Educazione, Ricardo Bruera, la "riorganizzazione" consisteva nell'azione repressiva e nella disciplina prussiana nelle scuole, soprattutto per gli adolescenti che costituivano una particolare preoccupazione per le autorità. In occasione di una comunicato stampa il 22 maggio 1976, il ministro affermò "Gli studenti delle scuole superiori che non rispettino le norme della buona condotta, saranno puniti".

Intanto il 27 aprile 1976, fu eletto capo della prefettura di polizia di Buenos Aires il colonnello Ramón Juan Alberto Camps che decise di intensificare duramente la lotta contro la sovversione con la creazione di una struttura parallela alla polizia: nacque il Comando di operazioni tattiche di investigazione (COTI), che pur essendo formato da poliziotti e pur sfruttando mezzi e luoghi della polizia, non avrebbe avuto esistenza ufficiale e quindi sarebbe stato legittimato a infondere il terrore. Come risultato delle sue innumerevoli operazioni, centinaia di attivisti politici, persone sospettate, i loro familiari o semplici conoscenti cominciarono ad essere confinati in centri di reclusione dove i dati strappati dalle torture subite durante gli interrogatori davano origine ad altre operazioni che alimentavano con nuovi prigionieri questi "pozzi di reclusione".

Camps concentrò ben presto la sua attenzione sugli studenti universitari e delle scuole superiori, considerati uno strumento classico degli estremisti e il pericolo maggiore perché mescolavano passione politica con temerarietà giovanile. Così il Coordinamento degli studenti delle secondarie (CES) chiamò alla resistenza al golpe, ma la paura iniziava a farsi strada, dato che già alcuni studenti erano stati portati via o rinchiusi. Così i comitati agivano clandestinamente, Pablo e i suoi compagni si ritrovavano al bar Don Julio, dove organizzavano interventi lampo nelle strade delle città, dato che le manifestazioni erano proibite, gestivano i fondi raccolti nelle cassette posizionate nei bagni delle scuole, si dividevano i volantini e decidevano chi nella notte sarebbe dovuto andare a scrivere l'ennesimo slogan sui muri di La Plata con appello alla resistenza.

La situazione si fece più difficile quando il 6 settembre 1976, Guillermo Gilberto Gallo fu eletto nuovo rettore dell'Università della città; egli sapeva bene come muoversi contro gli studenti universitari, più incerto era invece nei confronti di quelli della scuola secondaria. Certo era invece che dall'università dipendessero i movimenti di due istituti: il Nacional, dove studiava Claudio de Hacha e l'Istituto delle Belle Arti, frequentato da María Claudia Falcone, Francisco López Muntaner, Emilce Moler, tutti compagni di Pablo.

Boleto Escolar Secundario (BES) Il Boleto Escolar Secundario (BES) entrò in vigore all'ora zero del 13 settembre 1975 a seguito dell'emanazione del decreto 6809 che disponeva che le nuove tariffe preferenziali sarebbero state valide per La Plata e per i quartieri operai di Berisso e di Ensenada, nei turni diurni e notturni dal lunedì al venerdì. Fu una vera e propria conquista studentesca poiché si stabilì una nuova tessera al prezzo unico di due pesos per tutto il percorso. Il BES sarebbe restato in vigore fino all'ultimo giorno dell'anno scolastico 1975, per poi essere reintrodotto dal primo giorno dell'anno successivo; tuttavia le tariffe subirono inizialmente leggere modifiche dovute all'aggravante crisi economica, che però non furono avvertite come minaccia alla sopravvivenza di tale conquista studentesca. Ben presto però i cambiamenti del costo si accentuarono sempre di più: il 6 aprile 1976 il BES passò da 3 a 6 pesos, un 100% di aumento solo negli ultimi quattro mesi, la mattina del 5 giugno gli abitanti di La Plata si svegliarono con un aumento del 26% delle tariffe del trasporto su ruote e dei servizi pubblici che portò martedì 15 giugno 1976, il costo del BES a 8 pesos e tre giorni più tardi fu ridotto a due corse giornaliere per studente.

Nei corridoi del Belle Arti, della "Legione" e del Nacional circolava la voce che la tessera sarebbe stata ben presto soppressa; Pablo, Claudio e Horacio Angel Ungaro si trovavano all'uscita di scuola o nei quartieri in cui lavoravano per discutere su cosa fare se il BES fosse stato annullato, speravano in un'aggregazione massiccia degli studenti per la difesa di tale conquista, cosa che però non accadde. Il Coordinamento degli studenti si riunì al Bar Astro per pianificare le misure da prendere contro la soppressione della tessera; Pablo con Víctor Treviño ed altri compagni della Giouventù Guevarista, rappresentavano la "Legione", nel gruppo della UES delle Belle Arti, al quale si unì María Clara Ciocchini, c'erano Maria Claudia, Francisco ed Emilce, Claudio coordinava i suoi compagni del Nacional e Daniel Alberto Racero e Horacio quelli delle magistrali.