Figlio del famoso feldmaresciallo August von Mackensen, protagonista di molte vittorie della Germania imperiale durante la prima guerra mondiale, e fratello di Hans Georg von Mackensen, ambasciatore a Roma del Terzo Reich, si distinse come comandante di truppe corazzate durante la prima parte della seconda guerra mondiale, guidando i suoi panzer a numerose vittorie sul fronte orientale e avanzando nel 1942 fino al Caucaso.

Trasferito in Italia nel 1943, nel gennaio dell'anno seguente assunse il comando della 14. Armee incaricata di fronteggiare le truppe alleate sbarcate ad Anzio e riuscì a bloccare l'avanzata nemica anche se i suoi numerosi contrattacchi non raggiunsero successi decisivi. Durante la battaglia finale per Roma nella primavera del 1944 non riuscì a fermare l'avanzata alleata e venne destituito dal feldmaresciallo Albert Kesselring.

Durante il suo periodo di comando in Italia era anche il comandante militare dell'area di Roma e si rese responsabile di crimini di guerra; in particolare fu lui che decise, dopo l'attentato di via Rasella, il rapporto di dieci italiani da uccidere alle Fosse Ardeatine per ogni soldato tedesco morto. Nel novembre del 1946 venne processato a Roma e condannato alla pena di morte mediante fucilazione; tuttavia la pena non venne eseguita e von Mackensen venne rimesso in libertà nel 1952.

Biografia Gli inizi della carriera militare Originario di Bromberg, l'attuale città polacca di Bydgoszcz, nella Posnania, Eberhard von Mackensen era figlio del feldmaresciallo August von Mackensen, uno dei più prestigiosi e capaci comandanti tedeschi della prima guerra mondiale, vincitore della Serbia e della Romania. Il giovane Eberhard seguì la carriera militare del padre e nell'ottobre 1908 entrò nell'esercito tedesco come aspirante ufficiale in un reggimento di cavalleria di ussari e nel marzo 1910 venne promosso leutnantF. De Lannoy/J. Charita, Panzertruppen, p. 74.. Durante la prima guerra mondiale esercitò incarichi di stato maggiore nel quartier generale della sua unità di cavalleria e, dopo essere stato nominato prima oberleutnant nell'agosto 1915 e poi hauptmann, nel Gruppo d'armate "Scholtz" che controllava le armate degli Imperi Centrali sul Fronte macedone.

Dopo la sconfitta della Germania nella Grande Guerra e lo scioglimento dell'esercito imperiale, von Mackensen rimase in servizio entrando a far parte della piccola Reichswehr inquadrato con il grado di Rittermeister nel 5. Reiter Regiment; quindi nel 1922 venne trasferito come comandante di squadrone del vecchio 1. Leibhusaren Regiment. La carriera di von Mackensen proseguì in seguito nei quadri dello stato maggiore; nel 1933 divenne capo di stato maggiore del Kavalleriekorps, il corpo di cavalleria della Reichswehr, mentre nel maggio 1935 assunse lo stesso incarico nel X corpo d'armata; il 1º settembre 1934 era già stato promosso oberst. Alla vigilia della seconda guerra mondiale, von Mackensen era generalmajor, dal 1º gennaio 1939, e comandante della 1. Kavaleriebrigade.

Attività nella prima fase della seconda guerra mondiale Sul fronte orientale nel 1941 Durante le prime campagne della seconda guerra mondiale von Mackensen non prestò servizio in compiti di comando sul fronte combattente ma esercitò funzioni di stato maggiore all'interno di quartier generali; nel corso della campagna di Polonia era il capo di stato maggiore della 14. Armata che faceva parte del Gruppo d'armate A del generale Gerd von Rundstedt, mentre durante la campagna di Francia divenne capo di stato maggiore della 12. Armata del generale Wilhelm List che svolse un compito molto importante nella fase di sfondamento iniziale sulla Mosa fino alle coste della Manica. Dopo la vittoria all'ovest von Mackensen venne ancora promosso al grado superiore di general der Kavalerie a partire dal 1º agosto 1940.

