Biografia Euforione nacque a Calcide, in Eubea, e studiò con il filosofo Lacide, capo dell'Accademia tra il 241 e il 216 a.C. e con il poeta Archebulo di Tera.Protetto da Nicea, moglie del governatore dell'Eubea, riuscì ad essere presentato al re Antioco III, divenendo direttore della biblioteca di Antiochia e scrivendo opere di erudizione storica in prosa, come uno studio sugli Aleuadi di Tessaglia e uno sui Giochi Istmici; fu anche filologo, studiando il lessico di Ippocrate e critico letterario, occupandosi dei poeti lirici.Euforione morì in Siria e venne sepolto ad Apamea o ad Antiochia.

Opere Delle sue opere poetiche ci restano due brevi epigrammi e circa 300 versi sparsi e frammentari. Il lessico Suda riporta, tra le opere euforionee:

Sicché, dal lessico bizantino e da altre fonti, ricostruiamo i titoli di Μοψοπία; Χιλιάδες (in cinque libri); Ἀραὶ ἢ Ποτηριοκλέπτης (Maledizioni, ovvero il ladro del vaso); Διόνυσος: probabilmente conteneva leggende dionisiache; Θρᾷξ, che conteneva la storia di incesto di Climeno e Arpalice con la loro trasformazione in uccelliPartenio, 13., l'amore criminale e la morte di TrambelosIvi, 26., il salvataggio di Anfiarao dai suoi cavalli e almeno la menzione casuale di Eracle, che porta alla luce Cerbero. Cosa indichi il titolo, comunque, rimane oscuroSulle opere di Euforione resta sempre valido A. Meineke, Analecta Alexandrina, Berlino 1843, pp. 1-168.. I suoi brevi poemetti hanno come modello i poemi omerici per quanto riguarda il metro esametro e i riferimenti al mito; invece, per quanto riguarda la tecnica poetica, richiama quella callimachea, la brevità e l'interesse per il particolare, per il mito meno noto; e tutto questo ha la funzione di stupire il lettore, di produrre meraviglia.

Infatti Euforione fu un poeta dotto, una figura di proverbiale oscurità; nel suo stile si trovano numerosi neologismi, parole rare, ricercate, preziose, che riflettono la sua vasta cultura e il gusto tipicamente ellenistico per il particolare.Una disamina su Euforione è in A. W. Bulloch, La poesia ellenistica. Figure minori, in Letteratura greca della Cambridge University, Milano, Mondadori, 1987, vol. II, pp. 340-344.

Fu ammirato da Catullo e imitato dagli altri neoteroi, ma non da Cicerone, che deplorava chi lo preferiva a Ennio e definì sdegnosamente cantores Euphorionis i suoi imitatori.vedi anche il saggio di Piero Treves, Euforione e la storia ellenistica, Milano-Napoli, Ricciardi, 1955.

Note

Voci correlate Demostene di Bitinia

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