La vita Angelo De Rossi nasce a Venezia il 26 ottobre 1924. I genitori gli fanno compiere gli studi classici presso la Congregazione delle scuole di carità (o Istituto Cavanis) a Venezia, famosa per la severità e l'alta qualità dell'insegnamento. Dopo aver preso parte alla guerra partigiana, si dedica ad attività occasionali, collaborando anche con alcuni giornali locali veneziani. In seguito, intraprende la carriera militare nel Corpo degli Alpini e successivamente gestisce per un paio d'anni il rifugio "5º Reggimento Artiglieria Alpina" sul Col Visentin. Nel 1958 si sposa con Giuliana Bucciarelli e, dopo un breve periodo durante il quale lavora come assicuratore, inizia ad avvicinarsi al mondo della scuola come insegnante di educazione fisica. Nel 1962, oltre all'insegnamento, gli viene affidata la presidenza della scuola media "E. Paolin" di Canale d'Agordo, in Valle del Biois, incarico che mantiene fino al 1971. Mentre è impegnato in ambito scolastico, riprende gli studi all'Università di Padova, dove nel 1965 consegue la laurea in filosofia.

Nel 1970 è chiamato a coordinare il Comitato scientifico della scuola media statale sperimentale "Nicola Pistelli" nel quartiere operaio di Corea a Livorno, dove, con l'aiuto di don Alfredo Nesi, parroco del quartiere, era nato il "Villaggio Scolastico di Corea".De Rossi rimarrà membro del Comitato scientifico di questa scuola fino all'anno scolastico 1972/73. Si veda su questo: a cura di F. Nebiolo (1974) Tre anni per avviare una scuola sperimentale, I Quaderni di Corea, quinta serie, Libreria Editrice Fiorentina, Firenze (reperibile al link: In particolare alle pp. 41-45 sono riportati i documenti, tra cui il D.M. 3/7/1970, a firma dell'allora ministro dell'istruzione Scalfaro, nei quali si trova citato il nome di Angelo De Rossi tra i membri nominati a far parte del Comitato scientifico della neonata scuola media livornese. Ricevuti diversi riconoscimenti per i suoi lavori, torna a Belluno per due anni presso l'Istituto magistrale "G. Renier". Dopo essere stato docente di scienze dell'educazione nei corsi abilitanti speciali del 1972 in Val d'Aosta e coordinatore delle attività di sperimentazione scolastica di quella Regione, torna nuovamente a Belluno dove ottiene l'incarico di presiedere l'Istituto alberghiero di Falcade, della sede coordinata di Cortina d'Ampezzo e, dal 1979, della succursale di Longarone, conosciuta come Istituto alberghiero "Dolomieu". De Rossi chiude la sua carriera scolastica in qualità di ispettore a Torino (1983-1993) dopo aver vinto il concorso ispettivo per la sezione scuola media inferiore. Nel 1985, su proposta del Prefetto di Belluno, viene premiato con l'onorificenza di Cavaliere per meriti culturali e nel 1997 riceve la medaglia d'argento di "Benemerito per la scuola, cultura ed arte". Muore nel 1998.Su tutto quanto precede, cfr. P. Salomon (2012) pp. 60-63.

L'esperienza di Canale D'Agordo "Nella cultura della Valle introdusse una sperimentazione didattica e metodologica da lui stesso definita «per gruppi sociali elementari»".Ivi, p. 61.

Certamente nella multiforme attività professionale e sociale di Angelo De Rossi spicca su tutte la sua esperienza di innovatore e sperimentatore scolastico compiuta a Canale d'Agordo negli anni sessanta come preside della scuola media. Essa, come è noto, venne istituita in Italia nel 1963 (per la precisione con legge n. 1859 del 31/12/1962) in sostituzione, anche a Canale, del vecchio indirizzo scolastico di Avviamento professionale.

