Vittorio Mayer Pasquale nacque ad Appiano sulla Strada del Vino, in provincia di Bolzano, nel 1927 da Enrico Pasquale e Giovanna Mayer, di etnia sinti estrekaria, vittima assieme ai propri familiari degli orrori del Porrajmos, ovvero l'olocausto degli zingari: la madre morí in un campo di concentramento nazista insieme alla figlia Edvige. C. Di Sante. I campi di concentramento in Italia: dall'internamento alla deportazione, 1940-1945, Angeli, 2001, p.184 Il padre, invece, riuscì a sfuggire alla deportazione. Vittorio riuscì a mettersi in salvo nascondendo le sue origini e collaborando con i partigiani.Di Sante, ibidem; Dario Venegoni, Uomini, donne e bambini nel lager di Bolzano, Mimesis, 2004, p.25

La sua poesia parla della sua passione per la propria cultura, per la libertà e per la musica.Doc. pdf in gaffi.it; "Noi zingari abbiamo una sola religione: la libertà" in Pino Petruzzelli, Non chiamarmi zingaro, Chiarelettere, p. 214

Note

Bibliografia Stefano Lanuzza, Gli erranti: vagabondi, viaggiatori, scrittori, Stampa alternativa, 2002, p.57 Annamaria Tettamanti, La mano allo zingaro, IGIS, 1978 Gianni Canepel, Il diradarsi dell'oscurità: 1944-1945, Egon, 2011, p.287

Collegamenti esterni È morto Spatzo, grande sinto di Mattia Pelli (da "l'Adige" del 21 maggio 2005)

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