Biografia A Milano, sua città natale, trascorse l'infanzia e la prima giovinezza, e si avvicinò all'Accademia di Brera.. negli anni della seconda guerra mondiale. Terminata la guerra, viaggiò e soggiornò in altre città italiane; a Ferrara nel 1954 conobbe la donna che diversi anni più tardi sarebbe diventata sua moglie.
Sempre a Ferrara, in particolare a Pontelagoscuro, nei primi anni cinquanta entrò in contatto con un gruppo di giovani pittori, fra cui Tito Salomoni,. con i quali instaurò un rapporto di profonda amicizia e che lo incoraggiarono a fare della pittura la propria professione.
Inizialmente, infatti, si era dedicato alla scultura, che non abbandonò del tutto fino alla fine degli anni sessanta, come dimostra una recensione del 1968 in cui il critico Fiorani apprezza la «sicura padronanza dei mezzi espressivi», l'«incisività dei volti», la «ritmica armoniosa» e il «perfetto equilibrio tra forma, luce e spazio», citato da ..
Sul finire degli anni cinquanta trascorse un periodo di studio e lavoro in Francia, Svizzera, Austria, Germania, Danimarca e SveziaIntroduzione all'intervista di Otello Mario Martinelli trasmessa su Radio Bologna 101 il 26 agosto 1976. Citato da ., per poi tornare in Italia dividendosi tra Milano e Ferrara. In particolare, a Milano espose più volte nelle rassegne della Permanente..
Negli anni sessanta iniziò la produzione, destinata a diventare copiosa, di composizioni, di trompe-l'œil e di ritratti, che gli venne per lo più commissionata da privati e mercanti d'arte; stabilitosi infine a Bologna con la moglie, nel 1971 iniziò a gettare le basi per il proprio percorso surrealistico, pur continuando a produrre opere più tradizionali su richiesta. Per ritrarre il suocero, scomparso prematuramente e quindi mai conosciuto di persona, si avvalse della foto di un medaglione delle dimensioni di pochi centimetri.
Nel 1973, con la mostra inaugurata il 24 novembre presso la galleria d'arte "Il Collezionista" di Bologna, iniziò a presentare opere di genere surrealista-metafisico in una serie di esposizioni in Italia e all'estero, sia personali che collettive, che gli fruttarono premi, riconoscimenti e recensioni su giornali, riviste, cataloghi specializzati, programmi radiofonici e televisivi italiani ed europei.
Le prime opere di genere surrealistico erano ispirate dalla realtà circostante, incentrate su temi filosofici ed ecologici, oppure dedicate a musicisti e letterati. Anche i ritratti acquisirono una chiave surreale.
La critica in generale fu concorde nel riconoscergli «eleganza compositiva»Roberto Vitali, citazione sul catalogo dell'esposizione presso la Galleria d'Arte Spinetti di Firenze, 1974., «sensibilità cromatica»Dario Turchese, Presentazione in catalogo per l'esposizione alla Galleria d'Arte Spinetti di Firenze, dépliant della mostra, 1974., «impeccabile tecnica» e «padronanza della forma»., unite alla valenza contenutistica espressa attraverso l'«interessante fusione fra l'ironia e la polemica». Anche altri critici hanno espresso lo stesso concetto, ad esempio . che solo apparentemente sfocia nel pessimismo.
Alcune recensioni evidenziano sia l'efficace elaborazione degli insegnamenti di André BretonCitato fra gli altri da Dario Turchese nella Presentazione in catalogo per l'esposizione presso il Völkerkundemuseum di Monaco di Baviera, dépliant della mostra, 1976. sia il richiamo a René Magritte, con cui in particolare ha in comune «l'inconsuetudine delle immagini» e «gli inganni visivi» sicuramente raggiunti anche attraverso la pratica al trompe-l'œil..
Se come scultore aveva prediletto la creta, come pittore compose per la maggior parte quadri ad olio su tela o su tavola, affiancati da qualche pastello e rare tempere. Verso la fine degli anni settanta inventò una propria particolare tecnica di grafica della cui esecuzione rimase unico conoscitoreA questo proposito si veda ad esempio ..
