Dirigente di primo piano della Lega,Lega Nord/Lega per Salvini Premier. della quale è attualmente deputato oltreché vicesegretario federale, è stato anche segretario della Lega Lombarda (2002-2012) e, alla Camera, presidente della 5ª Commissione Bilancio, Tesoro e Programmazione nella XIV (2001-2006) e XVI legislatura (2008-2013), quindi capogruppo del partito all'inizio della XVII legislatura (2013-2014).
Nella XVIII legislatura (2018-2022) è stato di nuovo brevemente capogruppo della Lega alla Camera, prima di divenire segretario del Consiglio dei ministri del governo Conte I (2018-2019) e ministro dello sviluppo economico del governo Draghi (2021-2022).
Biografia Nato a Cazzago Brabbia (Varese), in una famiglia di pescatori ed operai, dopo aver conseguito il diploma di perito aziendale, si è laureato in economia aziendale all'Università commerciale Luigi Bocconi di Milano, diventando un dottore commercialista e revisore dei conti, oltre ad essere revisore contabile del comune di Varese. È cugino del banchiere Massimo Ponzellini.
Vita privata È sposato con Laura Ferrari, da cui ha una figlia nata nel 2002. Giorgetti è appassionato di calcio e tifoso della Juventus, della squadra inglese del Southampton (tanto che nel 2001 fonda il fanclub italiano "Italian Saints" insieme al fratello Francesco), oltre che molto affezionato da sempre al Varese Calcio, come il padre.
È un cattolico praticante e ha partecipato al funerale di papa Benedetto XVI nella delegazione in rappresentanza del governo italiano.
Carriera politica
Gli inizi e sindaco di Cazzago Brabbia Cresciuto negli anni '80 nel Fronte della Gioventù, l'organizzazione giovanile del Movimento Sociale Italiano, all'inizio degli anni '90, però, aderisce alla Lega Lombarda e Lega Nord di Umberto Bossi.
Alle elezioni comunali in Lombardia del 1990 si candida al consiglio comunale di Cazzago Brabbia, risultando eletto consigliere comunale e ricoprendo l'incarico di assessore supplente dal 1990 al 1992.
Alle comunali lombarde del 1995 si candida a sindaco di Cazzago Brabbia, sostenuto da una lista civica, risultando eletto con il 100% dei voti validi. Mantiene la carica per nove anni, dal 23 aprile 1995 al 12 giugno 2004, alla guida della lista "Lista per Cazzago - Lega Nord Padania", venendo rieletto sindaco alle comunali lombarde del 1999 e nuovamente consigliere comunale nel 2004.
Elezione a deputato Alle elezioni politiche del 1996 viene candidato alla Camera dei deputati nel collegio elettorale di Sesto Calende, sostenuto dalla Lega Nord, risultando eletto per la prima volta deputato con il 37,79% dei voti e superando i candidati de L'Ulivo Renato Montalbetti (30,66%), del Polo per le Libertà Carlo Castiglioni (29,18%) e della Fiamma Tricolore Gian Luca Del Marco (2,38%). Nel corso della XIII legislatura ha fatto parte della 5ª Commissione Bilancio, tesoro e programmazione, e della Commissione parlamentare d'inchiesta sul dissesto della Federconsorzi.
Viene rieletto deputato alle elezioni politiche del 2001 per la Casa delle Libertà (in quota Lega Nord Padania) nel collegio elettorale di Sesto Calende, dove ottiene il 54,48% contro il 37,52% dello sfidante dell'Ulivo Roberto Gabriele Caielli.
Presidente della Commissione Bilancio
Nel 2001 è stato il principale autore della Legge 40/2004, normativa che regola in modo restrittivo la procreazione assistita in Italia, consentendola solo a coppie eterosessuali, sposate o conviventi, con problemi di sterilità, vietando la fecondazione eterologa, la maternità surrogata, la ricerca sugli embrioni e limitando la crioconservazione.
