Il ravanello comune o rapanello (R. raphanistrum subsp. sativus (L.) Domin) è una diffusa pianta edule, appartenente alla famiglia delle Brassicaceae.
Tassonomia La famiglia Brassicaceae è una delle più numerose delle Angiosperme, diffusa principalmente nella fascia temperata e fredda del nostro globo. Il Sistema Cronquist la assegnava all'ordine Capparales, mentre la moderna classificazione APG la colloca nell'ordine delle Brassicales. Il genere Raphanus è monospecifico, contenendo solo la specie Raphanus raphanistrum, di cui sono riconosciute diverse forme sub-specifiche come Raphanus raphanistrum subsp. landra e Raphanus raphanistrum subsp. sativus.
La collocazione di quest'ultima sottospecie nell'ambito del genere non ha però sempre messo d'accordo tutti i botanici:. alcuni riconoscono nel genere due specie, Raphanus raphanistrum e Raphanus sativus, mentre altri ne riconoscono una decina, suddivise in due sezioni: RAPHANISTRUM: la siliqua presenta delle evidenti strozzature tra un articolo e l'altro (Raphanus raphanistrum); EURAPHANUS: la siliqua è più compatta (le strozzature tra una articolo e l'altro sono appena rilevabili), inoltre i semi non si staccano uno dall'altro a maturazione del frutto (Raphanus sativus).
All'interno della sottospecie Raphanus raphanistrum subsp. sativus sono state definite due varietà (relativamente all'areale europeo) in base al tipo di radice: "tonda" (var. radicula) o "lunga" (var. niger). Questa divisione però è tutt'altro che rigida in quanto individui a radice tonda potrebbero avere nelle generazioni successive discendenti a radice lievemente allungata e viceversa. Tuttavia non si è mai riscontrata una completa mescolanza tra le due varianti; cioè individui con radici rotonde non hanno mai generato discendenti con radici completamente allungate e viceversa.
In realtà ad una analisi più approfondita si riscontra che le varietà "bianche" (il colore si riferisce alla parte esterna della radice) si presentano con una gamma più ampia nella forma della radice (lunga, semilunga, globoso-allungata o rotonda), mentre le varietà "nere o grigie" si presentano tipicamente solamente con due forme: lunghe o rotonde e non con forme intermedie. Esistono anche delle varietà minori: quella "gialla" a radici ovali o rotonde; quella "rosee, rosse e violette" con radici a varie forme come le "bianche".
Gli orticultori a volte introducono una diversa divisione della sottospecie, più pratica per le loro esigenze: "ravanelli di tutti i mesi" a varietà tonde e semilunghe. "ravanelli a forzatura" a varietà tonde e semilunghe.
Per "forzatura" si intende una varietà capace di essere pronta all'uso dopo appena 20 giorni dalla semina. Raphanus raphanistrum subsp. sativus è una pianta di origine ignota (forse da qualche ibridazione antica). Da ricerche fatte sembra che all'origine di queste piante ci siano due tipi primordiali diversi: (1) dal primo discenderebbero le Radici del Giappone con probabile origine nel Giappone o nella Cina; (2) dal secondo discenderebbero le Radici europee con probabile origine nell'Asia centrale (forse il Caucaso)..
Sinonimi Queste sottospecie hanno avuto nel tempo diverse nomenclature. L'elenco che segue indica alcuni tra i sinonimi più frequenti: Raphanistrum gayanum Fisch. & C.A.Mey. Raphanus acanthiformis Morel ex L.Sisley Raphanus caudatus L. Raphanus caudatus L.f. Raphanus chinensis Mill. Raphanus gayanus (Fisch. & C.A.Mey.) G.Don Raphanus indicus Sinskaya Raphanus macropodus H.Lév. Raphanus niger Mill. Raphanus oleifer Steud. Raphanus orbicularis Mill. Raphanus radicula Pers. Raphanus rotundus Mill. Raphanus sativus L. Raphanus sativus subsp. acanthiformis (Morel ex L.Sisley) Stank. Raphanus sativus var. aka-daikon (Kitam.) Sazonova Raphanus sativus f. albescens (Makino) M.Hiroe Raphanus sativus f. esculentus (Metzg.) M.Hiroe Raphanus sativus f. exsuccus (Thell.) M.Hiroe Raphanus sativus convar. hybernus (Alef.) Sazonova Raphanus sativus var. incarnatus Sazonova Raphanus sativus var. lobo Sazonova & Stank. Raphanus sativus var. longipinnatus L.H.Bailey Raphanus sativus convar. minowase (Kitam.) Sazonova Raphanus sativus subf. niger (Mill.) M.Hiroe Raphanus sativus var. niger (Mill.) J.Kern. Raphanus sativus var. nonpinnatus L.H.Bailey Raphanus sativus subf. oleifer (DC.) M.Hiroe Raphanus sativus var. parvipinnatus L.H.Bailey Raphanus sativus convar. radicula (Pers.) Sazonova Raphanus sativus var. roseus Sazonova Raphanus sativus var. rubidus Sazonova Raphanus sativus subf. silvester (W.D.J.Koch) M.Hiroe Raphanus sativus subsp. sinensis Sazonova & Stank. Raphanus sativus var. syrengeus Sazonova Raphanus sativus var. virens Sazonova Raphanus sinensis Thunb. ex Pritz. Raphanus stenocarpus Kitag. Raphanus taquetii H.Lév.
