Lattacco di Pearl Harbor (nome in codice: operazione Z,. conosciuto anche come operazione Hawaii o operazione AI) avvenne alle prime luci dell'alba di domenica 7 dicembre 1941, condotto da una flotta di portaerei, corazzate, incrociatori e altre navi della Marina imperiale giapponese contro la Flotta del Pacifico degli Stati Uniti e le installazioni militari statunitensi di Pearl Harbor, sull'isola di Oahu, nell'arcipelago delle Hawaii.
L'operazione fu attuata in assenza della dichiarazione di guerra giapponese, che si riuscì a formalizzare soltanto ad attacco iniziato a causa di ritardi nella decrittazione del testo in codice da parte dell'ambasciata nipponica: l'attacco provocò l'ingresso nella seconda guerra mondiale degli Stati Uniti, e un seguente internamento dei giapponesi ivi presenti, dove si diffuse nell'opinione pubblica un forte sentimento di riprovazione e di odio verso il Giappone per quello che il presidente Franklin Delano Roosevelt definì, nel suo discorso alla nazione, come Day of infamy ("Giorno dell'infamia").
L'attacco fu concepito e guidato dall'ammiraglio Isoroku Yamamoto - il quale si trovava però nella baia di Hiroshima a bordo della nave da battaglia - con lo scopo di distruggere la flotta statunitense del Pacifico. L'operazione fu un successo tattico notevole; tuttavia gli aerei giapponesi non poterono colpire le portaerei americane non presenti in porto al momento dell'attacco e rinunciarono a bombardare i depositi di carburante e l'arsenale della base. I danni inflitti alla flotta del Pacifico comunque furono pesanti: una corazzata saltò in aria, una si capovolse, altre tre furono affondate; molte altre navi furono colpite. Questi successi permisero al Giappone di ottenere il controllo momentaneo sul Pacifico e aprirono la strada alle successive vittorie nipponiche, prima che gli Stati Uniti riuscissero ad allestire una flotta in grado di contrastare quella giapponese.Pearl Harbor non fu tecnicamente la prima azione di guerra tra Impero giapponese e Alleati occidentali: infatti, alle ore 00:25 dell'8 dicembre (le 16:55 del 7 dicembre secondo il meridiano di Greenwich) truppe nipponiche sbarcarono a Kota Bharu in Malesia, con un'ora e mezza di anticipo rispetto all'attacco di Pearl Harbor. Vedi: .
Premesse L'espansionismo giapponese La politica espansionistica giapponese in Asia, iniziata nel 1931 con l'occupazione della Manciuria e proseguita nel 1937 con l'invasione della Cina, deteriorò i rapporti tra il paese del Sol Levante e gli Stati Uniti; il presidente Franklin Delano Roosevelt fin dal cosiddetto "Discorso della Quarantena" del 5 ottobre 1937 a Chicago dimostrò la sua volontà politica di opporsi ai paesi aggressori sia in Europa sia in Asia..
Dopo lo scoppio della guerra in Europa il Presidente, pur mantenendo la neutralità formale, decise di sostenere materialmente il Regno Unito, e contemporaneamente si oppose alla volontà giapponese di estendere il proprio dominio in Asia. Con l'Export Control Act del luglio 1940, Roosevelt impose un primo embargo sui rifornimenti di benzina avio ad alto numero di ottano, lubrificanti, acciaio e rottami di ferro diretti in Giappone, mentre il 3 settembre gli Stati Uniti consegnarono cinquanta vecchi cacciatorpediniere alla Royal Navy per rafforzare il suo sistema di convogli nella battaglia dell'Atlantico, in cambio del diritto di installare basi militari nel sud-est asiatico in territorio coloniale britannico.. Il 22 settembre 1940 il Giappone, nonostante questi avvertimenti da parte degli Stati Uniti, riprese la sua spinta aggressiva e impose al governo francese di Vichy la "convenzione di Hanoi" che concedeva all'Impero del Sol Levante il diritto di installare basi aeree nel Tonchino e di attraversare con truppe e rifornimenti il territorio indocinese per raggiungere il fronte cinese..
