Approfondisce la figura medievale di magister: .

Di lui è conservato un piccolo codice membranaceo presso la Biblioteca civica Angelo Mai di Bergamo (segnatura MA 159).

Il suo manoscritto è da considerarsi uno dei primi glossari di Bergamasco-Latino. Vi si trovano dei modi di dire tipici del dialetto bergamasco tradotti in latino, lingua ufficiale degli intellettuali del tempo. Il libretto rilegato è stato realizzato riscrivendo il testo su 22 pergamene, già precedentemente usate e cancellate con la pietra pomice mediante sfregamento. A causa di questo trattamento le pergamene risultano deteriorate e a tratti bucate. Sul verso della copertina si trova scritto un atto notarile. Nelle 21 pagine di contenuto si leggono sussidi di didattica e grammatica, mentre nell'ultima pagina ci sono prove di scrittura.

Il libretto inizia con queste parole: «Iste liber est magistri Lanfranci de Albenio qui libenter discitur a quocunque»: «Questo libro è del maestro Lanfranco da Albegno e può essere volentieri imparato da chiunque».

A Lanfranco è stata intitolata la biblioteca comunale di Treviolo (Bg), in qualità di più antica persona documentata del territorio comunale.

Note

Bibliografia

[Edizione originale: Milano, Ceschina, 1940 (Tip. A. Ronda)].

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