Il palazzo del Bargello, che prende il nome dal Bargello (cioè il capo della polizia locale) di cui, secondo la tradizione, era la residenza, si trova a Gubbio, di cui è un tipico esempio dell'architettura gotica in una cittadina prettamente medievale.
Descrizione
Il palazzo, a tre piani, perfettamente conservato, risale ai primi anni del 1300 e sorge nella medievale e suggestiva via dei Consoli in largo del Bargello. Nell'edificio hanno sede la Società Balestrieri di Gubbio e il museo della balestra.
La costruzione presenta tutte le peculiarità della tipica casa eugubina con due ingressi: il principale dava accesso alle botteghe e alle cantine, il minore agli appartamenti; i piani sono delimitati da raffinate cornici marcapiano, rivestiti interamente in conci che ne fanno uno dei più significativi e visitati monumenti della città umbra. Il prospetto è impreziosito da una finestra con supporto in pietra centinata, cioè con la parte terminale curvata.
Il fabbricato, oltre all'elegante architettura, è noto per altri due motivi. Il primo consiste nella presenza, accanto al grande portale d'ingresso, della cosiddetta 'porta del morto', con la soglia leggermente più alta rispetto al piano stradale. La struttura caratteristica delle abitazioni medievali (se ne trova qualcuna anche nelle Marche e nel Lazio) era sempre più stretta delle altre e, secondo la tradizione, appariva ininterrottamente murata e aperta soltanto per far passare la bara del defunto, morto nella casa. L'ulteriore variante la indica, invece, come una comune porta d'ingresso alle stanze abitate, dotata di una scaletta mobile di legno che, di notte, veniva tolta per motivi di sicurezza.
Nell'epoca delle signorie, peraltro, si placarono gli attriti tra le famiglie di Gubbio e, per avere maggiori agi, si preferì murare l'angusta porticina e adoperare il vicino ingresso del magazzino, più funzionale, riaprendo la prima solo per l'eventuale passaggio della cassa da morto.
Il secondo motivo della rinomanza del palazzo eugubino risiede nel fatto che, di fronte ad esso, si trova l'omonima fontana cinquecentesca (rifatta nel 1862), denominata fontana dei matti. Secondo un'antica tradizione tuttora in uso, infatti, lo straniero che compie tre giri di corsa intorno ad essa, mentre altre persone lo bagnano con l'acqua, acquisisce la cittadinanza di Gubbio ed il titolo onorifico di Matto d'Agobbio ossia la patente di "Matto onorario di Gubbio": ma matto, in tal caso, non significa squilibrato o demente bensì, facendo riferimento alla proverbiale imprevedibilità e ironia tipica degli eugubini, mattacchione e bizzarro.
Note
Bibliografia
Voci correlate Palio della Balestra
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Categoria:Palazzi di Gubbio Categoria:Architetture gotiche della provincia di Perugia Categoria:Palazzi gotici dell'Umbria