La Renault Mégane II è la seconda generazione della Renault Mégane, un'autovettura di fascia medio-bassa prodotta dalla casa automobilistica francese Renault dal 2002 al 2008/2010 in base alle versioni.
Storia e profilo Debutto
All'inizio del 2000, pochi mesi dopo il restyling di metà carriera della prima generazione della Mégane, si diede il via al progetto X84, destinato all'erede della segmento C francese, della quale si sapeva che avrebbe conservato il nome. Tale progetto durò all'incirca due anni e mezzo e la presentazione del modello definitivo si ebbe al Salone dell'automobile di Parigi del 2002, dove la Mégane II fu proposta con carrozzeria berlina a tre e a cinque porte. Mentre quest'ultima riprendeva il testimone della precedente cinque porte, l'altra configurazione di carrozzeria era inedita e non andava che in parte a sostituire la Coach, poiché quest'ultima era una vera coupé. Ciononostante in Francia si continuò a chiamarla Coupé, ma nel resto d'Europa fu semplicemente la 3 porte.
Design ed equipaggiamenti Rispetto al modello uscente, la seconda serie risultò più lunga di 4,9 cm e più larga di 7,7 cm, e con un passo cresciuto di 4.5 cm per favorire l'abitabilità interna.
Come la precedente generazione, anche la nuova fu frutto dell'équipe di designer diretta da Patrick Le Quément. Quest'ultimo cercò di diffondere su vasta scala quei concetti stilistici proposti poco tempo prima su due modelli destinati a numeri di vendita sensibilmente inferiori, vale a dire la Vel Satis e la Avantime. Fu in particolare dalla insolita monovolume-coupé che la Mégane II attinse a piene mani, proponendo elementi come l'ampio parabrezza inclinato, i fari anteriori spigolosi e a sviluppo orizzontale, la fiancata a doppia angolatura, lo scalino tra profilo laterale del cofano motore e linea di cintura, il massiccio montante posteriore verticale (questo nella variante a cinque porte, mentre la tre porte era invece caratterizzata nella stessa zona da un montante a forma triangolare), il lunotto avvolgente, sempre in posizione verticale, i gruppi ottici posteriori assai spigolosi e il vano bagagli curvilineo, anche se con un elemento trasversale spigoloso, e ben sporgente all'indietro.
Questi ultimi due elementi stilistici furono anche tra le caratteristiche dell'ammiraglia Vel Satis, della quale la nuova Mégane riprese altre caratteristiche, come ad esempio la calandra formata da due "baffi" posti tra i gruppi ottici e lo stemma centrale della casa francese. Fu tra l'altro proprio il baule posteriore sporgente e dal disegno curvilineo a contribuire in maniera evidente alla particolare linea della Mégane II, che apparve così come una via di mezzo tra una due volumi e una due volumi e mezzo. In generale, però, la vettura venne classificata come due volumi pura e semplice.
L'abitacolo offriva spazio a dovere per gli occupanti anteriori, mentre chi sedeva dietro era più penalizzato, specialmente il quinto passeggero in posizione centrale: un rigonfiamento presente al centro del divano rendeva quest'ultimo piuttosto scomodo in quella zona per chi fosse andato a sedervisi. In compenso, la vettura era ricca di vani portaoggetti, per un totale di 44 litri adibiti a tale scopo. Il posto guida non spiccava per livello di innovazione, ma era comunque piuttosto razionale nel complesso, eccezion fatta per alcuni comandi in posizioni poco intuitive.
Tra le novità presenti nell'abitacolo c'era un particolare airbag sistemato sotto la parte anteriore della seduta dei sedili anteriori che, in caso di impatto frontale, si gonfiava provocando l'infossamento del fondoschiena degli occupanti, evitando così che questi andassero a scivolare sotto la cintura di sicurezza. Tale sistema veniva montato unicamente nella berlina 3 porte poiché, in fase di progetto, per agevolare l'accesso ai sedili posteriori si era dovuto montare un meccanismo di avanzamento dei sedili che costrinse i progettisti a rinunciare al doppio pretensionatore per le cinture. Tale circostanza avrebbe comportato l'eventualità che in caso di impatto frontale i due occupanti sarebbero scivolati in avanti, sotto la cintura di sicurezza, quindi montando l'airbag antiscivolo tale eventualità fu scongiurata.