Specie simili Un semplice metodo per distinguere questa sottospecie di Raphanus raphanistrum dalle altre è quello di osservare i frutti. Nella siliqua di Raphanus raphanistrum subsp. sativus i semi sono molto ravvicinati mentre nelle altre sottospecie i semi sono più distanziati e la siliqua si restringe notevolmente per poi riallargarsi tra un seme e il successivo assumendo una forma più caratteristica (siliqua a strozzature).
Etimologia Il nome generico (Raphanus) deriva dalla voce greca raphanos (e successivamente dal latino raphanus) che a sua volta è collegata alla radice greca raphys ("rapa") e al persiano antico rafe, il cui significato approssimativo è "rapida apparizione", alludendo alla rapida germinazione dei semi di queste piante; ma la parola raphanos potrebbe anche avere un collegamento a un'altra radice greca: raphis, il cui significato è "rafide" o "ago", alludendo in questo caso alla forma sottile e allungata di alcune radici di queste piante.
L'epiteto sottospecifico (sativus) significa letteralmente "ciò che è seminato"; indica quindi una pianta seminata e coltivata dall'uomo. In lingua tedesca questa pianta si chiama Garten-Rettich; in francese si chiama radis cultivé; in inglese si chiama garden radish.
Descrizione
Queste piante possono raggiungere l'altezza massima di un metro (minima 20 cm; altezza media 30 cm). Il ciclo biologico è biennale (la fioritura avviene nel secondo anno) e la pianta è monocarpica ossia produce un solo frutto all'anno. In certi casi può essere definita anche a ciclo annuale oppure perenne.. La forma biologica è terofita scaposa (T scap), sono piante erbacee che differiscono dalle altre forme biologiche poiché, essendo annuali, superano la stagione avversa sotto forma di seme. Sono inoltre munite di asse fiorale eretto con poche foglie. Ma possono essere definite anche emicriptofite scapose (H scap), ossia piante con gemme svernanti al livello del suolo e protette dalla lettiera o dalla neve. Tutta la pianta è fondamentalmente glabra.
Radici La radice è del tipo a fittone ingrossato con varie forme. Questa radice ha la caratteristica di accumulare inizialmente al suo interno diverse quantità di sostanze nutritive per poi essere utilizzate durante lo sviluppo successivo del fiore e del frutto. È questo il motivo per cui la radice si gonfia così notevolmente. Il colore normalmente è rosso vivo (ma vi sono molte varietà a colori diversi). Nelle piante selvatiche la radice tende a regredire in una forma sottile. Mentre invece nelle varietà coltivate la forma è molto varia (rotonda, globosa, semi-lunga, lunga). Dimensioni delle radici: larghezza 0,5 – 45 cm; lunghezza: 1 – 100 cm (in Cina e in Giappone la varietà longipinnatus LH Bailey possiede una radice da 50 kg di peso e 1 m di lunghezza, con rosette basali enormi di circa 2 m di diametro). Fusto
Parte ipogea: assente Parte epigea: la parte aerea è eretta e ramosa in alto. La superficie nella parte bassa è sparsa di setole riflesse o peli globulosi (lunghi 2 mm). Foglie
Le foglie inferiori (quelle basali) sono picciolate, lirate e divise in segmenti (normalmente 7 o più lobi). Il segmento terminale (apicale) è più grande ed ha una forma tonda; quelli laterali sono più piccoli ed hanno una forma ovale o oblunga e possono essere intercalati da altri segmenti più piccoli. Tutti i segmenti sono variamente dentati. Le foglie superiori (progressivamente ridotte) sono intere a forma lanceolata o ovale e con bordi dentati. Lunghezza del picciolo: 1 – 30 cm. Lunghezza delle foglie basali 4 – 8 cm. Dimensioni del lobo apicale: larghezza 2 – 3 cm; lunghezza 2 – 4 cm. Dimensione degli altri lobi laterali: larghezza 3 – 6 mm; lunghezza 8 – 12 mm.
