Generalmente considerato uno dei maggiori cineasti del cinema internazionale.G. Charensol, R. Régent, Un maestro del cinema: René Clair, Milano-Roma, 1955. Esordisce con il cinema d'avanguardia Entr'acte, opera-simbolo del dadaismoSandro Bernardi,L'avventura del cinematografo, pp. 100-104., per passare poi alla commedia e affermarsi come "il maestro dell'immagine di Parigi"Giorgio Gosetti e Cristina Bragaglia, René Clair, in Fernaldo Di Giammatteo, Dizionario universale del cinema. Tecnica,generi, istituzioni, autori., Vol. II, p. 493.. Della città e dei suoi abitanti sa cogliere la poesia della vita quotidiana: con finezza e humour, con sensibilità e umanità, narra le storie tragicomiche degli abitanti della periferia parigina:

L'altra caratteristica del cinema di Clair è la componente fantastica. I film di Clair sono popolati di fate, fantasmi e maghi, si passa dal sogno alla realtà e dalla realtà al sogno. Secondo Edoardo BrunoEdoardo Bruno, René Clair, RAI-ERI, Collana: La Biennale di Venezia, Giugno 1990 ISBN 88-397-0409-4 il cinema di René Clair è «...un cinema in cui l'impossibile si inscrive nelle coordinate del quotidiano, dove una strega del diciassettesimo secolo può fare irruzione nel mondo contemporaneo o un giornale del giorno dopo, anticipando il futuro, può mettere in moto un racconto del tutto coerente nel suo estremo irrealismo».

Infine il mondo di Clair è un mondo pervaso da una profonda vena morale. André Bazin sottolinea:

Biografia Infanzia Nasce a Parigi, da un commerciante originario dell'Alvernia, che trasformò il saponificio fondato dal padre in una florida azienda di forniture per alberghi. Cresce nel quartiere di Halles, al n. 11 bis di Rue des Halles.Charensol-Régent, Un maître du cinéma: René Clair, pp. 25-27.

Frequenta, dai sei ai quattordici anni, il Liceo Montaigne, poi il Liceo Louis-le-Grand. Manifesta precocemente inclinazione per la letteratura.

Prima guerra mondiale Durante la prima guerra mondiale si arruola volontario e viene impiegato come autista di ambulanze. È ferito.

Letteratura René Clair esprime la vocazione letteraria in più direzioni: poesia: due raccolte rimaste inedite La fête de l'homme e Terre; e una raccolta di "appunti di guerra" pubblicata dal Mercure de France con il titolo L'île des monstres; romanzo: pubblica da Grasset, nel 1926, un romanzo con il titolo Adams.Giovanna Grignaffini, René Clair, p. 23.

Giornalista Presentato a Léon Daudet, diviene giornalista a L'intransigeant come critico letterario e si distingue per gli articoli su Du coté de chez Swann di Marcel Proust che ha scoperto su consiglio di Alphonse Daudet e che ha letto nell'unica edizione allora disponibile, pubblicata da Grasset nel 1913, a spese dell'autore. Manifesta interesse anche per le opere di Stendhal, Gérard de Nerval, Gautier. Collabora, con una rubrica di cinema, a Paris-Journal e a Théâtre-Comoedia Illustré, rivista diretta da Jacques Hébertot, responsabile del Théâtre des Champs-Elysées.Giovanna Grignaffini, René Clair, pp. 24-25.

Come giornalista scrive sotto lo pseudonimo di René Desprès.

Attore Fa le sue prime prove come attore interpretando alcuni ruoli in film come Le Lys de la vie di Loïe Fuller, Le Sens de la mort di Protazanov, L'Orpheline, Parisette di Louis Feuillade. Per il cinema sceglie lo pseudonimo René Clair. Regista Il fratello, Henri Chomette, lo presenta al cineasta Jacques de Baroncelli per il quale egli già lavorava come aiuto regista. Ne diviene l'assistente nei film muti Pêcheurs d'Islande, Carillon de Minuit e La légende de Soeur Beatrix. Collabora anche con Henri Diamant-Berger. Stende, nel 1922, il suo primo progetto come regista, Geneviève de Brabant che avrebbe dovuto essere prodotto da una società belga ma non vide mai la luce. Dadaismo Nel 1923 realizza Parigi che dorme (Paris qui dort), uscito nelle sale l'anno successivo, nel 1924: è la prima prova di René Clair nel mondo della regia. Si tratta di "un gioco ottico-dinamico che parte da una storia fantascientifica"Gianni Rondolino, Manuale di storia del cinema, p. 184. e situa René Clair nell'ambito delle avanguardie artistiche. Il film fu accolto calorosamente dal pubblico.Giovanna Grignaffini, René Clair, pp. 25-28.