Questa soluzione andò a far parte del corredo voluto in tema di sicurezza automobilistica, costituito anche da numerosi altri airbag (fino a dieci in totale, a seconda del livello di equipaggiamento). Ciò permise alla Mégane II di raggiungere le cinque stelle nei crash-test Euro NCAP.
Rimanendo sempre nell'abitacolo, i tessuti e gli inserti variavano a seconda della scelta del cliente: era possibile scegliere tra quattro diversi tipi di "ambiente", ossia appunto di materiali, tessuti e tinte utilizzati per l'abitacolo e fra tre livelli di equipaggiamento. Mentre i primi prendevano le denominazioni di Authentique, Expression, Dynamique e Privilège, i tre livelli di equipaggiamento erano invece denominati Pack, Confort e Luxe. Un'altra novità era stata la chiave elettronica, già introdotta nella Laguna II e che nel caso della "sorella minore" poteva essere scelta in versione evoluta (con equipaggiamento Luxe) o semplificata (per gli altri due equipaggiamenti). La Mégane II presentò anche il tetto panoramico in vetro, disponibile come optional e che di lì a pochi anni sarebbe stato proposto anche da altre case costruttrici in chiave più o meno evoluta.
Quanto al bagagliaio, offriva una capacità di 330 litri, ampliabili a 1.190 abbattendo lo schienale posteriore.
Struttura, meccanica e motori Per quanto riguarda l'aspetto tecnico, la Mègane II inaugurò un nuovo pianale sviluppato congiuntamente con la Nissan, a cui la Casa francese era legata già dal 1999. Si trattava del secondo pianale comune, poiché il primo era quello utilizzato per la terza generazione della Nissan Micra, che aveva debuttato già nel marzo 2002 in Giappone come Nissan March, e che sarebbe stato utilizzato in seguito per la Clio III. Questo fu il primo nato per il mercato europeo; denominato Piattaforma C, sarà la base a partire dalla quale avrebbero in seguito tratto origine numerosi altri modelli costruiti dalle due Case, tra cui la Nissan Qashqai.
Oltre alla differenza del passo, aumentato da 2.580 a 2.625 mm, anche le carreggiate avevano subito un significativo incremento, pari a 6 cm all'avantreno e a 6,4 cm al retrotreno. Tali caratteristiche avrebbero influito positivamente sul comportamento stradale della vettura.
La struttura sfruttava acciai a elevato o elevatissimo limite elastico, cioè caratterizzati da una resistenza tre volte superiore rispetto a quella dei normali acciai.
Lo schema meccanico era di tipo tradizionale, con motore anteriore trasversale e trazione anteriore.
Per quanto riguarda la meccanica, montava sospensioni anteriori di tipo pseudo-MacPherson e posteriori a ruote interconnesse. Erano inoltre presenti ammortizzatori e molle elicoidali sistemati in posizione coassiale, nonché una barra antirollio per asse. L'impianto frenante prevedeva quattro dischi, dei quali quelli anteriori erano autoventilanti, con ABS e EBV. I dischi anteriori erano da 280 mm di diametro, mentre quelli posteriori erano da 240 mm. Lo sterzo era del classico tipo a cremagliera.
La gamma motori era derivata in parte dalla Clio e in parte dalla più grande Laguna. Al suo debutto era disponibile nelle seguenti motorizzazioni:
1.4 16v: motore di base consistente nell'unità K4J da 1390 cm³ con potenza massima di 98 CV; 1.6 16v: motore K4M da 1598 cm³ e con 113 CV di potenza massima; 2.0 16v: motore F4R da 1998 cm³ di cilindrata e con 134 CV di potenza massima; 1.5 dCi: motore K9K turbodiesel common rail da 1461 cm³ di cilindrata e con 82 CV di potenza massima; 1.9 dCi: motore F9Q turbodiesel common rail da 1870 cm³ di cilindrata e con 120 CV di potenza massima.