Compose anche alcuni versi, e nel dépliant della mostra presso "Il Collezionista" venne pubblicata una sua poesia.
Negli ultimi anni si dedicò allo studio del vetro e sperimentò nuove realizzazioni estetiche di temi costanti; alla sua scomparsa nel 1998 un Nettuno surreale e altre due opere rimasero incompiute. Pochi mesi prima di morire venne gratificato da una retrospettiva a lui interamente dedicata, organizzata dall'Università e dal Comune di Bologna..
Colpito da ictus il 3 ottobre 1998, venne sepolto alla Certosa di BolognaIl necrologio, pubblicato nel 1998 sull'edizione cartacea de La Repubblica, nella versione online riporta informazioni tratte da Wikipedia..
L'arte di Girometti Nel 1976 il critico Otello Mario Martinelli introdusse un'intervista radiofonica sintetizzando il percorso artistico di William Girometti: «dai primi entusiasmi impressionistici, che risalgono al 1960, accondiscendendo alla sua naturale predisposizione per la figura umana, ha realizzato molti ritratti - anche utilizzando la scultura - mentre l'evoluzione interiore lo porta alla pittura della realtà con composizioni e trompe-l'oeil che interpreta con morbidezza di segno e armonia di colori. Nel 1971 si entusiasma per il surrealismo».
Sui rapporti di Girometti con il Surrealismo più di un critico sottolinea come l'adesione ad una corrente pittorica non abbia impedito all'artista di esprimersi in maniera originale, esternando il «contenuto del suo pensiero» e dando prova di una «personalità inconfondibile»: «un artista che ha identificato nel Surrealismo la più rispondente tra le forme espressive», dimostrandosi "«un validissimo prosecutore» di un movimento nato come «propugnatore di un sostanziale rinnovamento interiore, atto a migliorare la natura stessa di una società»Dario Turchese, presentazioni a catalogo delle mostre personali presso la Galleria d'Arte Spinetti di Firenze, 1974, e presso lo Staatliches Museum für Völkerkunde di Monaco di Baviera, 1976..
Il Surrealismo fu per lui la «lingua più congeniale ad esprimere osservazioni, pulsioni, riflessioni»: «una personalità e un discorso d'impegno che sostengono uno stile, anziché esserne sostenuti».. In sostanza Girometti operò il «recupero del Surrealismo non ripreso passivamente, bensì sentito come forte stimolo grazie al quale la fantasia riesce a far valere i propri diritti»Roberto Vitali, Annotazione per William Girometti, catalogo per l'esposizione alla Galleria d'Arte Vetrina D'Essai, 1979..
Una «vasta cultura umanista» «rappresenta l'elemento indispensabile per meglio realizzare se stesso senza mai cadere in compiaciuti intellettualismi» e fornisce «spunti classici a nuove invenzioni semantiche del tratto»; insieme ad «un'evidente regola di moralità» costituisce inoltre la base per un «incessante lavoro di osservazione e di ricerca»: le «tele sono il risultato della presa di possesso della coscienza, come dice lo stesso pittore», un uomo che «ha scavato tenacemente dentro se stesso alla ricerca dei propri mezzi e delle sue specifiche tendenze naturali».
Secondo Gian Mario Olivieri, per contro, «le allusioni letterarie nel campo figurativo, le relazioni intellettuali e le citazioni classiche, i colori vivi e sensibilizzati» accostano William Girometti al Realismo fantastico, insieme a quegli artisti che lavorano «ad un concetto ideale» e fanno «uso cosciente del proprio mezzo per realizzarlo»..
Diversi critici hanno ipotizzato l'interpretazione di alcune opere in particolare, sempre sottolineandone la «non facile lettura» e la «profondità di indagine», e la categorizzazione dei temi trattati in generale: dai temi di «natura esistenziale e di lirica ispirazione», ai «temi di ordine sociale ed ecologico»..
Nella grafica «il tema ispiratore della infanzia soprattutto, e della donna intesa come soggetto umano, è intrecciato a metafore»; si evidenziano da un lato la «raffinatezza di certi strumenti musicali dai cui squarci emergono con pudica discrezione enigmatiche figure infantili», dall'altro la «costante presenza del motivo del fanciullo assunto dall'artista a simboleggiare la speranza di un futuro migliore» attraverso la «continua rigenerazione biologica e sociale».