Per capire più in profondità il significato del lavoro compiuto da De Rossi in questo periodo, occorre aver presente il contesto socio-culturale nel quale egli si trova ad operare. All'inizio degli anni sessanta la zona di Canale d'Agordo è ancora geograficamente e culturalmente isolata. Non esiste ancora quel turismo di massa che si viene a creare in Italia solo come conseguenza del boom economico. Col passare degli anni, però, anche a Canale la presenza sempre più frequente dei visitatori rende necessaria la costruzione di nuove infrastrutture come case, alberghi, pensioni; una volta iniziato, questo processo di trasformazione avanza sempre più rapidamente. Naturalmente, almeno in un primo momento, si riscontra tra gli abitanti del paese una certa resistenza ad abbandonare il tradizionale lavoro agricolo; resistenza che poi viene rapidamente superata vedendo la convenienza della nuova attività economica.V. su questo: L. Fiocco (1970) pp. 24-28. A partire da quegli anni anche un certo sviluppo industriale permette di migliorare la situazione dell'intera vallata Agordina, con la presenza di una fabbrica di occhiali (la Luxottica) che sostiene la crescita economica dell'intera zona.

Prima dell'istituzione della scuola dell'obbligo, erano pochi i ragazzi che, fermandosi alle elementari, portavano a compimento gli studi: si dedicavano al lavoro rurale per aiutare la famiglia; al contrario, con la prima sperimentazione messa in campo da De Rossi nel 1962, le cose, rispetto al problema della frequenza, cominciano a cambiare. De Rossi ha le idee molto chiare: egli ritiene che "nelle zone depresse in genere e nella provincia di Belluno, in particolare, la funzione della scuola dell'obbligo si [era] configurata, fino ad allora"G. De Dea (1986) p. 41 bis. in un modo che veniva a favorire unicamente i figli delle classi sociali più agiate. Per una scuola, invece, pienamente rispondente alle nuove esigenze sociali e al nuovo spirito della riforma istituente la nuova scuola media unica, De Rossi ritiene che la scuola debba partire "dalle esigenze dell'alunno per dargli la possibilità di essere se stesso e non ciò che il sistema ha deciso che dovrà essere. Si trattava, quindi, di rendere il ragazzo critico rispetto a tutto ciò che gli veniva presentato, dandogli gli strumenti che gli sarebbero stati utili per scegliere in prima persona".G. De Dea (1986) p. 42.

Per raggiungere questo importante obiettivo De Rossi ritiene che la scuola debba assolutamente evitare di "essere la cittadella del Sapere disancorata dall'ambiente socio-culturale in cui opera".L. Fiocco (1970) p. 48. Ecco perché il presupposto pedagogico su cui De Rossi basa la sua azione educativa a Canale è quello della valorizzazione della cultura popolare locale: per lui i ragazzi non devono essere trascinati dalla scuola lontano dai valori culturali originari del loro paese e della loro gente; al contrario, per De Rossi questi valori sono "portatori di tradizioni, di significati dell'uomo e delle cose, di prospettive esistenziali di fondo, che la cultura ufficiale ha smarrito e non sa più leggere nemmeno tra le righe dei suoi stessi libri".A cura di A. De Rossi (1969) p. 43. Naturalmente, la scuola, però, non è una istituzione che può limitarsi all'accettazione acritica di questi valori e modelli: i ragazzi a scuola dovranno essere portati nella condizione "di chi dialoga, confronta e critica, accetta o respinge secondo una sua prospettiva [pur non alienandolo] dalla sua matrice e dalle sue radici più profonde".Ibidem. Insomma: se il compito della scuola è quello di costruire una mentalità critica costruttiva nei ragazzi, allora questo sarà possibile solo "a condizione che l'individuo riesca attraverso l'analisi della propria storia e del condizionamento culturale assorbito nell'infanzia (sia attraverso l'adeguamento alle norme comportamentali, sia con l'assorbimento dei valori impliciti nel linguaggio) a liberarsi dell'insieme dei valori impostigli".L. Fiocco (1970) p. 50.

Se queste sono le premesse, allora si capisce bene perché uno dei lavori didattici più importanti e conosciuti portati avanti da De Rossi coi suoi insegnanti e i suoi studenti a Canale d'Agordo sia una ricerca, per così dire etnografica, sul tema della religiosità in Valle del Biois.