Dal 21 giugno 2001 al 27 aprile 2006 ha ricoperto il ruolo di presidente della 5ª Commissione Bilancio, Tesoro e Programmazione della Camera dei deputati. Inoltre, durante il secondo governo Berlusconi, è stato per un breve periodo, dal 12 giugno al 21 giugno 2001, sottosegretario di Stato al Ministero delle infrastrutture e dei trasporti. È stato consigliere di amministrazione di Credieuronord: a seguito del "crack" dell'istituto di credito, è stato indagato e assolto.
Il 13 gennaio 2002 viene eletto come nuovo segretario della Lega Lombarda, incarico che mantiene per 10 anni, nei quali vede la costola lombarda della Lega Nord far parte della coalizione di centro-destra sotto l'allora presidente della Regione Lombardia Roberto Formigoni, fino al 2 giugno 2012, quando viene succeduto da Matteo Salvini, europarlamentare rappresentante l'ala “maroniana” del partito.
Vicepresidente della Commissione Esteri Alle elezioni politiche del 2006 viene rieletto deputato come secondo della lista "Lega Nord Padania - Movimento per l'autonomia" nella circoscrizione Lombardia 1. Nella XV legislatura ha ricoperto il ruolo di vicepresidente e capogruppo della Lega Nord Padania nella 3ª Commissione Affari esteri e comunitari, oltre ad essere membro della delegazione italiana presso l'assemblea parlamentare della NATO.
Al 7º congresso nazionale della Lega Lombarda, tenutosi a Milano il 14 gennaio 2007, viene riconfermato per acclamazione segretario. In quell'occasione pronuncia un discorso legato al rilancio della madre di tutte le Leghe del Nord e all'operosità del cosiddetto "Militante ignoto", che lavora sempre e molto per il movimento senza chiedere nulla e senza curarsi delle chiacchiere della stampa di regime.
Ritorno alla Commissione Bilancio
Alle elezioni politiche del 2008, dove nella campagna elettorale insiste sul "discorso della finestra" (confidando che per la storia della Lega e la Padania si apra una finestra su un futuro fatto di federalismo, indipendenza e libertà), viene rieletto a Montecitorio, nella medesima circoscrizione, tra le liste della Lega Nord. Nella XVI legislatura della Repubblica, oltre a far parte della delegazione parlamentare presso l'assemblea parlamentare della NATO e della commissione parlamentare per l'attuazione del federalismo fiscale, torna a presiedere la commissione Bilancio, Tesoro e Programmazione della Camera, facendo da relatore alla manovra economica del 2011, approvata definitivamente il 15 luglio a Montecitorio con 316 voti favorevoli, 284 contrari e 3 astenuti, dopo che il governo Berlusconi aveva posto la questione di fiducia, oltre a scrivere anche la legge del pareggio di bilancio sotto il governo Monti.
Nel 2011 salta agli occhi della cronaca per essere apparso nei cablogrammi pubblicati da WikiLeaks (il sito di Julian Assange), redatti da Ben Wohlaure, in cui Giorgetti, in un rapporto dettagliato del consolato USA inviato alla Casa Bianca, avrebbe l'identikit per succedere a Umberto Bossi come segretario del Carroccio, in quanto lombardo e varesino, con lealtà e legami stretti con lo stesso Bossi.
Capogruppo e vicesegretario della Lega
Ricandidato agli inizi di gennaio alle elezioni politiche del 2013, viene rieletto ancora deputato nella circoscrizione Lombardia 2 per la Lega Nord, di cui viene eletto successivamente capogruppo, mantenendo l'incarico fino all'8 luglio 2014. Nella XVII legislatura è stato anche presidente della commissione parlamentare per l'attuazione del federalismo fiscale.
Il 30 marzo 2013, in quanto presidente di una commissione permanente parlamentare, viene invitato dal Presidente della Repubblica Giorgio Napolitano a far parte del gruppo dei "dieci saggi" che si occuperà di elaborare delle proposte programmatiche di leggi nel campo economico, istituzionale e sociale attorno al quale riunire una maggioranza parlamentare che sostenesse un nuovo governo.
