Biografia
Gli anni formativi Renzo Dubbini si è laureato a Venezia nel 1976 presso l’Università Iuav di Venezia con una tesi in storia dell’architettura sotto la direzione di Georges Teyssot. Nel 1977 ha iniziato la propria carriera accademica nel ruolo di assistente incaricato all’interno del Dipartimento di Storia dell’Architettura diretto da Manfredo Tafuri.
Temi di ricerca La sua attività didattica e le sue ricerche si sono subito orientate su temi di architettura contemporanea (tra XVIII e XX secolo) e in particolare allo studio delle interrelazioni tra programmi architettonici, progettazione degli spazi, elaborazioni tecnologiche e rappresentazioni. Inoltre ha tenuto seminari autonomi su “L’architettura e la città medievale”, “L’archeologia degli architetti tra illuminismo e romanticismo”, “Lo spettacolo della metropoli”. Le sue ricerche, condotte su basi documentali e caratterizzate da un metodo interdisciplinare, hanno ricevuto significativi stimoli dagli studi di autori come James Ackerman, Mark Girouard, Jean Starobinski, Robert Rosenblum, Jacques Guillerme, Jurgis Baltrusaitis, Robin Evans, Michel Foucault, Nelson Goodman, Jonathan Crary, John Wilton-Ely, Francis Haskell, Enrico Castelnuovo, Jean-Louis Cohen, Neil Levine, David Van Zanten, John Dixon Hunt. Nelle sue pubblicazioni più importanti emergono gli esiti di studi rivolti a campi d’indagine innovativi e poco studiati. Nel libro “Architettura delle prigioni” (Angeli, Milano 1986) si attua il superamento di una storia meramente tipologica a favore di uno studio degli spazi in relazione ai moderni principi giuridici e alla storia sociale. Il volume “Geografie dello sguardo. Visione e paesaggio in età moderna” (Einaudi, Torino 1994; ed. americana University of Chicago Press, Chicago-Londra 2002) colloca lo studio dell’architettura e delle città in una “geografia” che trova una precisa corrispondenza con le tecniche della visione post-rinascimentale e le sedimentazioni della cultura visiva contemporanea. Nel volume dedicato a Henri Labrouste (Grandi monografie Electa, Milano 2002) il maestro francese, analizzato nel contesto della tradizione Beaux-Arts, viene per la prima volta separato dalla “mitologia” del moderno e inquadrato in una più vera e aggiornata dimensione storiografica. Nei più recenti volumi, “Di paesaggi, architetture e città” (Allemandi, Torino 2012) e “Paesaggi e storia” (Marsilio-IUAV, Venezia 2013), l’indagine del paesaggio territoriale e urbano si estende alle tematiche dell’arte e dell’estetica contemporanee e allo studio delle modificazioni dei significati prodotte attraverso diversi media (dalle arti grafiche, alla fotografia, al cinema).
Ruoli accademici e impegno culturale Dagli anni ’80 ha tenuto conferenze e seminari in università e istituzioni culturali italiane e straniere. Nel 2004 è stato invitato al convegno mondiale degli storici dell’arte (Montreal). È membro dell’Association française des historiens de l’architecture e dell’European Architectural History Network. Nel 1999 ha curato (con R. Sordina) la mostra “H VEN LC. Hopital de Venise Le Corbusier” in collaborazione con la Fondation Le Corbusier (Venezia Archivio Progetti, con allestimenti successivi a Mendrisio e Losanna). È stato curatore scientifico della Mostra “Tra paesaggi e storia. Wright e l’architettura organica allo IUAV”, Venezia 2018. È stato inoltre curatore scientifico del Padiglione Venezia (2011-2015) presso la Biennale di Venezia. In questo ambito ha organizzato 4 mostre : “Plessi: Mari Verticali”, “Nicholas Hawksmoor: Methodical Imaginings”, “Silk Map”, “Daniel Libeskind. Sonnets in Babylon” (nella quale hanno fornito uno speciale contributo creativo un gruppo di studenti di IUAV). All’interno dell’Università Iuav di Venezia ha avuto ruoli di sempre maggiore rilievo. È stato negli anni ’90 membro della Commissione scientifica, del Comitato scientifico dell’Archivio Progetti. È stato per due volte vice-direttore del Dipartimento di Storia dell’architettura; poi direttore dello stesso dipartimento (2006-2010). Dal 2009 al 2012 delegato del rettore per le attività culturali ed editoriali di Ateneo. Dal 2012 al 2015 è stato direttore del Dipartimento di Architettura Costruzione Conservazione. Dal 2015, in quanto prorettore vicario, è stato membro del Senato accademico e del Consiglio di amministrazione.
Opere Architettura delle prigioni. I luoghi e il tempo della punizione (1700-1880), Angeli, Milano 1986 Geografie dello sguardo. Visione e paesaggio in età moderna, Einaudi, Torino 1994 Henri Labrouste (1801-1875), Electa, Milano 2002 Geography of the Gaze. Urban and Rural Vision in Early Modern Europe, The University of Chicago Press, Chicago 2002 Robert Byron, Il giudizio sull'architettura, Allemandi, Torino, 2006 (curatore insieme ad Angelo Maggi) AA.VV. Paesaggi e storia, Marsilio, Venezia 2012 (curatore) Di paesaggi, architetture e città. Dal mito dell'Arcadia allo spazio contemporaneo, Allemandi, Torino 2012.
Collegamenti esterni
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