Il 15 gennaio 1941 von Mackensen ricevette finalmente un incarico di comando operativo assumendo la guida del nuovo 3º Panzerkorps, una formazione corazzata costituita da due Panzer-Division assegnata al 1. Panzergruppe del generale Ewald von Kleist; questo potente raggruppamento meccanizzato avrebbe costituito l'elemento di punta del Gruppo d'armate Sud del feldmaresciallo von Rundstedt che, schierato nel settore meridionale del fronte orientale, avrebbe preso parte all'imminente operazione Barbarossa contro l'Unione Sovietica.

A partire dal 22 giugno 1941, giorno d'inizio dell'offensiva generale della Wehrmacht in oriente, von Mackensen guidò con notevole abilità le sue forze corazzate che avanzarono subito in profondità e respinsero i primi contrattacchi delle riserve mobili sovietiche; i reparti di von Mackensen presero parte alla grande battaglia di Brody-Dubno e rivendicarono la distruzione di 267 carri armati nemiciR. Kirchubel, Operation Barbarossa 1941 (1), p. 33.. I panzer del 3º Panzerkorps avanzarono in testa al 1. Panzergruppe e conquistarono prima Luck e Rovno e quindi entrarono a Berdičev il 7 luglio e a Žitomir il 9 luglioR. Kirchubel, Operation Barbarossa 1941 (1), pp. 33-38.; per queste brillanti vittorie von Mackensen ricevette il 27 luglio la prestigiosa decorazione della Croce di cavaliere della Croce di ferro.

Dopo i successi iniziali von Mackensen fece avanzare direttamente verso Kiev la 13. Panzer-Division che si spinse fino a trenta chilometri dalla grande città ucraina e attraversò il fiume Irpen; le unità di testa del generale erano però troppo deboli e isolate e l'alto comando tedesco decise di evitare un attacco frontale a Kiev difesa da crescenti forze sovietiche. Von Mackensen ricevette invece alla fine del mese di luglio l'ordine di dirottare le sue forze corazzate verso sud per prendere parte alla grande battaglia di accerchiamento di Uman'R. Kirchubel, Operation Barbarossa 1941 (1), pp. 45-49.. Dopo la distruzione delle armate sovietiche accerchiate a Uman' l'avanzata del Gruppo d'armate Sud riprese e von Mackensen guidò il 3º Panzerkorps in direzione del Dnepr che venne attraversato con successo a Dnepropetrovsk il 25 agosto 1941 dove venne costituita una grande testa di ponte. In questa fase von Mackensen ebbe il controllo operativo anche delle unità italiane del CSIR inviate a rinforzare le sue truppe schierate nella testa di ponteR. Kirchubel, Operation Barbarossa 1941 (1), p. 60.. Dal 1º ottobre 1941 von Mackensen avanzò da Dnepropretrovsk verso sud in direzione della costa del Mar Nero e occupò Melitopol' il 5 ottobreR. Kirchubel, Operation Barbarossa 1941 (1), p. 72..

Il 22 ottobre 1941 Hitler e l'alto comando tedesco decisero di continuare ancora l'avanzata nel settore meridionale con l'obiettivo di raggiungere prima dell'inverno Rostov sul Don e le vie di accesso al Caucaso; von Mackensen venne incaricato di marciare con le sue unità corazzate del 3º Panzerkorps, la formazione di punta della 1. Panzerarmee del generale von Kleist, verso Rostov e occupare la cittàR. Kirchubel, Operation Barbarossa 1941 (1), pp. 77-79.. Il generale iniziò l'attacco il 17 novembre 1941 e dopo violenti scontri gli elementi di testa riuscirono a raggiungere Rostov il 20 novembre e penetrarono all'interno della città; anche i grandi ponti sul Don vennero occupati di sorpresa. Il successo fu di breve durata, l'Armata Rossa era decisa ad impedire l'avanzata tedesca verso il Caucaso e contrattaccò sul fianco del 3º Panzerkorps, il 25 novembre von Mackensen fu costretto a ritirare parte delle sue forze per proteggere le retrovie, mentre i reparti rimasti dentro Rostov subirono una serie di attacchi in massa e si trovarono in grave difficoltàP. Carell, Operazione Barbarossa, pp. 362-365.. Il 1º dicembre 1941 il feldmaresciallo Walter von Reichenau, nuovo comandante del Gruppo d'armate Sud, decise per evitare una disfatta di ordinare a von Mackensen, nonostante l'opposizione di Hitler, di abbandonare Rostov e ripiegare dietro la posizione del fiume Mius. I tedeschi evacuarono la città e si ritirarono con difficoltà sulla nuova posizione dove von Mackensen raggruppò le sue forze e riuscì a stabilizzare la situazione resistendo durante tutto l'inverno ai nuovi attacchi sovieticiP. Carell, Operazione Barbarossa, pp. 365-367..