Nel 1924, "l'incontro del dadaismo con il cinema produce un capolavoro"Sandro Bernardi, L'avventura del cinematografo, p. 102., Entr'acte (Intermezzo), un cortometraggio dadaista tratto da un'idea del pittore Francis Picabia che venne proiettato come intermezzo fra il primo e il secondo atto di Relâche balletto con musica di Erik Satie.

Seguono alcuni film di transizione: Le fantôme du Moulin Rouge (1924), Le voyage imaginaire (1926), La proie du vent (1927), nei quali continua a divertirsi a mescolare fantastico e giallo.

Commedia brillante Abbandona le ricerche tecnico-formali delle avanguardie e si dedica alla commedia di costume. Il film che impone Clair all'attenzione del pubblico e della critica è "...una variazione della pochade ottocentesca", il film muto Un cappello di paglia di Firenze (1927), tratto dall'omonima farsa teatrale di Eugène Labiche e Marc-Michel.Gianni Rondolino, Manuale di storia del cinema, pp. 184-186.

Anche il film successivo, I due timidi (Les Deux Timides) (1928), s'ispira ancora a una commedia di successo di Labiche e Michel.

Il sonoro Il suo primo film sonoro è Sotto i tetti di Parigi (1930), un omaggio sentimentale alla sua città, una Parigi tutta ricostruita in studio dallo scenografo Lazare Meerson, abituale collaboratore del regista. Clair dimostra di saper già abilmente usare il sonoro, mescolando in modo raffinato parlato e rumori di sottofondo. Il film ha un grande successo.

Il successo è bissato dal film successivo, Il milione del 1931, un ritorno alla commedia brillante, un vaudeville ricco di gag, dal ritmo veloce in cui si rincorre per tutta Parigi un biglietto della lotteria perduto.

Con A me la libertà (À nous la libertè), ancora del 1931, Clair tocca i temi sociali e fa una satira del rapporto uomo-macchina.

Per le vie di Parigi (1933) è storia d'amore fra un taxista e una fioraia che riprende l'omaggio alla città di Parigi.

L'ultimo miliardario del (1934) incontra l'ostilità della stampa del settore ed è un cocente insuccesso.

Chaplin e Clair La Tobis, società produttrice del film di Clair À nous la liberté (in Italia titolato "A me la libertà" ), all'uscita del film di Chaplin, Tempi moderni, rilevava una quasi assoluta identità fra i due film e intentò una causa legale alla United Artists. Invitò René Clair a costituirsi parte lesa ma ne ottenne un deciso rifiuto.

Londra Dopo l'insuccesso de L'ultimo miliardario (1934), René Clair accetta l'offerta che gli viene proposta da Alexander Korda di lavorare a Londra. Firma un contratto per la realizzazione di tre film in due anni. Ottiene un certo successo con una commedia divertente The Ghost Goes West (1936), Il fantasma galante, ma il film successivo, Break the News (1937), Vogliamo la celebrità, tratto dalla novella di Loïs de Gouriadec e remake inglese de Le Mort en fuite, di Carlo Rim e Berthomieu, uscito l'anno prima in Francia, è un fallimento.

La seconda guerra mondiale Ritornato in Francia nel 1938, comincia a girare Air pur, 1939.

La lavorazione è interrotta dallo scoppio della guerra. Parecchi membri della troupe sono chiamati nell'esercito con la mobilitazione di settembre e il film non sarà mai terminato.

Clair si mette a disposizione del Ministero delle Informazioni ed entra a far parte di una "Commissione per il cinema". Lavora a Nizza e a Marsiglia. La commissione è trasformata in un centro di produzione cinematografico francese negli Stati Uniti. Vengono inviati in America René Clair, Julien Duvivier e il produttore Jean Lévis-Strauss.

Nel mese di marzo 1940 Clair firma un contratto per girare un film in America con la Columbia o con la RKO.