Il 26 febbraio 2016 viene nominato vicesegretario federale della Lega Nord, assieme a Lorenzo Fontana durante il Consiglio federale svolto a Milano e subentrando a Edoardo Rixi e Riccardo Molinari, che, con la confluenza della Lega Nord nella Lega per Salvini Premier nel 2020, mantiene l'analogo ruolo e lo ricopre fino al 12 settembre 2024, quando viene sostituito da Alberto Stefani e Claudio Durigon.
Alle elezioni politiche del 2018 viene ricandidato e rieletto per la sesta volta deputato nel collegio plurinominale Lombardia 2 - 01; viene successivamente eletto capogruppo del gruppo parlamentare Lega - Salvini Premier alla Camera, rimanendo in carica sino alla nomina a sottosegretario alla Presidenza del Cdm, lasciando l'incarico al neo-deputato Riccardo Molinari.
Sottosegretario alla Presidenza del Consiglio
Con la formazione del governo di Giuseppe Conte sostenuto da Lega e Movimento 5 Stelle dopo le politiche del 2018, di cui ha fortemente voluto ed è stato una figura chiave di mediazione politica tra le due parti, oltre a proporre come ministri Giovanni Tria e Paolo Savon, diventa sottosegretario di Stato alla Presidenza del Consiglio dei ministri con le funzioni di segretario del Consiglio dei ministri, ottenendo poi le deleghe al Comitato Interministeriale per la Programmazione Economica, allo sport, all'attuazione del programma di governo e alle politiche spaziali ed aerospaziali (con la presidenza del Comitato interministeriale per le politiche relative allo spazio e alla ricerca aerospaziale) e quella sulle scommesse sportive riguardo alla promozione delle misure per il riordino e al rafforzamento della disciplina delle scommesse sportive nonché per la prevenzione della manipolazione delle relative competizioni. Termina dall'incarico il 5 settembre 2019 con il giuramento del secondo governo Conte..
Ministro dello sviluppo economico
Dopo essere stato tra i primi e principali promotori dell'appoggio della Lega al governo presieduto da Mario Draghi, anche alla luce del suo ottimo rapporto proprio con l’ex presidente della Banca Centrale Europea, il 12 febbraio 2021 viene nominato ministro dello sviluppo economico nel suo esecutivo, giurando al palazzo del Quirinale nelle mani del presidente della Repubblica Sergio Mattarella il successivo 13 febbraio 2021, succedendo così al pentastellato Stefano Patuanelli. Inoltre assume anche la carica di capodelegazione della Lega nel governo.
Successivamente alla nascita del governo Draghi, si rende protagonista di un conflitto all'interno del partito tra lui (rappresentante l'ala più governista e dei presidenti di Regione leghisti) e il segretario federale della Lega Matteo Salvini (rappresentante l'ala più anti-governista, sovranista e filo-no-vax), con due visioni e due direzioni che ognuno vorrebbe dare alla Lega, tanto che in vista delle amministrative a Roma appoggia su La Stampa la candidatura di Carlo Calenda rispetto a quella di Enrico Michetti della Lega e centro-destra, che non risparmia un giudizio assai meno lusinghiero di quest'ultimo.
In vista dell'elezione del Presidente della Repubblica, sostiene molto la candidatura di Mario Draghi e, durante l'elezione di Sergio Mattarella, dopo aver disertato per giorni il Consiglio dei Ministri, afferma che "per alcuni questa giornata porta al Quirinale, per me porta a casa". Secondo Il Foglio, Giorgetti si voleva dimettere dal governo, deciso già nei giorni scorsi, e stava meditando una candidatura a presidente della Regione Lombardia (quest'ultima smentita da Giorgetti al Foglio stesso). Tuttavia Giorgetti ci ripensò e, insieme a Salvini, invocò un "nuovo codice di comportamento tra gli alleati" e la richiesta di una "nuova fase".
Gestione del Mise
Appena insediatosi al dicastero dello sviluppo economico, impiega molto tempo, quasi due mesi, a distribuire le deleghe ai suoi viceministri e sottosegretari, bloccando nel frattempo l'attività del Mise sul fronte dei tavoli di crisi, con oltre cento vertenze di crisi aziendali.