Sul fronte orientale nel 1942-1943 Nella primavera 1942 von Mackensen mantenne il comando del 3º Panzerkorps che, dopo essere stato completamente riequipaggiato con i nuovi mezzi corazzati, rimase alle dipendenze del Gruppo d'armate Sud passato al comando del feldmaresciallo Fedor von Bock e incaricato di svolgere il ruolo principale nell'operazione Blu, la nuova grande offensiva estiva tedesca sul fronte occidentale. Ancora prima dell'inizio dell'attacco generale von Mackensen prese parte all'aspra e sanguinosa seconda battaglia di Char'kov che ebbe inizio il 12 maggio 1942 con una pericolosa e inattesa offensiva sovietica in direzione della grande città ucraina. Il generale ebbe ruolo decisivo nella battaglia; il 3º Panzerkorps sferrò il 17 maggio il contrattacco sul fianco meridionale delle truppe sovietiche e contribuì con i suoi panzer a chiudere in una grande sacca due armate nemiche; von Mackensen diresse anche con abilità la fase finale della battaglia, organizzando uno schieramento di sbarramento che distrusse progressivamente le forze sovietiche accerchiateP. Carell, Operazione Barbarossa, pp. 552-554.. Per il suo brillante successo von Mackensen ricevette il 26 maggio 1942 la decorazione delle foglie di quercia della Croce di cavaliereAA.VV., Il Terzo Reich. In marcia verso Stalingrado, p. 21..

L'operazione Blu ebbe inizio effettivamente il 28 giugno 1942 e von Mackensen, che alcuni giorni prima aveva costituito con le sue truppe del 3º Panzerkorps teste di ponte sul Donec e sull'Oskol, guidò l'avanzata in profondità della 1. Panzerarmee del generale von Kleist che era incaricata di nuovo di marciare su Rostov e quindi verso il Caucaso. La resistenza sovietica inizialmente fu debole e von Mackensen poté raggiungere con le sue forze corazzate la città di Rostov che venne conquistata per la seconda volta il 23 luglio 1942. Subito dopo il generale attraversò il Don e iniziò l'avanzata nella steppa verso gli importanti pozzi di petrolio del Caucaso; il 9 agosto von Mackensen occupò MajkopP. Carell, Operazione Barbarossa, pp. 574, 594 e 610..

Nonostante successi apparentemente decisivi, l'avanzata tedesca verso il Caucaso nelle settimane seguenti divenne sempre più difficoltosa di fronte alla crescente resistenza sovietica; von Mackensen guadagnò ancora terreno con il 3º Panzerkorps ma le forze mobili tedesche si stavano logorando e alla fine di settembre il Gruppo d'armate A tedesco dovette temporaneamente arrestare la sua marcia sul margine settentrionale della catena montuosaP. Carell, Operazione Barbarossa, pp. 641-642.. Alla fine di ottobre l'offensiva tedesca riprese e von Mackensen fu incaricato di sferrare un attacco a tenaglia per conquistare Vladikavkaz; dopo duri combattimenti i mezzi corazzati tedeschi conquistarono una testa di ponte sul fiume Terek e arrivarono il 5 novembre 1942 a pochi chilometri dalla città, ma i sovietici passarono al contrattacco e le unità di testa di von Mackensen rischiarono di essere accerchiateP. Carell, Operazione Barbarossa, pp. 642-643.. Solo con grande difficoltà i tedeschi poterono ripiegare a nord del fiume e il 12 novembre ristabilirono i collegamenti; il generale dovette passare definitivamente sulla difensiva; l'intero Gruppo d'armate A era ormai bloccato alla vigilia della grande offensiva invernale sovieticaP. Carell, Operazione Barbarossa, p. 643..