Nei mesi seguenti il Giappone si avvicinò ulteriormente alle potenze dell'Asse, firmando il 27 settembre 1940 il patto tripartito, considerato da Tokyo soprattutto un mezzo di pressione per frenare l'aggressività statunitense. Inoltre furono condotte ulteriori trattative con la Germania e il ministro degli Esteri nipponico Yōsuke Matsuoka intraprese un importante viaggio in Europa, durante il quale incontrò in marzo 1941 Adolf Hitler, che sollecitò una spinta offensiva giapponese verso sud contro le potenze anglosassoni, ma non informò il diplomatico dei progetti tedeschi di offensiva generale contro l'Unione Sovietica. Quindi Matsuoka, ignaro dei piani tedeschi, in aprile si incontrò a Mosca con Iosif Stalin e Vjačeslav Michajlovič Molotov e, dopo difficili trattative, firmò il 13 aprile su istruzione di Tokyo un trattato di non aggressione con l'Unione Sovietica che riduceva la pressione sovietica sulla Manciuria e liberava forze nipponiche per la spinta verso sud..
Mentre nella prima metà del 1941 il presidente Roosevelt, pur rafforzando il sostegno dato alla Cina, si concentrò principalmente sulla guerra in Europa e nell'Atlantico, potenziando gli aiuti al Regno Unito sulla base della Legge degli affitti e prestiti dell'11 marzo 1941 (prima manifestazione di quello che dopo l'impegno nella guerra sarebbe diventato il concetto strategico fondamentale del Germany First: nemico principale da sconfiggere la Germania), l'inizio dell'operazione Barbarossa il 22 giugno provocò una svolta della situazione generale e impose scelte decisive anche alla dirigenza giapponese..
Nella riunione di collegamento del 25 giugno, con la presenza del primo ministro Fumimaro Konoe, del ministro degli esteri Matsuoka e dei capi di stato maggiore della Marina imperiale giapponese, ammiraglio Osami Nagano, e dell'esercito imperiale, generale d'armata Hajime Sugiyama, e poi in quella decisiva del 2 luglio, i capi politico-militari del Giappone mostrarono dubbi sulla vittoria totale della Germania contro l'Unione Sovietica. Essi quindi adottarono, nonostante il parere di Matsuoka e della fazione dell'esercito legata all'Armata del Kwantung a favore dell'intervento in Estremo Oriente contro i sovietici, il piano di espansione nel sud-est asiatico.. Il cosiddetto "progetto di politica nazionale",. approvato dall'imperatore Hirohito lo stesso giorno, prevedeva di non intervenire nella guerra tedesco-sovietica, ma di estendere il dominio giapponese a sud per acquisire importanti materie prime strategiche, isolare completamente la Cina e creare la "sfera di co-prosperità della Grande Asia orientale"..
Nelle settimane seguenti si succedettero nuove riunioni tra i capi politico-militari giapponesi. Di fronte ai continui successi tedeschi, Matsuoka, l'ambasciatore a Berlino Hiroshi Ōshima e alcuni ufficiali tornarono a proporre un intervento contro l'Unione Sovietica, sollecitati in questo senso anche dalle pressioni del ministro degli Esteri tedesco Joachim von Ribbentrop, ma Konoe e i capi di stato maggiore confermarono la loro decisione favorevole alla spinta verso sud. Matsuoka venne destituito il 16 luglio, Konoe formò un nuovo governo il 21 luglio con il generale Hideki Tōjō ministro della Guerra, e il 24 luglio le truppe giapponesi iniziarono a penetrare in Cocincina, occupando la baia di Cam Ranh e Saigon..
