Il Corpo sanitario aeronautico (C.S.A.) è il corpo di sanità militare dell'Aeronautica Militare italiana.
Esso è composto da Ufficiali Medici, Psicologi, Biologi e Odontoiatri. Gli infermieri non fanno parte del Corpo Sanitario, ma appartengo o alla categoria Operatori Sanitari Specializzati.Il Corpo Sanitario Aeronautico verso il futuro | Sarlo | Giornale di Medicina Militare .
A seguito del D.lgs. n. 74/2026, il Corpo è destinato a confluire, dal 1° gennaio 2027, nel neonato Servizio sanitario militare nazionale (SSMN), ferma restando una fase transitoria per le specificità dell'Aeronautica prevista fino al 2033.
Storia Primo Novecento Già dagli albori del volo, con gli aerostati prima e gli aeroplani poi, furono studiate le modificazioni dell'ambiente in quota (diminuzione della pressione atmosferica, carenza di ossigeno) e gli stress tipici di piloti ed equipaggi (accelerazioni, disorientamento, fatica operazionale), tanto da rendere indispensabile un servizio di medicina interamente concentrato su questa particolare categoria di lavoratori.
Si crearono così i presupposti per la nascita di una nuova specializzazione, la Medicina Aeronautica, nel nucleo originario di ricercatori nel campo della fisiopatologia d'alta montagna, inizialmente guidata dal torinese Angelo Mosso, oggi considerato il padre delle discipline aeromediche.
Si comprese che, studiando le cause e analizzando i rischi, l'armonizzazione di discipline mediche differenti avrebbe potuto individuare le caratteristiche psicofisiche indispensabili perché un pilota potesse avventurarsi in aria, e accrescere con l'addestramento e la tecnologia la resistenza alle inusitate sollecitazioni che il volo comportava.
Il primo a comprendere la ristrettezza dei requisiti necessari per un pilota d'aeroplano fu forse, già nel 1914, il tenente di Cavalleria del Regio Esercito Luigi Falchi, primo medico pilota e antesignano dei moderni Medici di Stormo. Egli coniugò la sua formazione medica con la sua esperienza di aviatore per sancire che l'abilità al volo era possibile solo con determinati requisiti di "ereditarietà, costituzione organica e allenamento"Cento anni di volo in Italia: Medici per l'Aeronautica , Col. CSArn Paolo Tosco, Giornale di Medicina Militare, n.2/2009.
Prima guerra mondiale Durante la Grande Guerra le istruzioni per la selezione per l'idoneità al pilotaggio prevedevano soltanto: Salute, vista, udito ottimi; Peso non superiore a kg. 75. Un esempio tanto chiaro di sintesi, unito alle gravi limitazioni tecniche del tempo, scaturirono in svariati incidenti di volo.
Il Comando Supremo del Regio Esercito affidò al Padre francescano Agostino Gemelli, noto medico e psicologo, e al professor Amedeo Herlitzka, fisiologo triestino, il compito di individuare più completi requisiti per l'idoneità al volo, costituendo a Roma e a Torino appositi Gabinetti per le Ricerche Psicofisiologiche sull'Aviazione. Essi adoperarono due metodi d'indagine: un debriefing a viva voce da parte dei piloti, che avevano l'obbligo di riportare qualunque disturbo avessero sofferto in azione; una diretta esperienza di volo da parte dei medici ricercatori.
Fu subito chiara l'esigenza di individuare nei candidati al titolo di pilota la presenza di certe qualità caratteristiche, di assoluta eccellenza fisica e psicologica – in particolare una coordinazione neuromotoria superiore alla norma – che si affiancassero alle generali condizioni di buona salute, soprattutto a livello cardiovascolare e respiratorio.
Proprio a partire da una migliore selezione degli aspiranti piloti, basata su accertamenti clinici e strumentali costanti e standardizzati, già dal 1916 si notò una riduzione dell'infortunistica aviatoria, oltre che un miglioramento negli effetti dell'addestramento dei piloti.
La prima forma di aviotrasporto sanitario risale al 1917, con le ingegnose gondole portaferiti montate sul Caproni Ca.50, un prototipo che fu realizzato in unico esemplare, e del quale non è noto se sia mai stato utilizzato sul campoGianni Caproni, Gli Aeroplani Caproni - studi, progetti, realizzazioni dal 1908 al 1935, Milano, 1937..
