La campagna di Libia intrapresa tra il 1913 e il 1921 costituisce una delle fasi operative successive alla guerra italo-turca per assicurare la pace e la sovranità italiana nella colonia libica.
La Libia con la firma del trattato di Losanna passò sotto l'amministrazione civile e militare italiana (art. 2).
Alla fase bellica, seguirono provvedimenti di natura civile aventi per oggetto l'insieme delle norme da attuare per procedere organizzativamente alle necessità della colonia. Furono emanate disposizioni per l'amministrazione dei territori della Tripolitania e della Cirenaica e si diede inizio a programmi di riduzione delle truppe di presidio procedendo alle prime smobilitazioni. Il 9 gennaio 1913 furono quindi istituiti due separati governi, uno per la Tripolitania affidato al generale Ottavio Ragni e uno per la Cirenaica guidato dal generale Ottavio Briccola. I governatori, secondo quanto stabilito nel nuovo ordinamento furono posti alle dipendenze del Ministero delle colonie.Sull'istituzione del Ministero delle colonie, compiti e finalità, vedi anche: C. Marinucci, T. Columbano, L'Italia in Africa. Serie giuridico-amministrativa. Vol. 1. Il governo dei territori oltremare (1869-1955), Roma, Ministero degli Affari Esteri, 1963, pp. 53 e sgg. Oltre alla complessa serie di atti normativi, centrali e periferici, in corso di attuazione in entrambi i governatorati, dopo la conclusione della guerra italo-turca, si aggiunsero non pochi problemi con le popolazioni arabe. Il trattato di Losanna concluso con la Turchia, non scongiurò la continuazione dell'azione già sviluppata durante il conflitto da emissari e ufficiali turchi che continuarono, anche dopo la firma del trattato, nella loro opera destinata a fomentare il disordine e sollevare le popolazioni arabe contro le autorità italiane. Infatti, anche se le truppe turche a campagna conclusa furono rimpatriate, alcuni ufficiali fra cui Enver Bey rimasero in Libia osteggiando l'azione del governo con l'appoggio della confraternita dei Senussi.M. A. Vitale, L'Italia in Africa. Serie storico-militare. Vol. 1 Avvenimenti Militari e Impiego - Africa Settentrionale (1911-1943) Roma, Ministero degli Affari Esteri, 1964, pp. 30 e sgg
Ampliamento delle zone di occupazione Tripolitania Nel settembre 1912 il generale Ottavio Ragni, governatore della Tripolitania decise di estendere la sovranità italiana sulle ampie fasce territoriali non ancora sottomesse. Per raggiungere tale obiettivo sviluppò un'intensa attività di propaganda destinata ad assoggettare pacificamente le tribù e disarmarle. Ottenuta la collaborazione di molti capi, il generale Ragni decise di espandere la propria azione verso i territori dell'interno sviluppando operazioni per l'occupazione delle regioni della GefaraGuida d'Italia del T.C.I.- Possedimenti e Colonie, op.cit., pp. 179-181 e del Gebel Nefusa.Il Gebèl assume diversi nomi: Gebèl Nefusa, Gebèl Iéfren, Gebèl Gàrian, Gebèl Tarhùna e il Gebèl Msellata modeste alture collinari che raggiungono il mare tra Homs e Misuràta. Vedi: Guida d'Italia del T.C.I.- Possedimenti e Colonie, op.cit., pp. 179-181. Sottomesse senza difficoltà Suani Ben Adem, Azizia, Fondugh ben Gascir, Zliten, Agelat e Zavia, nel dicembre 1912 fu occupata la località di Garian; l'operazione fu portata a termine dal generale Clemente Lequio al comando della 1ª divisione (23º e 82º reggimento, 11º Reggimento bersaglieri, quattro battaglioni alpini - "Tolmezzo", "Feltre", "Vestone" e "Susa" -, un battaglione del 52º reggimento, due squadroni cavalleggeri guide, 3º battaglione eritreo, artiglieria e servizi.M.A.E. - L'Italia in Africa - opera citata Subito dopo furono del pari conquistate Cussabat, Tarhuna, Sidi Ben Nur e Sirte dove furono istituiti e organizzati alcuni presidi e residenze.Angelo del Boca, Gli Italiani in Libia, Editori Laterza, 1986, pp. 207 e sgg
Non mancarono comunque episodi di opposizione: il capo berbero Suleiman El Baruni, invocando l'autonomia della Tripolitania, organizzò la resistenza armata dei territori sotto il suo controllo.E.Scala, Storia delle fanterie italiane. Le Fanterie Italiane nelle guerre coloniali, Roma, Stato Maggiore dell'Esercito, 1952, p. 302 Furono avviate trattative, ma nel febbraio 1913 le truppe del generale Ragni, senza aver ottenuto preventiva autorizzazione del Ministro delle colonie, occuparono Beni Ulid. Esclusa la possibilità di ulteriori negoziazioni, per frenare Suleiman El Baruni e riportare la tranquillità nei settori interessati il 23 marzo la 1ª divisione, al comando del generale Clemente Lequio, conquistò Assàba strappandola a circa arabiSul campo restarono circa 600 arabi tra morti e feriti mentre le perdite italiane furono pari a 15 morti e 190 feriti. Vedi: La formazione dell'Impero Coloniale Italiano, Milano, F.lli Treves Editori, 1938, p. 422. La vittoria conseguita consentì di procedere alla occupazione di altre località sull'altipiano: furono raggiunte Kicla, Suadna,Piccola oasi della Tripolitania con sorgenti. Vedi: Guida d'Italia del Touring Club italiano. Possedimenti e Colonie. Iefren e Bir el-Ghnem. Ottenuta la sottomissione di molti capi e notabili, l'azione fu proseguita sull'altipiano del Gebel assumendo il controllo di Nalut e ad aprile di alcune oasi tra cui quelle di Ez-Zintan, Giado, GiòscNodo carovaniero composto da due abitati- Giòsc Chèbir e Giòsc Serìr. Vedi: Guida d'Italia del Touring Club italiano. Possedimenti e Colonie, op. cit., Voce: Giòsc, e Gadames. Quest'ultima località, occupata dal capitano Pavoni, fu ritenuta di una certa importanza per stabilizzare il confine con la Tunisia e nel contempo contenere le eventuali mire espansionistiche francesi, mirate verso il momento all'oasi di GhatTelegrammi vari, ASMAI vol.II, posizione 124/1, fascicoli 2 e 3..