La ricerca Religione e superstizione: una proposta, una ricerca, un metodo per la scuola italiana di domaniA cura di A. De Rossi (1969) Religione e superstizione: una proposta, una ricerca, un metodo per la scuola italiana di domani, Bramante, Milano. Stupefacente è la diffusione che ha avuto in Italia questo testo, scritto - lo si ricordi - da dei ragazzini di Scuola media e pubblicato da una piccola casa editrice milanese: come si può vedere consultando l'opac del servizio bibliotecario nazionale (), oltre che in alcune biblioteche civiche della provincia di Belluno (quelle di Belluno, Cesiomaggiore, Cortina d'Ampezzo, Longarone, Agordo e Ponte nelle Alpi) lo si ritrova nelle biblioteche civiche di Acqui Terme (AL), Alba (CN), Novara, Varese, Cremona, Padova, Forlì, Leverano (LE), Melendugno (LE), Sternatia (LE), Trepuzzi (LE), Veglie (LE), Zollino (LE), Vignanello (VT), nella Biblioteca comunale Guglielmo Marconi di Roma e nella Biblioteca comunale Gino Baratta di Mantova. È presente poi in numerose biblioteche universitarie: la Biblioteca di Scienze dell'Educazione Mario Gattullo dell'Università di Bologna, la Biblioteca di Lettere e filosofia Amleto Bassi dell'Università degli studi di Ferrara, la Biblioteca di scienze sociali dell'Università degli studi di Firenze, la Biblioteca del Dipartimento di Psicologia Federico Kiesow dell'Università degli Studi di Torino, la Biblioteca del Dipartimento di scienze dell'educazione e della formazione dell'Università degli studi di Macerata, la Biblioteca di San Giovanni - Geoscienze e Psicologia dell'Università degli studi di Trieste. Ne possiedono copia, poi, oltre alle Biblioteche nazionali di Firenze e Roma e alla Biblioteca nazionale Vittorio Emanuele III di Napoli, varie altre biblioteche pubbliche e private: la Biblioteca della Facoltà Pentecostale di Scienze Religiose di Aversa (CE), la Biblioteca diocesana di Crema, la Biblioteca del Seminario vescovile di Padova, la Biblioteca del Collegio universitario don Nicola Mazza di Padova, la Biblioteca Oliveriana di Pesaro, la Biblioteca Palatina di Parma, la Biblioteca Roberto Caracciolo di Lecce, la Biblioteca del Gabinetto scientifico-letterario Giovan Pietro Vieusseux di Firenze, le Biblioteche dell'Associazione nazionale S. Pertini e della Fondazione di studi storici F. Turati di Firenze, la Biblioteca Popoli e civiltà (Circoscrizione 5) di Livorno, la Biblioteca del Liceo scientifico "Enriquez" di Livorno e, infine, la Biblioteca della Fondazione Pietro Nenni di Roma. è il frutto della ricerca condotta da 24 studenti della scuola diretta da Angelo De Rossi nel triennio 1963-1966 per esaminare il rapporto tra religione e superstizione negli abitanti della Valle del Biois. Si tratta di un vero proprio saggio, risultato di una indagine condotta attraverso "interviste e lo studio di documenti conservati negli archivi della canonica della Pieve e negli archivi comunali".P. Salomon (2012) p. 58. Successivo e fondamentale è stato l'apporto dalla collaborazione con l'insegnante di religione, don Andrea Tison, il quale riprendeva in sede della sua materia specifica i concetti, in modo da non creare traumi o turbative di coscienza. Il lavoro finito venne presentato a un concorso VeritasSi trattava di concorsi catechistici che negli anni Sessanta la Chiesa Cattolica Italiana proponeva alle scuole allo scopo di promuovere lo studio e la cultura religiosa. ed ebbe un particolare riconoscimento dal vescovo di Feltre e Belluno Gioacchino Muccin il quale esortò gli studenti a proseguire sulla via di questi studi e riconobbe la solidità degli insegnamenti nei quali erano stati istruiti.

La pedagogia