Tra le due guerre Il 28 marzo 1923 venne costituita l'Aeronautica Militare come Forza Armata autonoma.
L'8 ottobre 1925 venne istituito il Servizio Sanitario Aeronautico, nel quale prestavano per il momento servizio ufficiali medici del Regio Esercito e della Regia Marina. Venne delineata la struttura organizzativa sanitaria centrale, territoriale e periferica, tuttora in vigore nelle sue generalità, e un Comitato centrale per gli studi sanitari aeronautici e gli Istituti medico-legali per l'Aeronautica.
Il servizio aveva, come del resto ha tuttora, tre aree d'attività: quella assistenziale e di supporto logistico e sanitario, comprendente il trasporto aereo urgente di ammalati e traumatizzati; quella di studio e ricerca nell'ambito della fisiopatologia degli avieri in servizio e sul lungo termine, da cui sarebbe scaturito naturalmente il servizio di formazione e addestramento del personale; quella medico-legale, volta alla selezione e al giudizio di idoneità al volo, militare e civile, e alle attività collaterali.
Dalla seconda metà degli anni 1920 vennero creati dunque i quattro Istituti Medico-Legali dell'Aeronautica, a Milano, Roma, Firenze e Napoli. L'Istituto Medico-Legale di Roma, in particolare, venne posto nell'attuale sede di via Piero Gobetti, un edificio di gusto razionalista ancora perfettamente funzionante allo scopo.
Presso il Centro Sperimentale di Montecelio permaneva poi una Sezione dedicata alla sperimentazione aeromedica, dove lo stesso Padre Gemelli pilotò un velivolo-laboratorio Caproni a doppio comando, per ricerche di psicofisiologia. I test per la valutazione della funzionalità dei diversi apparati, con un approccio multidisciplinare ed applicativo, ebbero ricadute anche sulla nascente medicina del lavoro.
Essenziale fu il contributo del Centro per lo studio della tuta elastica di derivazione subacquea che fu usata dal maggiore Mario Pezzi il 7 maggio 1937 per conseguire il primato di 15.655 metri di altitudine con un aeroplano a elica, tuttora imbattutoI grandi aviatori , aeronautica.difesa.it.
Il primo convegno di Medicina Aeronautica risale al 1937, a Milano, e fu l'occasione per presentare il primo velivolo concepito per il trasporto aeromedico, un Caproni Ca.133.
Il Corpo Sanitario Aeronautico nacque a seguito della Legge 1501 del 25 giugno 1937 e fu organicamente istituito dalla Legge 1174 del 16 giugno 1938. In questo stesso anno nacque il centro studi e ricerche di medicina aeronautica, istituzione medico-scientifica con sedi a Guidonia, Torino e Milano, affidate congiuntamente a Ufficiali Medici ed eminenti cattedratici, allo scopo di dettare le linee guida per l'attività degli Istituti Medico-Legali deputati alla certificazione sia dei piloti militari, sia del personale dell'aviazione civile.
La seconda guerra mondiale L'entrata in guerra dell'Italia nel 1940 portò alla ridislocazione dei Reparti Sanitari dell'Aeronautica sui vari fronti, con un'intensa attività di aeroevacuazione di feriti e pazienti dalle zone di guerra: sono documentati, nel corso dell'intero conflitto, 17.336 trasporti d'emergenza di personale militare e civile, italiano e straniero, alleato o nemico.
Compito essenziale di tutti i Corpi sanitari delle Forze Armate era anche la profilassi da malattie infettive e tropicali, quali tifo, malaria, parassitosi.
Il compito del recupero di naufraghi fu soprattutto affidato all'idrovolante CANT Z.506.
Risale al 1942 la pubblicazione del Trattato di Medicina Aeronautica, redatto col contributo degli Ufficiali del Corpo Sanitario Aeronautico specialisti in varie discipline e che costituì per un decennio lo stato dell'arte della ricerca italiana in questo campo.
Furono costituiti nuovi Istituti di Medicina Legale Aeronautica ad Addis Abeba, Padova e Ferrara, oltre a nosocomi specializzati in chirurgia e ortopedia accessibili al personale aeronautico, presso l'attuale ospedale San Camillo-Forlanini di Roma e a Monte Urpinu, nelle vicinanze di Cagliari, in locali sotterranei protetti.