Nei mesi successivi i contrasti tra il generale Ragni e il Ministero delle colonie si aggravarono, perciò il 1º giugno 1913 fu nominato governatore della Tripolitania il generale Vincenzo Garioni: egli si rifece a un progetto stilato dal suo predecessore per occupare il Fezzan.Sugli avvenimenti che si svolsero vedi anche: Enciclopedia Militare - Il Popolo d'Italia - Milano - Vol. III - Voce: Fezzan Al comando delle truppe fu destinato il tenente colonnello di Stato maggiore Antonio MianiGenerale. Nato a Milano nel 1864 si distinse in Eritrea dove prese parte a numerosi combattimenti guadagnando tre Medaglie d'argento al valor militare. Ottenne poi la croce di Cavaliere dell'O.M.S. a seguito delle operazioni che portarono all'occupazione del Fezzan. Vedi Enciclopedia Militare - Opera citata. - Vol. V - Voce: Miani cui fu affiancato, per l'azione politica, il capitano Hercolani Gaddi. Il 19 giugno fu occupata Bu Ngnem,Villaggio situato in una piccola oasi, Vedi: Guida d'Italia del T.C.I - Possedimenti e Colonie. Opera citata Voce: Bu Ngnem il 5 luglio Mizda e il 22 Socna. Quest'ultima località, occupata pacificamente grazie al supporto di Seif en-Nasser, divenne una base di appoggio da cui muovere a protezione delle linee di comunicazione e di rifornimento della colonna principale, ancora in fase di raccolta a Sirte. Concluse positivamente le operazioni preliminari, Miani fu nominato nel frattempo "Commissario governativo incaricato dell'occupazione e del Governo del Fezzan"L. Tuccari, I Governi Militari della Libia, Roma, Stato Maggiore dell'Esercito, Ufficio Storico, 1994, p- 113 mosse con la sua colonna da Sirte raggiungendo Socna il 26 agostoEnciclopedia Militare, op. cit., Vol. III - Voce: Fezzan. Nel dicembre dello stesso anno la colonna del tenente colonnello, dopo una lunga preparazione, attraversò il Gebèl el-Soda, ed iniziò ad addentrarsi nel Fezzan. Gli uomini di Miani affrontarono per ben tre volte i combattenti di Mohammed Ben Abdallah: il primo scontro avvenne presso i pozzi di Esc Scebb l'8 dicembre, il secondo presso i pozzi di Eschida il 13 dicembre 1913 e l'ultimo avvenne il 24 dicembre a Maharuga. Lo scontrò fu feroce, con un gran numero di perdite da parte di entrambi, ma gli italiani ebbero la meglio. Sul campo di battaglia trovarono la morte il capitano Domenico De Dominicis ed il capo tribù Mohammed Ben Abdallah.
Con l'avvenuta occupazione del Fezzan, l'ostilità dei capi della confraternita dei Senussi e di altri influenti personaggi locali portò ad altri scontri nella Sirtica orientale; il comando italiano puntò quindi a stabilire le comunicazioni tra Sirte e Fezzan ed eliminare le sacche di resistenza esistenti. In tale quadro il 3 marzo furono occupate Gheriat e la zauiaLocalità di culto senussita senussita di Nufilia da un battaglione libico, una squadra Savari, artiglieria e servizi.La formazione dell'Impero Coloniale Italiano, op. cit., p. 422 e l'oasi di Ghat cui avrebbe dovuto seguire quella dell'oasi di Zella, che non ebbe però seguito.Composta dalle oasi di Zella, Tirsa e Tlissem. Importante zauia senussita, costituì uno dei maggiori centri direttivi della guerriglia senussita. Fu occupata dalle truppe italiane nel 1928. Vedi: Guida d'Italia del Touring Club italiano. Possedimenti e Colonie, op. cit., Voce: Zella
Nell'estate del 1914 le condizioni di sicurezza nei territori della Tripolitania si aggravarono rendendo difficoltosi i rifornimenti con la costa, mentre lo scoppio della prima guerra mondiale non consentì di proseguire in ulteriori azioni belliche, le riserve essendo state dirottate sul fronte aperto contro l'Austria-Ungheria.
Cirenaica