Infiorescenza L'infiorescenza è formata da un racemo terminale e aperto composto da diversi fiori (nessuno dei quali in posizione apicale) con un brevi pedicelli. La fioritura avviene nel secondo anno di vita della pianta. Fiore
I fiori sono ermafroditi, attinomorfi (in realtà sono fiori dissimmetrici – a due piani di simmetria) e tetrameri (calice e corolla composti da 4 parti). I fiori non sono molto grandi e sono colorati di violetto, rosa-lillacino o bianco-rosato, ma a volte anche giallognolo. Diametro del fiore 15 – 25 mm. Formula fiorale: * K 2+2, C 4, A 2+4, G 2 (supero) Calice: il calice è formato da 4 sepali a volte screziati di violetto, eretti e addossati alla base dei petali. Lunghezza dei sepali 7 – 8 mm. Larghezza dei sepali: 1 – 2 mm. Corolla: i petali, in posizione alternata ai sepali, sono 4 a forma obovato-obcordata, lievemente biloba; sono inoltre unguicolati. La superficie presenta delle vistose nervature a colore più scuro. Dimensione dei petali: lunghezza 12 – 15 mm; larghezza 3 – 8 mm. Androceo: gli stami sono 6 didinami (2 brevi e 4 lunghi) e sono privi di appendici; le antere sono sagittate. Lunghezza dei filamenti 5 – 12 mm. Lunghezza delle antere: 1,5 – 2 mm. Gineceo: l'ovario (bi-carpellare) è supero a forma oblungo-lineare sormontato da uno stilo con stimma capitato. Fioritura: da maggio a settembre. Impollinazione: tramite insetti. Frutti
Il frutto è una siliqua rigonfiata nella zona centrale e ristretta all'apice. Da un punto di vista anatomico è formata da due segmenti: una parte inferiore senza semi e una parte superiore semi-infera terminante con un becco. Le dimensioni di questo frutto sono tali per cui è quattro volte più lungo che largo. Non è deiscente lungo le due valve come le altre silique (delle specie di altri generi della stessa famiglia). Il frutto contiene diversi semi disposti nella direzione longitudinale e sono separati uno dall'altro da setti spugnosi trasversali. Tra un seme e l'altro la siliqua è appena strozzata (non così vistosamente come nelle altre sottospecie dello stesso genere). Alcune serie di semi sono aderenti alla placenta che è molto fine. La superficie del frutto è percorsa da 6 – 8 solchi longitudinali. Dimensione dei frutti: larghezza 8 – 15 mm; lunghezza 30 – 70 mm. Lunghezza del becco: 10 – 15 mm.
Distribuzione e habitat Geoelemento: il tipo corologico (area di origine) è Mediterraneo – Cosmopolita (ma è una indicazione approssimata in quanto per molti botanici l'origine è incerta). Diffusione: in genere questa pianta è coltivata per cui viene considerata sub-spontanea. La distribuzione delle varietà spontanee di queste piante è comunque molto ampia: Europa, Asia occidentale, Africa boreale e l'India, il Giappone e l'America (queste ultime tre aree probabilmente per naturalizzazione). In Italia è comune su tutto il territorio. Nelle Alpi italiane si trova nelle seguenti province: BG BZ BL. Fuori dall'Italia (sempre nelle Alpi) si trova nelle seguenti regioni: Alpes-de-Haute-Provence e Isère per la Francia; Vallese, Berna, Ticino e Grigioni per la Svizzera; Vorarlberg, Tirolo settentrionale, Carinzia e Stiria per l'Austria. Sui rilievi europei si trova nelle seguenti zone: Massiccio del Giura, Pirenei e Alpi Dinariche.