Il cambio era un 5 marce manuale derivato dalla terza generazione della Nissan Primera; le versioni di punta (2.0 16v e 1.9 dCi) montavano un cambio a 6 marce, sempre manuale.
Evoluzione La carriera commerciale della Mégane II cominciò di lì a poco, con i siti di produzione per il mercato europeo fissati a Douai (Francia) e a Palencia (Spagna).
Nel 2003 si ebbe l'arrivo delle altre varianti di carrozzeria, e cioè la station wagon, denominata GrandTour, la berlina a 4 porte, che perse la vecchia denominazione Classic per chiamarsi semplicemente Mégane Sedan, e la versione cabriolet, che rinunciò alla capote in tela per orientarsi verso un tetto ripiegabile in metallo. Per quanto riguarda la gamma motori il 1.4 16v a benzina e il 1.5 dCi vennero proposti rispettivamente anche con potenze di 82 CV e 100 CV. Perciò, nel primo caso si volle proporre una versione particolarmente economica, mentre nel secondo caso si volle colmare il gap tra il 1.5 dCi di base (da 82 CV) e il più grande e potente 1.9 dCi da 120 CV.
Nel 2004 si registrò l'arrivo di due motorizzazioni più spinte, entrambe 2 litri turbo, che in un caso arrivava a erogare 165 CV, mentre nell'altro raggiungeva 225 CV. Quest'ultimo livello di potenza caratterizzava la versione sportiva di punta, ossia la Mégane RS che sarebbe divenuta un punto di riferimento per le segmento C ad alte prestazioni. Nello stesso anno in alcuni mercati il 1.9 dCi fu proposto anche in versione depotenziata a 90 CV.
Il 2005 vide un aggiornamento diffuso su tutta la gamma: il 1.4 16v da 82 CV venne tolto di listino, mentre il 1.6 passò da 113 a 111 CV pur mantenendo invariate le doti di coppia. Tale motorizzazione venne inoltre proposta anche con alimentazione bi-fuel benzina/GPL: in questo caso la potenza scese a 102 CV. Sul fronte diesel il 1.5 dCi, proposto ancora in due livelli di potenza, vide le proprie prestazioni passare da 82 e 100 CV a 86 e 106 CV. Analogamente il 1.9 dCi passò a 130 CV.
Restyling 2006
Nel 2006 si ebbe il restyling di mezza età: il frontale venne ridisegnato in maniera tale che i gruppi ottici fossero perfettamente allineati con i "baffetti" della calandra (nella versione pre-restyling gli uni e gli altri formavano un angolo, benché quasi piatto). Anche lo scudo paraurti fu ridisegnato e così pure la coda, dove vennero aggiornate le grafiche dei fari posteriori, dove ora la zona riservata alle luci di retromarcia era a sviluppo orizzontale anziché verticale come in precedenza. Alcune novità anche tra i motori con l'arrivo del nuovo 2 litri dCi da 150 CV, e l'uscita di scena del 2 litri turbo da 163 CV. Una novità minore fu quella che vide la versione a GPL incrementare leggermente la propria potenza massima, da 102 a 105 CV.
Nel 2007 vennero presentate una versione speciale della RS, con potenza portata a 230 CV e la 2.0 dCi RS, con la quale si volle proporre una sportiva a gasolio. In questo caso il 2 litri dCi passò da 150 a 175 CV: in pratica si trattava dello stesso 2 litri montato sulla più grande Laguna. Sempre nel 2007 vi fu l'arrivo di un'altra versione "ecologica", ossia la Mégane 1.6 funzionante anche a etanolo E85. Anche in questo caso, come nella versione a GPL, la potenza massima era di 105 CV.
Furono gli ultimi aggiornamenti alla gamma: alla fine del 2008 fu introdotta la Mégane III, ossia la terza generazione della segmento C di Renault, che progressivamente sancì la scomparsa di questa versione. Le prime a uscire di scena furono le due berline a 3 e a 5 porte, e successivamente anche le altre varianti di carrozzeria.
La Mégane berlina a 4 porte