Alcune opere 1965-1973 Ritratto di Nabore Tosati, padre della moglie, proprietà della figlia Ritratto di Papa Giovanni XXIII, collezione privata La moderna dimensione della donna, collezione privata Siamo preparati alla vita in comune?, medaglia d'oroinsieme a Colonna sonora e Partita impegnativa. alla Seconda Rassegna Internazionale di Pittura "Premio Alba 1974"; collezione privata Scelta anticonformista, collezione privata Partita impegnativa, medaglia d'argentoinsieme a Proteso a nuove conquiste. al Secondo premio di pittura contemporanea "Città di Vergato", 1974; medaglia d'oroinsieme a Colonna sonora e Siamo preparati alla vita in comune?. alla Seconda Rassegna Internazionale di Pittura "Premio Alba 1974"; proprietà della figlia Colonna sonora (omaggio a P.I. Tchaikovsky), medaglia d'oroinsieme a Partita impegnativa e Siamo preparati alla vita in comune?. alla Seconda Rassegna Internazionale di Pittura "Premio Alba 1974"; proprietà della figlia Tempo di stress, collezione privata Recondite aspirazioni, collezione privata L'attualità di Shakespeare, primo premioinsieme a Discorso su tema ecologico. al concorso "L'arte a difesa della natura", 1974; collezione privata Ritratto di signora ignota, medaglia d'argento al Secondo premio di pittura contemporanea "Città di Vergato", 1974; proprietà della figlia Ritratto della sig.ra Tilde**, collezione privata Proteso a nuove conquiste, medaglia d'argentoinsieme a Partita impegnativa. al Secondo premio di pittura contemporanea "Città di Vergato", 1974; coppa artisticainsieme a La stupidità, un male inguaribile. al Primo Concorso Nazionale di Pittura, Grafica e Poesia dei Colli Euganei "Omaggio a Francesco Petrarca", 1974; collezione privata Discorso su tema ecologico, primo premioinsieme a L'attualità di Shakespeare. al concorso "L'arte a difesa della natura", 1974 Vagheggiamenti d'un drogato, medaglia di bronzo al Concorso Nazionale "Sotto i Portici", 1974; proprietà della figlia Rinuncia forzata, collezione privata Bononia goliardica, collezione privata Calamità naturale, targa d'argento al Premio Internazionale di Pittura, Scultura e Grafica "Il Pennello d'Oro", 1974; proprietà della figlia Momenti distensivi, collezione privata In attesa di giudizio, medaglia d'oro al Secondo Premio di Pittura "Vecchia Varese", 1974; trofeo Meeting al Meeting Interregionale di Pittura "Premio Città di Trecate", 1974; proprietà della figlia La stupidità, un male inguaribile, coppa artistica al Primo Concorso Nazionale di Pittura, Grafica e Poesia dei Colli Euganei "Omaggio a Francesco Petrarca", 1974; proprietà della figlia Alla ricerca di una platea, collezione privata Riepilogando un discorso, collezione privata
1974-1981 Trasformare, significa migliorare?, collezione privata Cultura come fatto sociale, proprietà della figliaEsiste una foto in bianco e nero con una versione di poco differente rispetto a quella attuale, modificata in seguito dall'artista. Nello spazio e nel tempo (omaggio a L. V. Beethoven), proprietà della figlia Realtà incombente, coppa artistica al Premio di Pittura "Natale del Pittore", 1975; collezione privata Nuove prospettive per un mondo decadente, proprietà della figlia Idee per una tela bianca, collezione privata Spettacolo giovane, proprietà della figlia Disamina della verità obiettiva, primo premio al concorso Primo Premio Nazionale di Pittura "Portici" 1977, segnalato dall'UNICEF per l'Anno internazionale del bambino (1979) e pubblicato in copertina dalla rivista Simpatia e Amicizia nel gennaio 1979; proprietà della figlia Restauro come terapia, proprietà della figlia Problema non risolto, medaglia d'oro alla Prima Quadriennale Europea d'Arte Contemporanea, 1974; proprietà della figlia