Il 26 luglio 1941 gli Stati Uniti, in risposta all'invasione giapponese dell'Indocina meridionale, dichiararono l'embargo su tutti i prodotti petroliferi, sui metalli e su altre merci strategiche e il congelamento di tutti i beni giapponesi nel proprio territorio, seguiti in questo dal Regno Unito e dal governo olandese in esilio a Londra, vietando inoltre alle imbarcazioni giapponesi il transito attraverso il canale di Panamá.Allora il canale di Panamá era ancora sotto la sovranità degli Stati Uniti. Vedi: . L'embargo petrolifero fu rigidamente rispettato.Il primo embargo era stato poco efficace. Il Giappone si approvvigionava da fornitori statunitensi nei porti della California, con permessi rilasciati con una certa generosità da parte statunitense. Vedi: . Nei mesi di luglio e ottobre del 1940, il Call Bullettin di San Francisco fotografò sul molo del porto cittadino alcuni lavoratori che stavano provvedendo allo stoccaggio di numerosi container nelle stive di due navi da trasporto nipponiche, la Tasukawa Maru e della Bordeau Maru. Entrambe furono caricate con ingenti quantità di quel materiale ferroso di cui aveva fortemente bisogno l'industria pesante giapponese. Vedi: . Il provvedimento di embargo mise in grave difficoltà i dirigenti nipponici; l'ammiraglio Nagano, durante un incontro con l'Imperatore il 31 luglio, si mostrò pessimista sulla possibilità di sconfiggere gli Stati Uniti, ma evidenziò che le riserve di petrolio sarebbero durate solo due anni e in caso di guerra un anno e mezzo, sottolineando quindi la necessità di iniziare la guerra al più presto.; in si parla di riserve petrolifere sufficienti per tre anni. Inoltre uno studio del Ministero della Guerra calcolò che le scorte di petrolio si sarebbero comunque esaurite prima dei tre anni ritenuti necessari per portare a termine la campagna in Cina, il che rendeva decisivo impadronirsi delle risorse energetiche delle Indie orientali olandesi..
Anche in caso di danneggiamento degli impianti petroliferi i giapponesi ritenevano di poterli rimettere in funzione prima dell'esaurimento delle scorte, consentendo di completare la conquista della Cina. Impadronendosi di tutta quella regione, compresa la Malacca, il Giappone sarebbe anche entrato in possesso dei quattro quinti della produzione mondiale di gomma e dei due terzi della produzione di stagno, il che avrebbe provocato un duro colpo per i suoi avversari..
Qualora gli Stati Uniti non avessero voluto recedere dalla loro decisione, il Giappone avrebbe dovuto scegliere fra due alternative: lasciar cadere tutte le sue ambizioni, con il forte rischio di rivolte interne, o impadronirsi con la forza del petrolio necessario per combattere una lunga guerra contro le potenze occidentali. Continuando la campagna in Cina, ma rinunciando all'Indocina come richiesto dagli Stati Uniti e dalle altre potenze europee, sarebbe stato possibile mitigare gli effetti dell'embargo; ma adottare una situazione del genere avrebbe significato indebolirsi e quindi vedere ridotta la propria capacità di resistere ad ulteriori pretese statunitensi..
Ai primi di agosto nel corso di una nuova serie di riunioni di collegamento tra i dirigenti giapponesi venne definitivamente abbandonato il progetto offensivo contro l'Unione Sovietica e deciso di intensificare i preparativi di guerra contro le potenze anglosassoni, continuando contemporaneamente le trattative con gli Stati Uniti nella speranza di ottenere il ritiro dell'embargo in cambio di limitate concessioni da parte del Sol Levante, senza pregiudicare le conquiste in Cina e in Indocina. A questo scopo il 17 agosto venne presentata a Washington la proposta di un incontro al vertice fra Konoe e il presidente Roosevelt per un chiarimento definitivo..
Nel frattempo, tuttavia, il limitato potenziamento delle flotte e delle forze aeree e terrestri anglosassoni nel Pacifico e nel Sud-Est asiatico, iniziato nell'estate 1941, accrebbe l'apprensione dei comandi nipponici nei riguardi di un possibile intervento diretto anglo-americano.. Inoltre la scelta di Pearl Harbor come base operativa per la flotta statunitense del Pacifico venne considerata dai giapponesi come una minaccia,. e le Hawaii divennero per i giapponesi un obiettivo di grande importanza strategica.
L'ideazione del piano d'attacco