Il CSA subì diverse perdite nel conflitto: 17 Ufficiali Medici, 46 Sottufficiali Aiutanti di Sanità caduti, e innumerevoli prigionieri e deportati. Grandi furono le ricompense: 1 Medaglia d'oro al Valor Militare; 10 Medaglie d'argento al Valor Militare; 37 Medaglie di bronzo al Valor Militare; 87 Croci di guerra al Valor Militare
La Medaglia d'oro fu conferita, postuma, al capitano medico Aldo Di Loreto, giustiziato sommariamente il 12 novembre 1943.ANPI Biografia: Aldo di Loreto.; da allora, il suo nome fu attribuito all'Istituto Medico-Legale di Roma.
Il dopoguerra e la ricerca spaziale Risale al 1947 la costituzione ufficiale del Servizio di Soccorso Aereo, denominato con l'acronimo inglese SAR (Search and Rescue), finalizzato non più esclusivamente al soccorso di naufraghi e superstiti di incidenti aerei, ma soprattutto al trasporto aeromedico d'urgenza e al soccorso di popolazioni colpite da calamità naturali, in collaborazione con la Protezione Civile. I velivoli impiegati erano spesso di derivazione statunitense: Grumman HU-16 Albatross; Bell 47, utilizzato anche per l'addestramento delle Infermiere Volontarie della Croce Rossa; Sikorsky S-51.
Nel 1951 venne ricostituito, a fianco dell'Istituto di Medicina Legale di Roma di via Piero Gobetti, il nuovo Centro studi e ricerche di medicina aeronautica, erede dei Centri d'anteguerra.
Il Corpo sviluppò nel tempo, grazie alle esperienze belliche e a quelle relative alla protezione civile, quelle dottrine, capacità e procedure che in ambito NATO erano considerate indispensabili in materia di evacuazione sanitaria (MEDEVAC) aeromedica.
Inoltre, si inaugurarono nuovi filoni di attività, come le procedure di rischieramento fuori dai confini nazionali, dimostrate più volte nel corso delle missioni militari italiane all'estero – soprattutto a partire dal 1982 con la missione Italcon – e la medicina aerospaziale.
A questo proposito, nel 1956 fu innalzata nel Centro di Medicina Aeronautica una torre di subgravità alta 22 metri, la quale consente di realizzare veri stati di subgravità, sia pure di breve durata, preceduti e seguiti da accelerazioni, per mezzo di un sedile cabinato capace di muoversi lungo l'asse verticale grazie alla retrazione di elastici a esso ancoratiGli effetti della subgravità e i metodi per riprodurla a terra e in volo, Annalsofgeophysics.eu, Vol 16, No 3 (1963)..
Nel 1959 il Centro Studi si dotava di una centrifuga per esperimenti sull'uomo, acquisita in Germania e dotata di un braccio rotante di 6 metri, usata per esperimenti di accelerazione fino al limite teorico di 20 volte l'accelerazione di gravità, poi aggiornata nel 1972 grazie alla nuova gondola ideata dall'allora colonnello ingegnere Licio Giorgieri.
Fu successivamente creato, nel 1961, un asse di subgravità per lo studio dei movimenti corporei e delle variazioni di consumo energetico nella locomozione in condizioni di ridotta gravità, per mezzo di un elastico legato a una complessa imbracatura avvolta attorno al soggetto studiato. Esso permise i primi studi per la deambulazione sul suolo lunare.
Personale sanitario dell'Aeronautica prese parte attivamente al Progetto San Marco per il lancio di satelliti scientifici in orbite equatoriali.
Nel 1983 l'Italia poté ottenere il primo esperimento di medicina spaziale grazie al trasporto di un complesso apparato di balistocardiografia, concepito e realizzato dal generale medico Aristide Scano, a bordo dello Space Shuttle Columbia nel corso della missione STS-9.
L'Istituto Medico-Legale Aldo di Loreto di Roma ha poi effettuato tutti gli accertamenti psicofisici dei candidati astronauti nazionali: Franco Malerba, Roberto Vittori, Luca Parmitano tra i tanti.