Il 25 giugno 1940 parte in auto da Saint-Tropez, con la moglie, il figlio e l'attore Jean Murat, raggiunge la Spagna, poi il Portogallo. Qui passano sei settimane di trattative per ottenere il visto di entrata negli U.S.A. Nell'agosto, finalmente Clair si imbarca per New York.Charensol-Régent, René Clair: un maestro del cinema, pp. 127-128.

Caduto il progetto di un Centro Cinematografico Francese, nel 1941, il governo della repubblica di Vichy lo priva della nazionalità francese e intenta un procedimento per la confisca dei suoi beni. Il fratello Henry, che dirige in Marocco il Servizio Cinematografico dell'Esercito di "Francia Libera", si adopera per far rientrare il provvedimento; nell'agosto muore a Rabat di poliomielite.Giovanna Grignaffini, René Clair, pp. 101-102.

Hollywood Negli Stati Uniti, a Hollywood, è ben accolto e gira quattro film: una commedia sentimentale, The Flame of New Orleans, 1941 (L'ammaliatrice); un apologo fantastico, I Married a Witch, 1942 (Ho sposato una strega); una favola surreale, It Happened Tomorrow, 1944 (Avvenne domani); un giallo, And Then There Were None, 1945) (Dieci piccoli indiani), adattamento del celebre racconto di Agatha Christie.

Dopoguerra e ritorno in Francia

Clair ottiene l'autorizzazione per il rientro in Francia e nel luglio del 1945 torna in patria.

Nel 1947 dirige Le Silence est d'or (Il silenzio è d'oro), un film sui suoi temi più cari, Parigi e il Cinema, "ritrovando ancora una volta il suo sguardo più autentico, ormai fattosi maturo e venato di un filo di malinconica nostalgia".Le Garzantine - L'Universale Cinema, 2006, p. 212

Inizia la collaborazione con l'attore Gérard Philipe che interpreterà i suoi tre film successivi: La Beauté du diable (La bellezza del diavolo), 1950, una rivisitazione del Faust di Johann Wolfgang von Goethe; Les Belles de nuit (Le belle della notte), 1952, racconto fra il sogno e la fantasia; Les Grandes manoeuvres (Le grandi manovre), 1955, una commedia sofisticata sull'amore e sulla guerra.

Con il film Porte des Lilas (Il quartiere dei lillà), 1957, riprende il tema dell'amicizia e torna a ritrarre il mondo parigino.

Regista teatrale Nel 1959 Clair sperimenta la messa in scena teatrale adattando per il Théâtre National Populaire On ne badine pas avec l'amour di Alfred de Musset, interpretato da Gérard Philipe. Ultimi film

Realizza alcuni episodi inseriti in film collettivi come Il matrimonio (Le mariage), episodio di La francese e l'amore (La Française et l'amour) (1960), con la collaborazione di Decoin, Delannoy, Boisrond, Verneuil, Christian-Jaque, J.P. Le Chanois e I due piccioni (Les Deux pigeons), episodio di Le quattro verità (Les Quatre vérités) (1962) per la regia di Blasetti, Berlanga, Bromberger.

I suoi due ultimi lungometraggi sono Tutto l'oro del mondo (Tout l'or du monde), 1961 e Per il re per la patria e per Susanna! (Les Fêtes galantes), 1965.

Riconoscimenti Gli è stato dato un dottorato onorario dall'Università di Cambridge e ha ricevuto il Grand Prix du Cinéma Français nel 1953. Nel 1960 è stato eletto all'Académie Française.ema.encyclopedie.personnalites.bifi.fr/index.php?pk=8392

Divenne l'icona assoluta del cinema francese e il riconoscimento principale assegnato dall'Académie Française per il cinema porta il suo nome.

Henri Langlois dichiara:

Nel 1974 è presidente del Festival di Cannes.

Critica il critico Henri Langlois ha definito Clair come il regista che meglio incarna lo spirito del cinema francese.

Sapienza linguistica

Autorialità

Un montreur d'ombres Nominato membro dell'Académie Française, nel discorso inaugurale pronunciato il 10 maggio 1962, il regista presenta se stesso e la sua arte, il cinema, con queste parole:

Scritti critici René Clair, scrittore, giornalista, critico letterario, ha raccolto i suoi scritti sul cinema: